Comunicato stampa: "Appassionati - La Psicologia per tutti tra ville, parchi e sale antiche: applicazioni e riflessioni sulla vita quotidiana"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Riprendono con la primavera gli appuntamenti che si concluderanno in giugno. A Padova il 9 e il 16 marzo, poi il 21 aprile.</p><p>Nonostante sia spesso “sulla bocca di tutti”, la psicologia è ancora oggi una disciplina poco conosciuta e viene associata dalla maggioranza del pubblico alla sola psicologia clinica e alla cura del disturbo mentale e del malessere. È invece una disciplina vasta, che spazia dall’intervento clinico allo studio della mente nelle diverse fasi della vita e nei vari contesti della vita quotidiana: dallo studio del bambino fino a quello dell’anziano, dal funzionamento della mente umana a quella dell’animale, per arrivare al comportamento di specie filogeneticamente molto distanti dall’uomo, come le piante.<br>
La rassegna “Appassionati”, da ottobre 2022 a giugno 2023, propone 13 tappe di approfondimento che offrono una rappresentazione ad ampio spettro della di questa affascinante disciplina. Un itinerario di eventi gratuiti, che si snoda tra dimore storiche e luoghi significativi di Padova e delle province venete. Un’occasione speciale per conoscere il funzionamento della mente in relazione a contesti e momenti differenti della vita dell’uomo: insieme a oltre 40 docenti ed esperti e in collaborazione con associazioni e istituzioni del territorio, la rassegna esplorerà tematiche note e inaspettate in seminari, incontri interattivi e laboratori aperti alla cittadinanza e ai professionisti.<br>
Dalla prevenzione per le abilità cognitive mentali alle nuove forme di integrazione clinica nei disturbi depressivi e d’ansia; dal rapporto tra musica e psicologia alle credenze della fisica ingenua; dalla malattia di Parkinson al benessere psicologico e movimento corporeo; dall’effetto ristorativo di alcuni luoghi e del verde per la promozione della qualità di vita all’abuso dei mezzi tecnologici; dalla cognizione delle piante al comportamento degli animali. Tutte tematiche capaci di accendere la curiosità e l’interesse del pubblico.<br>
Questa esplorazione sarà guidata da voci autorevoli della divulgazione e della ricerca, e da esperti capaci di fornire nuovi e interessanti spunti di approfondimento degli argomenti indagati. Gli incontri, tutti a ingresso libero, (è richiesta però una prenotazione anche perché quelli già realizzati hanno registrato tutti il sold out) si svolgono in luoghi di particolare bellezza. Una scelta non casuale che sottolinea il legame che c’è tra arte, bellezza e benessere psicologico delle persone. Ogni appuntamento ha un format cucito su misura per il tema trattato: così si passa da conferenze con autorevoli relatori, con i quali si può poi avviare in modo informale un approfondimento con domande e risposte, a incontri che prevedono laboratori, dimostrazioni o addirittura un semplice ceck up della propria condizione fisica.<br>
Il programma completo con i titoli, i relatori e il luogo di svolgimento sono consultabili all'indirizzo <a href="http://www.dpg.unipd.it/appassionati" id="LPlnk420473" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.dpg.unipd.it/appassionati</a>.</p><p>Francesca Pazzaglia, direttrice del Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova spiega: “<em>Gli obiettivi che ci poniamo con questa iniziativa sono mostrare e far conoscere alla cittadinanza degli aspetti diversi e meno scontati della psicologia. In genere parlando di psicologia si pensa allo psicologo clinico, in realtà ci sono moltissimi aspetti che fanno parte della psicologia come lo studio della musica, il contatto con il verde, il benessere, l’invecchiamento, o l’apprendimento nei bambini che possono mostrare degli aspetti molto importanti proprio per il benessere generale della popolazione. Il secondo obiettivo è quello del coinvolgimento degli stakeholders, vogliamo fare rete con le persone che si occupano dei diversi aspetti della salute pubblica e del benessere per contribuire ad applicare nel mondo le nostre conoscenze, che sono il frutto del nostro quotidiano lavoro di ricerca universitaria</em>”.