Iniziativa "La Settimana della Scienza 2023"
Comunicato stampa: “Museo Eremitani 2030. Dibattito aperto al pubblico”, l’incontro con il quale l’Amministrazione vuole aprire un confronto con la città sugli sviluppi futuri del più importante polo museale padovano
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</figure><br><p>Sono passati quasi 40 anni da quando nel 1985 dopo un percorso complesso, si portò a termine una operazione molto significativa sul piano delle politiche della cultura: affiancare finalmente alla Cappella degli Scrovegni il nuovo Museo, dando forma ad una vera e propria “insula” museale.<br>
Da allora, soprattutto in questi ultimi anni il Museo Eremitani è cresciuto e oggi i visitatori raggiungono numeri importanti. Per essere un luogo della cultura adeguato all’importanza della città, il Museo Eremitani deve crescere e trasformare la sua identità.<br>
L’incontro significativamente intitolato “ Museo Eremitani 2030 - Dibattito aperto al pubblico” che si svolgerà nel pomeriggio del 31 ottobre, alle ore 17:30 nella Sala del Romanino del Museo Eremitani, vedrà dialogare storici e tecnici di grande valore, e vuole coinvolgere la cittadinanza in un percorso di ricerca verso il Museo Eremitani del futuro. <br>
Dopo i saluti dell’assessore Andrea Colasio e l’introduzione della direttrice dei Musei Civici di Padova Francesca Veronese, il dibattito guidato da Elio Armano coinvolgerà il professor Stefano Zaggia, Storico dell’Architettura dell’Università di Padova, l’architetto Vittorio Dal Piaz, del Comitato Mura, l’ing. Vittorio Spigai già professore allo Iuav di Venezia, l’architetto Roberto Righetto, presidente dell’Odine degli Architetti di Padova e il professor Edoardo Narne dell’Università di Padova. </p><p>L’assessore alla cultura Andrea Colasio spiega: “<em>Il nodo qual è? Oggi come oggi il nostro Museo è un’incompiuta, è monco, è un esempio di architettura introversa. Solo che non è nato come tale, e quindi ci troviamo con una struttura museale che è inadeguata al tempo che stiamo vivendo, e oggi lo è più che mai prima d’ora. Padova oggi è luogo Unesco, è collettore di centinaia di migliaia di turisti che però non siamo in grado di accogliere. La struttura di accoglienza è primordiale e inadeguata. Cosa si può fare? E’ una questione che ha visto confrontarsi intellettuali e politici per decenni senza trovare soluzione. Noi vogliamo oggi, con questo primo confronto di idee martedì prossimo, a partire da una doverosa ricostruzione storica che Francesca Veronese ha messo a punto, avviare un percorso che l’Amministrazione ritiene strategico e fondamentale per trovare una soluzione concreta e condivisa che ci permetta di offrire ai visitatori un Museo davvero degno di questo nome fin dall’ingresso e dall’accoglienza</em>”. </p><p>La direttrice dei Musei Civici Francesca Veronese sottolinea: “<em>Partiamo da dei dati concreti: noi abbiamo chiuso il 2022 con oltre 350 mila presenze al polo museale degli Eremitani, un numero importante che era già superiore all’ante Covid, quando, nel 2019 avevamo toccato i 338 mila visitatori. Siamo cresciuti perché siamo stati proclamati sito Unesco, perché la città comunque ha offerte culturali importanti, e quindi la crescita è di tutta la città e non solo del complesso museale. Ad oggi, per il 2023 l’analisi comparata degli accessi al Museo, mese per mese ci porta a dire che ogni mese ha visto un numero superiore di visitatori rispetto allo stesso mese del 2022. Quindi chiuderemo il 2023 con un numero significativo, ipotizziamo intorno ai 370 mila euro, un trend comunque in crescita consistente. Con gli spazi che abbiamo stiamo andando verso una sorta di collasso perché la struttura non è concepita per numeri così importanti, basta pensare ai flussi in entrata e in uscita che si incrociano nella stessa porta. Quindi il Museo oggi comincia ad essere inadeguato rispetto alla sua configurazione, era stato pensato con volumi diversi, poi vari motivi hanno portato alla realizzazione attuale, noi abbiamo spazi sacrificati per i beni culturali che custodiamo, ma incominciamo ad avere spazi totalmente non al passo con la crescita che il Museo sta avendo. Ora, se vogliamo pensare di continuare a crescere con il ritmo che la città ha avuto e ha in questi anni, dobbiamo pensare anche alla configurazione del Museo Eremitani, che naturalmente crescerà anche su altri fronti, ma è proprio la sua configurazione che richiede una riflessione</em>”. </p><p>Elio Armano, artista e intellettuale da sempre impegnato nel dibattito culturale della città riflette: “<em>Stamattina ho passeggiato nelle Piazze: è una cosa impressionante, c’è una “foresta” di persone in città. E ho detto “foresta” perché ci sono tantissimi stranieri, e italiani di ogni regione. C’è stato come un salto, del quale forse, noi padovani doc non ci accorgiamo. C’è tutto un fermento e un interesse per questa città che la dice lunga. C’è un grande domanda di cultura che vede Padova una città che offre parecchie cose. Allora tornando al Museo degli Eremitani, abbiamo un Museo bello, straordinario, pieno di eccellenze e di possibilità ma che è inespresso perché non ha la parte strategica, per scaramanzia non lo chiamiamo avancorpo perché sennò si apre una querelle senza fine, però ci sono tutti i servizi da realizzare. Gli manca una gamba fondamentale, che è quella degli accessi. Dobbiamo confrontarci senza ideologismi, senza evocare mostri su quale potrebbe essere una soluzione intelligente all’altezza dei tempi che stiamo vivendo, con una città con ben due siti Unesco, così come è non va bene, il Museo va ripensato. La cosa che mi ha sempre fatto male è la tendenza del mondo culturale a dividersi in gruppi contrapposti. Non fare mai un gioco di squadra. Allora, se posso esprimere un desiderio e una raccomandazione, da vecchio padovano, davanti a questo buco nero che è l’assenza del completamento del Museo, dobbiamo tutti fare gioco di squadra, dalle forze politiche, al mondo della cultura. Dobbiamo fare un gioco di squadra per finire il Museo, per finire questa struttura e offrire questa struttura fondamentale alla città che cambia, che tra poco tempo diventerà un’altra cosa. Come offriamo a tutti questi nuovi utenti, una “macchina museale” che sia all’altezza di quello che Padova è adesso e quello che diventerà nel futuro?