Comunicato stampa: Coltivare un orto urbano. Per under 18 all'interno del Monastero di San Bonaventura
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>A marzo, l’ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova avvia un percorso di volontariato per la creazione di un orto urbano, rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori della città, con un’età compresa tra i 14 e i 18 anni. È finalizzato a sensibilizzare ed educare al rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità, offrendo ai giovani un’occasione di socializzazione in cui acquisire competenze utili alla gestione di un piccolo orto domestico e alla cura delle piante ornamentali.</p><p>Le attività si svolgono nei giardini e nel chiostro del Monastero di San Bonaventura, in via Cavalletto, 15 a Padova, grazie alla disponibilità delle monache di clausura Clarisse. Il progetto prosegue fino a giugno e sono previsti 1-2 appuntamenti settimanali della durata di 1 ora e mezza circa. Si svolgono in orario pomeridiano e con conclusione entro le 18:00; l’orario effettivo potrà variare in base alle ore di luce stagionali.</p><p>La partecipazione è gratuita e l’iscrizione deve pervenire, entro giovedì 22 febbraio, attraverso il modulo online disponibile su www.progettogiovani.pd.it. A richiesta, verrà rilasciato un attestato di partecipazione che gli studenti possono far valere per il riconoscimento dell’attività tra i crediti liberi.</p><p>Il progetto rientra tra le iniziative di “Verso Anime Verdi 2024“, il palinsesto di attività ed eventi in vista della settima edizione del Festival di giardini aperti, che si svolgerà a Padova il 4 e 5 maggio 2024.</p><p><strong>IL PROGETTO</strong></p><p>Il progetto intende offrire un’occasione di volontariato e di apprendimento non formale, nell’ambito del quale le ragazze e i ragazzi hanno l’opportunità sperimentare le proprie abilità e ricavare soddisfazioni concrete dal risultato del proprio lavoro. Una parte del raccolto, infatti, è destinata ai partecipanti, mentre la restante verrà donata alla comunità religiosa del Monastero.</p><p>«Sono felice di questa sperimentazione, è un'importante occasione di educazione ambientale per le giovani generazioni, che si stanno dimostrando molto attente e sensibili a questo tema» dichiara Pietro Bean, Consigliere comunale con delega alle politiche giovanili. «Conoscere da vicino le pratiche agricole e la tutela del verde, così</p><p>come incoraggiare la partecipazione a iniziative di volontariato, costituisce un tassello importante nella formazione di giovani cittadini consapevoli e responsabili».</p><p>L’iniziativa prevede, infatti, lo svolgimento di attività pratiche e incontri di formazione in cui vengono fornite le nozioni di base sulla coltivazione delle piante orticole e ornamentali, con il supporto di tutor qualificati. L’orto così creato sarà affidato alle cure dei giovani aderenti, che vi lavoreranno suddivisi in piccoli gruppi.</p><p>I materiali e le attrezzature necessari per lo svolgimento dell’attività sono fornite dagli organizzatori e per i partecipanti è prevista la copertura assicurativa.</p><p><strong>DIVENTARE TUTOR</strong></p><p>Nell’ambito del percorso di volontariato, Progetto Giovani cerca anche un/a tutor per affiancare le studentesse e gli studenti. La persona selezionata avrà il compito di fornire ai giovani le nozioni di base relative alla coltivazione e alla cura del verde e di sovraintendere alle attività pratiche. È previsto un rimborso economico erogato dalla cooperativa esecutrice del progetto.</p><p>Possono candidarsi tutti i giovani con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, con un forte interesse per l’agricoltura, l’ecologia e la sostenibilità. È richiesta una formazione scolastica tecnico-professionale in ambito agrario oppure essere iscritti o laureati in Scienze Agrarie. La candidatura deve pervenire entro domenica 18 febbraio, compilando il modulo di iscrizione e inviando il proprio curriculum secondo le modalità descritte su <a href="http://www.progettogiovani.pd.it" id="LPlnk290597" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.</p><div><br>
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Comunicato stampa: è mancato Gustavo Millozzi, una delle figure più significative della fotografia a Padova ed in Italia dal dopoguerra ad oggi
