Comunicato stampa: dalla Regione Veneto il sostegno al Centro antidiscriminazioni Mariasilvia Spolato
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Con una deliberazione della Giunta Regionale, proposta dall’assessora Manuela Lanzarin e pubblicata nel mese di gennaio, si procede, in via sperimentale, a sostenere, nell'ambito degli interventi di prevenzione e contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere il Centro antidiscriminazioni "Mariasilvia Spolato", del Comune di Padova.<br>
La delibera è frutto di un emendamento all’ultima variazione di bilancio presentato dalla consigliera regionale Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo e, grazie a questo atto, vengono destinati al Centro 25.000 € per l'attività di accoglienza e sostegno per le persone Lgbt+ e, come si legge nella delibera, <em>“viene attribuita al Centro Mariasilvia Spolato la funzione di punto di osservazione regionale, al fine di raccogliere e fornire dati e informazioni alla Regione che favoriscano la conoscenza delle esigenze e necessità reali contribuendo all'avvio di un sistema regionale di Centri contro le discriminazioni e di specifiche Case di accoglienza.” </em><br>
Il Centro Mariasilvia Spolato è stato inaugurato il 22 aprile del 2022 grazie ad un finanziamento di 100.000 € del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, dopo un percorso coordinato dal Comune di Padova che ha coinvolto le associazioni Arcigay Tralaltro Padova Aps, Sat Pink Aps e Boramosa Aps. Si occupa di accoglienza, consulenza, sostegno, protezione a favore di persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze, abusi ed è gestito da una rete di associazioni del territorio che garantisce servizi di base a titolo gratuito.</p><p>L’assessora al sociale e pari opportunità del Comune di Padova Margherita Colonnello afferma: “<em>Ringrazio Elena Ostanel perché senza il suo contributo saremo un passo indietro. Oggi invece Padova ne compie uno avanti e siamo particolarmente orgogliose e orgogliosi di poterlo fare. Il progetto del Centro è nato durante lo scorso mandato amministrativo, seguito dall’allora assessora Marta Nalin, che sono felice di avere al mio fianco oggi, mentre si sancisce un passo importante, quello in cui Padova si appresta ad essere il centro regionale di un sistema contro le discriminazioni</em>”. </p><p>La consigliera Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo, proponente dell’emendamento all’ultima variazione di bilancio che ha reso possibile il finanziamento, dichiara: “<em>Oggi candidiamo la città di Padova ad essere punto di riferimento regionale contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. E sono felice che questo possa avvenire con il sostegno della Regione Veneto, grazie ad un mio emendamento approvato durante l’ultima variazione di bilancio. Pochi mesi fa a Vicenza un ragazzo veniva rifiutato dal Centro Antiviolenza dopo aver subito un abuso: ne era seguito un acceso dibattito sul fatto che questi centri dovessero prendere in carico anche vittime uomini e indipendentemente dall’orientamento. Se l’assessora Lanzarin diceva che era il primo caso che le fosse capitato, l’assessora Donazzan affermava invece come i Centri Antiviolenza avrebbero dovuto prendere in carico tutti, uomini compresi. Io invece sostenevo che il problema sta nell'assenza di strutture che forniscono protezione, aiuto e sostegno concreti a persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze e abusi. Così ho presentato un emendamento in questo senso alla variazione di bilancio che ha permesso di fare un passo avanti importante, arrivato dopo due anni di discussioni in aula, dove ho provato a sostenere che servono servizi dedicati, in particolare in un Paese che si colloca sotto della media europea quanto a grado di inserimento sociale delle persone Lgbtqi+ e percezione delle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Un report della Fundamental Rights Agency dice ancora che il 28% degli intervistati ha dichiarato di aver subito discriminazioni sul luogo di lavoro, il 32% di aver subito negli ultimi cinque anni almeno un episodio di violenza. Sono dati sconcertanti. Ma oggi Padova, la mia città, può attivare una rete regionale contro tutto questo e ne sono fiera</em>”.