</em>”. </p><p>Un po’ di storia per capire da dove partiamo e come siamo arrivati ad oggi</p><p><strong>Dall’Unità d’Italia all’acquisto della Cappella da parte del Comune di Padova </strong></p><p>Nel 1866 Padova veniva annessa al Regno d’Italia. Nell’adunanza del Consiglio Comunale di Padova del 28 luglio 1866, la prima dopo l’abbandono della città da parte degli Austriaci, Podestà conte De Lazara, venivano deliberate iniziative di forte rilevanza politica e culturale. Tra queste ultime veniva nominata una Commissione con il compito di studiare e proporre un progetto di prestito per l’esecuzione di “importanti opere comunali” e, su pubblica sollecitazione soprattutto di Andrea Gloria, al punto 11 era previsto “l’acquisto dell’Arena per erigervi la fabbrica della Pinacoteca e il Museo”. Inizia così a delinearsi l’ipotesi di costruire una sede nuova e appropriata per il Museo accanto alla Cappella degli Scrovegni, in alternativa ad altre soluzioni all’epoca valutate, quali per esempio l’ex Caserma del Santo. Al dibattito che ne segue partecipa con convinzione anche l’architetto Pietro Selvatico che, fieramente contrario all’ipotesi Caserma del Santo, sosteneva vivacemente l’opportunità di edificare il nuovo Museo a fianco della Cappella dell’Arena. “Tra Giotto e Mantegna” diviene quindi il leitmotiv con cui si affronta il tema della nuova collocazione del Museo patavino, ma molti anni ci vorranno, e non pochi col pi di scena, prima che il Comune riesca effettivamente ad acquisire la proprietà dell’area mettendo al riparo la Cappella dal rischio della dissoluzione. Sarà infatti necessario attendere il maggio 1880 quando, con una delibera all’unanimità, il Comune procede all’acquisto della Cappella, grazie agli sforzi congiunti dell’assessore Antonio Tolomei, dell’avvocato Giacomo Levi Civita e di Andrea Gloria. Ma ancora più di cent’anni dovranno passare, con un susseguirsi di polemiche, prima dell’inaugurazione del nuovo Museo in quell’area.</p><p><strong>Dagli anni ’30 con il ritorno dell’idea di Pietro Selvatico al Piano Regolatore di Piccinini del 57 </strong></p><p>Nel 1937 l’allora direttore del Museo, Andrea Moschetti, invia al Podestà una relazione per lamentare l’esiguità degli spazi del Museo al Santo e ritorna a sua volta sul vecchio sogno di Selvatico, ricordando come gli spazi del cd Distretto Militare (ovvero del convento degli Eremitani) potessero essere funzionali a ospitare il Museo, tanto più che “lì accanto sorge la Cappella degli Scrovegni, di proprietà comunale e dall’altro lato la Chiesa degli Eremitani con la cappella mantegnesca degli Ovetari” e si sarebbe così venuto a creare un “mirabile centro artistico”. Il Comune, negli anni 1950-1952, avvia una trattativa con il Santo per la restituzione degli spazi adibiti a sede museale e contestualmente per l’acquisto della “Caserma Eremitani” dal Demanio militare. L’idea del possibile spostamento del Museo nell’area degli Eremitani emerge nuovamente dal piano regolatore dell’arch. Luigi Piccinato del 1954-1957.</p><p><strong>Dal concorso del ‘61, alla demolizione dell’ex convento fino al primo progetto di un Nuovo Museo </strong></p><p>Si giunge così al 1961, anno in cui l’Amministrazione decide di bandire un concorso di idee per la formazione di un piano particolareggiato della zona compresa tra Corso Garibaldi, via Morgagni, via Altinate e si prevede la possibilità di costruzione di un nuovo museo su una superficie equivalente a quella del convento. È così che ha inizio una delle operazioni più distruttive che la città abbia subito: si iniziano cioè ad abbattere i fabbricati che delimitavano il fianco sinistro del sagrato della chiesa degli Eremitani. Un’operazione progressiva e inizialmente inarrestabile, che porta tra il 1963 e il 1965 alla demolizione dell’edificio del convento addossato alla parete nord della Chiesa, un edificio “in stile boitiano” che nell’ultima fase era appartenuto alla caserma Gattamelata (il cd Distretto Militare). Tra l’agosto e l’ottobre del 1966 la Giunta e il Consiglio deliberano di conferire all’architetto milanese Franco Albini l’incarico di consulenza per il problema del Museo e di assistenza per la redazione di un concorso di idee che ha come fulcro la nuova pinacoteca. Il progetto vincitore reca la firma di Maurizio Sacripanti ed è un progetto avveniristico, che inserisce tra il chiostro nord e via Porciglia “un grande corpo di cristallo a struttura metallica composto da dieci ponti liberi sovrapposti sostenuti da quattro sistemi di portali a piedritti diagonali”. Un’idea di fronte alla quale il direttore di allora, Alessandro Prosdocimi, avanza alcune perplessità “per lo spaesamento delle opere”. Di fatto il progetto non trova neppure l’approvazione del Consiglio superiore delle Belle Arti e il 18 dicembre del 1968, un po’ in seguito ad alcune incongruenze emerse dal bando, un po’ per le resistenze museografiche, anche il Consiglio comunale boccia il progetto Sacripanti.</p><p><strong>Dal progetto di Albini nel ‘69, con quello che sarà chiamato “avancorpo” fino all’inaugurazione del Nuovo Museo nel 1985 </strong></p><p>A quel punto l’anno successivo, il 1969, il Consiglio comunale conferisce un incarico diretto a Franco Albini per portare a termine l’intero progetto di sistemazione del complesso conventuale da adibire a museo, con i relativi annessi. Il progetto di Albini investe tutti gli spazi disponibili –dai chiostri del convento alle palazzine attigue – che vengono ripensati nella loro complessità e destinati a funzioni specifiche e integrate. Per l’ingresso, la sala conferenze e le mostre temporanee viene progettata una struttura ad hoc, capiente e monumentale, sul lato sinistro della chiesa degli Eremitani, sviluppata su due piani, con scala esterna di collegamento tra i piani e tetto piatto: il cosiddetto “corpo di ingresso”, destinato a suscitare in città un dibattito acceso e dai toni aspri, che di lì a pochi anni approderà in tribunale, ma resterà privo di una vera conclusione. Qui ha inizio infatti l’annosa ed estenuante vicenda di un’architettura incompiuta. Di un Museo che era stato pensato con spazi adeguati alla sua importanza, che non sono mai stati realizzati. Di un Museo che doveva essere dotato di un ingresso monumentale, che non ha mai avuto. Da qui hanno origine molte delle criticità con cui oggi affannosamente ci confrontiamo: la cronica mancanza di spazi, l’incompletezza espositiva del Museo Archeologico, la congestione con cui sono esposte le collezioni della pinacoteca sono solo alcuni degli esempi. Il sogno di Selvatico, a distanza di cent’anni, si stava avviando a prendere finalmente forma, ma senza trovare quella compiutezza che sarebbe stata necessaria.