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>E’ mancato, sabato scorso 3 febbraio, Gustavo Millozzi, una delle più significative figure della fotografia, a Padova e in Italia, del dopoguerra. Nato a Torino il 18 maggio del 1934, si era poi trasferito nel 1940 a Venezia, dove aveva iniziato, nel 1958, la sua attività di fotografo nel Circolo Fotografico La Gondola, assieme ad altri giovani che sarebbero poi diventati autori famosi della fotografia italiana e coi quali ha coltivato lunghe e profonde amicizie. Parliamo di personaggi come Gianni Berengo Gardin, Paolo Monti, Elio Ciol, Giuseppe Bruno e Fulvio Roiter. In quell’atmosfera carica di entusiasmo e di stimoli, Gustavo evidenzia subito le sue due grandi capacità: da una parte quelle di fotografo, dall’altra quelle di organizzatore e promotore di iniziative culturali, diventando rapidamente segretario del Circolo La Gondola. Nel 1962 si trasferisce a Padova per motivi di lavoro (a differenza degli autori con i quali aveva condiviso gli anni veneziani, per lui la fotografia non diventerà un professione) e fonda il Fotoclub Padova, che in breve tempo diventa uno dei più importanti d’Italia; nel 1967 viene organizzata la prima edizione del “Premio Città di Padova” che si impone come uno dei concorsi più considerati a livello nazionale e importante luogo di dibattito tra i fotografi italiani. In quegli anni e nei successivi fino alla fine degli anni ‘70 gli vengono conferiti numerosi riconoscimenti e incarichi a livello nazionale. Già nel 1980 è insignito, per i suoi contributi culturali, dell’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana. A Firenze nel 1991 riceve il premio nazionale “Una vita per la fotografia”, e, a Padova, nello stesso anno fonda e diviene presidente di un altra importante associazione, il Gruppo Fotografico Antenore. Dal 1993 fino al 2003 organizza la manifestazione FotoPadova, all’interno della Fiera, un grande successo sia per i fotografi presenti che per il numerosissimo pubblico. L’evento annuale comprendeva concorsi, mostre e proiezioni fotografiche, mercato dell’antiquariato ed usato fotografico, un premio per i libri fotografici, il premio “Dietro l’obiettivo, una vita” e offriva sale di posa per il pubblico, stand delle case fotografiche, editoria del settore, stages e dibattiti culturali, su un’area di oltre 5000 mq.</p><p>Sempre in quegli anni è stato chiamato a far parte, della Consulta per la Fotografia dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con l’incarico di Presidente, Consulta che aveva lo scopo di proporre le varie iniziative culturali promosse dal Centro Nazionale di Fotografia di Padova del quale egli è stato tra i promotori.</p><p>Altrettanto significativo il percorso di Gustavo Millozzi come fotografo. Tra le centinaia di riconoscimenti che le sue immagini hanno ottenuto, sicuramente iconiche sono quelle realizzate a Venezia tra la fine degli anni ‘50 e la metà dei ‘60. In una recente intervista alla rivista on line The Mammoth Reflex, Gustavo Millozzi descriveva così il suo essere fotografo: “Quando da bambino sono arrivato a Venezia nel lontano 1940 l’ho subito vista come una città abitata dai colombi, dai gatti e dai bambini, soprattutto da quest’ultimi: venivo da Torino dove i piccoli non li vedevi mai soli per le strade. A Venezia, invece, grazie all’assenza di pericoloso traffico, riempivano senza limitazioni, campi (ognuno aveva la sua “banda”), fondamenta e calle con i loro giochi. E non erano neppure rari i tuffi nei canali. Un particolare modo di vivere che ho ripreso con la macchina fotografica. Nel tempo ne è risultata una nutrita serie di immagini alle quali son particolarmente legato e una specifica mostra” Una fotografia, la sua, figlia di quei tempi, e che molti critici definiscono neorealista. Su questo punto però Millozzi aveva un’idea un po’ diversa che sempre nell’intervista a The Mammoth Reflex focalizza così: “Non posso escludere che nei miei lavori si celino delle note che portino critici e storici a definirmi come fotografo neorealista. Io però mi sento molto più vicino alla corrente umanista e ancor più legato a quella lirico-realista della École de Venise, come la definì il fotografo-critico Daniel Masclet quando negli anni ’50 fu esposta a Parigi una mostra del circolo fotografico La Gondola. D’altro canto, devo tanto della mia formazione all’adesione di quel sodalizio dove furono miei maestri – tra altri – anche Gianni Berengo Gardin, Giuseppe “Bepi” Bruno, Paolo Monti e Luciano Scattola”. Venezia e la sua terraferma Millozzi ha continuato a scandagliarle a lungo negli anni successivi, non più in bianco e nero ma a colori, anche con un lavoro, intitolato “Terre“ che in qualche modo ha precorso tanti reportages di denuncia sul degrado ambientale di Porto Marghera. Le foto, esposte assieme ai bianchi e neri veneziani nel settembre del 2021 a Palazzo Zuckermann, ritraggono infatti in modo asciutto e diretto il terreno di Porto Marghera ricoperto di cumuli di inerti, minerali, scarti di fonderie e di lavorazioni chimiche, in un sovrapporsi di colori che nascondono veleni di ogni specie.</p><p>La scomparsa di Gustavo Millozzi è una grave perdita per la fotografia italiana e per la città di Padova, nella quale è stato per decenni un animatore culturale instancabile e un maestro per generazioni di fotografi. L’<strong>assessore alla cultura Andrea Colasio</strong> sottolinea: “<em>Il ruolo svolto da Giustavo Millozzi nella nostra città in oltre sessant’anni è fondamentale non solo per la fotografia, che nella nostra città ha sempre avuto un ruolo significativo, ma anche per tutto il mondo culturale di cui è stato un assoluto protagonista e giustamente nel 2014 era stato insignito del Sigillo della Città. Il suo punto di vista, talvolta controcorrente, ma sempre ben costruito e motivato, non poteva essere trascurato. E’ stato un uomo poliedrico, capace di impegnarsi sempre ai massimi livelli, in ruoli molto diversi: fotografo, opinionista, didatta, curatore di rassegne fotografiche, e attività legate alla fotografia, e anche grande divulgatore. Mancherà alla fotografia, mancherà a Padova</em>”.</p>
