Settima Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo
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<img src="/sites/default/files/images/1_131.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>L'1 febbraio 2024 si celebra la <a href="https://www.anvcg.it/attualita/archivio/item/763-1%C2%B0febbraio-2024-g…; target="_blank">Giornata nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo</a>, per conservarne la memoria e promuovere la cultura della pace e del ripudio della guerra.</p><hr><p><strong>Il Comune di Padova, aderisce alla Giornata illuminando, a partire dalle ore 18:00, di colore blu la Torre Campanaria di Palazzo Moroni - <a href="https://www.padovanet.it/luogo/palazzo-moroni">mappa</a>.</strong></p><…, alle ore 10:00, viene depositata una corona presso il Tempio dell'Internato Ignoto - <a href="https://www.padovanet.it/luogo/museo-nazionale-dellinternamento">mappa<…;, con la partecipazione dell'assessora Francesca Benciolini.</strong></p><hr><p>La Giornata nazionale dell'1 febbraio precede di una settimana la ricorrenza dell'80° anniversario del bombardamento avvenuto sulla città di Padova l'8 febbraio 1944, sia nel centro urbano che nelle periferie, che ha causato la morte di 380 persone e centinaia di feriti gravi.</p><p>L'Associazione nazionale comuni italiani - Anci e l'Associazione nazionale vittime civili di guerra - Anvcg invitano i Comuni ad aderire alla Giornata, rilanciando la campagna di sensibilizzazione "Stop alle bombe sui civili", lanciata nel 2022, alla quale ha aderito anche il Comune di Padova - <a href="https://www.padovanet.it/notizia/20220322/il-comune-di-padova-aderisce-… iniziative assumono un valore particolare, alla luce dei numerosi conflitti attualmente in corso nel mondo, in particolare quelli in Ucraina, in Medio Oriente tra Israele e Palestina e in Nagorno Karabakh, costituendo un appello universale alla collettività e alla comunità internazionale, affinché le convenzioni, i trattati e le dichiarazioni internazionali che già esistono per la protezione dei civili, vengano estesi, attuati e rispettati.</p><h3>Per informazioni</h3><p>Ufficio Diritti e Partecipazione - Settore Gabinetto del Sindaco<br>
telefono 049 8205629<br>
email <a href="mailto:dirittiepartecipazione@comune.padova.it">dirittiepartecipazione@…;
Comunicato stampa: riunione congiunta delle Commissioni consiliari VI e I
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Mercoledì 24 gennaio '24 alle ore 16:00 nella sala Anziani di Palazzo Moroni, si svolge, in seduta pubblica, la riunione congiunta delle Commissioni consiliari: VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dalla vicepresidente, consigliera Federica Bruni e I "Politiche della qualità della vita, digitalizzazione, pari opportunità, sicurezza, partecipazione e decentramento" presieduta dalla consigliera Elvira Andreella.</p><p>All’ordine del giorno:</p><ul>
<li>“Dgr 1522/2022 P.A.R.I. Progetti e Azioni di Rete innovativi per la parità e l'equilibrio di genere". Presentazione dei progetti finanziati dalla Regione Veneto nel territorio di Padova, a cura di Daniela Moro, Responsabile Area Sociale di Irecoop Veneto";</li>
<li>Ascom Padova – Progetto In-Crecìdibili: divario retributivo e parità di genere sulle tematiche del divario retributivo;</li>
<li>Cescot Veneto –Progetto Coco sulle tematiche dell’imprenditorialità femminile;</li>
<li>Fòrema – Progetto Siadom "Social Innovation Alliance for Diversity management and innovation of Organizational Models" sulle tematiche della diversity e modelli organizzativi del lavoro;</li>
<li>Irecoop Veneto –Progetto P.l.u.s.: Più Leadership e Uguaglianza per lo Sviluppo sulle tematiche della leadership femminile e ruoli apicali nella società</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>
Comunicato stampa: riunione della V Commissione consiliare
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Mercoledì 24 gennaio 2024, alle ore 14:30, si riunisce in seduta pubblica nella sala Anziani di Palazzo Moroni la V Commissione Consiliare "Politiche del territorio, delle infrastrutture e della mobilità" presieduta dal consigliere Bruno Cacciavillani.</p><p>All'ordine del giorno:</p><ul>
