Ciclo di incontri "Di-segni di pace"
Comunicato stampa: martedì 23 gennaio cominceranno i lavori di riqualificazione di via Volturno e parte di via Milazzo
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</figure><br><p>Il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Andrea Micalizzi, illustra le fasi dell’intervento: “<em>Dopo la presentazione del masterplan avvenuta prima delle festività, diamo avvio alla fase operativa della riqualificazione dell’ex caserma Prandina per realizzare il nuovo Parco delle Mura di San Benedetto. Il primo passo di questa trasformazione è l’eliminazione di Via Orsini, che sarà trasformata in parco adiacente alle mura in questo modo i quasi 4.000 mq di asfalto della strada verranno trasformati in area verde, che si unirà al resto delle trasformazioni all’ex Prandina, dove la zona a parco supererà i 50.000 mq. Un’operazione green che non solo amplia la dotazione di verde del centro storico, ma che migliora anche la viabilità. Per far questo spostiamo la viabilità da Via Orsini alle vie Volturno e Milazzo, attuando il doppio senso di circolazione. Dopo un approfondito studio commissionato ad una società esperta, abbiamo verificato che a livello viabilistico questa scelta non solo è assolutamente realizzabile, ma che non rappresenta neppure un grande stravolgimento a livello complessivo, in quanto già tutta la circonvallazione interna è già a doppio senso. In questo modo ricostruiamo un assetto in cui la circonvallazione interna svolge il ruolo di far circolare il traffico di attraversamento intorno alla città preservando il centro e le Mura. Ci saranno anche altri vantaggi: da una parte per i residenti del quartiere Palestro, che beneficeranno di più opzioni di uscita dal quartiere, dall’altra per coloro che vivono nelle vie Raggio di Sole e Citolo da Perugia, che non saranno più percorse dal traffico di attraversamento che le utilizzava a proseguo da via Orsini. Verrà in ogni caso mantenuta la corsia preferenziale per bus e taxi, a partire da via delle Melette fino in prossimità dell’incrocio con Corso Milano. I lavori prenderanno il via martedì 23 gennaio, partiranno da Porta San Giovanni e riguarderanno la sistemazione e la messa in sicurezza dei marciapiedi e della ciclabile, oltre che la predisposizione per la nuova illuminazione pubblica, per una durata di due mesi circa. Per attuare questa trasformazione e garantire la massima sicurezza per pedoni, ciclisti, automobilisti, dopo attente considerazioni, con rammarico si renderà necessario l’abbattimento di quattro platani, in quanto collocati in strada e quindi in traiettoria delle auto. Gli alberi in strada sono una decina ma grazie alle scrupolose soluzioni individuate siamo riusciti ad evitare l’abbattimento della maggior parte di essi. A conclusione dei due mesi dei lavori, entrerà in vigore ufficialmente il doppio senso di circolazione in via Volturno e Via Milazzo. Via Orsini sarà comunque mantenuta aperta ancora per un anno, affinché i cittadini possano gradualmente abituarsi alla nuova viabilità, e verrà chiusa con l’inizio dei lavori per la realizzazione del Parco delle Mura di San Benedetto. Si tratta del primo passo di una fase storica che consegnerà alla città un grande parco urbano in pieno centro storico e che realizzerà anche una nuova piazza per Corso Milano</em>”.</p>
Comunicato stampa: mostra di arte africana "Nel cuore del Congo " 22 gennaio – 22 marzo 2024
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</figure><br><p>I Missionari Comboniani organizzano una mostra di maschere congolesi presso la loro sede di via San Giovanni di Verdara. Le opere in esposizione, maschere ma anche tessuti e statue, fanno parte di una collezione normalmente esposta al Museo Africano di Madrid. In Italia, sono state esposte presso il Museo Africano di Verona. I Comboniani sono presenti a Padova da oltre un secolo. Negli ultimi anni si sono fatti promotori di varie iniziative per aiutare la comprensione dei popoli del Sud del Mondo, e soprattutto per far conoscere la cultura e realtà africana alla città di Padova. Con questa mostra i missionari comboniani desiderano avvicinare gli studenti delle scuole superiori e altri visitatori alla complessità del ruolo della maschera nella cultura locale. Le maschere, come le altre opere esposte, non sono semplice artigianato o arte africana. Hanno un ruolo importante nella cultura locale, sia per gli aspetti mitici-religiosi a cui sono legate, che per l’azione di controllo sociale e terapeutico che esercitano. Tutte le opere esposte sono originali.