Comunicato stampa: Erasmus+ per la scuola, Progetto giovani e Europe Direct Padova organizzano una formazione per insegnanti
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>L’ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova e il Centro Europe Direct Padova, in collaborazione l’Istituto “Pietro Scalcerle”, organizzano un appuntamento di formazione per docenti e personale scolastico dedicato al programma Erasmus+ per la scuola.<br>
L’appuntamento si svolge <strong>martedì 6 febbraio 2024</strong>, dalle ore 14:30 alle 17:30, presso l’aula magna dell’Istituto Scalcerle, in via delle Cave, 174 - Padova.<br>
La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione attraverso il modulo online disponibile su <a href="http://www.progettogiovani.pd.it" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.</p><p>L’appuntamento è rivolto sia a chi si approccia per la prima volta al mondo Erasmus+, sia a chi ha già presentato progetti e ha interesse nello scambio di buone pratiche con colleghi e colleghe esperte in materia. Per i principianti vengono fornite informazioni di base sulle opportunità messe a disposizione dal programma, le linee guida per la scrittura dei progetti e le principali metodologie di una gestione efficace. Interviene il corpo docente dell’Istituto Scalcerle, da anni attivo nella scrittura di progetti Erasmus+ ed esperto nell’invio e nell’accoglienza di studenti e insegnanti, per presentare programma, progetti e buone pratiche.</p><p><strong>GLI INTERVENTI</strong></p><div>• Breve introduzione al programma Erasmus+ (B. Littlewood)</div><div>• Accreditamento e mobilità settore VET (M. Gasparello)</div><div>• Application call annuali e progetto Erasmus Pro (M. Faggin)</div><div>• Fasi di gestione e azione incoming (A. Paghera)</div><div>• Tutoraggio e inclusione (V. Lo Piccolo)</div><div>• Mobilità staff (M. Maggia)</div><div>• Domande dei partecipanti</div><p><strong>IL PROGRAMMA ERASMUS+</strong><br>
Le opportunità per il mondo della scuola nell’ambito del programma Erasmus+ mirano a migliorare la qualità e l’efficacia dell’istruzione, al fine di permettere a tutti i cittadini europei di acquisire le competenze fondamentali definite dal quadro strategico Istruzione e Formazione dell’Unione europea: entro il 2025, tutti dovrebbero avere accesso a un'istruzione e a una formazione di qualità in un autentico spazio comune europeo dell'apprendimento. Studenti e insegnanti dovrebbero essere in grado di spostarsi facilmente tra i sistemi educativi dei diversi Stati membri, mentre una cultura dell'apprendimento permanente dovrebbe diventare la norma.</p><p>L’esperienza svolge un significativo supporto nell’orientamento verso il proprio percorso formativo e lavorativo futuro e arricchisce i beneficiari di una prospettiva educativa e culturale di respiro europeo. Attraverso i progetti Erasmus+, classi intere o gruppi di studenti possono visitare scuole partner, mentre i singoli studenti hanno la possibilità di trascorrere un periodo più lungo in una scuola di un altro Paese. Il Programma prevede anche attività di didattica collaborativa a distanza all’interno della community europea di docenti eTwinning.</p><p><strong>Per informazioni</strong><br>
Ufficio Progetto Giovani, sito <a href="http://www.progettogiovani.pd.it" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a> - email <a href="mailto:evs@comune.padova.it">evs@comune.padova.it</a></p>
Conferenza stampa: presentazione di “Capitali culturali” nuova edizione di “Lezioni di Storia” al Teatro Verdi
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Capitali culturali è il titolo della nuova edizione delle “Lezioni di Storia” al Teatro Verdi di Padova dal 18 febbraio al 24 marzo 2024. Quattro appuntamenti dedicati a quattro città che nei secoli si sono fatte portatrici di istanze culturali contenenti elementi di novità che si sarebbero rivelati fondamentali per l’avvenire. Il ciclo è ideato e progettato dagli Editori Laterza, promosso dal Comune di Padova e realizzato con il supporto del Teatro Stabile Veneto. Tutti i dettagli in conferenza stampa:</p><p><strong>venerdì 26 gennaio 2024, ore 12:00<br>
sala Giunta – Palazzo Moroni</strong></p><p>partecipano: </p><p>Sergio Giordani, sindaco<br>
Lodovico Steidl, consigliere delegato di Laterza Agorà </p>