</p><p>Andrea Colasio assessore alla cultura del comune di Padova commenta: “<em>E’ una iniziativa di grande spessore scientifico e culturale che va nel solco dell’importante attività di divulgazione scientifica che l’Università ha avviato in questi anni. Pensiamo che la scienza sia un modo a parte, per addetti ai lavori, questa iniziativa del Dipartimento di Psicologia ci dimostra come la scienza, in questo caso le Scienze Psicologiche, intrecciano ogni ambito della nostra vita. E molto importante è la scelta di svolgere questi incontri in luoghi della bellezza e della cultura del nostro territorio. L’arte, è risaputo, provoca delle reazioni importanti nella nostra psiche, basta citare la famosa “sindrome di Stendhal”. Ma senza arrivare a questi effetti, direi patologici, è molto interessante ragionare di arte, cultura, bellezza e benessere psicologico delle persone, tanto più oggi in un’epoca in cui siamo alla ricerca di equilibri interiori messi a dura prova dalle tante emergenze che segnano la vita quotidiana</em>”.</p>
Conferenza stampa: VIII edizione della rassegna “Il Suono e la Parola. Primavera tra letteratura, musica e teatro”
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il Comune di Padova, Assessorato alla cultura, in collaborazione con la scuola di Musica Gershwin, promuove l’iniziativa “Il Suono e la Parola. Primavera tra letteratura, musica e teatro” con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. </p><p>La rassegna, giunta all’ottava edizione, avrà luogo a Padova dal 18 marzo al 26 maggio prossimi. </p><p>L'appuntamento sarà presentato in conferenza stampa </p><p><strong>mercoledì 8 marzo, ore 12:00</strong><br>
<strong>Sala Bresciani Alvarez - Palazzo Moroni</strong> </p><p>Saranno presenti:</p><ul>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura</li>
<li>Donato Nitti, vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo</li>
<li>Maurizio Camardi<strong>, </strong>direttore artistico della rassegna</li>
</ul>
Conferenza stampa: "Appassionati - La psicologia per tutti tra ville, parchi e sale antiche"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>"Appassionati – La Psicologia per tutti tra ville, parchi e sale antiche: applicazioni e riflessioni sulla vita quotidiana" è una rassegna di 13 appuntamenti per approfondire il funzionamento della mente con docenti e esperti, tra tematiche note e inaspettate.<br>
Un ciclo di eventi sulla Psicologia come disciplina ampia e differenziata, ospitato in dimore storiche, luoghi significativi e spazi verdi di Padova e delle province del Veneto.<br>
La presentazione in conferenza stampa</p><p><strong>martedì 7 marzo, ore 12:45<br>
sala Giulio Bresciani Alvarez - Palazzo Moroni </strong></p><p>Partecipano:</p><ul>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura</li>
<li>Francesca Pazzaglia, direttrice del Dipartimento di Psicologia generale – Dpg</li>
<li>Erika Borella, referente della commissione Terza Missione e Impatto Sociale - TeMI del Dpg</li>
<li>Nicola Cellini, membro della commissione TeMI del Dpg</li>
</ul>
Comunicato stampa: Giornata dei Giusti del Mondo. Scoperta una stele per otto nuovi Giusti al Giardino a loro dedicato
<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/cerimonia%20giusti.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>In occasione di questa ricorrenza, oggi al Giardino dei Giusti del Mondo in via Forcellini, di fronte al Tempio dell’Internato sono state scoperte otto stele metalliche dedicate alle personalità alle quali è stato conferito il titolo di “Giusto del Mondo”, nell’anno 2023, accanto alle quali sono stati messi a dimora dei giovani alberi simbolo di vita e testimonianza per il futuro.<br>
Le otto persone alle quali sono dedicate le otto stele scoperte oggi sono:</p><p>per il genocidio ebraico</p><ul>
<li>Luigi Ortis e Giuseppe Sulis,</li>
<li>Alberica Cenci,</li>
<li>Alberto Dalla Volta,</li>
<li>Vittorio e Palmira Roncoli,</li>
<li>Maria Pittarello e Sara Letizia Piras,</li>
</ul><p>per il genocidio armeno:</p><ul>
<li>Johannes Lepsius,</li>
<li>Karen Jeppe,</li>
<li>Hammo Shero.</li>