</p><p><strong>Dall’inaugurazione ai processi, fino alla demolizione dello scheletro dell’avancorpo nel 1993 </strong></p><p>Nell’aprile del 1985 viene inaugurato il nuovo Museo Eremitani, così come lo conosciamo oggi. Era dotato di un avancorpo in metallo e cemento per il quale costruttori e politici che avevano dato parere favorevole alla costruzione vengono imputati di reato “di costruzione in assenza di concessione” e di aver deturpato la chiesa. L’anno successivo la vicenda dell’avancorpo ha il suo finale surreale: nel dicembre 1987 viene dichiarato abusivo con obbligo di abbattimento. Nel maggio del 1998 la Giunta bandisce un concorso di idee per il nuovo ingresso del Museo (delibera n. 354), poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Ma da allora nessun nuovo ingresso è stato mai realizzato. Il contestato avancorpo è rimasto lì per anni ad arrugginire alimentando polemiche, fino alla definitiva abolizione operata dalla Giunta Zanonato nel 1993.</p><p><strong>Il Museo Eremitani oggi coni suoi successi e le sue criticità </strong></p><p>In questi anni il Museo, grazie alla contigua Cappella degli Scrovegni, ha potuto beneficiare di un interesse crescente da parte dei visitatori. Alla luce di tutto questo si rende necessaria e opportuna una riflessione sull’identità del Museo e sulla sua stessa funzionalità, per individuare un nuovo assetto, più rispondente alle prerogative e alle esigenze di un Museo moderno, sempre più integrato nel processo di costruzione di Padova come grande città d’arte europea e come rilevante sito UNESCO. Il Museo è quindi oggi chiamato a una metamorfosi radicale: da Museo introverso deve diventare un Museo estroverso, accogliente e con un ingresso monumentale in dialogo con piazza Eremitani, dove auspicabilmente possa ritrovare il suo volume spaziale, declinato nelle forme che si riterranno più opportune, il corpo di ingresso. Oggi si impongono perciò delle scelte strategiche, che dovranno accompagnare nei prossimi anni un processo di ridisegno radicale del complesso museale. Il Museo dovrà sempre più caratterizzarsi come grande hub a servizio delle altre “stazioni” culturali della città, a partire dalla urbs picta che con la Cappella degli Scrovegni qui ha il suo baricentro.</p>
Comunicato stampa: edizione 2023-2024 della rassegna Teatro ragazzi Padova
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</figure><br><p>14 titoli in cartellone, con almeno 21 repliche e 3 progetti speciali per un’altra importante stagione di teatro dedicata alle scuole di Padova e provincia, programmata da ottobre 2023 a giugno 2024.</p><p>La rassegna Teatro ragazzi Padova 2023-2024 si presenta al pubblico con la partecipazione dell’assessore alla cultura Andrea Colasio, martedì 24 ottobre alle ore 11:30 in sala Gruppi, e lo fa con una proposta di elevatissima qualità artistica e formativa, nel solco della propria tradizione, per portare i ragazzi di nuovo in sala nei principali teatri della città ma anche nei giardini delle scuole, e nei siti Unesco. <br>
Anche quest’anno la stagione Teatro ragazzi Padova 2023-2024 è organizzata da Tam Teatromusica e promossa dall’Assessorato alla cultura del Comune di Padova, in collaborazione con l’Assessorato alle politiche educative e scolastiche del Comune di Padova e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.<br>
La rassegna è curata da Tam Teatromusica e diretta da Antonio Panzuto con la collaborazione di Flavia Bussolotto.<br>
Potenziare il progetto culturale dedicato alle scuole e ampliare il bacino di utenza: sono i due obiettivi che hanno guidato l’Assessorato alla cultura del Comune di Padova e Tam Teatromusica nei 10 anni di programmazione della rassegna Teatro Ragazzi Padova. Un lavoro di sinergia premiato dai risultati, anche in in stagioni difficili come le ultime. La rassegna quest'anno porta il titolo “Piccole Isole” tratto dalla poesia di una persona insostituibile, che ci ha lasciato la scorsa primavera.</p><p>Così nel ricordo del direttore artistico, Antonio Panzuto: “<em>Le parole più semplici per ricordarci di come la cara Mafra Gagliardi, studiosa delle dinamiche della ricezione infantile a teatro e più in generale del rapporto tra scuola e teatro, in questi anni ci abbia illuminato e guidato con la sua riservata eleganza. Piccole Isole che ci accompagnano a disegnare e a ricostruire la nuova rassegna di Teatro per ragazzi un po' in difficoltà in questi ultimi anni. L’Isola è una forma dinamica, una coreografia di moto, di mare, di onde che si susseguono contro la spiaggia: è suono, acqua, aria e ci incoraggia a riprendere il largo con gli alunni delle scuole, dell’infanzia, primarie secondarie e superiori</em>”. </p><p>La manifestazione, come da tradizione, si snoda attraverso il territorio padovano coinvolgendo i maggiori palcoscenici della città.<br>
Innanzitutto, con ben 7 date, al Teatro comunale Verdi, grazie alla collaborazione del Teatro Stabile del Veneto. Poi, naturalmente, sempre al “grande” Piccolo Teatro della Paltana, che ospita la rassegna da molto tempo. La novità di quest’anno è l’avvio della collaborazione con il Tem Teatro Excelsior di Mortise che torna alla piena operatività dopo i lavori di ristrutturazione portati a termine grazie al contributo del Comune di Padova. L’intento è quello di offrire un palcoscenico e un’opportunità anche nelle zone più distaccate della città ma altrettanto importanti, come l’Arcella o Mortise appunto. E ancora, sempre col medesimo scopo di arrivare a tutti, ecco coinvolte le scuole stesse, giardini e sale polivalenti: spazi tradizionali o inconsueti in cui bambini, ragazzi e insegnanti possono vivere di nuovo l’esperienza così formativa della condivisione dello spettacolo dal vivo.</p><p>Le prenotazioni possono essere effettuate contattando l’Ufficio teatro scuole di Tam Teatromusica ai numeri 049 654669 - 333 9206912 - 320 2449985 o all’indirizzo di posta elettronica <a href="mailto:teatroragazzipadova@gmail.com" id="LPlnkOWA3de1afee-fae3-e5ef-9372-531b54320a46">teatroragazzipadova@gmail.com</a>.<br>
