Variante al Pua Diemme tra le vie Caprera, Garigliano e Makallé
Comunicato stampa: inaugurata l’area gioco al Parco Iris con strutture di ultima generazione rivolte a tutte le età
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<img src="/sites/default/files/images/GALLANI%20IRIS.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>E’ terminata l’installazione delle nuove aree gioco realizzate grazie a un progetto presentato alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, finanziato con 300.000 euro.</p><p>Sono state inaugurate questa mattina al Parco Iris, alla presenza del prof. Gilberto Muraro, Presidente Fondazione Cariparo, del dott. Roberto Saro, segretario generale Fondazione Cariparo, dei presidenti delle Consulte 3B e 4A Mauro Feltini e Celestino Giacon, oltre che dell’assessora al verde Chiara Gallani e dei tecnici del Settore Verde.<br>
Si tratta di nuove strutture di ultima generazione adatte a tutte le età, tipo piramide reticolare, piramide integrata con sartia per arrampicata, scivolo e amaca, struttura arrampicata a blocchi e strutture multifunzione con struttura in linea e con struttura a pianta centrale.</p><p>Sono indicate per un’utenza che nel gioco ha la necessita di trovare oltre allo svago, attività che richiedano abilità affini a quelle richieste in ambito atletico.<br>
Sono quindi strutture che presentano particolare complessità costruttiva, realizzate in acciaio e/o l’alluminio e materiali plastici resistenti all’uso e alle intemperie: materiali quindi che garantiscono la resistenza non solo alle sollecitazioni che comporta un loro utilizzo intensivo da parte del pubblico, ma anche una resistenza agli agenti atmosferici ed al vandalismo, riducendo la necessità di interventi manutentivi.</p><p>Oltre al Parco Iris sono state installate al Giardino del Campetto di via Algarotti, al Parco Perlasca in via Pio X e al Parco dei Salici, nell'omonima via.<br>
L'intervento proposto si rivolge ad una platea numericamente importante nella nostra città, che necessita di spazi di attività associativi all'aperto e pubblici, oltre che ben identificabili e non confondibili, con quelli diversi esistenti.<br>
E’ un’azione di rilevante interesse anche per le politiche scolastiche e sociali, in particolare per quanto riguarda la convivenza sociale e il contrasto all’isolamento.</p><p>Dichiara l’assessora al verde Chiara Gallani: "<em>I parchi di Padova hanno ben 840 giostrine, tutte dedicate ai più piccoli. In questi anni di monitoraggio, anche grazie al prezioso supporto dei tecnici del Settore, abbiamo messo a fuoco una mancanza: non ci sono strutture adatte anche ai più grandi e agli adolescenti, giochi che diano la possibilità anche di allenarsi e di divertirsi a tutte le età. Forse nel periodo della quarantena questa mancanza si è fatta ancora più evidente e sono soddisfatta si sia riusciti a raggiungere l’obiettivo di installarle per la prima volta in varie zone della città. Questa mattina è stato piacevole inaugurarle alla presenza del Presidente e del Segretario della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, grazie alla quale è stato possibile svolgere questi lavori. Sono strutture che non sono semplici giostre: garantiscono allo stesso il gioco dei più piccoli, l’allenamento per gli sportivi, il semplice tenersi in forma per i più anziani. Una struttura “intergenerazionale”, perché i luoghi non appartengano più solo a qualcuno ma veramente a tutti</em>".</p>
Comunicato stampa: riunione in videoconferenza della VI Commissione consiliare
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Mercoledì 28 aprile 2021, alle ore 18:00, si svolgerà la riunione in videoconferenza della Commissione consiliare VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dal consigliere Anna Barzon.</p><p>All’ordine del giorno:</p><ul>
