Comunicato stampa: "con me, dopo di me", un vademecum con tutte le risposte per affrontare la dipartita delle persone care
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>L’Amministrazione comunale, in particolare il Settore dei Servizi Cimiteriali, ha raccolto in un apposito opuscolo tutte le informazioni utili e necessarie per affrontare l’evento della morte e per poter prendere tutte le decisioni in merito.</p><p>Il vademecum contiene informazioni dettagliate sulle diverse possibilità di sepoltura, sulla cremazione, su tutti i cimiteri cittadini, sui rapporti con le onoranze funebri, ma anche su tutto ciò che riguarda le volontà sul proprio corpo come le disposizioni anticipate di trattamento (DAT)**, e le volontà in merito alla donazione di organi e tessuti.<br>
Si tratta di temi sui quali quotidianamente gli uffici competenti ricevono decine di richieste e domande e con questo vademecum si prova a fornire uno strumento dove poter reperire tutte queste informazioni in modo ordinato. L’obiettivo è anche quello provare a semplificare queste ricerche, che possono risultare molto complesse quando si vive un momento di dolore e difficoltà.</p><p>Il vademecum sarà consultabile online e distribuito in tutti i luoghi pubblici frequentati dai cittadini come ad esempio le sedi di Quartiere, gli sportelli dell’anagrafe, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico.</p><p>L’assessora ai Servizi cimiteriali Francesca Benciolini commenta: “<em>In questi anni, la delega ai servizi cimiteriali mi ha fatto incontrare molte persone, diverse sensibilità, molteplici modi di affrontare il tema della malattia e della morte; se c'è un elemento che accomuna tutte queste esperienze è che si tratta di un momento di passaggio, in cui alla fatica emotiva di accompagnare e lasciare una persona, si somma la necessità di dare indicazioni a compimento delle sue volontà. Questa pubblicazione nasce proprio dal desiderio di fornire tutte le informazioni necessarie per prendere delle decisioni intime e talora complesse, nella convinzione che solo conoscendo, ognuno possa compiere e accompagnare le scelte in modo consapevole. Spero sia un documento utile perché la nostra comunità cittadina si senta supportata in questi passaggi faticosi della vita</em>.”</p><p>**Da quando nel 2018 è entrata in vigore la Legge 219 del 22 dicembre 2017, contenente “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, le DAT raccolte a Padova sono 1006. Il Comune di Padova è infatti stato tra i primi in Italia a raccoglierle, anche quando ancora non era perfezionato il registro nazionale.</p>
Conferenza stampa: presentazione del progetto “SUNU DOM - per la protezione, la cura e il benessere dell'infanzia vulnerabile in Senegal”
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Dal 30 gennaio al 2 febbraio 2024 il Settore Servizi Sociali del Comune di Padova sosterrà il progetto sperimentale “SUNU DOM - per la protezione, la cura e il benessere dell'infanzia vulnerabile in Senegal”, attraverso l’incontro e il confronto con una delegazione senegalese costituita da esperti della protezione e tutela dei bambini e delle bambine.<br>
Il progetto promosso dall’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze e dall’Associazione Arcobaleno Onlus, approvato e finanziato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali, ha l’obiettivo di perseguire la tutela dei minori più vulnerabili in Senegal - Saint Louis, Louga, Mbour, Dakar -, promuovendo meccanismi coordinati e territoriali multilivello e multiattore per la prevenzione e la cura di minori in situazione di grave disagio e fuori famiglia.<br>
Tra le varie attività, il progetto prevede un percorso di scambio e formativo presso il Centro per l’Affido e la Solidarietà famigliare del Comune di Padova per raccogliere metodi, tecniche, modelli organizzativi, spunti teorici e pratici da poter apprendere ed eventualmente replicare nel territorio del Senegal, tenendo conto delle sue specificità.<br>
<br>
Questo il tema che verrà trattato e approfondito in conferenza stampa:</p><p><strong>martedì 30 gennaio, ore 11:00<br>
sala Giunta - Palazzo Moroni</strong></p><p>con interventi di:</p><ul>
<li>Margherita Colonnello, assessora al Sociale </li>
<li>Starita Vincenzo, vicepresidente CAI - Commissione Adozioni Internazionali presidenza del Consiglio dei Ministri -</li>
<li>Rizzato Bruna, presidente associazione Arcobaleno</li>
<li>Paola Benetti, coordinatore del CASF - Centro per l'Affido e la Solidarietà Famigliare - Comune di Padova</li>
</ul>
Comunicato stampa: Capitali Culturali, al Teatro Verdi di Padova un nuovo ciclo delle Lezioni di Storia