Il costo del biglietto è di €6,00 mentre per gli spettacoli al Verdi è di € 7.<br>
Ingresso gratuito per insegnanti e alunni certificati. Alle scuole viene inoltre proposto un servizio trasporti con tariffe agevolate. </p><p>Info: Ufficio Teatro Scuole 049 654669 - 049 609475 - 320 2449985 - <a href="mailto:teatroragazzipadova@gmail.com">teatroragazzipadova@gmail.com</a>… libretto della rassegna Teatro ragazzi Padova 2023-2024 è disponibile nella sezione "Documenti"<em> </em>di questa pagina</p>
Comunicato stampa: duecento bambini della primaria Santa Rita a Tambre d’Alpago alla scoperta della montagna
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>L'intero plesso della scuola primaria Santa Rita, accompagnato dall’assessora Francesca Benciolini, è andato in gita a Tambre d’Alpago (Belluno) dove ha consegnato una lettera alla sindaca inviando i saluti del Sindaco e l'invito alla scuola di Tambre di venire in gita a Padova. Lo scambio di visita tra le scuole dei due Comuni è una iniziativa avviata già da alcuni anni e nasce dalla vicinanza dei nostri più giovani cittadini nel nome dell'educazione alla montagna. I ben 200 bambini padovani hanno incontrato i bambini di Tambre e si sono poi divisi in quattro gruppi che hanno dato vita ad altrettanti laboratori: le seconde sono andate a fare il formaggio, le terze sono state impegnate in un itinerario naturalistico, le quarte hanno sperimentato l’arrampicata, le quinte alla Casa dell'Alchimista hanno svolto esperimenti e approfondito la conoscenza delle erbe. </p><p><strong>La sindaca di Tambre d’Alpago Sara Bona </strong>commenta: "<em>E’ stato bello ospitare questi bambini e queste bambine che hanno conosciuto il nostro territorio e lo racconteranno alle loro famiglie e magari avranno voglia di tornare assieme nelle nostre montagne</em>". <br>
<strong>L’assessora Lucia Della Libera</strong> aggiunge: "<em>Per andare in montagna bisogna conoscere alcune regole importanti. Riuscire a trasmettere queste regole ai bambini è fondamentale perchè possano amare la montagna, il suo silenzio, la sua aria, la sua natura in sicurezza. Per questo abbiamo coinvolto in questa gita della scuola Santa Rita di Padova, il Soccorso Alpino, la Proloco, un Casaro e un appassionato naturalista dando loro del materiale e facendo fare loro esperienze dirette</em>". </p><p><strong>L’assessora Francesca Benciolini </strong>conclude: “"<em>Questa gita ci aiuta a coinvolgere i nostri più giovani cittadini e cittadine nella scoperta di un territorio della nostra Regione vicinissimo eppure totalmente diverso da quello di Padova. L'incontro con i bambini e le bambine di Tambre costruisce ponti di amicizia e aumenta la consapevolezza e il piacere di conoscere ed esplorare nuove esperienze</em>".</p>
Conferenza stampa: presentazione della IX edizione del Premio letterario "Memo Geremia"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La presentazione dei vincitori della IX edizione del premio letterario sportivo “Memo Geremia”, organizzato dall’Ascom Confcommercio di Padova in conferenza stampa</p><p><strong>mercoledì 27 settembre, ore 12:00 <br>
sala Consiglio - Palazzo Moroni</strong></p><p>Saranno presenti, tra gli altri, l’assessore allo sport del Comune di Padova Diego Bonavina, il presidente della Giuria del Premio Rossano Galtarossa, oltre a Patrizio Bertin e Silvia Dell’Uomo, rispettivamente presidente e vicepresidente vicario di Ascom Confcommercio Padova, il presidente dei Librai Ali Confcommercio Veneto Antonio Zaglia, il prorettore Antonio Paoli e i membri del comitato d’onore e della giuria tecnica. </p><p>Saranno annunciati il vincitore dell’edizione 2023 del “Premio Memo Geremia”, e dei tre premi a latere (”dei Librai Ali Confcommercio”, “del Coni” e “dei Ragazzi”).<br>
Saranno resi noti prossimamente, invece, gli altri riconoscimenti che tradizionalmente compongono il corollario del premio, ovvero il “Premio alla carriera sportiva” e il “Premio speciale del Presidente”. </p><div><br>
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Conferenza stampa: presentazione della mostra “La magia di Giotto” a New York, Istituto italiano di cultura
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>L’evento, unico nel suo genere, porterà lo straordinario ciclo di affreschi inseriti nella World Heritage list, la Lista del Patrimonio mondiale Unesco nella metropoli statunitense, presso l’Istituto italiano di cultura a New York dall'8 novembre 2023 al 31 gennaio 2024.<br>
L’esperienza immersiva della Cappella degli Scrovegni sarà realizzata grazie a un’azienda italiana all’avanguardia: Hidonix.<br>
La mostra comprenderà anche un angelo del Guariento e un ricco supporto informativo così da valorizzare la capacità dell’Italia di oggi di essere - anche nella conservazione e promozione dell’arte - testimonianza non solo del passato, ma di innovazione e creazione del futuro, attirando l’attenzione sulla grande cultura padovana e veneta del Trecento e promuovendo un turismo culturale di alto livello verso Padova e il Veneto, e in generale l’Italia dei borghi. <br>
Come questi obiettivi saranno raggiunti e i dettagli di questa inedita iniziativa saranno illustrati in una conferenza stampa</p><p><strong>mercoledì 27 settembre, ore 12:00<br>
Museo Eremitani - Sala del Romanino, piazza Eremitani, 8</strong></p><p>Partecipano:</p><ul>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura e al turismo</li>
<li>Fabio Finotti, direttore dell’Istituto italiano di cultura a New York</li>
<li>Beatrice Autizi, curatrice della mostra</li>
<li>Ferderica Franzoso, caposettore Cultura</li>
<li>Francesca Veronese, direttrice del Museo Eremitani</li>
<li>Federica Millozzi, conservatore Ufficio Patrimonio Mondiale Unesco</li>
</ul>
Comunicato stampa: "L’essenziale è visibile agli occhi". Personale di Chiara Coltro