<li>audizione direttore Dipartimento dipendenze U.O.C. SER.D. Padova e Piove di Sacco dott. Giancarlo Zecchinato e della dott.ssa Rosa Foscaro - progetti e obiettivi previsti per attività di cura e riabilitazione da sostanze stupefacenti, alcol, tabacco e gioco d'azzardo patologico;</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul><p>La seduta pubblica verrà registrata; il video sarà successivamente pubblicato sul sito del Comune <a href="http://www.padovanet.it">www.padovanet.it</a>.</p>
Comunicato stampa: riunione congiunta in videoconferenza delle Commissioni consiliari I e VI
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Mercoledì 28 aprile 2021, alle ore 14:00, si svolgerà la riunione congiunta in videoconferenza delle Commissioni consiliari I "Politiche della qualità della vita, partecipazione e pari opportunità" presieduta dal consigliere Luigi Tarzia e VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dal consigliere Anna Barzon.</p><p>All’ordine del giorno:</p><ul>
<li>Cucine popolari di Padova ed aree urbane confinanti: audizione del sindaco, Sergio Giordani;</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul><p>La seduta pubblica verrà registrata; il video sarà successivamente pubblicato sul sito del Comune <a href="http://www.padovanet.it">www.padovanet.it</a>.</p>
Conferenza stampa: inaugurazione dell'area gioco - giostre intergenerazionali al Parco Iris
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Inaugurazione dell'area gioco - giostre intergenerazionali al Parco Iris</p><p><strong>martedì 27 aprile, alle ore 10:00<br>
appuntamento all'ingresso di via Forcellini</strong></p><p>Saranno presenti</p><ul>
<li>Chiara Gallani, assessora al verde</li>
<li>Prof. Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cariparo</li>
<li>dott. Roberto Saro, segretario generale Fondazione Cariparo</li>
<li>Feltini Mauro, presidente Consulta 3B</li>
<li>Giacon Celestino, presidente Consulta 4A</li>
<li>Ditta Cooperativa Avola - Carlo Zauner, direttore tecnico lavori</li>
<li>ing. Stefano Bassato, Settore Verde Comune di Padova</li>
</ul>
Comunicato stampa: "Riparti in bici" con Progetto Giovani
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<img src="/sites/default/files/images/riparti%20in%20bici.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>In attesa di un allentamento delle misure anti-contagio, Progetto Giovani vuole promuovere la partecipazione, l’adozione di buone abitudini di vita e favorire il ritorno alla normalità.<br>
Per tornare alla vita pubblica e non smettere di essere aggiornati sulle opportunità rivolte ai giovani, è partita la campagna bici e newsletter: una mobilità sostenibile e senza assembramenti grazie al bike sharing di Padova e una connessione senza interruzioni con tutti i servizi, le iniziative e le opportunità segnalate dall’ufficio.<br>
Partecipare è semplicissimo. Basta cliccare sui pulsanti presenti nella <a href="https://www.progettogiovani.pd.it/riparti-in-bici/" target="_blank">pagina dedicata</a> del sito <a href="https://www.progettogiovani.pd.it/" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.<br>
Attraverso un form è possibile completare l’iscrizione alla newsletter di Progetto Giovani e ricevere settimanalmente le novità e le più interessanti attività per i giovani a Padova e non solo.<br>
Compilando un semplice modulo per essere ricontattati, invece, si entra in lista per ricevere uno dei pass mensili gratuiti di Movi by Mobike. Non c’è molto tempo, perché i pass sono attivabili esclusivamente entro il 12/05/2021! I codici per i pass e le istruzioni per attivarli saranno inviati secondo l’ordine di iscrizione al modulo, fino a esaurimento. Sarà data precedenza agli iscritti con meno di 35 anni.<br>
<br>
Informazioni sul sito di <a href="https://www.progettogiovani.pd.it/riparti-in-bici/" target="_blank">Progetto Giovani</a>.</p>