</p><p>L’assessore alla Cultura Andrea Colasio sottolinea: “<em>Ringrazio i Padri Comboniani, ed in particolare Padre Giuseppe Caramazza e Padre Gaetano Montresor, per aver voluto, con tenacia portare questa mostra a Padova. Ne avevamo parlato poco prima dello scoppio della pandemia, e purtroppo quell’evento ha rallentato e complicato tutto. Oggi, finalmente i padovani e turisti, possono vedere fino al 22 marzo, una collezione di maschere africane capaci di coinvolgere emotivamente l’osservatore ma anche interessante sotto il profilo antropologico. Siamo di fronte a un’esposizione non vastissima, ma di significativo interesse non solo artistico, - del resto molta dell’arte contemporanea occidentale ha preso ispirazione proprio dall’arte africana - perché è accompagnata da una spiegazione del ruolo e del significato vero che queste maschere hanno in quelle culture e in particolare in quelle delle etnie congolesi. Le maschere non rappresentano esclusivamente un qualcosa che attiene alla pura importante cultura artigiana africana -congolese in questo caso - ma in realtà hanno sempre svolto una fondamentale funzione coesiva di rituale collettivo e simbolico. Le maschere svolgevano una funzionalità taumaturgica, venivano utilizzate in modalità e in tempi particolari, spesso evocavano gli antenati ed erano utilizzate con modalità differenti, per esempio quando sorgevo una epidemia o per rappresentare altre situazioni a fortissimo contenuto simbolico. E i Padri Comboniani sono stati sempre tra quelli che hanno capito l’importanza dell'interscambio culturale questo Continente e sono sempre stati rispettosi dello spessore e del valore del mondo africano e delle sue culture</em>”.</p><ul>
<li><strong>La maschera</strong><br>
Gli archeologi che stavano scavando il sito di Hirbat Duma, 20 km a sud di Gerusalemme, rimasero colpiti dal ritrovamento: una maschera di pietra risalente a circa 9.000 anni fa. Quella maschera è più antica delle lingue semitiche parlate nell'area, più antica di qualsiasi scrittura. Fu scolpita nel neolitico preceramico, cioè prima ancora che la popolazione del luogo avesse creato il vasellame! Le maschere sono tra noi da molto tempo. Eppure, non si conosce con esattezza l'origine di questo termine. Alcuni vedono in questa parola l'erede del termine masca presente nel latino medievale il cui significato era nero, scuro, coperto di fuliggine. Potrebbe quindi voler descrivere ciò che copre il volto, che camuffa le sembianze. Nella cultura occidentale, la maschera è spesso usata per lo spettacolo, il gioco. La troviamo impiegata nella commedia dell'arte e nelle feste di carnevale. Si usa per dei travestimenti, e chi la indossa finge di essere un personaggio mitico o teatrale.</li>
<li><strong>Le maschere africane</strong><br>
Il nostro uso della maschera non deve farci cadere in errore. Le maschere africane hanno un uso molto più elaborato. Sono parte integrante della vita delle persone e hanno un ruolo nei riti, nelle feste religiose, nei processi di guarigione. Chi indossa la maschera nasconde la sua identità, ma non lo fa per gioco. Egli rappresenta una nuova identità, uno spirito, un dio o qualche forza soprannaturale.La maschera permette a chi la indossa di creare una nuova realtà. La persona mascherata apre una comunicazione con ciò che la maschera significa, con la realtà a cui la maschera rimanda. Diventa quindi un antenato, uno dei morti viventi, oppure una deità, uno spirito della guarigione o altro. La maschera può anche dare aprire la comunicazione con i totem del clan. Il totem è un animale, o uno spirito, che è stato scelto come emblema del clan o dell'intera etnia. Le persone mascherate possono quindi raccontare i miti del proprio gruppo etnico. Il mito non è una favoletta. Il mito è la rappresentazione di una realtà che supera la nostra comprensione ordinaria. Attraverso il mito, chi racconta insegna verità profonde, spesso di tema religioso. importanti per dare identità e ricostruire la storia del gruppo. Le maschere possono anche avere un ruolo durante i riti di guarigione. Chi è mascherato può entrare in contatto con gli antenati, scoprire l'origine del male in questione, e cercare una soluzione. Questa capacità di mediazione tra il nostro mondo e quello spirituale fa della maschera un oggetto sacro. La maschera quindi avrà elementi umani, ma anche elementi tratti dal mondo animale oppure lasciati alla fantasia dello scultore. L'importante è che chi partecipa al rito si renda conto di trovarsi di fronte ad una realtà che lo supera. Le maschere possono essere usate in vari riti (nascita, guarigione, iniziazione, morte, dialogo con gli antenati, anche riti magici dal dubbio spessore etico). Al di là di tutti questi usi, la funzione principale della maschera africana è quella di mantenere l'ordine all'interno della comunità. Infatti, tra alcuni gruppi etnici, maschere e mascherate vengono utilizzate anche per risolvere controversie e conflitti comunitari. È il caso degli Igbo, in Nigeria, dove i membri del culto mascherato e della confraternita Uma-Ada facilitano i processi di giustizia sociale e di riconciliazione attraverso spettacoli in maschera.</li>