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<img src="/sites/default/files/images/L%27essenziale%20%C3%A8%20essere%20-120X120-tecnica%20mista%202022.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Viene inaugurata sabato 30 settembre, alle ore 18:.00 presso le Scuderie di palazzo Moroni, la mostra “L’essenziale è visibile agli occhi”, personale di Chiara Coltro, promossa dall’Assessorato alla cultura. L’esposizione è curata da Enrica Feltracco con intervento critico di Massimiliano Sabbion.<br>
Nell’antologica di Chiara Coltro saranno esposte circa una quarantina di opere, realizzate negli ultimi sette anni di attività.<br>
Osservando i lavori di Chiara Coltro lo spettatore potrà compiere un viaggio tra il delirio creativo della solitudine e una lucidità visionaria, nutrendosi di odori, sensazioni, riflessi di luce che emergono da una realtà «visibile agli occhi» agli occhi di Chiara<em>.</em></p><p>“<em>I dipinti dell’artista padovana sono macchie di colore intenso che grazie alla sua mano prendono vita e luce, rimescolandosi attraverso le superfici della tela. Una natura avvolgente e protettiva che si esprime in questo rinnovato espressionismo astratto, dove l’artista ha rinunciato alla rappresentazione figurativa a favore della potenza del colore</em>”, così racconta lo storico dell’arte Massimiliano Sabbion.</p><p>Nei suoi dipinti, colore e materia diventano i protagonisti assoluti, attraverso una pittura legata al gesto che con grazia sopraffina dà forma al colore. L’essenziale è visibile agli occhi, una frase con la quale si è voluto giocare, rovesciando la celebre sentenza de “Il piccolo principe” di Antonie de Saint Exupéry, dove si invita alla fine a guardare con il cuore. La curatrice Enrica Feltracco infatti scrive che “<em>osservando le opere di Chiara si è subito attratti dalla sua capacità di raggiungere l’essenza e renderla visibile, svelando il cuore delle forme e l’intimità del suo pensiero artistico</em>”.</p><p>Le tele di Chiara Coltro sono sempre un contrasto sapiente ed equilibrato di colori, di toni, di materia che insieme creano dei paesaggi in bilico tra “il dentro e il fuori”, intimi e al contempo cosmici e danno vita a racconti sempre nuovi, sempre diversi: sarà un pensiero o un pianeta, un sentire o un toccare, una molecola o un universo? Il bello di un’opera informale, quando è sapientemente realizzata, è che la tecnica pittorica esalta e indirizza la fantasia di chi osserva, impone di specchiarvisi e riflettere.</p><div>Biografia dell’artista:
<p>Nata e cresciuta a Padova, dove tutt’ora risiede e lavora. Da sempre appassionata di disegno e pittura, ha frequentando la scuola del maestro Umberto Menin dove ha appreso oltre alle competenze tecniche, il senso della ricerca rispetto a sé stessa, con la consapevolezza che l’arte deve essere espressione di sé. Il suo percorso è iniziato dal figurativo, che ha parzialmente abbandonato, passando all’astratto e poi all’informale. Attraverso questo percorso di conoscenza, ha approfondito varie tecniche e progetti, partecipando a laboratori di molti artisti. Dal 2009 al 2020 si è occupata della creazione di eventi, manifestazioni culturali e organizzazione di corsi con Associazione Artemisia di cui era presidente, nonché socia fondatrice, collaborando con istituzioni, scuole, privati. Dal 2015 al 2019, in collaborazione con altre associazioni, ha fondato il Centro Culturale Fac laboratorio di ricerca artistica sull’arte contemporanea. A settembre 2020 ha aperto uno studio-galleria che porta il suon nome: Chiara Coltro Arte. A gennaio 2021, con altre 4 artiste multidisciplinari, ha fondato l’Associazione Culturale Reitia - Art. Nutre profondi interessi relativi alla natura, all’ambito olistico e spirituale, con inevitabili ed evidenti ripercussioni sulla propria ricerca artistica.</p>
<p>La sua pittura: “<em>Comincio con la preparazione del supporto, mi piace corposo, materico, spesso e allo stesso tempo fragile. Il lavoro è lento, frutto di fasi successive, stratificazioni che devono essere lasciate asciugare e sedimentate interiormente. Ogni passaggio nasce dalla ricerca di un equilibrio compositi</em><em>vo pers</em><em>onale. Mi ascolto e cerco un appagamento cromatico e allo stesso tempo di forme, spessori e pesi compositivi. La mia pittura si può definire informale, la mia ricerca specifica è su colore e materia, sui molteplici e diversi risultati che si ottengono a seconda del supporto e del materiale usato, sugli effetti emotivi e le percezioni visive</em>”.</p>
<p>L’essenziale è visibile agli occhi - Personale di Chiara Coltro<br>
Scuderie di palazzo Moroni, 30 settembre - 29 ottobre 2023<br>
da martedì a domenica, dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 19:00. Ingresso libero</p>
</div>
Comunicato stampa: orientamento, cittadinanza europea, educazione civica, storia, cultura, benessere e scienza: la proposta didattica di Progetto Giovani per le scuole superiori della Città
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</figure><br><p>All’inizio del mese di settembre, l’ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova ha presentato la sua proposta didattica integrativa ai dirigenti e agli insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado della città. Il catalogo completo degli interventi è disponibile sul sito <a href="https://www.progettogiovani.pd.it/" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a> e le prenotazioni sono aperte fino al 30 settembre, attraverso i moduli online dedicati. L’offerta didattica è articolata per macro aree tematiche, utili a individuare più facilmente le attività di proprio interesse. Sono circa 120 gli interventi proposti, che affrontano i temi dell’orientamento e della costruzione delle competenze, puntano a rafforzare la coscienza civica e il senso di appartenenza all’Unione europea e sostengono i giovani nella scelta di stili di vita consapevoli. Non mancano lezioni di approfondimento su temi storici, culturali e scientifici, realizzati anche con il contributo di professionisti esperti e docenti dell’Università degli Studi di Padova.