Comunicato stampa: riaprono al pubblico Cappella degli Scrovegni, Musei e sedi espositive
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Lunedì 26 aprile riaprono nelle zone gialle i luoghi della cultura. I Musei civici di Padova sono pronti ad accogliere i visitatori dopo l’ultimo lungo periodo di chiusura dovuto alle misure di contenimento del Covid-.<br>
"<em>Finalmente è ora possibile riappropriarci dei nostri luoghi d’arte -</em> dice l’assessore alla cultura Andrea Colasio - <em>è l’occasione per le famiglie padovane e venete di tornare nei musei a respirare ossigeno per l’anima</em>".</p><p>Prima a riaprire, lunedì 26 aprile, è la Cappella degli Scrovegni. Come sempre la prenotazione è obbligatoria, al telefono (call center 049 2010020) oppure online (<a href="http://www.cappelladegliscrovegni.it/" target="_blank">www.cappelladegliscrovegni.it</a>); eventuali biglietti "last minute" possono essere acquistati direttamente alla biglietteria del Museo Eremitani.</p><p>Il biglietto della Cappella degli Scrovegni consente l’ingresso anche al Museo Eremitani e a Palazzo Zuckermann.</p><p>Tutte le sedi dei Musei civici riaprono martedì 27 aprile, rispettando così il turno di chiusura al lunedì. Per chi visita solo il complesso Eremitani-Zuckermann, senza la Cappella degli Scrovegni, sarà possibile acquistare il biglietto al momento della visita, tranne che nel fine settimana e nei giorni festivi: in questi casi infatti le nuove misure del Governo prevedono che l’ingresso sia su prenotazione (biglietteria Museo Eremitani: telefono 049 8204552).</p><p>A Palazzo Zuckermann riapre anche, con ingresso libero, la mostra dedicata al fotografo Gino Santini, che viene prorogata fino al 16 maggio.</p><p>Stesse regole valgono per il Palazzo della Ragione (prenotazione sabato, domenica e festivi telefono 049 8205006), per la Loggia e l’Odeo Cornaro (prenotazione sabato, domenica e festivi <a href="mailto:infolatorlonga@gmail.com">infolatorlonga@gmail.com</a> ), per l’Oratorio di San Michele (prenotazione sabato, domenica e festivi <a href="mailto:infolatorlonga@gmail.com">infolatorlonga@gmail.com</a> ), per la Casa di Petrarca ad Arquà (prenotazione sabato, domenica e festivi telefono 0429 718294 - email <a href="mailto:info.casadelpetrarca@gmail.com">info.casadelpetrarca@gmail.com</…;).</p><p>Il 1° maggio tutte le sedi museali saranno straordinariamente aperte, con obbligo di prenotazione.</p><p>Il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, allo Stabilimento Pedrocchi, aprirà martedì 4 maggio. Anche qui visite senza prenotazione da martedì a venerdì, e prenotazione per sabato, domenica e festivi al numero 049 8781231 - email <a href="mailto:prenotazioni@caffepedrocchi.it">prenotazioni@caffepedrocchi.it</… ai musei riaprono anche le sedi espositive. Dal 4 maggio alla Sala della Gran Guardia è allestita la collettiva We The People. Dall’8 maggio alle Scuderie di Palazzo Moroni espone il maestro ceramista di Nove Luigi Carletto. Dal 15 maggio a Palazzo della Ragione Padova nel Dogon, il Dogon a Padova.</p><p>Le biblioteche civiche, che sono rimaste aperte anche nelle scorse settimane, continuano a garantire i loro servizi su prenotazione. L’accesso è sempre consentito per ritirare libri prenotati o restituire libri e dvd. Le prenotazioni vanno effettuate via telefono, email o tramite il catalogo online <a href="https://unipd.primo.exlibrisgroup.com/discovery/search?vid=39UPD_INST:V…; target="_blank">GalileoDiscovery</a>. Per poter accedere agli scaffali e scegliere autonomamente i libri è invece obbligatorio prenotare l’accesso tramite l’<a href="https://affluences.com/?lang=it" target="_blank">app</a> <a href="https://affluences.com/?lang=it" target="_blank">Affluences</a>, indicando la fascia oraria in cui si prevede di accedere alla biblioteca. La durata massima di permanenza è di 30 minuti.