<li>
<div>accordo pubblico/privato ai sensi dell'art. 6 della L.R. 23.04.2004 n. 11 e s.m.i. finalizzato all'ampliamento del Parco Milcovich e del Parco dei Frassini;</div>
</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>
"Cosa mettere in agenda" - febbraio 2024
<?xml encoding="utf-8" ?><br><div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 312.5000%;
padding-bottom: 0; box-shadow: 0 2px 8px 0 rgba(63,69,81,0.16); margin-top: 1.6em; margin-bottom: 0.9em; overflow: hidden;
border-radius: 8px; will-change: transform;"><iframe src="https://www.canva.com/design/DAF7Wcqeqxs/view?embed" style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; top: 0; left: 0; border: none; padding: 0;margin: 0;"></iframe></div>
Comunicato stampa: a Padova la Festa Regionale della Polizia Locale, premiati 75 agenti
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Si è svolta a Padova la Festa Regionale della Polizia Locale alla quale hanno partecipato numerose rappresentanze dei Corpi di Polizia Locali provenienti da molte località del Veneto. </p><p>La giornata ha preso il via alle 9:45 con l’alzabandiera in Piazza dei Signori al quale ha fatto seguito un corteo con in testa la Banda della Polizia Locale di Venezia seguita dai Gonfaloni dei Corpi e dalle delegazioni degli agenti, che si è diretto al Duomo per la tradizionale S. Messa. Al termine, sempre in corteo, i partecipanti hanno raggiunto l’Aula Magna del Bo dove sono intervenute le Autorità e sono stati consegnati gli encomi agli agenti meritevoli. </p><p>Sono intervenuti il prorettore Carlo Pellegrino, l’assessore regionale alla sicurezza Cristiano Corazzari, il sindaco di Padova Sergio Giordani e il comandante della Polizia Locale di Padova Lorenzo Fontolan. Presenti, tra le altre autorità, l’assessore alla sicurezza del Comune di Padova Diego Bonavina, il presidente del Consiglio Comunale Antonio Foresta, il senatore Antonio De Poli, le consigliere regionali Elena Venturini e Cristina Guarda, il vicepresidente vicario della Provincia di Padova Vincenzo Gottardo e il presidente della Camera di Commercio di Padova Antonio Santocono, oltre ai vertici delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate. </p><p>A seguire la cerimonia di consegna degli encomi, per speciali meriti acquisiti in servizio, a 75 agenti. </p><p>Nella sezione documenti il discorso del Sindaco Sergio Giordani e l'elenco dei premiati con le relative motivazioni.</p>
Ciclo di incontri "Di-segni di pace"
Comunicato stampa: martedì 23 gennaio cominceranno i lavori di riqualificazione di via Volturno e parte di via Milazzo
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<img src="/sites/default/files/images/Micalizzi%20via%20volturno.jpeg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Andrea Micalizzi, illustra le fasi dell’intervento: “<em>Dopo la presentazione del masterplan avvenuta prima delle festività, diamo avvio alla fase operativa della riqualificazione dell’ex caserma Prandina per realizzare il nuovo Parco delle Mura di San Benedetto. Il primo passo di questa trasformazione è l’eliminazione di Via Orsini, che sarà trasformata in parco adiacente alle mura in questo modo i quasi 4.000 mq di asfalto della strada verranno trasformati in area verde, che si unirà al resto delle trasformazioni all’ex Prandina, dove la zona a parco supererà i 50.000 mq. Un’operazione green che non solo amplia la dotazione di verde del centro storico, ma che migliora anche la viabilità. Per far questo spostiamo la viabilità da Via Orsini alle vie Volturno e Milazzo, attuando il doppio senso di circolazione. Dopo un approfondito studio commissionato ad una società esperta, abbiamo verificato che a livello viabilistico questa scelta non solo è assolutamente realizzabile, ma che non rappresenta neppure un grande stravolgimento a livello complessivo, in quanto già tutta la circonvallazione interna è già a doppio senso. In questo modo ricostruiamo un assetto in cui