</p><p><strong>Le novità</strong></p><p>Tra le novità di quest’anno, grazie al coordinamento scientifico del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea del nostro ateneo, viene proposto un “calendario civile”, scandito dalle date celebrative dei passaggi cruciali della nostra storia democratica e della nostra tradizione repubblicana. Un ciclo dell’anno laico utile a soffermarsi sui fondamenti che ci fanno comunità di cittadini, una serie di giornate che guardano alla storia per sollecitare contemporaneamente all’impegno civile. Il primo appuntamento di questo ciclo è previsto per il prossimo 3 ottobre, con la lezione di Chiara Marchetti dal titolo “La forza della speranza, la responsabilità dell'accoglienza”, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione.</p><p>Un altro ambito tematico che si è arricchito di proposte per l’anno scolastico 2023/2024 è quello della scienza e della tecnologia, con approfondimenti su alcuni temi di particolare attualità. Grazie al contributo dei docenti dell’Università nell’ambito della loro attività di terza missione, oltre che di scienziati e giornalisti, vengono offerte lezioni sulla tutela dell’ambiente e i cambiamenti climatici, sulle scienze della vita, ma anche sulla sicurezza informatica e la rappresentazione grafica dei dati.</p><p><strong>Le conferme</strong></p><p>Come ogni anno, tornano anche le attese conferme, primo fra tutti il programma dedicato alle scuole all’interno della Fiera delle Parole. Con 9 appuntamenti tra il 5 e il 7 ottobre, il Festival cittadino offre agli studenti l’occasione di incontrare scrittori, giornalisti, scienziati e figure di spicco come il procuratore Marco De Paolis, uno dei maggiori esperti in materia giuridica di crimini di guerra della seconda guerra mondiale, che con le sue indagini ha portato alla sbarra i colpevoli delle stragi nazifasciste compiute in Italia dopo l’8 settembre 1943.</p><p>Vengono riproposti anche gli interventi ormai consolidati dell’area benessere, in risposta alla crescente richiesta dei giovani di affrontare con libertà e consapevolezza gli argomenti che riguardano più da vicino la loro sfera personale: dal rapporto tra intimità e media digitali - attraverso la discussione di esperienze e stereotipi che riguardano le rappresentazioni del sé online - agli interventi di sensibilizzazione e prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, fino a toccare il tema della salute mentale, per mettere in luce la differenza tra un disagio adolescenziale fisiologico e l’esordio di un disturbo psichiatrico.</p><p>La storia e l’educazione civica, come ogni anno, vengono approfondite anche attraverso l’esperienza diretta dei viaggi di istruzione: il Viaggio della Memoria, il Viaggio del Ricordo e il Viaggio a Barbiana sulle tracce di don Milani. Per quanto riguarda il primo, sono già confermate le date dei due turni di viaggio (14-17 gennaio e 18-21 febbraio 2024) che porteranno in totale 200 studenti e studentesse a conoscere i luoghi della tragedia della Shoah: da Padova a Budapest - passando per Trieste – per proseguire verso i campi di Auschwitz/Birkenau e tornare poi facendo tappa a Vienna. Quattro giorni intensi, in cui l’autobus diventa una vera e propria “aula viaggiante”, dove ascoltare, riflettere, elaborare e condividere con i compagni quanto appreso e vissuto, con la guida degli esperti a bordo.</p><p>Ad eccezione dei viaggi, per i quali è previsto un contributo da parte degli studenti, tutti gli interventi sono offerti gratuitamente. Alcuni, specialmente quelli che prevedono modalità interattive e laboratoriali, vengono realizzati direttamente presso gli istituti richiedenti; altri, in occasioni plenarie presso le sale pubbliche messe a disposizione dal Comune. Pur preferendo sempre l’attività in presenza, non si esclude la possibilità di offrire gli incontri anche a distanza in modalità di videoconferenza partecipata e interattiva, anche per andare incontro a particolari esigenze didattiche, di capienza della sala o di spostamento degli studenti o dei relatori.</p><p>Per rimanere informati su queste e altre iniziative proposte durante l’anno, è attiva anche una newsletter dedicata agli insegnanti e ai dirigenti scolastici, curata da Progetto Giovani. Il modulo di iscrizione è disponibile sul sito <a href="http://www.progettogiovani.pd.it" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>, all’interno della sezione “Scuola”.</p>
Comunicato stampa: Festival "La Fiera delle parole" edizione 2023
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Padova ritorna per cinque giorni cuore pulsante della letteratura, del confronto, della partecipazione, dello scambio di idee: è in arrivo dal 4 all’8 ottobre prossimi l’edizione numero 18 della Fiera delle Parole, festival tra i più apprezzati e seguiti d’Italia, che mette in programma quest’anno 86 appuntamenti.<br>
Un calendario di eventi da non perdere, che troveranno spazio nel padiglione 11 della Fiera di Padova e nel cuore del centro cittadino.<br>
"<em>Con l’inizio di ottobre ritorna, come ogni anno, La Fiera delle parole. Per Padova è ormai una tradizione, ma anche un appuntamento capace di rinnovarsi anno dopo anno, pur tenendo fede allo spirito di condivisione e di partecipazione che da sempre caratterizza il festival e che hanno contribuito a renderlo uno degli appuntamenti più attesi in città"</em>, commenta il <strong>sindaco Sergio Giordani</strong>. </p><p>"<em>Quest’anno La Fiera delle parole diventa maggiorenne</em> – scherza la <strong>direttrice artistica Bruna Coscia</strong> – <em>e al di là della battuta questo anniversario è senza dubbio significativo: ci chiede una nuova presa di coscienza della necessità di offrire al pubblico esperienze di valore, momenti di confronto che possano contribuire alla riflessione, a una maggiore consapevolezza di sé, a una nuova ondata di partecipazione, a un rinnovato senso di comunità, del quale c’è davvero grande bisogno in questo tempo"</em>. </p><p>"<em>Anche quest’anno, La Fiera delle parole riporta a Padova il senso vero del fare cultura: la partecipazione. E questa è davvero una manifestazione capace di coinvolgere l’intera città, un patrimonio di incontri, contenuti, persone che ogni anno ritorna e si rinnova</em>", sottolinea l’<strong>assessore alla cultura Andrea Colasio</strong>. </p><p>La Fiera delle Parole apre mercoledì 4 ottobre: evento inaugurale alle ore 16:30 nel Padiglione 11 della Fiera, con un Omaggio a Giuliano Montaldo, il regista grande amico del festival recentemente scomparso, attraverso le parole della figlia Elisabetta e del