<li><strong>I materiali</strong><br>
Il materiale più comunemente usato per le maschere è il legno, ma non è l'unico. Si usano anche pietre, rame o bronzo, ferro, tessuti e fibre vegetali. Queste spesso prendono la forma di capelli, barbe o di prolungamenti della maschera che coprono ulteriormente il corpo di chi la indossa. Le fibre vegetali (paglia, foglie di palma, e altre) venivano spesso tolte prima di essere esposte nei musei occidentali. Così facendo, si è data una immagine errata della maschera e del suo uso. Sulla superficie della maschera è possibile applicare un'ampia gamma di elementi ornamentali: peli di animali, corna o denti, conchiglie, semi, e piume. Peli di animali o paglia vengono spesso utilizzati per i capelli o la barba di una maschera.</li>
<li><strong>Il perché di questa mostra</strong><br>
In Italia sono pochi coloro che hanno avuto l'opportunità di entrare in contatto con la cultura africana in modo significativo. In Africa subsahariana ci sono circa mille etnie diverse. Ognuna di queste ha la propria cultura, lingua, religione e un mondo mitico da cui trarre identità e visione. Conoscere da vicino queste culture richiede tempo e il desiderio di scoprire nuovi modi di avvicinarsi al mondo. Questa mostra vuole aiutare i visitatori ad avvicinarsi alla cultura africana in uno degli aspetti che possono facilmente venir mal interpretati. Chi visita l'Africa spesso lo fa da turista, e così viene a contatto con forme culturali-spettacoli e artigianato - che mal rappresentano la cultura vissuta dalla gente locale. Si tende a far risaltare gli aspetti folkloristici, a discapito dell'importanza dei contenuti. Le maschere che si vendono nei mercatini sono state fatte ad uso e consumo degli acquirenti stranieri: non hanno valore agli occhi della gente. Vengono acquistati come curiosità, o per la loro bellezza estetica. Poco o nulla viene comunicato sul valore reale di maschere, statue e altri manufatti.</li>
<li><strong>La collezione </strong><br>
La collezione esposta è stata raccolta da Josè Antonio Bordallo Huibodro ambasciatore di Spagna nella Repubblica Democratica del Congo dal 1996 al 2000. Tutti i pezzi sono autentici e unici. La collezione è stata poi donata al Museo Africano di Madrid, una attività dei missionari comboniani in Spagna. In Italia questa mostra è stata esposta al Museo Africano di Verona nel 2023.</li>
</ul><p>Per ulteriori informazioni: P. Giuseppe Caramazza 347 0115193 <a href="mailto:giucarta@gmail.com" id="OWAe8445de2-32e1-e904-82f9-36df7110c23a">giucarta@gmail.com</a> - P. Gaetano Montresor 349 3185014 <a href="mailto:filissine@gmail.com" id="OWA447b1269-4929-87af-5a30-9799d577bd0b">filissine@gmail.com</a></p>
Comunicato stampa: al via lo sportello affitti per studenti e studentesse universitari
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</figure><br><p>E’ stato presentato venerdì 19 gennaio nella sala Bresciani Alvarez di Palazzo Moroni il progetto “Sportello Affitti”, promosso dall’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Padova e organizzato dall’associazione studentesca “Studenti Per Sindacato Studentesco - UDU Padova”. Ha introdotto e presentato l’incontro, il consigliere comunale delegato del Sindaco alle politiche giovanili, Pietro Bean, che è intervenuto con Domenico Amico, coordinatore dell’associazione, Emma Ruzzon, presidente del consiglio degli studenti dell’Università degli Studi di Padova, Francesca Pollero, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’ESU e Edoardo Furlan, membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova. </p><p><strong>Il Consigliere Pietro Bean spiega</strong>: “<em>L’emergenza abitativa che sta attraversando Padova ha colpito le fasce della popolazione meno tutelate, tra queste vi sono sicuramente gli studenti e le studentesse dell’Università. Le carenze strutturali di residenze universitarie pubbliche, la penuria di alloggi nel mercato privato e i costi esponenziali