</ul><p>Prima della cerimonia di scopertura delle stele, sono intervenuti il sindaco di Padova Sergio Giordani e il vicepresidente del Comitato scientifico Giardino dei Giusti del Mondo di Padova, Giuliano Pisani, che nel suo discorso ha tra le altre cose aperto alla possibilità di dedicare in futuro un albero e una stele al “Giusto Ignoto” perché molti dei Giusti del Mondo rimangono sconosciuti. Al termine della cerimonia di scopertura, nella sala Piasenti del Museo Nazionale dell’Internamento sono state consegnate le pergamene e il sigillo della città ai parenti e ai rappresentanti degli otto Giusti del Mondo proclamati tali oggi.</p>
Comunicato stampa: discorso del sindaco Sergio Giordani in occasione della celebrazione della Giornata dei Giusti dell’Umanità
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p><em>"Saluto innanzitutto i parenti dei Giusti del Mondo che oggi sono qui con noi per questa importante cerimonia. </em></p><p><em>Un saluto particolare anche all’assessora del Comune di Venezia Paola Mar e al sindaco di San Donà di Piave Andrea Cereser, che ringrazio per aver voluto raggiungerci questa mattina. </em></p><p><em>Un grazie a tutte le autorità civili, religiose e militari e alle associazioni combattentistiche e d’arma presenti e ancora un ringraziamento particolare ai rappresentanti della Comunità Ebraica di Padova e dell’Associazione Italia-Armenia. </em></p><p><em>Oggi commemoriamo la giornata dei Giusti dell’Umanità in questo Giardino, che la nostra città ha istituito ancora nel lontano 2008 e che oggi, con questi otto nuovi Giusti mantiene viva la memoria di 74 donne e uomini che, in tutto il mondo, e in contesti storici diversi, hanno fatto del bene salvando vite e difendendo i diritti umani. </em></p><p><em>Faccio mia una considerazione del filosofo e teologo Vito Mancuso che nel suo bel saggio intitolato “A proposito del senso della vita” afferma, parlando del valore della libertà individuale, che non c ‘è senso della vita senza consenso. </em></p><p><em>In altre parole, ognuno di noi è artefice o interprete ultimo del senso che decide di dare alla propria vita. Tralasciando le successive riflessioni che riguardano le relazioni tra ognuno di noi e gli altri, che pure sarebbero interessanti mi soffermo sulla considerazione che secondo me è centrale, e cioè che il senso della nostra vita dipende prima di tutto da noi. </em></p><p><em>Queste donne e questi uomini che ricordiamo oggi come Giusti dell’Umanità non hanno abdicato al loro diritto di scegliere tra bene e male, tra giustizia e ingiustizia, comprendendo che se avessero scelto altrimenti non avrebbero dato un senso alla loro vita. </em></p><p><em>Lo hanno fatto pur sapendo di correre dei rischi mortali, accettando di schierarsi, come avrebbe detto Bertol Brecht, dalla parte del torto, perché tutti i posti dalla parte della ragione, o almeno di quella che in quel momento sembrava la ragione, incarnata dalla dittatura e dalla violenza, erano occupati. </em></p><p><em>E’ importante leggere le loro storie, perché emerge chiaro che questi Giusti, non sono quelli che oggi immaginiamo cioè degli eroi. I loro atti, le loro azioni lo possono essere stati. Ma loro sono persone normali, come tutti noi, che la sorte, o il destino, o la provvidenza, scegliete voi quello che ritenete più giusto, ha messo di fronte a delle scelte. </em></p><p><em>Le SS rastrellano gli ebrei dopo l’8 settembre e bussano alla porta di Maria e Sara Letizia Piras a Cannareggio alla ricerca di una famiglia di ebrei, e loro mentono spudoratamente. “Non ci sono più, sono partiti ieri”. Una menzogna che potrebbe costare loro la vita. </em></p><p><em>Il capo curdo Hammo Shero nel 1918 davanti alle milizie ottomane che vogliono rastrellare gli armeni rifugiati nel suo territorio risponde senza esitazione: “Sono ospiti della montagna e per questo sacri”.