professor Giorgio Tinazzi dell’Università di Padova. A seguire la poesia di Franco Arminio nella raccolta “Sacro minore”: Il sacro quotidiano, minuscolo, persino minimo; il sacro dei nostri corpi che si incrociano, e si incastrano, e si allontanano, quaggiù sulla terra. Alle ore 19:00 appuntamento con Vittorino Andreoli e “Insieme si vince. La forza della cooperazione nella nostra vita” (Solferino), alle ore 20:45 Francesco Lettieri e il suo album “Controfigura”, alle ore 21:15 con Michele Serra e “Gli sdraiati dieci anni dopo”. </p><p>Tutti gli appuntamenti della Fiera delle parole sono, come sempre, a ingresso libero e gratuito, salvo esaurimento dei posti. Si consiglia la prenotazione – gratuita – su <a href="http://www.lafieradelleparole.it" target="_blank">www.lafieradelleparole.it</a>, sito dove è disponibile anche il programma, mentre sui profili social del festival, dove vengono pubblicati in tempo reale tutti gli aggiornamenti. </p><p><strong>Quattro anteprime nazionali: Maraini, Tamaro, Buticchi, Allievi </strong></p><p>Sono quattro le opere che saranno presentate in anteprima nazionale proprio alla Fiera delle parole: si tratta delle nuove uscite a firma Dacia Maraini, Susanna Tamaro, Marco Buticchi e Stefano Allievi. Venerdì 6 ottobre in Fiera Dacia Maraini presenta con Paolo Di Paolo “Vita mia” (Rizzoli): una cronaca vivida, dolorosa, commista a pagine di speranza, di incredulo stupore, attraverso gli occhi di una bambina, che ripercorrono i lunghi mesi del 1943 trascorsi dalla scrittrice e dalla sua famiglia in un campo di prigionia giapponese. L’anteprima de “Il vento soffia dove vuole”, l’ultimo romanzo di Susanna Tamaro in uscita per i tipi di Solferino, è in programma giovedì 5 ottobre alle ore 19:00 in Fiera: un romanzo profondo, appassionante e ricco di umorismo che è un inno alla forza dei legami familiari e all'importanza di dare un senso alla nostra vita. Si intitola “L’oro degli dei” (Longanesi) il romanzo di Marco Buticchi: un mistero che unisce epoche lontanissime, dall'Antica Grecia agli anni di Napoleone. L’opera sarà presentata con Alessia De Marchi domenica 8 ottobre alle ore 19:00 nella Sala Paladin di Palazzo Moroni. Nel giorno dell’uscita nelle librerie il sociologo Stefano Allievi presenta il suo “Governare le migrazioni” (Laterza) sabato 7 ottobre alle ore 19:00 nella Sala Paladin di Palazzo Moroni. </p><p><strong>Le grandi firme della letteratura </strong></p><p>Fin dalla sua prima edizione, la Fiera delle parole ha saputo offrire una attenta selezione delle voci più importanti della letteratura, coinvolgendole in appassionanti incontri con il vasto pubblico che ne affolla gli appuntamenti. E anche quest’anno il festival tiene fede a questo importante tratto distintivo. Oltre alle già citate Dacia Maraini e Susanna Tamaro e a Marco Buticchi, in programma con la presentazione delle rispettive nuove uscite in anteprima nazionale, venerdì 6 ottobre alle ore 16:00 in Fiera Andrea Vitali presenta “Genitori cercasi” con Lisa De Rossi, mentre alle ore 17:00 nell’Auditorium del Centro San Gaetano Matteo Bussola presenta “Un buon posto in cui fermarsi” (Einaudi) e alle ore 18:30 in Sala Paladin Paolo Malaguti presente “Piero fa la Merica” (Einaudi) con Sara Zanferrari. Sabato 7 ottobre alle ore 18:00 alla libreria Libraccio Romolo Bugaro presenta “I ragazzi di sessant’anni” (Einaudi), mentre alle ore 19:00 in Fiera Fabio Genovesi presenta “Oro puro” (Mondadori). Domenica 8 ottobre alle ore 16:00 in Fiera Mariapia Veladiano dialoga con Sabina Fadel del suo “Quel che ci tiene vivi” (Guanda), alle ore 18:30 nell’Auditorium San Gaetano Patrizia Laquidara con “Ti ho vista ieri” con Giulio Casale, alle ore 19:00 in Fiera Stefano Massini con “Manhattan Project” e Alessia Gazzola con “Una piccola formalità”. </p><p><strong>I grandi temi del nostro tempo </strong></p><p>Una bussola per orientarci tra i grandi temi dei nostri giorni: è quello che la Fiera delle parole vuole offrire al pubblico mettendo in calendario una serie di appuntamenti con giornalisti, docenti, pensatori, ricercatori che offrono spunti di riflessione e di crescita condivisa. Si parte mercoledì 4 ottobre con due appuntamenti negli spazi della Fiera di Padova: alle ore 18:00 con Vittorino Andreoli, psichiatra che da decenni ci offre una riflessione critica, lucida e profonda, sulle principali problematiche della società contemporanea; alle ore 21:15 con Michele Serra, giornalista che giorno dopo giorno con le sue “Amache” traccia un ritratto disincantato dell’Italia di oggi. Giovedì 5 ottobre alle ore 17:30 Gaia Tortora presenta “Testa alta, e avanti. In cerca di giustizia, storia della mia famiglia”, mentre alle ore 21:15 Umberto Galimberti, immancabile alla Fiera delle Parole, presenta “L’etica del viandante”. Venerdì 6 alle ore 17:30 è in programma un incontro con il teologo Vito Mancuso. Alle ore 21:00, Gherardo Colombo e Dario Vergassola vanno in scena con “Anticostituzione”. Tante le voci in programma sabato 7 ottobre: tra queste, quelle di Aldo Cazzullo – alle ore 11:00 con “Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’Impero infinito” –, Paolo Crepet – alle ore 16:00 con “Cosa sta accadendo alle nostre emozioni?” –, Michela Marzano – alle ore 17:30 con Francesca Visentin e “Sto ancora aspettando che qualcuno mi chieda scusa” – e Corrado Augias alle ore 19:00 con “Paolo. L’uomo che inventò il Cristianesimo”. Alle ore 21:15 ritorna a Padova Sabina Guzzanti con “ANonniMus. Vecchi rivoluzionari contro giovani robot” (Harper Collins). </p><p><strong>Musica, poesia e un omaggio a Calvino nel centenario della nascita </strong></p><p>Musica e parole: un connubio indissolubile e da sempre celebrato in tutte le edizioni della Fiera delle parole. Tra gli appuntamenti, ricordiamo quello di sabato 7 ottobre alle ore 21:45 in Fiera con Massimo Germini che presenta primo album di canzoni d'autore, realizzato con la partecipazione di Roberto Vecchioni, di cui Germini è lo storico chitarrista. Germini farà come da tradizione da “spalla” proprio a Roberto Vecchioni nell’incontro di chiusura del Festival , domenica 8 ottobre alle ore 21:00 in Fiera: “Volare a vela in mezzo ai sogni” è il titolo dell’incontro che anno dopo anno ritorna e rinnova l’abbraccio tra Vecchioni e il