dei canoni di locazione stanno causando problemi gravissimi. Per questo come Comune abbiamo deciso di ingegnarci con delle soluzioni alla portata delle nostre competenze, valorizzando l’attivismo che abbiamo sul territorio. Gli studenti dell’UDU hanno portato l’attenzione sul tema con la loro protesta delle tende nei mesi scorsi, dimostrando senso di responsabilità e denunciando un contesto abitativo grave per chi studia, per chi lavora e per le famiglie. Per questo sul fronte universitario abbiamo pensato di coinvolgerli nella nostra azione amministrativa, che prevede sempre l'innovazione dei servizi in base ai mutevoli bisogni della comunità e la creazione di spazi sociali. Con questo sportello faranno informazione tra i loro coetanei sui diritti degli studenti in quanto inquilini e su come evitare le truffe, rappresentando un primo ascolto per chi rischia di di non trovare una casa. Daremo così assistenza e aiuto agli studenti e alle studentesse alla ricerca di un affitto o in balia delle conseguenze di questa emergenza abitativa, dando attuazione alle mozioni approvate dal Consiglio Comunale e alle linee programmatiche dell’amministrazione. La prima assistenza e l’informazione che svolgeranno sarà coordinata con il Progetto Giovani, che grazie alla convenzione stipulata con l’Ordine degli Avvocati di Padova potrà offrire delle consulenze legali gratuite agli studenti e alle studentesse che, rivolgendosi allo sportello, avessero però bisogno anche di un’assistenza tecnico-giuridica da parte di un professionista. Siamo orgogliosi di questo progetto e lo promuoveremo con tutti i nostri mezzi, perché offre soluzioni concrete, vicine ai bisogni dei giovani e attraverso il coinvolgimento delle migliori risorse umane, professionali e associazionistiche della nostra città</em>.”.</p>
Comunicato stampa: firmata l'ordinanza che fissa giorni e orari massimi di apertura di acconciatori, estetisti, tatuatori e piercing
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Firmata giovedì 18 gennaio dal sindaco Sergio Giordani un’ordinanza con oggetto “Determinazione dei giorni e degli orari massimi di apertura delle attività di Acconciatrice/tore, Estetista, Tatuaggio e Piercing.” che sono 682 nella città di Padova. L’ordinanza è pubblicata su <a href="http://www.padovanet.it">Padovanet</a>.</p><p>Il commento dell’assessore al commercio e alle attività produttive, Antonio Bressa: “<em>Con l’occasione dell’approvazione del nuovo regolamento in Consiglio Comunale, redatto a partire dal testo base della Regione Veneto, abbiamo aggiornato anche l’ordinanza a firma del Sindaco che fissa gli orari per queste categorie. Si chiude così di fatto la parentesi aperta durante la pandemia che ci aveva portato ad estendere anche ai giorni festivi l’apertura di queste attività per meglio distribuire le presenze dei clienti. Ora, ascoltate le richieste delle associazioni di categoria con le quali abbiamo definito questa impostazione, in particolare CNA Padova e Confartigianato Padova, abbiamo ripristinato la chiusura domenicale e festiva già ordinariamente prevista e modificata con il Covid. L’obiettivo è anche quello di garantire servizio all’utenza ma anche la migliore conciliazione possibile dei tempi vita-lavoro per attività che spesso sono portate avanti in proprio senza possibilità di turnazione. Un equilibrio che sarebbe invece compromesso da una spirale competitiva che potrebbe danneggiare la qualità del lavoro senza offrire particolari servizi in più all’utenza, già abituata a servirsi di queste attività solo nei giorni feriali e prefestivi. Detto questo sono salvaguardate le attività che lavorano all’interno di Centri Commerciali e che anche nei giorni festivi possono adattarsi all’apertura degli altri negozi e il periodo di dicembre nel quale è garantita la possibilità di lavorare anche nei giorni festivi che anticipano il Natale per assecondare la grande richiesta dell’utenza in quel particolare periodo</em>.”</p>
Comunicato stampa: torna anche quest’anno "Occhiale solidale", l’iniziativa nata per donare salute e cura a persone in difficoltà
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>"Occhiale solidale": torna anche quest’anno il progetto nato dalla collaborazione tra l’assessorato ai Servizi sociali del Comune di Padova, il Gruppo Ottici Optometristi di Ascom Padova capitanato dal dottor Renzo Colombo, il Centro Oculistico San Paolo guidato dal dottor Alessandro Galan e il Comitato di Padova della Croce Rossa Italiana rappresentato dal presidente dottor Giampietro Rupolo. Grazie al protocollo sottoscritto tra le parti per il 2024, saranno circa 220 le persone in difficoltà, segnalate dall’assessorato al Sociale dell'Amministrazione comunale, alle quali verranno offerte visita oculistica e fornitura completamente gratuita di occhiali da vista.<br>