Comunicato stampa: mostra di arte africana "Nel cuore del Congo " 22 gennaio – 22 marzo 2024
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<img src="/sites/default/files/images/mostra%20Congo.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>I Missionari Comboniani organizzano una mostra di maschere congolesi presso la loro sede di via San Giovanni di Verdara. Le opere in esposizione, maschere ma anche tessuti e statue, fanno parte di una collezione normalmente esposta al Museo Africano di Madrid. In Italia, sono state esposte presso il Museo Africano di Verona. I Comboniani sono presenti a Padova da oltre un secolo. Negli ultimi anni si sono fatti promotori di varie iniziative per aiutare la comprensione dei popoli del Sud del Mondo, e soprattutto per far conoscere la cultura e realtà africana alla città di Padova. Con questa mostra i missionari comboniani desiderano avvicinare gli studenti delle scuole superiori e altri visitatori alla complessità del ruolo della maschera nella cultura locale. Le maschere, come le altre opere esposte, non sono semplice artigianato o arte africana. Hanno un ruolo importante nella cultura locale, sia per gli aspetti mitici-religiosi a cui sono legate, che per l’azione di controllo sociale e terapeutico che esercitano. Tutte le opere esposte sono originali.</p><p>L’assessore alla Cultura Andrea Colasio sottolinea: “<em>Ringrazio i Padri Comboniani, ed in particolare Padre Giuseppe Caramazza e Padre Gaetano Montresor, per aver voluto, con tenacia portare questa mostra a Padova. Ne avevamo parlato poco prima dello scoppio della pandemia, e purtroppo quell’evento ha rallentato e complicato tutto. Oggi, finalmente i padovani e turisti, possono vedere fino al 22 marzo, una collezione di maschere africane capaci di coinvolgere emotivamente l’osservatore ma anche interessante sotto il profilo antropologico. Siamo di fronte a un’esposizione non vastissima, ma di significativo interesse non solo artistico, - del resto molta dell’arte contemporanea occidentale ha preso ispirazione proprio dall’arte africana - perché è accompagnata da una spiegazione del ruolo e del significato vero che queste maschere hanno in quelle culture e in particolare in quelle delle etnie congolesi. Le maschere non rappresentano esclusivamente un qualcosa che attiene alla pura importante cultura artigiana africana -congolese in questo caso - ma in realtà hanno sempre svolto una fondamentale funzione coesiva di rituale collettivo e simbolico. Le maschere svolgevano una funzionalità taumaturgica, venivano utilizzate in modalità e in tempi particolari, spesso evocavano gli antenati ed erano utilizzate con modalità differenti, per esempio quando sorgevo una epidemia o per rappresentare altre situazioni a fortissimo contenuto simbolico. E i Padri Comboniani sono stati sempre tra quelli che hanno capito l’importanza dell'interscambio culturale questo Continente e sono sempre stati rispettosi dello spessore e del valore del mondo africano e delle sue culture</em>”.</p><ul>
<li><strong>La maschera</strong><br>
Gli archeologi che stavano scavando il sito di Hirbat Duma, 20 km a sud di Gerusalemme, rimasero colpiti dal ritrovamento: una maschera di pietra risalente a circa 9.000 anni fa. Quella maschera è più antica delle lingue semitiche parlate nell'area, più antica di qualsiasi scrittura. Fu scolpita nel neolitico preceramico, cioè prima ancora che la popolazione del luogo avesse creato il vasellame! Le maschere sono tra noi da molto tempo. Eppure, non si conosce con esattezza l'origine di questo termine. Alcuni vedono in questa parola l'erede del termine masca presente nel latino medievale il cui significato era nero, scuro, coperto di fuliggine. Potrebbe quindi voler descrivere ciò che copre il volto, che camuffa le sembianze. Nella cultura occidentale, la maschera è spesso usata per lo spettacolo, il gioco. La troviamo impiegata nella commedia dell'arte e nelle feste di carnevale. Si usa per dei travestimenti, e chi la indossa finge di essere un personaggio mitico o teatrale.</li>
<li><strong>Le maschere africane</strong><br>
Il nostro uso della maschera non deve farci cadere in errore. Le maschere africane hanno un uso molto più elaborato. Sono parte integrante della vita delle persone e hanno un ruolo nei riti, nelle feste religiose, nei processi di guarigione. Chi indossa la maschera nasconde la sua identità, ma non lo fa per gioco. Egli rappresenta una nuova identità, uno spirito, un dio o qualche forza soprannaturale.La maschera permette a chi la indossa di creare una nuova realtà. La persona mascherata apre una comunicazione con ciò che la maschera significa, con la realtà a cui la maschera rimanda. Diventa quindi un antenato, uno dei morti viventi, oppure una deità, uno spirito della guarigione o altro. La maschera può anche dare aprire la comunicazione con i totem del clan. Il totem è un animale, o uno spirito, che è stato scelto come emblema del