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<img src="/sites/default/files/images/lezioni%20storia.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Capitali culturali è il titolo della nuova edizione delle “Lezioni di Storia” al Teatro Verdi di Padova dal 18 febbraio al 24 marzo 2024. Quattro appuntamenti dedicati a quattro città che nei secoli si sono fatte portatrici di istanze culturali contenenti elementi di novità che si sarebbero rivelati fondamentali per l’avvenire. Il ciclo è ideato e progettato dagli Editori Laterza, promosso dal Comune di Padova e realizzato con il supporto del Teatro Stabile Veneto.<br>
Il 18 febbraio Alessandro Marzo Magno aprirà il ciclo con Venezia, Padova, l’alba dei libri, lo storico condurrà il pubblico nel cuore di Venezia, dove nel Rinascimento inizia una rivoluzione che cambia la lettura, nasce il primo editore della storia e si inaugura l’industria editoriale moderna. Il 3 marzo Valerio Magrelli racconterà Parigi e la cultura maledetta attraverso un viaggio sorprendente negli ambienti culturali della capitale francese nella seconda metà dell’Ottocento, in cui emerge un nuovo modello di intellettuale. Durante la lezione del 17 marzo San Pietroburgo e le avanguardie Paolo Nori si addentrerà nella San Pietroburgo della Rivoluzione d’Ottobre: una fucina di novità, un fermento irripetibile che, nella commistione tra la nuova ideologia socialista e le avanguardie artistiche, irradierà presto l’Europa e il mondo. Sarà Valentine Lomellini a chiudere il ciclo il 24 marzo con Berlino. Storie dalla Guerra fredda, il ritratto di una città che nel Dopoguerra diventa la drammatica incarnazione della divisione del mondo in due blocchi contrapposti, di un dramma umano, politico e culturale che va ben oltre quanto restituitoci dalla letteratura e dalla filmografia.<br>
Media partner dell’iniziativa è “il Mattino di Padova”. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Prenotazione obbligatoria sul sito del Teatro Verdi <a href="https://www.teatrostabileveneto.it" target="_blank">www.teatrostabileveneto.it</a>.</p><h3>Programma</h3><ul>
<li><strong>domenica 18 febbraio</strong>, ore 11:00<br>
Alessandro Marzo Magno VENEZIA, PADOVA, L’ALBA DEI LIBRI<br>
Nel Cinquecento Venezia diventa l’indiscussa capitale dell’editoria: vi si pubblicano la metà delle edizioni europee e i tre quarti di quelle italiane. A Venezia vengono stampati il primo libro greco della storia (1486), la prima Bibbia in volgare italiano (1471), il primo Talmud (1520), il primo Corano in arabo (1538) e il primo libro pornografico (1527). Naturalmente non è un caso che a poche decine di miglia esistesse il principale mercato di quanto prodotto in laguna: l’Università di Padova, al tempo già ‘antica’ di oltre due secoli.<br>
Alessandro Marzo Magno è giornalista, storico e scrittore.</li>
<li><strong>domenica 3 marzo</strong>, ore 11:00<br>
Valerio Magrelli PARIGI E LA CULTURA MALEDETTA<br>
Con una memorabile immagine, Walter Benjamin definì la Parigi ottocentesca come “capitale del XIX secolo”. Al di là della splendida idea (proiettare il primato di una città in una dimensione cronologica invece che geografica), l’enunciazione coglie bene la superiorità della cultura francese nel panorama europeo dell’epoca. Basti pensare a parole quali ‘flâneur’, ‘boulevard’, ‘dandy’, ‘bohémien’, parole che in pochi anni giunsero a ridisegnare romanzo e poesia, musica e pittura, urbanistica e sociologia.<br>
Valerio Magrelli è scrittore, traduttore e docente di Letteratura francese all’Università Roma Tre.</li>
<li><strong>domenica 17 marzo</strong>, ore 11:00<br>
Paolo Nori SAN PIETROBURGO E LE AVANGUARDIE<br>
«Le ragazze, quelle che camminano con stivali di occhi neri sui fiori del mio cuore. Le nuvole. La sede del KGB. Un edificio di mattoni, di là dal fiume: la più grande prigione dell’Unione Sovietica. La luce anche di notte. Un gruppo jazz che suona con i guanti senza la punta delle dita. Le sigarette con lunghi filtri di cartone. Il cane randagio. Il Palazzo d’Inverno. Il Museo Russo. Il ‘quando compri un uccello, guarda se ci sono i denti o se non ci sono. Se ci sono i denti, non è un uccello’». Un racconto dei fermenti di rinnovamento artistico e culturale nel periodo della Rivoluzione.<br>
Paolo Nori è scrittore e traduttore.</li>
<li><strong>domenica 24 marzo</strong>, ore 11:00<br>
Valentine Lomellini BERLINO. STORIE DALLA GUERRA FREDDA<br>
Città smembrata in settori, poi divisa in due Stati che si contendevano il primato di democrazie agli antipodi, Berlino è la città che più di tutte ha visto scendere la “cortina di ferro” tra le proprie strade. Una ferita aperta nella vita politica e culturale della Germania e dell’Europa intera. Passaggi di spie, fughe di cittadini verso l’Ovest, comitive organizzate di turisti ammirati dal socialismo reale, santuario di alcuni noti terroristi internazionali…: le vicende di Berlino rappresentano appieno la Guerra fredda.<br>
Valentine Lomellini insegna Terrorism and Security in International History all’Università di Padova.</li>
</ul>
Comunicato stampa: discorso del sindaco Sergio Giordani per la Giornata della Memoria