</em></p><p><em>Maria e Sara Letizia Piras, Hammo Shero, gli altri sei Giusti a cui dedichiamo oggi una stele e un albero così come tutti gli altri ricordati nel nostro Giardino non hanno girato la testa dall’altra parte, non hanno detto non mi riguarda. </em></p><p><em>Non c’era nessuno con loro a sostenere la loro scelta, non c’erano vantaggi personali, né immediati né futuri. </em></p><p><em>Solo la loro coscienza, solo il profondo confronto con il loro senso della vita. </em></p><p><em>Nessuno di noi sa se si troverà mai in una situazione simile. Ci potremmo augurare di no, perché vorrebbe dire che violenze e sopraffazione non sono più una tragica costante delle relazioni tra esseri umani. </em></p><p><em>Ma purtroppo- e lo vediamo tragicamente in modo nitido anche in questi mesi- non è così. </em></p><p><em>Fare appello all’esempio di questi Giusti dell’Umanità non è vuota retorica e neppure una semplice cerimonia di ricordo. </em></p><p><em>E’ invitare a fare i conti con la nostra coscienza e a interrogarci su quale è per ognuno di noi il senso della vita. </em></p><p><em>La risposta è difficile e non è scontata. Quanto accade in questi giorni non può che farci riflettere </em></p><p><em>I Giusti che ricordiamo in questo Giardino si sono confrontati con guerre e genocidi e hanno scelto da che parte stare. </em></p><p><em>Ma quello che accade oggi a ben guardare è altrettanto terribile. </em></p><p><em>Ho ancora davanti agli occhi le drammatiche immagini della tragedia dell’immigrazione che è avvenuta sulla spiaggia di Crotone. </em></p><p><em>Tecnicamente la continua tragedia delle morti in mare di migranti sulle rotte della speranza, non è un genocidio. </em></p><p><em>Ma questo non ci può far girare la testa dall’altra parte, di fronte a una odissea che riguarda bambini, donne e uomini, il cui unico torto è essere nati dalla parte sbagliata del mondo. </em></p><p><em>Quale è il senso della vita per questi padri, per queste madri, che si imbarcano sapendo di rischiare la morte per cercare un futuro migliore? </em></p><p><em>Da che parte vogliamo stare noi, cosa ci dice la nostra coscienza? </em></p><p><em>Non sappiamo ora chi saranno le donne e gli uomini che in futuro ricorderemo come Giusti dell’Umanità per aver aiutato, salvato alcuni di questi migranti che il destino ha fatto loro incontrare su una barca che sta per affondare o tra i rottami di un naufragio. </em></p><p><em>Ma sappiamo certamente chi non sarà mai fra i Giusti del mondo. Non ci saranno gli scafisti e i trafficanti di esseri umani, che lucrano sulla vite di queste persone, non ci saranno i tanti che si girano dall’altra parte perché è una faccenda che non li riguarda, e soprattutto chi sui social posta battute meschine sui rischi del viaggio in mare citando a sproposito antichi proverbi italiani. </em></p><p><em>Dobbiamo guardare e studiare il passato, ma abbiamo il dovere di conoscere e comprendere il presente. </em></p><p><em>Ricordiamo oggi e ringraziamo i Giusti dell’Umanità che con il loro esempio ci indicano la strada. </em></p><p><em>Per questo nel concludere queste riflessioni, prima di proseguire nella cerimonia vi chiedo di osservare tutti assieme un minuto di silenzio in memoria dei 68 migranti morti nel naufragio di Crotone, la cui unica colpa è stata di voler dare un futuro migliore alla propria famiglia e voler riunirsi ai propri cari già arrivati in Europa. </em></p><p><em>Grazie a tutti voi per essere intervenuti oggi</em>". </p>
Rassegna "Il suono e la parola 2023"
Comunicato stampa: Giornata europea dei Giusti dell’Umanità
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>In occasione di questa data, vengono messa a dimora delle piante e avviene lo scoprimento delle stele dedicate alle personalità alle quali è stato conferito il titolo di “Giusto del Mondo” nell’anno 2023.</p><p><strong>Per il genocidio ebraico:</strong></p><ul>
<li>Luigi Ortis e Giuseppe Sulis, </li>
<li>Alberica Cenci, </li>
<li>Alberto Dalla Volta, </li>
<li>Vittorio e Palmira Roncoli, </li>
<li>Maria Pittarello e Sara Letizia Piras,</li>
</ul><p><strong>per il genocidio armeno:</strong></p><ul>
<li>Johannes Lepsius, </li>
<li>Karen Jeppe, </li>
<li>Hammo Shero. </li>
</ul><h3>Programma</h3><p><strong>ore 10:30</strong> - Giardino dei Giusti del Mondo, via Forcellini, di fronte al viale dell’Internato Ignoto<br>
Interventi:</p><ul>
<li>Sergio Giordani, sindaco</li>
<li>Giuliano Pisani, vice presidente del Comitato Scientifico Giardino dei Giusti del Mondo di Padova</li>