clan o dell'intera etnia. Le persone mascherate possono quindi raccontare i miti del proprio gruppo etnico. Il mito non è una favoletta. Il mito è la rappresentazione di una realtà che supera la nostra comprensione ordinaria. Attraverso il mito, chi racconta insegna verità profonde, spesso di tema religioso. importanti per dare identità e ricostruire la storia del gruppo. Le maschere possono anche avere un ruolo durante i riti di guarigione. Chi è mascherato può entrare in contatto con gli antenati, scoprire l'origine del male in questione, e cercare una soluzione. Questa capacità di mediazione tra il nostro mondo e quello spirituale fa della maschera un oggetto sacro. La maschera quindi avrà elementi umani, ma anche elementi tratti dal mondo animale oppure lasciati alla fantasia dello scultore. L'importante è che chi partecipa al rito si renda conto di trovarsi di fronte ad una realtà che lo supera. Le maschere possono essere usate in vari riti (nascita, guarigione, iniziazione, morte, dialogo con gli antenati, anche riti magici dal dubbio spessore etico). Al di là di tutti questi usi, la funzione principale della maschera africana è quella di mantenere l'ordine all'interno della comunità. Infatti, tra alcuni gruppi etnici, maschere e mascherate vengono utilizzate anche per risolvere controversie e conflitti comunitari. È il caso degli Igbo, in Nigeria, dove i membri del culto mascherato e della confraternita Uma-Ada facilitano i processi di giustizia sociale e di riconciliazione attraverso spettacoli in maschera.</li>
<li><strong>I materiali</strong><br>
Il materiale più comunemente usato per le maschere è il legno, ma non è l'unico. Si usano anche pietre, rame o bronzo, ferro, tessuti e fibre vegetali. Queste spesso prendono la forma di capelli, barbe o di prolungamenti della maschera che coprono ulteriormente il corpo di chi la indossa. Le fibre vegetali (paglia, foglie di palma, e altre) venivano spesso tolte prima di essere esposte nei musei occidentali. Così facendo, si è data una immagine errata della maschera e del suo uso. Sulla superficie della maschera è possibile applicare un'ampia gamma di elementi ornamentali: peli di animali, corna o denti, conchiglie, semi, e piume. Peli di animali o paglia vengono spesso utilizzati per i capelli o la barba di una maschera.</li>
<li><strong>Il perché di questa mostra</strong><br>
In Italia sono pochi coloro che hanno avuto l'opportunità di entrare in contatto con la cultura africana in modo significativo. In Africa subsahariana ci sono circa mille etnie diverse. Ognuna di queste ha la propria cultura, lingua, religione e un mondo mitico da cui trarre identità e visione. Conoscere da vicino queste culture richiede tempo e il desiderio di scoprire nuovi modi di avvicinarsi al mondo. Questa mostra vuole aiutare i visitatori ad avvicinarsi alla cultura africana in uno degli aspetti che possono facilmente venir mal interpretati. Chi visita l'Africa spesso lo fa da turista, e così viene a contatto con forme culturali-spettacoli e artigianato - che mal rappresentano la cultura vissuta dalla gente locale. Si tende a far risaltare gli aspetti folkloristici, a discapito dell'importanza dei contenuti. Le maschere che si vendono nei mercatini sono state fatte ad uso e consumo degli acquirenti stranieri: non hanno valore agli occhi della gente. Vengono acquistati come curiosità, o per la loro bellezza estetica. Poco o nulla viene comunicato sul valore reale di maschere, statue e altri manufatti.</li>
<li><strong>La collezione </strong><br>
La collezione esposta è stata raccolta da Josè Antonio Bordallo Huibodro ambasciatore di Spagna nella Repubblica Democratica del Congo dal 1996 al 2000. Tutti i pezzi sono autentici e unici. La collezione è stata poi donata al Museo Africano di Madrid, una attività dei missionari comboniani in Spagna. In Italia questa mostra è stata esposta al Museo Africano di Verona nel 2023.</li>
</ul><p>Per ulteriori informazioni: P. Giuseppe Caramazza 347 0115193 <a href="mailto:giucarta@gmail.com" id="OWAe8445de2-32e1-e904-82f9-36df7110c23a">giucarta@gmail.com</a> - P. Gaetano Montresor 349 3185014 <a href="mailto:filissine@gmail.com" id="OWA447b1269-4929-87af-5a30-9799d577bd0b">filissine@gmail.com</a></p>
Evento culturale "Festival del gioco" - terza edizione
Comunicato stampa: iscrizioni alle scuole dell’infanzia del Comune anche per i non residenti se nelle sezioni rimangono posti liberi