</p><p>La consigliera comunale Marta Nalin, che ha dato il via al progetto nello scorso mandato amministrativo aggiunge: “<em>La proposta di un Centro antidiscriminazione e antiviolenza Lgbt+ era il frutto di un percorso avviato con le realtà del territorio, possibile grazie al loro stimolo e alla loro collaborazione nel creare il giusto contesto in cui l’Amministrazione comunale poteva agire. E' stata una scelta coraggiosa un anno fa quando lo abbiamo inaugurato e lo è ancora di più oggi, nello scenario attuale. Padova su questi temi è sempre stata all’avanguardia e anche questo passo avanti è frutto della grande collaborazione tra realtà del territorio, che deve continuare a crescere, perché i servizi sono efficaci solo se svolti in rete. Bene la Regione abbia scelto di agire in questa direzione e per questo voglio ringraziare la consigliera Ostanel e il Veneto che Vogliamo, perché grazie al loro presidio costante stiamo mettendo la Regione Veneto di fronte a delle scelte che oggi non si possono non fare</em>”. </p><p>In conferenza stampa è stato anche presentato un report contenente i dati di un anno di lavoro del Centro, che si trova in allegato. A illustrarlo Mattia Galdiolo, presidente del Centro Mariasilvia Spolato. </p><p>“<em>I dati ci dicono come il flusso di persone che si sono rivolte al Centro sia stato costante e in graduale aumento, a dimostrazione del fatto che è un bisogno necessario e che più aumentava la capillarità dell’informazione sul Centro, più aumentava l’utenza. Finora, nella maggioranza dei casi, chi si è rivolto al centro era in grave situazione di marginalità, con bisogni quindi complessi che ci hanno portato ad attivare un sostegno multidisciplinare in collaborazione con i servizi pubblici. Parliamo di una fascia d’età soprattutto tra i 25 e i 30 anni, che vive situazioni discriminanti molto forti. Restano però non adeguatamente seguite molte persone che per paura, non conoscenza dell’esistenza degli spazi a cui rivolgersi o difficoltà, non denunciano le loro situazioni: gran parte della comunità deve essere ancora sensibilizzata. Oggi il bacino d’utenza è limitato alla provincia di Padova, ma grazie a questo investimento regionale ci aspettiamo un incremento degli accessi</em>”.</p><p>Alberto Crestanello, dell’associazione Boramosa, una delle realtà che ha dato vita al Centro aggiunge: “<em>Nel contesto italiano, per circa 50 anni, non si sono attuate strategie positive nei confronti della comunità Lgbtqia+ e ora, dopo anni di sensibilizzazione e manifestazione nello spazio pubblico, si stanno raggiungendo importanti traguardi. Dopo l’azione di amministrazioni regionali come la Toscana e l’Emilia Romagna, ora si aggiunge meritoriamente la Regione Veneto. Dopo un anno di attività del Centro, è chiaro che la strada deve essere quella di fare rete con le esperienze virtuose in Italia e non solo, per agire insieme in conformità alle strategie esistenti, con particolare attenzione per le persone che vivono situazioni di marginalità, perché migranti, o con meno opportunità o bassa scolarizzazione, in sinergia con tutti gli enti pubblici e privati.</em>”</p><p>Chiara Cuccheri, presidente di Arcigay Tralaltro Padova, aggiunge: “<em>Per le realtà che animano il Centro questo è un passo importante che ci rende orgogliosi ma ci carica anche di un’importante responsabilità, ovvero quella di iniziare a ragionare in ottica regionale e sondare il terreno per nuovi centri antidiscriminazione che potrebbero aprire in altre città del Veneto. Il nostro obiettivo è quello che Padova continui sempre ad essere una città in cui è possibile avere supporto e per questo vogliamo consolidare il centro anche coinvolgendo anche altre associazioni. Soprattutto questa è l’occasione per noi di ribaltare la narrazione che vede la Regione Veneto come un luogo chiuso e vittima dei pregiudizi, lavorando invece per aumentare spazi e i luoghi di servizi, punti di riferimento dove trovare diritti, ascolto e cura</em>”.</p>