</ul><p>Seguendo il Cammino dei Giusti, si giungerà alla prima tappa (Parco dei Frassini) per la messa a dimora delle piante e lo scoprimento delle stele dedicate alle personalità alle quali è stato conferito il titolo di “Giusto del Mondo” nell’anno 2023</p><p><strong>ore 11:30</strong> - Sala Paride Piasenti, Museo Nazionale dell’Internamento, viale dell’Internato Ignoto, 24<br>
Consegna delle pergamene e del Sigillo della Città ai Giusti del Mondo 2023</p>
Comunicato stampa: mostra Ukranian Art in Italt - Human Rights - Padova - Kherson
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Dal 2 al 23 marzo 2023 il Centro Culturale Altinate San Gaetano ospita la mostra Ukranian Art in Italy – Human Rights - Padova - Kherson, organizzata e promossa dalle associazioni Vitaukr e Let's Do It Ukraine e Let's Do It Italy in collaborazione con il Comune di Padova – Assessorato alla cultura e il patrocinio di Regione Veneto, Ambasciata d’Ucraina nella Repubblica Italiana, Ambasciata d’Italia a Kiev e Istituto Italiano di Cultura a Kiev. </p><p>Ukranian Art in Italy – Human Rights | Padova - Kherson, a cura di Liudmila Vladova Olenovych, propone un percorso fra 127 opere di 47 artisti ucraini per sostenere la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea dell’Ucraina in questi tragici tempi di guerra nel Paese e sostenere gli artisti e i progetti umanitari lanciati dalle organizzazioni promotrici attraverso la vendita delle opere esposte.   </p><p>La mostra racconta l’esperienza artistica prima e dopo l’inizio dei tragici eventi, costruisce il dialogo che si sviluppa fra Padova e la città di Kerson, unite dall’inizio del conflitto in un gemellaggio spirituale. "<em>In modo particolare l’attenzione è concentrata sulle drammatiche vicende della città di Kerson</em> - spiega il critico e storico d'arte Giorgio Grasso - <em>città simbolo della resistenza durante l'occupazione russa. Questa esposizione accompagnerà il pubblico in un percorso estetico ed emozionale che, oltre a rendere visibile il profondo turbamento che ha mosso gli artisti a realizzare i propri lavori, li porterà a comprendere gli orrori della guerra e quanto l’arte possa essere espressione di impegno personale per l’indipendenza e la libertà</em>".</p><p>"<em>Accogliendo Ukranian Art in Italy</em><em> – Human Rights | Padova - Kherson ribadiamo la nostra vicinanza alla comunità ucraina residente sul territorio. La mostra vuole supportare in maniera fattiva la comunità artistica del Paese</em> - commenta Andrea Colasio, assessore alla cultura - <em>dando spazio e voce alle difficoltà di espressione e comunicazione in questi tempi di guerra</em>".</p><p>"<em>Le caratteristiche di un popolo, di un Paese, il suo spirito, la sua anima trovano la massima espressione nella sua creatività e questa si realizza attraverso la sua produzione culturale. Conoscere la cultura di un popolo significa capire le sue aspirazioni più recondite, decifrarne i valori fondamentali e accoglierne le motivazioni più profonde basate sull’identità e l’eredità storica. Il popolo ucraino è sempre stato creativo, sia nella cultura popolare, nel suo folklore, che nella cultura secolare. Di fronte ad un triste anniversario, a un anno dall’inizio dei tragici eventi legati all’aggressione russa nel territorio ucraino</em> - spiega Liudmila Vladova Olenovych, curatrice dell’esposizione - <em>questa mostra ha l’obiettivo di far conoscere al pubblico italiano la vera essenza della gente ucraina, che da un anno coraggiosamente difende la propria terra, i propri valori, i propri diritti, la propria libertà, combattendo incessantemente per dare un futuro ai propri figli. Il fine dell’esposizione è presentare e fare conoscere allo spettatore italiano la molteplicità creativa e esperienziale di una terra ricca di creatività, storia, coraggio e dignità. Un tentativo di fare parlare le Muse nella speranza che le armi si mettano a tacere</em>". </p><p>Molte delle 127 opere presentate nell’esposizione al Centro Culturale Altinate sono state realizzate durante la guerra e per questo sono testimonianze dirette dei tragici eventi in corso. All’interno del percorso sarà presentata la capsule “L’Arte bloccata dalla guerra” composta