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La Giunta, su proposta dell’assessora alle politiche scolastiche Cristina Piva ha approvato una delibera che autorizza per l’anno scolastico 2024-2025 l’accoglimento delle domande di iscrizione alle scuole dell’infanzia relative ai bambini residenti nei Comuni confinanti con il Comune di Padova. </p><p>La decisione segue la constatazione che in alcune scuole dell’infanzia comunali il numero massimo dei bambini frequentanti le sezioni non raggiunge il numero massimo di 25. E’ un effetto anche questo della crisi demografica in corso. Si è quindi deciso di accettare le domande di iscrizioni riferite a bambini residenti nei comuni confinanti con Padova, ovviamente in subordine a quelle dei bambini residenti nel Comune di Padova e solo se nelle sezioni con almeno 18 alunni residenti ci sono posti disponibili non coperti. Alle famiglie di questi bambini non residenti, verrà applicata la tariffa mensile piena per la mensa scolastica, senza alcuna riduzione. </p><p><strong>L’assessora alle politiche scolastiche Cristina Piva</strong> sottolinea<strong>:</strong> “<em>Abbiamo approvato in Giunta un provvedimento che prevede, in deroga al regolamento delle scuole d’infanzia comunali, la possibilità per i genitori che abitano nei comuni limitrofi a Padova, di iscrivere i propri figli alle scuole dell’infanzia comunali, sempre che abbiano delle necessità i tipo socioeconomico. Questa possibilità prevede l’iscrizione nelle sezioni delle nostre scuole naturalmente senza che questo possa aggiungere altre sezioni alla scuola. Vale quindi solo se dopo le iscrizioni dei residenti rimangono dei posti liberi. Era una richiesta che ci era arrivata in modo pressante da alcuni genitori, proviamo a venire incontro a loro con questa delibera. Naturalmente la tariffa che verrà applicata a queste famiglie non farà riferimento all’ISEE ma sarà a tariffa piena, il che vuol dire circa 150 euro mensili, mediamente più bassa delle tariffe che applicano le scuole dell’infanzia paritarie di Padova</em>”. </p>
Comunicato stampa: "La mia scuola. La mia voce". Un contributo da 30mila euro per sostenere l’intraprendenza e le idee delle studentesse e degli studenti
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Si sono chiusi lo scorso 11 dicembre i termini per la partecipazione all’avviso pubblico “La mia scuola. La mia voce”, promosso dall’ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova a sostegno dell’iniziativa dei giovani cittadini. L’avviso mette a disposizione un contributo di 30.000 Euro per la realizzazione, nel corso del 2024, di iniziative che favoriscano il protagonismo e l’autonomia delle ragazze e dei ragazzi iscritti alle scuole superiori della città. A fronte delle 12 proposte finanziabili, sono stati presentati 16 progetti da 14 diversi Istituti.</p><p>"<em>Anche quest'anno il progetto “La mia scuola. La mia voce” si è rivelato uno strumento utilissimo per liberare la partecipazione e la creatività degli studenti delle scuole di Padova. I 30.000 Euro di finanziamento saranno allocati tra 12 progetti extracurricolari organizzati e proposti interamente dagli studenti. Le comunità studentesche della nostra città hanno saputo presentare progetti coinvolgenti e attrattivi, in grado di vivacizzare le loro scuole e di arricchire la loro formazione</em> - dichiara Pietro Bean, Consigliere comunale con delega alle Politiche giovanili - <em>A titolo di esempio, quest'anno sono stati riconfermati i progetti culturali delle Scuole di Formazione Professionale e diverse proposte sulle pari opportunità e sul contrasto alla violenza di genere. Questi, come tutti gli altri progetti, sono segnali importanti: gli studenti vogliono partecipare sempre di più al disegno dei percorsi formativi nelle loro scuole e con questo strumento rispondiamo alla loro richiesta. Faccio i complimenti ai rappresentanti degli studenti, che hanno saputo raccogliere le idee nelle scuole e tradurle in progetti belli e concreti</em>".</p><p>Per rafforzare il senso di responsabilità e sostenere la loro iniziativa, infatti, la risposta all’avviso stata affidata ai giovani rappresentanti di Istituto. Il bando è stato presentato all’inizio dell’anno scolastico, per dar modo agli studenti di costruire la propria campagna elettorale anche su proposte finanziabili attraverso questo contributo. Non sono stati posti vincoli alle idee progettuali ammissibili, che dovevano essere individuate sulla base delle necessità e degli interessi dell’intera comunità studentesca. Si sono visti così emergere gli argomenti di maggiore interesse tra la popolazione giovanile dove, al primo posto, si colloca sicuramente la volontà di sostenere il contrasto alla violenza di genere – anche sulla scia degli ultimi, tragici, fatti di cronaca che hanno colpito la nostra città. Si riconferma l’interesse per la sfera delle relazioni interpersonali, con proposte relative all’educazione all’affettività, alla sessualità e alla libera espressione di sé. I temi dell’attualità, della memoria, dell’ambiente, dell’inclusione sociale e del volontariato completano le proposte presentate. Le modalità suggerite dalle studentesse e dagli studenti per affrontare queste tematiche sono diverse, ma tutte all’insegna della socializzazione e della condivisione di saperi ed esperienze: dalle assemblee d’Istituto ai viaggi di istruzione, dagli spettacoli teatrali all’offerta di attività extrascolastiche per l’acquisizione di nuove competenze e abilità. È significativo notare anche la diversità degli indirizzi di studio rappresentati, che riconferma una partecipazione trasversale da parte degli Istituti della città: non soltanto Licei e Istituti Tecnici, ma anche Scuole di Formazione Professionale, con studenti attenti e determinati a far sentire la propria voce e arricchire l’esperienza formativa di compagne e compagni di studio.