Gara Accordo quadro manutenzione segnaletica stradale luminosa - LLPP MTT 2023/001
Comunicato stampa: l'assessora Benciolini a Bologna tra gli ideatori del manifesto "Cinque proposte per una politica nazionale della Casa"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Le assessore e gli assessori alla Casa delle città di Bergamo, Bologna, Firenze, Lodi, Milano, Napoli, Padova, Parma, Roma, Torino, Verona, riunite a Bologna insieme all’Anci Nazionale, hanno discusso delle priorità in tema di politiche per la casa ed emergenza abitativa, per sollecitare il Governo nazionale a tornare protagonista. </p><p>Negli ultimi venti anni un progressivo processo di regionalizzazione delle politiche sulla casa, in parte conseguenza di alcuni dispositivi legislativi - tra gli altri i decreti Bassanini e la riforma del Titolo V della Costituzione - ha determinato una frammentazione delle politiche per la casa - e in particolare dell’Edilizia Residenziale Pubblica - e un sostanziale disimpegno dello Stato verso politiche urbane integrate. Ma com’è possibile che una persona abbia meno o diversi diritti nell’accesso a un servizio pubblico fondamentale, in base alla Regione di residenza?<br>
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Un processo di regionalizzazione e disimpegno dello Stato che è avvenuto mentre rilevanti criticità ed emergenze legate alla casa sono aumentate. Basti solo accennare ad alcuni fenomeni emergenti che accomunano molte di queste città di medie e grandi dimensioni. Dagli affitti brevi per uso turistico, che stanno progressivamente impattando sull'intero sistema abitativo, alla comunità degli studenti universitari fuori sede che spesso vedono negato il loro diritto all’istruzione superiore perché i costi dell’abitare sono insostenibili. Dalla paradossale e troppo lunga vicenda degli immobili dismessi di proprietà di enti statali o parastatali - autentici buchi neri nelle città - alle esigenze dei cittadini migranti, o fruenti di protezione internazionale, che vengono scaricate sui comuni. Dal progressivo impoverimento delle famiglie, specialmente di quelle che vivono in affitto, all’invecchiamento della popolazione, spesso sola, che genera anche nuovi bisogni abitativi.<br>
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Per ricomporre questi problemi e ricucire queste divergenze sono necessarie azioni concrete alla scala nazionale, cioè a quella dimensione funzionale a garantire identici diritti e al contempo a riconoscere diversità territoriali: sia iniziative legislative che politiche finanziarie. Perché i Comuni, in prima linea, hanno già pagato con un costo ormai insostenibile questo disimpegno.</p><p>Le 11 città riunite a Bologna concordano su 5 punti che diventano una proposta per il Governo. </p><p>1) Una legge quadro sull’Edilizia Residenziale Pubblica e Sociale, che restituisca uniformità territoriale nei diritti di accesso e permanenza all’edilizia pubblica e riconosca il diritto alla casa tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali. Una Legge abbinata al rifinanziamento del programma di interventi per il recupero e la<br>
razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), recuperando anche le residue 112 proposte del Programma innovativo per la qualità dell’abitare (PINQUA) in attesa dei finanziamenti che sono state dichiarate “ammissibili con riserva” e già valutate positivamente dall’Alta Commissione. Una norma che preveda il trasferimento delle risorse direttamente ai Comuni o alle Città Metropolitane; anche introducendo un sistema stabile di credito d’imposta (con possibilità di cessione) per la manutenzione delle case popolari con una prospettiva decennale. Una legge che stimoli e sostenga anche la nascita di un soggetto come le Housing associations cioè un settore d’impresa sociale che si inserisca in quello<br>