la circonvallazione interna svolge il ruolo di far circolare il traffico di attraversamento intorno alla città preservando il centro e le Mura. Ci saranno anche altri vantaggi: da una parte per i residenti del quartiere Palestro, che beneficeranno di più opzioni di uscita dal quartiere, dall’altra per coloro che vivono nelle vie Raggio di Sole e Citolo da Perugia, che non saranno più percorse dal traffico di attraversamento che le utilizzava a proseguo da via Orsini. Verrà in ogni caso mantenuta la corsia preferenziale per bus e taxi, a partire da via delle Melette fino in prossimità dell’incrocio con Corso Milano. I lavori prenderanno il via martedì 23 gennaio, partiranno da Porta San Giovanni e riguarderanno la sistemazione e la messa in sicurezza dei marciapiedi e della ciclabile, oltre che la predisposizione per la nuova illuminazione pubblica, per una durata di due mesi circa. Per attuare questa trasformazione e garantire la massima sicurezza per pedoni, ciclisti, automobilisti, dopo attente considerazioni, con rammarico si renderà necessario l’abbattimento di quattro platani, in quanto collocati in strada e quindi in traiettoria delle auto. Gli alberi in strada sono una decina ma grazie alle scrupolose soluzioni individuate siamo riusciti ad evitare l’abbattimento della maggior parte di essi. A conclusione dei due mesi dei lavori, entrerà in vigore ufficialmente il doppio senso di circolazione in via Volturno e Via Milazzo. Via Orsini sarà comunque mantenuta aperta ancora per un anno, affinché i cittadini possano gradualmente abituarsi alla nuova viabilità, e verrà chiusa con l’inizio dei lavori per la realizzazione del Parco delle Mura di San Benedetto. Si tratta del primo passo di una fase storica che consegnerà alla città un grande parco urbano in pieno centro storico e che realizzerà anche una nuova piazza per Corso Milano</em>”.</p>
Comunicato stampa: mostra di arte africana "Nel cuore del Congo " 22 gennaio – 22 marzo 2024
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<img src="/sites/default/files/images/mostra%20Congo.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>I Missionari Comboniani organizzano una mostra di maschere congolesi presso la loro sede di via San Giovanni di Verdara. Le opere in esposizione, maschere ma anche tessuti e statue, fanno parte di una collezione normalmente esposta al Museo Africano di Madrid. In Italia, sono state esposte presso il Museo Africano di Verona. I Comboniani sono presenti a Padova da oltre un secolo. Negli ultimi anni si sono fatti promotori di varie iniziative per aiutare la comprensione dei popoli del Sud del Mondo, e soprattutto per far conoscere la cultura e realtà africana alla città di Padova. Con questa mostra i missionari comboniani desiderano avvicinare gli studenti delle scuole superiori e altri visitatori alla complessità del ruolo della maschera nella cultura locale. Le maschere, come le altre opere esposte, non sono semplice artigianato o arte africana. Hanno un ruolo importante nella cultura locale, sia per gli aspetti mitici-religiosi a cui sono legate, che per l’azione di controllo sociale e terapeutico che esercitano. Tutte le opere esposte sono originali.</p><p>L’assessore alla Cultura Andrea Colasio sottolinea: “<em>Ringrazio i Padri Comboniani, ed in particolare Padre Giuseppe Caramazza e Padre Gaetano Montresor, per aver voluto, con tenacia portare questa mostra a Padova. Ne avevamo parlato poco prima dello scoppio della pandemia, e purtroppo quell’evento ha rallentato e complicato tutto. Oggi, finalmente i padovani e turisti, possono vedere fino al 22 marzo, una collezione di maschere africane capaci di coinvolgere emotivamente l’osservatore ma anche interessante sotto il profilo antropologico. Siamo di fronte a un’esposizione non vastissima, ma di significativo interesse non solo artistico, - del resto molta dell’arte contemporanea occidentale ha preso ispirazione proprio dall’arte africana - perché è accompagnata da una spiegazione del ruolo e del significato vero che queste maschere hanno in quelle culture e in