da 6 opere che, nonostante siano state selezionate per la mostra, non hanno potuto attraversare il confine. </p><p>Ukranian Art in Italy – Human Rights | Padova Kherson, oltre ad opere di artisti come Mykola Krivenko, Matvey Vaisberg, Marian Luniv, Igor Prokofiev, ospiterà la scultura "Dedicato ai bambini", che il maestro Giampiero Cudin ha realizzato in ricordo delle giovanissime vittime ucraine della guerra in corso. "<em>A volte le opere di un artista sono profondamente plasmate dagli eventi, non vincolate ad una narrazione storica, un lavoro che diviene iconico, frutto dei grandi sacrifici richiesti a un popolo in guerra della quale l'umanità, spesso, ha un breve ricordo</em> - spiega il maestro Giampiero Cudin - <em>È un lavoro che ritrae volti di bimbi, un'umanità dolente, avvilita, offesa, affranta, è quella che porta il proprio carico di dolore chiusa nella solitudine nelle case, o camminando in silenzio nelle strade senza una meta, con gli occhi che sembrano guardare ma non vedono nulla, e il cuore pesante di chi ha un macigno da portare sulle spalle. Un'umanità dal futuro incerto, che vorrebbe tanto riavere una quotidianità accettabile</em>".</p><p>A corollario dell’esposizione al Centro Culturale Altinate San Gaetano, le associazioni promotrici hanno costruito il ciclo di Conferenze “Conoscere, Capire, Contribuire” dedicate alla Storia dell’Arte Ucraina presentata dalla dott.ssa Kseniia Konstantinenko Il 6 e 14 marzo dalle 18 alle 20 presso l’Auditorium del Centro Culturale San Gaetano. Il primo incontro, che vedrà la partecipazione del prof. Niccolò Pianciola dell’Universitá di Padova verterà sul tema "Un anno di guerra russa all'Ucraina: origini e sviluppi”; il secondo vedrà la partecipazione della Federazione Italiana Diritti Umani in un confronto sul tema: “Human Rights durante l'occupazione”. Il 15 marzo, invece, presso l'Accademia Galileiana di scienze, lettere ed arti verrà proposto l’incontro su “Le note e le parole poetiche dell’Ucraina” alle ore 18:00. </p><p>Questa mostra fa parte del progetto Ukranian Art in Italy, nato spontaneamente nell’aprile 2022 che ad oggi vanta la collezione d'arte contemporanea Ucraina più grande d’Europa. "<em>Crediamo che l'esposizione con le conferenze e tavole Rotonde nella città di Padova possa essere un evento di grande impatto culturale e sociale per i cittadini, che darà loro la possibilità di conoscere la verità, capire quanto siano importanti i valori per cui l’Ucraina sta combattendo</em> - spiega Helen Yampolskaya, presidente dell’associazione Vitaukr - <em>Alcuni degli artisti di Kherson, le cui opere sono esposte in mostra, si trovano in territori occupati, alcuni sono caduti nelle battaglie come il pittore Artem Azarov del 1995, del quale presentiamo 4 lavori. Crediamo che per gli artisti coinvolti la possibilità di essere visti e sentiti attraverso l’esposizione sia una sorta di terapia, una forma di riscatto che può tenerli in forza, con la mente lucida malgrado la realtà che trovano fuori dalla porta di casa. Per noi diventa una possibilità di raccontare la loro lotta, una lotta con gli strumenti artistici ovviamente, una possibilità di farli conoscere al mondo affinché le loro opere parlino per loro</em>".</p><div><strong>Informazioni</strong></div><div>Ukranian Art in Italy – Human Rights - Padova Kherson </div><div>dal 2 al 23 marzo 2023 </div><div>Aperture: da martedì a domenica, chiuso il lunedì </div><div>Orari: dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00 </div><div>Centro Culturale Altinate San Gaetano, via Altinate 71 </div><div>Ingresso gratuito </div><div>sito <a href="http://www.vitaukr.org/" id="LPlnk775114" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.vitaukr.org</a></div>
Conferenza stampa: carcere, presentazione del progetto Kutub Hurra/Un ponte per