</p><p>Tutte le biblioteche del sistema offrono a chi ha più di 65 anni o è impossibilitato a uscire di casa il servizio di prestito a domicilio di libri, dvd e cd musicali, in collaborazione con il Csv di Padova, da prenotare per telefono o email.</p><p>In Biblioteca Civica (Centro Culturale Altinate San Gaetano) è possibile anche la consultazione in sede di materiale moderno non prestabile, di giornali e riviste e di materiale antico, raro e moderno previa prenotazione del posto con la app Affluences.</p><p>Da alcune settimane è inoltre attivo un nuovo servizio: il sistema bibliotecario urbano ha infatti acquisito il catalogo di Mlol- Media library online, la prima e principale biblioteca digitale italiana, accessibile 24 ore su 24 con centinaia di migliaia di risorse digitali. Il catalogo al momento comprende ebook, e in futuro si arricchirà di giornali, audiolibri e altri contenuti.</p>
Comunicato stampa: discorso del sindaco Sergio Giordani in occasione del 76° anniversario della Liberazione
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<img src="/sites/default/files/images/25%20aprile%20sindaco.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>"<em>Autorità civili, religiose, e militari, signore e signori,</em></p><p><em>il 25 aprile. giorno della Liberazione. è una data fondamentale per la nostra storia. 76 anni fa lo sforzo congiunto delle truppe di liberazione, delle forze partigiane e dei tanti italiani che pur non prendendo in mano le armi hanno combattuto il nazifascismo, metteva fine a oltre 20 anni di dittatura, a una guerra che aveva seminato lutti e dolore e messo in ginocchio il nostro Paese.</em></p><p><em>Sono passati 76 anni di pace, di ricostruzione, di crescita sociale ed economica, di consolidamento della libertà e della democrazia.</em></p><p><em>Anni attraversati anche da momenti difficili, nei quali il Paese ha saputo ricompattarsi al di là delle diverse appartenenze politiche.</em></p><p><em>Penso al senso di unità e di solidarietà che tutti gli italiani hanno ritrovato e manifestato in occasione delle grandi calamità naturali, come l’alluvione del 1966 o i terremoti in Friuli e in Irpinia, ma anche la compattezza con la quale sono stati superati gli anni bui del terrorismo che molte cicatrici ha lasciato anche nella nostra città.</em></p><p><em>Questo 25 aprile, per la seconda volta, è celebrato mentre il Paese attraversa una pandemia mondiale senza precedenti nella storia recente</em></p><p><em>Siamo tutti molto stanchi e preoccupati, per la situazione sanitaria, ma anche e giustamente per la crisi economica in cui siamo precipitati.</em></p><p><em>Capisco chi da un anno non lavora, chi ha visto svanire in questi mesi i sacrifici di una vita, chi non sa se domani riuscirà a ripartire. Capisco la loro preoccupazione e comprendo anche la loro esasperazione.</em></p><p><em>Però voglio dire una cosa chiara: non ci può essere ripartenza senza sicurezza sanitaria. Dividersi e scontrarsi tra rigoristi e aperturisti non ha senso. Bisogna far marciare assieme, in modo parallelo e coordinato la campagna vaccinale e la progressiva riapertura di tutte le attività. </em></p><p><em>Per questo mi auguro che anche in questa emergenza nazionale sappiamo tutti ritrovare quello spirito di comunità, quella solidarietà e unità d’intenti che ha permesso al nostro Paese di superare le durissime prove a cui ho accennato prima.</em></p><p><em>Oggi è il 25 aprile ed è nostro compito e dovere, mettere al centro delle nostre riflessioni i valori per i quali tanti nostri connazionali sono morti, valori sui quali si è costruita la nostra Repubblica.</em></p><p><em>Lo ho detto altre volte, la democrazia e la libertà conquistate anche con la lotta di liberazione non sono una condizione che una volta data è immutabile: vanno difese, custodite e curate ogni giorno, con i nostri comportamenti e con la consapevolezza i quanto sono costate.</em></p><p><em>I testimoni di quei giorni, man mano che passano gli anni, ci lasciano, ma l’oblio del tempo non deve scendere su di loro, sulle loro storie, sui loro ideali che sono ancora i nostri.</em></p><p><em>Abbiamo, tutti, anche i più giovani, un debito di riconoscenza verso di loro.</em></p><p><em>Anche per questo abbiamo voluto conferire oggi la Medaglia della Città di Padova ai quattro partigiani padovani che ancora sono con noi.<br>