pubblico della kermesse. Promette momenti indimenticabili anche l’appuntamento con Beppe Carletti, Claudio Ronco e Massimo Cirri in programma domenica alle ore 17:30 in Fiera. </p><p>Alla Fiera delle Parole 2023 è in programma anche un omaggio a Italo Calvino nel centenario della nascita dello scrittore: a renderglielo l’attore Vasco Mirandola accompagnato dalla fisarmonica di Flavio Costa: appuntamento giovedì 5 ottobre alle ore 20:45 in Fiera. </p><p>Non mancano gli apprezzati appuntamenti con la poesia, a partire dall’evento inaugurale con Franco Arminio mercoledì 4 ottobre alle ore 17:00 e con tre momenti dedicati, tutti nella Sala Anziani di Palazzo Moroni: venerdì 6 alle ore 18:30 con Tiziano Broggiato, Francesca Diano e Rosita Copioli, sabato 7 con Sonia Gentili e Umberto Piersanti, domenica 8 con Marilisa Andretta, Tommaso Pieragnolo e Andrea Rossi Doria. </p><p><strong>A tu per tu con la scienza </strong></p><p>Fedele alla propria missione di alimentare il dibattito e favorire la partecipazione, la Fiera delle parole mette in calendario una serie di appuntamenti dedicati alla divulgazione scientifica. Giovedì 5 ottobre in Fiera l’immunologa Antonella Viola presenta “La via dell'equilibrio” (Feltrinelli), il suo libro dedicato alla scienza dell’invecchiamento e della longevità. Alle ore 17:00 nella Sala Paladin di Palazzo Moroni il genetista Guido Barbujani presenta “Questione di razza” (Solferino), romanzo ironico e tragico sui deliri della storia. Venerdì 6 ottobre in Fiera appuntamento con uno storico amico del festival, il geologo Mario Tozzi, che incontrerà il pubblico in un appuntamento centrato sui passi necessari per garantire all’uomo la sopravvivenza sul Pianeta. Domenica 8 ottobre in Fiera è la volta di Piergiorgio Odifreddi – alle ore 11:00 – con “Grandi lampi di genio. Storie di scienza per ragazzi illuminati (e adulti fulminati)” (De Agostini) e della matematica e scrittrice Chiara Valerio che alle ore 17:30 presenta “La tecnologia è religione” (Einaudi). </p><p><strong>Gli appuntamenti per le scuole </strong></p><p>Non mancano, come ogni anno, gli appuntamenti con le scuole della città. Si parte giovedì 5 ottobre alle ore 9:00 in Fiera incontro con Gian Francesco Giudice su “Prima del Big Bang. Come è iniziato l'universo e cosa è avvenuto prima” (per le scuole superiori); alla stessa ora nell’Auditorium del Centro San Gaetano Susanna Mattiangeli con “Racconti felici” (Per la scuola primaria). Sabato alle ore 9:00 nel padiglione 11 della Fiera Riccardo Iacona presenta “Mai più Vajont 1963/2023” con Graziano Cosner, in un incontro per le scuole e aperto al pubblico. Tutti gli eventi per gli studenti sono – come il resto del programma – sul sito <a href="http://www.lafieradelleparole.it/" id="OWAd5a97f7d-cb92-4335-f0fa-43730e7111d3" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.lafieradelleparole.it</a>. </p><p>Tra gli altri autori presenti in questa diciottesima edizione del festival ricordiamo Massimo Vitali, Antonio Bagnoli, Matteo Strukul, Silvia Gorgi, Saveria Chemotti, Mario Coglitore, Carla Menaldo, Niccolò Menniti-Ippolito, Maddalena Rampin, Marta Celio, Nicola Cesaro, Claudio Malfitano, Alberto Cristini, Francesca Flores D’Arcais, Davide Banzato, Francesco Facchin, Antonio Lovato, Vincenzo Faggiano, Andrea Colasio, Michele Cortelazzo, Ivan Malfatto, Antonio Rappazzo, Alessandro Tognon, Gino Malacarne, Vito Monaco, Elisa Piovan, Ines Testoni, Laura Liberale, Lorenza Bottacin, Jacopo Ceccon, Laura Sanò, Adone Brandalise, Marco Almagisti, Francesco Jori, Paolo Graziano, Giorgia Serughetti, Cristina Genesin, Elisabetta Montaldo, Giuliana Muscio, Bruna Graziani, Maurizio Caverzan, Giulio Boccaletti, Margherita Losacco, Mauro Sambi, Guido Quarzo, Enrico Galiano, Paolo Cagnan, Beatrice Balsamo,, Fabio Grigenti, Antonella Benanzato, Tessa Rosenfeld, Lisa Marra, Arben Dedja, Patrizia Tazza, Antonio G. Bortoluzzi, Michela Nicolussi Moro, Luca Benvenuti, Stefania Bragato, Alberto Giacomelli, Andrea Molesini, Alessandro Zattarin, Cristina Sartori, Laura Pisanello, Barbara Buoso, Emanuele Zinato, Mario Benedetto, Sergio Trapanotto, Fabio Ferrari, Tobia Ravà, Elena Licci Tadei, Marco De Paolis, Sandra Bonzi, Pamela Ferlin, Alberto Giacomelli, Giovanni Gurisatti, Rosa Maria Marafioti, Alberto Merzari, Margherita Verlato, Pierluca Mariti, Francesca Diotallevi, Emmanuela Carbè, Gemma Calabresi Milite, Daniela Lucangeli, Chiara Rango, Aleksandra Ivic, Attilio Motta, Alessandra Pattanaro, Andrea Garolla, Roberta Rosin, Patrizia Vassallo, Davide Antonio Pio, Nicolò Menniti Ippolito Graziano Cosner. </p><p>La Fiera delle Parole è promossa dal Comune di Padova, diretta da Bruna Coscia, organizzata da Cuore di Carta eventi, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Padova, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e con la collaborazione di Cciaa di Padova e Venicepromex e la media partnership di Radio LatteMiele. Gli sponsor di questa edizione sono Banca Patavina, Tmb Spa Aps e Grafica Veneta. Il calendario costantemente aggiornato è online su <a href="http://www.lafieradelleparole.it/" id="OWAd4a56255-bb39-535a-b501-513152f3940b" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.lafieradelleparole.it</a> e sui profili social del festival. </p>
Conferenza stampa: presentazione in anteprima della nuova guida "111 luoghi di Padova che devi proprio scoprire"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Un po' guida, un po' racconto, un po' libro fotografico, 111 - una collana dedicata ai viaggi pubblicata da Emons - non sono guide in senso tradizionale. <br>
Una passeggiata alla scoperta degli angoli nascosti, un diario segreto delle storie mai raccontate, un nuovo punto di vista per conoscere le città meglio dei suoi abitanti.<br>
La guida sarà in vendita dal 22 settembre.</p><p>La presentazione in anteprima della nuova guida 111 luoghi di Padova che devi proprio scoprire in conferenza stampa</p><p><strong>venerdì 15 settembre, ore 12:00<br>
sala Giulio Bresciani Alvarez - Palazzo Moroni</strong></p><p>Partecipano: </p><ul>
<li>Sergio Giordani, sindaco</li>
<li>Andrea Colasio, assessore al turismo e alla cultura </li>
<li>Sara Pupillo e Andrea Doretti, autori della guida </li>
<li>Francesca Rosini, Emons Edizioni</li>
</ul>