particolare in quelle delle etnie congolesi. Le maschere non rappresentano esclusivamente un qualcosa che attiene alla pura importante cultura artigiana africana -congolese in questo caso - ma in realtà hanno sempre svolto una fondamentale funzione coesiva di rituale collettivo e simbolico. Le maschere svolgevano una funzionalità taumaturgica, venivano utilizzate in modalità e in tempi particolari, spesso evocavano gli antenati ed erano utilizzate con modalità differenti, per esempio quando sorgevo una epidemia o per rappresentare altre situazioni a fortissimo contenuto simbolico. E i Padri Comboniani sono stati sempre tra quelli che hanno capito l’importanza dell'interscambio culturale questo Continente e sono sempre stati rispettosi dello spessore e del valore del mondo africano e delle sue culture</em>”.</p><ul>
<li><strong>La maschera</strong><br>
Gli archeologi che stavano scavando il sito di Hirbat Duma, 20 km a sud di Gerusalemme, rimasero colpiti dal ritrovamento: una maschera di pietra risalente a circa 9.000 anni fa. Quella maschera è più antica delle lingue semitiche parlate nell'area, più antica di qualsiasi scrittura. Fu scolpita nel neolitico preceramico, cioè prima ancora che la popolazione del luogo avesse creato il vasellame! Le maschere sono tra noi da molto tempo. Eppure, non si conosce con esattezza l'origine di questo termine. Alcuni vedono in questa parola l'erede del termine masca presente nel latino medievale il cui significato era nero, scuro, coperto di fuliggine. Potrebbe quindi voler descrivere ciò che copre il volto, che camuffa le sembianze. Nella cultura occidentale, la maschera è spesso usata per lo spettacolo, il gioco. La troviamo impiegata nella commedia dell'arte e nelle feste di carnevale. Si usa per dei travestimenti, e chi la indossa finge di essere un personaggio mitico o teatrale.</li>
<li><strong>Le maschere africane</strong><br>
Il nostro uso della maschera non deve farci cadere in errore. Le maschere africane hanno un uso molto più elaborato. Sono parte integrante della vita delle persone e hanno un ruolo nei riti, nelle feste religiose, nei processi di guarigione. Chi indossa la maschera nasconde la sua identità, ma non lo fa per gioco. Egli rappresenta una nuova identità, uno spirito, un dio o qualche forza soprannaturale.La maschera permette a chi la indossa di creare una nuova realtà. La persona mascherata apre una comunicazione con ciò che la maschera significa, con la realtà a cui la maschera rimanda. Diventa quindi un antenato, uno dei morti viventi, oppure una deità, uno spirito della guarigione o altro. La maschera può anche dare aprire la comunicazione con i totem del clan. Il totem è un animale, o uno spirito, che è stato scelto come emblema del clan o dell'intera etnia. Le persone mascherate possono quindi raccontare i miti del proprio gruppo etnico. Il mito non è una favoletta. Il mito è la rappresentazione di una realtà che supera la nostra comprensione ordinaria. Attraverso il mito, chi racconta insegna verità profonde, spesso di tema religioso. importanti per dare identità e ricostruire la storia del gruppo. Le maschere possono anche avere un ruolo durante i riti di guarigione. Chi è mascherato può entrare in contatto con gli antenati, scoprire l'origine del male in questione, e cercare una soluzione. Questa capacità di mediazione tra il nostro mondo e quello spirituale fa della maschera un oggetto sacro. La maschera quindi avrà elementi umani, ma anche elementi tratti dal mondo animale oppure lasciati alla fantasia dello scultore. L'importante è che chi partecipa al rito si renda conto di trovarsi di fronte ad una realtà che lo supera. Le maschere possono essere usate in vari riti (nascita, guarigione, iniziazione, morte, dialogo con gli antenati, anche riti magici dal dubbio spessore etico). Al di là di tutti questi usi, la funzione principale della maschera africana è quella di mantenere l'ordine all'interno della comunità. Infatti, tra alcuni gruppi etnici, maschere e mascherate vengono utilizzate anche per risolvere controversie e conflitti comunitari. È il caso degli Igbo, in Nigeria, dove i membri del culto mascherato e della confraternita Uma-Ada facilitano i processi di giustizia sociale e di riconciliazione attraverso spettacoli in maschera.</li>