spazio vuoto - tra Stato e Mercato - per produrre, acquisire e gestire edilizia sociale per le differenti domande emergenti, capace di mettere al centro non solo la casa ma anche l’abitare, cioè l’insieme dei servizi “di accompagnamento” alla casa.</p><p>2) L’assegnazione gratuita ai Comuni degli immobili (aree ed edifici) di enti statali o parastatali inutilizzati, da destinare alla realizzazione di politiche per l’abitare, di contrasto all’emergenza abitativa e alla realizzazione di interventi per l’edilizia studentesca, con la previsione di un Fondo per l’adeguamento e la messa in sicurezza degli immobili così assegnati.<br>
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3) Il rifinanziamento del Fondo Nazionale Locazione e del Fondo Nazionale Morosi Incolpevoli, quali strumenti continuativi di supporto agli affitti.</p><p>4) Una legge nazionale di regolamentazione delle piattaforme turistiche, per governare gli impatti negativi generati sul sistema abitativo dal mercato degli affitti brevi turistici.<br>
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5) Una misura nazionale che riconosca strutturalmente l’Emergenza abitativa e l'homelessness come fragilità cui dedicare interventi e risorse. </p><p><strong>Francesca Benciolini assessora alle politiche abitative </strong>sottolinea: “<em>Trovarci qui a Bologna questa mattina è importante perché abbiamo capito che il tema delle politiche abitative, il tema della casa, non si possono risolvere a livello locale, tanto più nel momento in cui abbiamo iniziato a confrontarci tra comuni medi e grandi che si sono ritrovati tutti intorno agni stessi argomenti. Su questi temi, che oggi abbiamo presentato in occasione di questa iniziativa “Un’alleanza municipalista per una politica nazionale sulla casa” chiediamo tutti di avere una interlocuzione con il Governo. Le politiche abitative negli ultimi 20-30 non sono state fatte e per riuscire a risolvere i problemi di mancanza di piani casa, che dovrebbero essere sviluppati a livello nazionale, della mancanza di fondi per la ristrutturazione delle case, della necessità di un pensiero sulla riqualificazione di aree dismesse in funzione abitativa, ma anche quello di affrontare il tema degli affitti turistici, questi sono tutti temi, che o svolgiamo e ripensiamo a livello nazionale o non hanno senso. Quindi trovarci tutti assieme con gli altri assessori e assessore degli altri comuni, ha il senso di raccordarci, condividere buone pratiche e cercare assieme soluzioni. Non vuole essere solo una critica, ma anche una proposta al Governo, che vogliamo ci ascolti, in modo che poi non ricadano solo sui comuni le necessità e i bisogni impellenti delle persone con cui noi tutti i giorni dobbiamo interfacciarci</em>”.</p>
Mostra "Barricate misteriose" di Franco Beraldo
L'Europa in Prato - XVIII Edizione 2023
Musei aperti a Pasqua e pasquetta 2023
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>A Pasqua e pasquetta viene proposta una ricca offerta culturale in città.<br>
Tutte le sedi museali del Comune di Padova, e le mostre che vengono ospitate, restano aperte al pubblico.<br>
Sono previste riduzioni del prezzo dei biglietti per le residenti e i residenti a Padova e provincia.<br>
<a href="https://padovacultura.padovanet.it/it/musei/pasqua-e-pasquetta-ai-musei…; target="_blank">Approfondimenti su Padova Cultura</a></p>
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<img src="/sites/default/files/images/Copia%20di%2057328109_2317734125134482_3968369985583054848_n.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><h3>Per informazioni</h3><p>Musei Civici agli Eremitani<br>
piazza Eremitani, 8<br>
telefono 049 8204551<br>
email <a href="mailto:[email protected]">[email protected]</a></p>
Comunicato stampa: mostra "Ritratti antichi, ma contemporanei. Francesco Apollodoro Leandro Bassano" a Palazzo Zuckermann