</p><p>In accordo con la strategia dell'Unione europea per la gioventù 2019-2027, l’iniziativa intende valorizzare gli spazi di rappresentanza generazionale nei contesti scolastici come strumenti per il conseguimento dello sviluppo personale, culturale e politico dei giovani. La loro consapevolezza civile e partecipazione attiva, infatti, contribuiscono al benessere e alla coesione della comunità tutta, ed è cruciale il loro impegno per la costruzione di società più democratiche, sostenibili e inclusive nei prossimi anni.</p>
Comunicato stampa: crescono del 20% i contributi alle scuole dell’infanzia paritarie e ai nidi privati per il biennio 2023/24 grazie alle delibere approvate dalla Giunta
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La vigente normativa nazionale e regionale attribuisce ai Comuni competenze specifiche per la protezione e la tutela dell’infanzia ed affida agli stessi funzioni in materia di promozione della salute e del benessere dei minori e delle loro famiglie. In particolare, demanda agli Enti Locali la promozione e sostegno di servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia con l’obiettivo di una generalizzazione quantitativa e qualitativa dell’offerta formativa. </p><p>Il Comune di Padova attualmente accoglie presso i propri asili nido 821 bambini e bambine e nella scuola dell’infanzia i minori iscritti sono 835 a cui si aggiungono 740 i bambini e le bambine iscritti alla scuola dell’infanzia statale. I servizi 0-6 offerti dal Comune di Padova e dalle scuole dell’infanzia statali non coprono la totalità del fabbisogno comunale espresso dalle famiglie e pertanto è necessario sostenere l’offerta rappresentata dai nidi privati e dalle scuole dell’infanzia paritarie al fine di garantire la più ampia offerta di servizi sul territorio comunale consentendo nel contempo, il contenimento dei costi per le famiglie. </p><p>A tal fine sono tate sottoscritte, oramai da decenni, delle convenzioni con le scuole dell’infanzia paritarie e i nidi privati che prevedono contributi da parte del Comune di Padova erogati direttamente alle scuole con la finalità di finanziare il sostegno per i bambini con disabilità e contribuire alle spese di funzionamento, consentendo di contenere le rette a carico delle famiglie. </p><p><strong>L</strong>’<strong>assessora alle politiche educative e scolastiche Cristina Piva </strong>commenta: “<em>Il Comune di Padova ha destinato, per il prossimo biennio e per ciascun anno, 1.680.000,00 Euro alle scuole dell’infanzia paritarie e 1.114.000,00 Euro ai nidi privati riconoscendo un aumento del contributo del 20% rispetto ai quanto erogato negli anni passati. L’Amministrazione ha condiviso l’esigenza di investire maggiori risorse di bilancio in questo delicato ambito della prima e seconda infanzia, consapevoli delle conseguenti rinunce e contrazioni per altre tipologie di spesa</em>”. </p><p>Il risultato raggiunto in questi anni, attraverso il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie e nidi privati è stato quello di consentire di mantenere in vita ed attivi nidi e scuole che diversamente non sarebbero stati in grado di proseguire la propria attività o calmierare le rette a carico delle famiglie. E i numeri parlano chiaro: circa 700 bambini e bambine accolti nei 20 nidi privati di Padova e circa 2.500 alunni delle 41 scuole dell’infanzia paritarie convenzionati. </p><p>Il sostegno agli Enti convenzionati non si esaurisce con la semplice contribuzione economica: il Settore Servizi Scolastici, infatti, coinvolge le insegnanti ed il personale nelle occasioni di formazione, dalle scuole sono trasmessi al Comune di Padova i Progetti Educativo-Didattici. Inoltre, i gestori si rendono disponibili ad accogliere nelle proprie strutture, su richiesta del Servizio Sociale del Comune bambini seguiti dal Servizio stesso”. </p><p><strong>Il sindaco Sergio Giordani </strong>sottolinea e conclude: “<em>Questi luoghi di formazione sono presìdi importanti per la città, per il suo tessuto sociale e relazionale, per i nostri tanti quartieri che sono luoghi vissuti da persone e famiglie coi loro bisogni e la loro legittima volontà di una buona e capillare erogazione di servizi. La scelta compiuta dalla Giunta comunale ieri, è un passo molto concreto per quanto possiamo fare per dire che il Comune di Padova c’è, auspico che a ogni livello istituzionale nasca con urgenza la consapevolezza che si deve agire subito e con più sforzi per evitare quanto ha delineato il Vescovo, ovvero una situazione a breve termine che ci vedrebbe tutti più poveri</em>”.</p>