<li><strong>I materiali</strong><br>
Il materiale più comunemente usato per le maschere è il legno, ma non è l'unico. Si usano anche pietre, rame o bronzo, ferro, tessuti e fibre vegetali. Queste spesso prendono la forma di capelli, barbe o di prolungamenti della maschera che coprono ulteriormente il corpo di chi la indossa. Le fibre vegetali (paglia, foglie di palma, e altre) venivano spesso tolte prima di essere esposte nei musei occidentali. Così facendo, si è data una immagine errata della maschera e del suo uso. Sulla superficie della maschera è possibile applicare un'ampia gamma di elementi ornamentali: peli di animali, corna o denti, conchiglie, semi, e piume. Peli di animali o paglia vengono spesso utilizzati per i capelli o la barba di una maschera.</li>
<li><strong>Il perché di questa mostra</strong><br>
In Italia sono pochi coloro che hanno avuto l'opportunità di entrare in contatto con la cultura africana in modo significativo. In Africa subsahariana ci sono circa mille etnie diverse. Ognuna di queste ha la propria cultura, lingua, religione e un mondo mitico da cui trarre identità e visione. Conoscere da vicino queste culture richiede tempo e il desiderio di scoprire nuovi modi di avvicinarsi al mondo. Questa mostra vuole aiutare i visitatori ad avvicinarsi alla cultura africana in uno degli aspetti che possono facilmente venir mal interpretati. Chi visita l'Africa spesso lo fa da turista, e così viene a contatto con forme culturali-spettacoli e artigianato - che mal rappresentano la cultura vissuta dalla gente locale. Si tende a far risaltare gli aspetti folkloristici, a discapito dell'importanza dei contenuti. Le maschere che si vendono nei mercatini sono state fatte ad uso e consumo degli acquirenti stranieri: non hanno valore agli occhi della gente. Vengono acquistati come curiosità, o per la loro bellezza estetica. Poco o nulla viene comunicato sul valore reale di maschere, statue e altri manufatti.</li>
<li><strong>La collezione </strong><br>
La collezione esposta è stata raccolta da Josè Antonio Bordallo Huibodro ambasciatore di Spagna nella Repubblica Democratica del Congo dal 1996 al 2000. Tutti i pezzi sono autentici e unici. La collezione è stata poi donata al Museo Africano di Madrid, una attività dei missionari comboniani in Spagna. In Italia questa mostra è stata esposta al Museo Africano di Verona nel 2023.</li>
</ul><p>Per ulteriori informazioni: P. Giuseppe Caramazza 347 0115193 <a href="mailto:giucarta@gmail.com" id="OWAe8445de2-32e1-e904-82f9-36df7110c23a">giucarta@gmail.com</a> - P. Gaetano Montresor 349 3185014 <a href="mailto:filissine@gmail.com" id="OWA447b1269-4929-87af-5a30-9799d577bd0b">filissine@gmail.com</a></p>
Comunicato stampa: al via lo sportello affitti per studenti e studentesse universitari
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</figure><br><p>E’ stato presentato venerdì 19 gennaio nella sala Bresciani Alvarez di Palazzo Moroni il progetto “Sportello Affitti”, promosso dall’Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Padova e organizzato dall’associazione studentesca “Studenti Per Sindacato Studentesco - UDU Padova”. Ha introdotto e presentato l’incontro, il consigliere comunale delegato del Sindaco alle politiche giovanili, Pietro Bean, che è intervenuto con Domenico Amico, coordinatore dell’associazione, Emma Ruzzon, presidente del consiglio degli studenti dell’Università degli Studi di Padova, Francesca Pollero, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione dell’ESU e Edoardo Furlan, membro del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Padova. </p><p><strong>Il Consigliere Pietro Bean spiega</strong>: “<em>L’emergenza abitativa che sta attraversando Padova ha colpito le fasce della popolazione meno tutelate, tra queste vi sono sicuramente gli studenti e le studentesse dell’Università. Le carenze strutturali