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Inaugurata, con la partecipazione dell’assessore alla cultura Andrea Colasio, la direttrice dei Musei Civici Francesca Veronese e le curatrici della mostra Elisabetta Gastaldi e Monica Castellarin, la mostra “Ritratti antichi, ma contemporanei. Francesco Apollodoro Leandro Bassano” è allestita a Palazzo Zuckermann, dal 5 aprile al 28 maggio. </p><p>La mostra verte su un genere pittorico, quello del ritratto, che nei secoli non ha mai conosciuto crisi, in quanto memoria e racconto delle vicende umane, concentrandosi sul ritratto al naturale sviluppatosi nell'ultimo quarto del Cinquecento. </p><p>A Padova, principale sede universitaria della Serenissima e fucina del genere ritrattistico, la committenza era costituita in gran parte da professori dello Studio e notabili per i quali la riconoscibilità dei volti rappresentava una qualità imprescindibile. Solo se somigliante, il ritratto poteva trasmettere l’immagine del personaggio illustre ai posteri e concorrere utilmente a eleggerlo a esempio di virtù. Non stupisce dunque che proprio nella città antoniana abbia lavorato Francesco Apollodoro (Venezia?, 1531 – Padova, 1612), il pittore che meglio seppe rispondere a queste esigenze. Suo diretto concorrente, a Venezia, fu il più giovane Leandro Bassano (Bassano, 1557 – Venezia, 1622), anch'egli tra i maggiori specialisti del genere a cavallo tra Cinque e Seicento. </p><p>Il percorso della mostra comprende una selezione di dipinti appartenenti alle raccolte del Museo d'Arte Medioevale e Moderna di Padova, nonché due ritratti inediti di Francesco Apollodoro della collezione Selvatico Estense di Imola. Un tempo conservati nel palazzo padovano Frigimelica Selvatico Estense, sono eccezionalmente tornati nella loro città d'origine per questa occasione. Completano l'esposizione alcuni libri illustrati con ritratti calcografici di personaggi di rilievo dell'epoca provenienti dalla Biblioteca Civica e dalla Biblioteca Universitaria di Padova. </p><p>Grazie alle tecnologie digitali, alcuni degli effigiati riacquistano una seconda vita nella contemporaneità, instaurando un contatto visivo con lo spettatore e talora rievocando il senso della loro esperienza padovana. </p><p>In mostra si può vedere anche il ripristino digitale di un'importante opera di Leandro Bassano andata distrutta durante la seconda guerra mondiale: il Ritratto di Leone Bonzio, già allo Staatliches Museum Schwerin (Germania). Il quadro fa parte di un ristretto nucleo di autografi esposti a Palazzo Zuckermann quale piccolo omaggio all'artista bassanese all'indomani dei quattrocento anni dalla sua morte. </p><div> </div><div>Palazzo Zuckermann, Corso Garibaldi 33 Padova </div><div>tel 049.8205664 </div><div>orario: 10:00-19:00, Chiuso i lunedì non festivi e il 1° maggio </div><div>Ingresso libero.</div>
Conferenza stampa: "Prospettiva Danza Teatro 25ª edizione"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Prospettiva Danza Teatro, rassegna organizzata da Arteven, Circuito multidisciplinare regionale, con il contributo dell’Assessorato alla cultura del Comune di Padova e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, torna con la 25ª edizione.<br>
L'evento sarà presentato in conferenza stampa</p><p><strong>giovedì 6 aprile, alle ore 11:30<br>
sala Giulio Bresciani Alvarez - Palazzo Moroni </strong></p><p>Interverranno: </p><ul>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura</li>
<li>Pierluca Donin, direttore di Arteven Circuito multidisciplinare regionale </li>
<li>Laura Pulin, direttrice artistica della rassegna </li>
</ul>
Spettacolo "Frida l'orizzonte oltre il confine"
Europe Direct Padova: novità del 5 aprile 2023
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p><strong>NextGenerationEU: la mappa interattiva </strong><br>
La Commissione europea ha presentato una mappa interattiva online con informazioni sui progetti finanziati da NextGenerationEU, il dispositivo per la ripresa e la resilienza, attuati sul campo dagli Stati membri. La mappa contribuirà a migliorare ulteriormente la trasparenza sul funzionamento del dispositivo e sul suo impatto tangibile per i cittadini, le imprese e la società civile dell'UE. La mappa, che sarà aggiornata periodicamente con le nuove informazioni disponibili, consente a chiunque di effettuare un "tour virtuale" dell'attuazione dei piani nazionali, fornendo una panoramica delle riforme e degli investimenti sostenuti grazie al dispositivo.</p><p><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_23_2068" target="_blank">Per approfondimenti</a></p><hr><p><strong>Green Deal europeo: nuova normativa per le infrastrutture per i combustibili alternativi </strong><br>