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il progetto Kutub Hurra/Un ponte per<strong> </strong>è indirizzato ai detenuti arabofoni. Si tratta di un’attività già sperimentata da un anno in altre carceri italiane e promossa a Padova dalla Biblioteca, dalle cooperative AltraCittà e Orizzonti e dal Garante dei detenuti, in stretto rapporto con l’associazione “Un ponte per”, che si occupa di programmi di cooperazione e solidarietà internazionale, e l’Association Lina Ben Mhenni, con sede in Tunisia, che rifornirà gratuitamente la biblioteca del Carcere Due Palazzi di libri di autori e autrici arabofoni, scritti nella lingua madre. </p><p>La presentazione ufficiale dell’iniziativa, con la consegna dei primi 50 libri di letteratura laica araba in lingua originale, cui seguirà la lettura di alcuni brani fatta sia in italiano sia in lingua araba, si terrà in conferenza stampa</p><p><strong>lunedì 6 marzo 2023, ore 13:30<br>
Auditorium della Casa di reclusione di Padova </strong></p><p>I brani saranno letti in arabo dalla mediatrice culturale Camilia Farah e da alcuni rappresentanti di TeatroCarcere. </p><p>Per il Comune di Padova saranno presenti le assessore Francesca Benciolini e Margherita Colonnello insieme con il Garante dei detenuti Antonio Bincoletto.</p><p><strong>NB: per partecipare è necessario accreditarsi con nome e testata di appartenenza entro venerdì 3 marzo tramite email a <a href="mailto:claudio.mazzeo@giustizia.it">claudio.mazzeo@giustizia.it</a>.</s…;
Comunicato stampa: Bilancio Partecipato, completata la fase di raccolta dei questionari da parte delle Consulte
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il 27 gennaio le Consulte di Quartiere hanno avviato il percorso di consultazione della cittadinanza per condividere indicazioni e suggerimenti sull'utilizzo dei fondi del bilancio partecipato. Si tratta di 350.000 € complessivi suddivisi in 35.000 € per ogni Consulta. </p><p>Tramite un questionario online o cartaceo cittadine e cittadini dei singoli quartieri potevano indicare fino a 3 settori prioritari per il finanziamento e condividere fino a 3 proposte (una per settore) come suggerimento per l'utilizzo dei fondi. </p><p>A fine febbraio si è chiusa la fase di raccolta delle proposte che ora verranno discusse e organizzate dalle Consulte di Quartiere che avranno tempo fino al 30 aprile per elaborare proposte di budget e definire i progetti da presentare ai singoli settori, supportati dai facilitatori di Xena. </p><p>Sono 1.478 i questionari completati, ai quali vanno aggiunti quelli compilati in forma cartacea, per un totale di circa 1.600 cittadine e cittadini coinvolti. Le preferenze espresse sui settori di intervento sono 3.664 e i suggerimenti specifici condivisi 2.847. </p><p>Nel file in allegato si trovano i dettagli delle preferenze espresse, totali e suddivisi per consulta.</p><p><strong>L’assessora al decentramento Francesca Benciolini </strong>dichiara: “<em>Questo lavoro, oltre a permettere a cittadine e cittadini dei rioni di indicare come investire risorse sul proprio territorio, è molto utile a tutta l’amministrazione perché, seppur non essendo ancora elaborate le singole proposte concrete, cosa che avverrà entro aprile dopo un confronto e una discussione tra i componenti delle Consulte, dà un quadro complessivo di quali si ritiene siano considerati settori di intervento strategici. Si tratta del primo percorso di bilancio partecipato seguito dalle consulte di recente nomina e rispetto agli anni passati sono state ulteriormente migliorate le modalità di organizzazione del lavoro e di dialogo poi con i settori competenti, anche grazie al supporto di facilitatori, e ci ha permesso di raccogliere ulteriori suggerimenti per ottimizzare sempre più i tempi e le modalità.</em></p><p><em>Si tratta di un modo anche per rendere le persone più consapevoli del funzionamento del bilancio comunale e delle modalità di lavoro dell’amministrazione, cosa ancor più importante in questo anno nel quale l’aumento dei costi energetici ha messo a dura prova il bilancio comunale. L'azione di partecipazione nei quartieri non si esaurisce con il bilancio partecipato, come dimostrano le numerose occasioni di consultazione già avviate nei giorni scorsi su temi come ad esempio il verde o i lavori pubblici, che toccano in modo più specifico la vita dei rioni. Voglio ringraziare tutte le Consulte e i loro presidenti, per il grande lavoro e per la dedizione con cui collaborano nel mettere al centro i quartieri e le loro esigenze</em>”.</p>