I loro nomi sono noti a chi ha raccontato e descritto la lotta di liberazione nel Veneto: sono Emilio Pegoraro, Celio Bottaro, Clara Doralice e Franco Marin.<br>
A loro che non possono essere fisicamente qui con noi, mandiamo un caloroso applauso.<br>
Mi auguro che tanti di voi leggano e approfondiscano le loro storie.</em></p><p><em>E mi fa particolarmente piacere che tra loro ci sia una donna: Clara Doralice, 95 anni, Enza il suo nome da partigiana. In una recente intervista ha ricordato con semplicità come molti ragazze e ragazzi della sua generazione hanno sacrificato la loro giovinezza per la libertà.<br>
Perché le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nella resistenza: non solo come supporto agli uomini in clandestinità o come staffette, ma anche, armi alla mano, come combattenti.</em></p><p><em>Un ruolo che, duole dirlo, non è stato molto valorizzato fino a pochi anni fa.<br>
Eppure anche i crudi numeri danno conto di un contributo di lotta e di sangue davvero importante. Perché dietro a questi numeri ci sono delle persone, delle donne, molte delle quali hanno pagato con la vita la loro scelta di libertà.</em></p><p><em>Furono circa 35 mila le donne che parteciparono direttamente alla Resistenza delle 70 mila che aderirono ai Gruppi di difesa della donna. 1.859 di loro furono vittime di violenze e stupri, 4.635 arrestate, torturate e condannate, 2.750 deportate, 623 fucilate o cadute in azione.</em></p><p><em>Tra queste donne ricordiamo, tra le altre, due figure di spicco originarie della nostra regione: la prima, Tina Anselmi, staffetta partigiana col nome di Gabriella, che pedalava per più di 100km al giorno per collegare le brigate partigiane in Veneto e poi prima donna ministro della Repubblica.</em></p><p><em>La seconda, Lina Merlin, che dopo l’8 settembre prese parte attiva alla Resistenza e organizzò con Ada Gobetti, Laura Conti e altre donne antifasciste i “Gruppi di difesa della donna”. Quella Lina Merlin che sarà componente dell’Assemblea Costituente e prima donna eletta al Senato dove il prossimo 11 maggio sarà collocato il suo busto in bronzo su iniziativa della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Comitato Lina Merlin e della nostra Amministrazione.</em></p><p><em>Donne che come tante altre, poi ritornate alla vita civile e meno famose hanno contribuito a fondare e costruire il nostro Paese.</em></p><p><em>Torniamo in qualche modo al discorso iniziale: nei momenti di necessità dobbiamo mettere da parte le differenze, le diversità di opinione, il genere. Dobbiamo far prevalere non gli egoismi e i particolarismi ma il bene comune e la solidarietà</em></p><p><em>Un messaggio che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni, così fortunate da vivere in un paese libero, che non hanno mai conosciuto la guerra.<br>
Giovani che, quando scoprono le storie delle donne e degli uomini che hanno fatto la Resistenza, diventano curiosi e attenti e per la maggior parte non sono indifferenti e distratti davanti a parole come libertà, democrazia e sacrificio.</em></p><p><em>Sta a noi non lasciare svanire la forza dei valori che oggi celebriamo, in una giornata che è di tutti e tutt’altro che un rito appannato dal tempo.</em></p><p><em>Abbiamo dimostrato in questi mesi forza, coesione sociale, solidarietà.</em></p><p><em>Guardiamo avanti, assieme con fiducia. </em></p><p><em>Buon 25 aprile a tutti i padovani</em>".</p><p>Sergio Giordani</p>