I controlli saranno programmati durante l’anno con cadenza mensile, con sospensione solo nei mesi di agosto e dicembre, e le persone verranno visitate nell’ambulatorio messo a disposizione dalla Croce Rossa di Padova dal team di medici della clinica Oculistica San Paolo e dagli Ottici Optometristi di Ascom Padova. Ascom fornirà gratuitamente gli occhiali da vista e l’attrezzatura ambulatoriale mentre le montature e le lenti saranno frutto delle donazioni delle aziende Thema e Optilens Italia.</p><p>"<em>Salute e cura sono un diritto fondamentale, per tutti</em> – sottolinea l’assessora al Sociale, Margherita Colonnello – <em>Dunque un grazie, innanzitutto, ai medici oculisti, ai volontari, alle associazioni, a tutti i partner coinvolti in questo progetto che vuole favorire inclusione e accesso sostenibile alle cure alle persone che, per svariati motivi, non possono permettersi di andare dall’oculista e acquistare un occhiale. Il nostro obiettivo – prosegue l'assessora - è dare un aiuto concreto a chi ne ha bisogno. Pensiamo alle tante situazioni di difficoltà che coinvolgono famiglie con un solo reddito, ai tanti disoccupati. Pensiamo, in particolare, alle persone senza dimora, indubbiamente più fragili, alle quali manca un ambiente di vita oltre alla possibilità di prendersi cura di sé stessi. Ecco che, anche l’occhiale solidale – </em>conclude l'assessora <em>- può contribuire a creare una cultura del dono della salute, può migliorare la loro qualità di vita. Il rispetto della dignità delle persone, la costante ricerca di contatto e di relazioni, la lotta alla povertà: tutto questo è il nostro impegno che, ogni giorno, cerchiamo di garantire grazie al grande lavoro dei servizi sociali, delle associazioni, dei volontari, del privato sociale</em>".</p><p>L'iniziativa Occhiale solidale è nata nel 2015 quale progetto condiviso dai sottoscrittori del protocollo d'intesa - Comune di Padova, Ascom, Centro Oculistico e Croce Rossa – ed è proseguita fino a tutto il 2023. Nel corso dell'anno appena concluso sono state 122 le persone segnalate dagli assistenti sociali del territorio padovano alle quali sono state dedicate le cure oculistiche che, diversamente, sarebbero state da loro trascurate per difficoltà economiche.</p>
Comunicato stampa: restituiamo un’identità ai tre ragazzi morti la notte dell’Epifania all’Ex Configliachi
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il sindaco Sergio Giordani invita i media a un momento di ricordo e riflessione dedicato a Hicem, Majdi e Nader i tre ragazzi tunisini morti all’ex Configliachi nel giorno in cui le salme rientrano in patria.</p><p>Alla breve cerimonia, che si svolgerà giovedì 18 gennaio alle ore 11:00 davanti all’ex Configliachi in via Guido Reni n. 96, parteciperanno le assessore Margherita Colonnello e Francesca Benciolini, oltre a esponenti della Consulta, delle associazioni, del mondo del volontariato e delle istituzioni.</p>
Giorno della Memoria 2024
Passeggiate nel tempo tra le vie dell'antico Ghetto di Padova
Conferenza stampa: l’assessore al verde e ai parchi Antonio Bressa illustra il progetto esecutivo del nuovo Parco Guizza
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il nuovo Parco della Guizza si svilupperà su una superficie di 62.700 mq al confine con il Comune di Albignasego. A quest’area vanno aggiunte quelle dell’attuale Parco Gozzano per un totale di circa 100.000 metri quadri sul territorio del Comune di Padova che diventano circa 130.000 considerando il Parco di Albignasego. Sarà realizzata un’area verde attrezzata, con strutture per lo sport e il tempo libero di ultima generazione, anche per mantenere la vocazione dello spazio oggi molto frequentato non solo da famiglie e bambini, ma anche da persone che ricercano benessere e attività fisica. Punto di forza di questo nuovo Parco sarà proprio la continuità con il Comune di Albignasego, un’area verde che crea quindi una connessione tra Comuni, e permette quindi una maggior condivisione anche dei servizi, come per esempio il trasporto pubblico.</p><p>L’assessore al Verde e ai parchi, Antonio Bressa, illustra il progetto esecutivo del nuovo Parco Guizza in conferenza stampa:</p><p><strong>martedì 9 gennaio 2024, ore 12:00<br>
u</strong><strong>fficio dell’assessore a Palazzo Moroni</strong></p>