Comunicato stampa: rassegna di teatro e musica “Oltre” al Teatro Sanclemente. Ancora due weekend tra arte e cultura nel cuore della zona industriale della città
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<img src="/sites/default/files/images/oltre.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Prosegue l’edizione 2023 della rassegna di teatro e musica “Oltre”, promossa e organizzata da Top-Teatri Off Padova al Teatro Sanclemente in piena zona industriale cittadina.</p><p>La rassegna, che vede il contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Padova, rientra quest’anno nel progetto “Zona3” di Top, sostenuto dal bando per la rigenerazione urbana promosso dalla Regione del Veneto (legge regionale n. 17/2019). L’obiettivo è rafforzare la proposta culturale del quartiere e il dialogo con la comunità di Camin e Granze, che diventa così spazio "rivitalizzato” in una prospettiva di benessere per la collettività, di formazione ed educazione alla fruizione dell’arte. Per questo ha visto un primo momento di incontro e promozione attiva con i cittadini, per coinvolgere direttamente i futuri spettatori della rassegna.</p><p>Comun denominatore degli spettacoli proposti è il rapporto tra uomo e natura, tra senso di spaesamento e desiderio di ricerca, di conoscenza e di viaggio, declinati con differenti linguaggi artistici.</p><p>Dopo i primi due appuntamenti, il cartellone propone altri quattro spettacoli nei prossimi fine settimana, uno per adulti il sabato sera alle 21:00 e uno per bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni insieme alle loro famiglie la domenica pomeriggio alle 16:00. Al termine di ogni appuntamento è previsto un momento di incontro fra pubblico e attori, registi e tecnici.<br>
L’invito è a guardare “oltre” la destinazione produttiva della zona, mettendo al centro la rigenerazione urbana come azione che parte dalla stessa valorizzazione della ex chiesa di San Clemente, un tempo cuore sociale del quartiere ora Teatro Sanclemente, sede della compagnia teatrale e location degli spettacoli.<br>
Così “Oltre” accenderà un riflettore anche sulla relazione fra individui e comunità, tra città e periferia ritessendo relazioni e connessioni. </p><ul>
<li>Sabato 2 dicembre è in programma Still Alive di e con la giovane attrice romana Caterina Marino, sul palco con il videomaker Lorenzo Bruno.<br>
Uno spettacolo teatrale che mette al centro il corpo e la voce dell’artista e, a partire da un malessere personale, indaga un male di vivere umano più generale con tocco leggero e autoironico. La rappresentazione viene fin da subito concepita con un rapporto diretto con il pubblico, in bilico tra confessioni e flussi di coscienza, domande e coinvolgimento degli spettatori per ricordare a chi guarda come, nel bene e nel male, nessuno di noi sia solo. Still Alive diventa così l’occasione per raccontare la funzione prima e originaria del teatro, specchio e strumento per condividere e superare la fatica dell’esistere. Lo spettacolo ha vinto la segnalazione speciale del Premio Scenario 2021 ed è stato tra i finalisti del Premio In-box 2023.</li>
<li>Domenica 3 dicembre appuntamento invece con La Goccia e la Carota, che nasce da due testi di letteratura per ragazzi dedicati al tema dei cambiamenti climatici.<br>
È la storia di una goccia di petrolio e una carota di ghiaccio che, raccontando chi sono e confrontandosi, arrivano a interrogarsi sulle cause che stanno mettendo a repentaglio la loro stessa esistenza e quella del pianeta. Attraverso il gioco teatrale, la tenera comicità dei personaggi e l'empatia che lo spettatore sviluppa verso di loro, sono proposti contenuti storico-scientifici e è suggerita la riflessione sul necessario cambiamento del comportamento dell’uomo verso la natura.</li>
<li>La rassegna chiude poi con gli ultimi due spettacoli: sabato 16 dicembre, Passeggeri.<br>
Taccuino musicale di un viaggio straordinario, concerto di e con Corrado Corradi, Rachele Colombo e Roberto Tombesi che presenta il nuovo cd omonimo, e domenica 17 dicembre Mister Cartoon con i musicisti Paolo Valentini e Flavio Costa, che eseguiranno la sonorizzazione dal vivo di cartoni animati di diverse epoche. </li>
</ul><p>Prenotazioni sul sito <a href="https://www.teatrioffpadova.com/2023/11/13/zona-3/" id="LPlnk524958" rel="noopener noreferrer" target="_blank" title="https://www.teatrioffpadova.com/2023/11/13/zona-3/">www.teatrioffpadova…;
Per informazioni scrivere a <a href="mailto:info@teatrioffpadova.com">info@teatrioffpadova.com</a> o telefonare al numero 340 8479382.<br>
Biglietto unico: 5 euro.</p><p>Ufficio stampa Ikon Comunicazione - telefono 049 8764542 e cell. 338 6983321, email <a href="mailto:ufficiostampa@ikoncomunicazione.com">ufficiostampa@ikoncomunicaz… comunicato stampa è consultabile nella sezione "Documenti" di questa pagina.</p>