"RECLAIM" - mostra di street poster per la città
Comunicato stampa: discorso del sindaco di Padova Sergio Giordani in occasione del 106° anniversario del genocidio armeno
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<img src="/sites/default/files/images/armeni%20sindaco.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>"<em>Signore, signori, gentili ospiti</em></p><p><em>Ricordiamo oggi come ogni anno davanti a questo bassorilievo in bronzo una delle tragedie del ‘900: lo sterminio e il tentativo di annientamento del popolo armeno da parte dell’Impero Ottomano.</em></p><p><em>Una tragedia le cui conseguenze sono ben visibili ancora oggi a oltre un secolo di distanza.</em></p><p><em>Il ‘900, secondo alcuni storici, è uno dei secoli più violenti della storia recente, quello nel quale gli ideali di uguaglianza, il progresso e la scienza sono stati distorti, per essere messi al servizio di totalitarismi che li hanno impiegati nello sterminio di massa di innocenti.</em></p><p><em>Un secolo che si è aperto con l’annientamento del popolo armeno, che ha vissuto la tragedia immensa della Shoah, e purtroppo si è chiuso con la il massacro dei Tutsie in Ruanda la pulizia etnica nel Balcani, e il massacro di donne e bambini a Srebrenica.</em></p><p><em>Pulizia etnica: una frase che suscita orrore e che non vorremmo più sentire pronunciare ma che ancora oggi, troppo spesso risuona in tanti luoghi del mondo.</em></p><p><em>Per questo oltre che per il doveroso omaggio alle vittime di queste vicende, non dobbiamo lasciare che lo scorrere del tempo faccia svanire il ricordo di quanto avvenuto, e non possiamo dimenticare le ragioni - se mai si possa usare la parola RAGIONE per questi fatti - che li hanno provocati.</em></p><p><em>Gli armeni lo sanno bene e sanno quanto è difficile ancora oggi mantenere viva l’attenzione della comunità internazionale sulla loro storia, sulla loro cultura, che anche oggi è minacciata da un negazionismo opportunista e da interessi geopolitici che vorrebbero minimizzare la loro presenza nell’area del Caucaso.</em></p><p><em>L’ Armenia, che il 21 settembre di quest’anno festeggerà i 30 anni della propria indipendenza, è membro del Consiglio d’Europa, l’organizzazione fondata non a caso nel 1949, che ha come scopo quello di promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa.</em></p><p><em>La diaspora di questo popolo è ancora una realtà significativa se pensiamo che l’Armenia ha oggi circa 3 milioni di abitanti, mentre gli armeni dispersi nel mondo sono oltre 8 milioni.</em></p><p><em>Come Europa, come Italia, dobbiamo da un lato ricordare il genocidio armeno, dall’altro agire perché non si riproducano oggi condizioni di discriminazione e violenza per le popolazioni armene che vivono nei territori del Nagorno Karaback, e in generale in quelle regioni nelle quali vi sono ancora forti elementi di contrasto con altri gruppi etnici.</em></p><p><em>Purtroppo la politica di alcuni paesi confinanti con l’Armenia, non va oggettivamente oggi in questa direzione.</em></p><p><em>I diritti umani, la tutela della storia e della cultura di un popolo non sono valori negoziabili.</em></p><p><em>E proprio per questo, e per dare un senso concreto a questa commemorazione, oggi noi non possiamo girarci dall’altra parte, far finta che quanto purtroppo accade agli armeni, dopo oltre un secolo dal genocidio del 1915, non ci riguardi, sia una questione locale, distante da noi.</em></p><p><em>Ricordiamoci sempre che quando parliamo di diritti umani, di democrazia e libertà, siamo sempre coinvolti, perché questi valori per noi fondanti non sono assicurati a priori e una volta raggiunti devono essere custoditi e difesi con impegno.</em></p><p><em>Grazie a tutti voi, per il vostro impegno in questa direzione</em>".<br>
<br>
Sergio Giordani</p>