di residenze universitarie pubbliche, la penuria di alloggi nel mercato privato e i costi esponenziali dei canoni di locazione stanno causando problemi gravissimi. Per questo come Comune abbiamo deciso di ingegnarci con delle soluzioni alla portata delle nostre competenze, valorizzando l’attivismo che abbiamo sul territorio. Gli studenti dell’UDU hanno portato l’attenzione sul tema con la loro protesta delle tende nei mesi scorsi, dimostrando senso di responsabilità e denunciando un contesto abitativo grave per chi studia, per chi lavora e per le famiglie. Per questo sul fronte universitario abbiamo pensato di coinvolgerli nella nostra azione amministrativa, che prevede sempre l'innovazione dei servizi in base ai mutevoli bisogni della comunità e la creazione di spazi sociali. Con questo sportello faranno informazione tra i loro coetanei sui diritti degli studenti in quanto inquilini e su come evitare le truffe, rappresentando un primo ascolto per chi rischia di di non trovare una casa. Daremo così assistenza e aiuto agli studenti e alle studentesse alla ricerca di un affitto o in balia delle conseguenze di questa emergenza abitativa, dando attuazione alle mozioni approvate dal Consiglio Comunale e alle linee programmatiche dell’amministrazione. La prima assistenza e l’informazione che svolgeranno sarà coordinata con il Progetto Giovani, che grazie alla convenzione stipulata con l’Ordine degli Avvocati di Padova potrà offrire delle consulenze legali gratuite agli studenti e alle studentesse che, rivolgendosi allo sportello, avessero però bisogno anche di un’assistenza tecnico-giuridica da parte di un professionista. Siamo orgogliosi di questo progetto e lo promuoveremo con tutti i nostri mezzi, perché offre soluzioni concrete, vicine ai bisogni dei giovani e attraverso il coinvolgimento delle migliori risorse umane, professionali e associazionistiche della nostra città</em>.”.</p>
Comunicato stampa: firmata l'ordinanza che fissa giorni e orari massimi di apertura di acconciatori, estetisti, tatuatori e piercing
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Firmata giovedì 18 gennaio dal sindaco Sergio Giordani un’ordinanza con oggetto “Determinazione dei giorni e degli orari massimi di apertura delle attività di Acconciatrice/tore, Estetista, Tatuaggio e Piercing.” che sono 682 nella città di Padova. L’ordinanza è pubblicata su <a href="http://www.padovanet.it">Padovanet</a>.</p><p>Il commento dell’assessore al commercio e alle attività produttive, Antonio Bressa: “<em>Con l’occasione dell’approvazione del nuovo regolamento in Consiglio Comunale, redatto a partire dal testo base della Regione Veneto, abbiamo aggiornato anche l’ordinanza a firma del Sindaco che fissa gli orari per queste categorie. Si chiude così di fatto la parentesi aperta durante la pandemia che ci aveva portato ad estendere anche ai giorni festivi l’apertura di queste attività per meglio distribuire le presenze dei clienti. Ora, ascoltate le richieste delle associazioni di categoria con le quali abbiamo definito questa impostazione, in particolare CNA Padova e Confartigianato Padova, abbiamo ripristinato la chiusura domenicale e festiva già ordinariamente prevista e modificata con il Covid. L’obiettivo è anche quello di garantire servizio all’utenza ma anche la migliore conciliazione possibile dei tempi vita-lavoro per attività che spesso sono portate avanti in proprio senza possibilità di turnazione. Un equilibrio che sarebbe invece compromesso da una spirale competitiva che potrebbe danneggiare la qualità del lavoro senza offrire particolari servizi in più all’utenza, già abituata a servirsi di queste attività solo nei giorni feriali e prefestivi. Detto questo sono salvaguardate le attività che lavorano all’interno di Centri Commerciali e che anche nei giorni festivi possono adattarsi all’apertura degli altri negozi e il periodo di dicembre nel quale è garantita la possibilità di lavorare anche nei giorni festivi che anticipano il Natale per assecondare la grande richiesta dell’utenza in quel particolare periodo</em>.”</p>