La Commissione europea accoglie con favore l'accordo politico raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio per aumentare il numero di stazioni di ricarica elettrica e di rifornimento di idrogeno accessibili al pubblico, soprattutto presso i principali poli e corridoi di trasporto dell'Unione europea. Si tratta di un accordo storico, che consentirà la transizione verso un trasporto a zero emissioni e contribuirà al nostro obiettivo di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030. Rendendo disponibile un minimo di infrastruttura di ricarica e di rifornimento in tutta l'UE, il regolamento porrà fine ai timori dei consumatori circa la difficoltà di ricaricare o rifornire i veicoli. Inoltre, il regolamento AFIR spiana la strada a un'esperienza all'insegna della massima facilità d'uso per la ricarica e il rifornimento, grazie alla completa trasparenza dei prezzi, a requisiti minimi per l'armonizzazione delle opzioni di pagamento e all'obbligo di fornitura di informazioni coerenti ai clienti in tutta l'UE.</p><p><a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/IP_23_1867" target="_blank">Per approfondimenti</a></p><hr><p><strong>Invito a manifestare interesse: rafforzare l'innovazione locale e regionale </strong><br>
Nel corso dell'evento "Partenariati per l'innovazione regionale", la Commissione europea ha annunciato un invito a manifestare interesse per le valli regionali dell’innovazione, al fine di promuovere gli ecosistemi europei dell'innovazione, collegare meglio gli attori dell'innovazione in tutta l’UE, comprese le regioni in ritardo di sviluppo, affrontare sfide sociali urgenti e promuovere una maggiore coesione. Questa iniziativa faro nell'ambito della nuova agenda europea per l'innovazione è volta a superare il divario in termini di innovazione grazie all'alta tecnologia. L'obiettivo è individuare fino a 100 regioni che si impegnino a coordinare meglio i loro investimenti e le loro politiche in ambito di ricerca e innovazione e a collaborare a progetti interregionali.</p><p><a href="https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/inv…; target="_blank">Per approfondimenti</a></p><hr><p><strong>Più trasparenza e meno burocrazia per migliorare il contesto imprenditoriale nell'UE </strong><br>
La Commissione europea ha adottato una proposta di direttiva per facilitare alle società l'ampliamento dell'uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario dell'UE. La proposta mira ad agevolare le operazioni transfrontaliere delle imprese e ad aumentare la trasparenza e la fiducia in ambito societario rendendo disponibili al pubblico maggiori informazioni sulle imprese a livello dell'UE. Ridurrà inoltre la burocrazia per le imprese transfrontaliere, risparmiando circa 437 milioni di euro all'anno di oneri amministrativi grazie a un certificato societario dell'UE o all'applicazione del principio "una tantum". La proposta contribuirà all'ulteriore digitalizzazione del mercato unico e aiuterà le imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, a operare nell'UE.</p><p><a href="https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/la-…; target="_blank">Per approfondimenti</a></p><hr><p><strong>UE e UNICEF: impegno per un'istruzione sicura e di qualità per i minori in situazioni di crisi </strong><br>
I crescenti livelli di sfollamento e la durata prolungata dei conflitti stanno gravando su minori e giovani in tutto il mondo. Si stima che gli adolescenti e i bambini in età scolastica che necessitano di istruzione siano 222 milioni, 78 milioni dei quali non frequentano la scuola. La Commissione europea e l’UNICEF invitano a rafforzare l’impegno collettivo e ad aumentare i finanziamenti pubblici per aiutare i minori in contesti umanitari fragili a restare o a tornare a scuola. L’invito è stato pronunciato durante la conferenza congiunta di alto livello sull’istruzione nelle situazioni di emergenza tenutasi il 22 marzo 2023 a Bruxelles, in concomitanza con il Forum umanitario europeo.</p><p><a href="https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/ue-…; target="_blank">Per approfondimenti</a></p>