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<img src="/sites/default/files/images/sindaco%20memoria.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p><em>"Saluto tutte le autorità civili militari e religiose presenti, le associazioni d’arma e tutti i cittadini presenti.<br>
Un saluto particolare va naturalmente ai rappresentanti della comunità ebraica della nostra città.<br>
Ricordiamo oggi uno dei capitoli più bui della storia del ‘900. Il 27 gennaio del 1945 i soldati sovietici arrivavano ad Auschwitz e abbattevano i cancelli del più grande campo di sterminio nazista.<br>
E’ questa la data scelta per ricordare la Shoah, in ebraico, letteralmente la catastrofe, la distruzione, del popolo ebraico, ferocemente pianificata dal regime nazifascista, i cui vertici politici, civili e militari dal 1938 al 1945, compirono uno sterminio sistematico di milioni di persone ritenute le cui vite erano considerate senza valore e quindi inutili e indesiderabili.<br>
Soprattutto ebrei, ma anche, rom, disabili, omosessuali, religiosi e oppositori politici.<br>
E se la “soluzione finale”, cioè la decisione di uccidere tutti gli ebrei presenti in Europa, fu presa da un ristretto gruppo di gerarchi nazisti a Wansee solo il 20 gennaio del 1942, giova ricordare che il primo campo di concentramento e sterminio, il tristemente famoso campo di Dachau, fu aperto il 22 marzo 1933, appena un mese dopo la salita al potere di Hitler.<br>
Una scelta che evidenzia un’ideologia di violenza e morte ben radicata nel nazismo e ben antecedente alle vicende del secondo conflitto mondiale.<br>
Lo sterminio attuato dai nazisti in Europa, e in Italia con la complicità del regime fascista, ha caratteristiche che purtroppo lo rendono unico nel ‘900 che pure è un secolo tragicamente ricco di omicidi di massa compiuti ai danni di minoranze etniche, religiose e politiche.<br>
Non si era mai assistito, infatti, a una simile pianificazione scientifica dello sterminio, alla creazione di una vera e propria “industria della morte”, la cui efficienza era demandata a una rodata macchina burocratica.<br>
L’ideologia razzista e antisemita è partita dal rifiuto di riconoscere la dignità e il valore della vita degli ebrei in quanto tali, e ha teorizzato un massacro di massa fine a sé stesso, non legato alle vicende belliche, eseguito su scala internazionale senza eccezione alcuna per donne e bambini.<br>
Un abominio assoluto.<br>
A distanza di tanti anni ci chiediamo ancora oggi come un paese che ha dato i natali a geni del pensiero e della musica come Goethe, Hegel, Bach e Beethoven, sia potuta scendere ad un livello di barbarie tale da mettere in atto la cancellazione di sei milioni di ebrei.<br>
Ha provato a rispondere a questa domanda, creando più di qualche malumore, perché a nessuno piace essere avvicinato anche solo potenzialmente a cose del genere, la storica Hannah Arendt con il famoso libro “La banalità del male”.<br>
La Arendt ci trasmette infatti un messaggio tanto semplice quanto difficile da accettare: la linea tra civiltà e barbarie, è più sfumata di quanto ci piacerebbe credere: “Le azioni erano mostruose ma chi le fece era pressoché normale”.<br>
Insomma non bisogna abbassare la nostra attenzione quando sono in gioco libertà, dignità, uguaglianza, diritti umani, perché il crinale verso ingiustizia e violenza è facile da superare.<br>
E’ bene ricordare queste cose perché c’è il rischio, quando la memoria si dissolve, che non si sappia più di che cosa stiamo parlando.<br>
E che si facciano paragoni e paralleli del tutto fuori luogo.<br>
Parliamo del male, della violenza per la violenza, parliamo di eventi che sono uno spartiacque nella storia non solo del mondo moderno.<br>
Tutto il mondo, quasi incredulo per quello che si scopriva dopo la guerra disse, MAI PIU’ violenza, persecuzioni, sterminio, guerre.<br>
L’indignazione, l’orrore e i buoni propositi sono però man mano sfumati con il passare dei decenni e in tutto il modo purtroppo il dolore della guerra e la violenza contro le popolazioni è ben evidente.<br>
Oggi non posso ignorare quello che è accaduto e accade in questi ultimi tre mesi e mezzo in Medio Oriente. Perché è il riacutizzarsi di una lunga guerra e perché coinvolge proprio gli ebrei.<br>
Abbiamo assistito ad attacco brutale contro i civili israeliani, molti dei quali uccisi e presi in ostaggio e siamo spettatori di una risposta militare di durezza inaudita ancora in pieno svolgimento.<br>
Dobbiamo dire in modo chiaro e netto che la violenza, da qualsiasi parte provenga, non è la soluzione. La violenza genera altra violenza, in una spirale sempre più difficile da fermare, creando le condizioni perché lo scontro si ripeta all’infinito.<br>
Ancora deve essere chiaro che una cosa sono le politiche degli stati e delle entità politiche dell’area, un’altra i popoli coinvolti.<br>
E’ intollerabile assistere alla ricomparsa di minacce a donne e uomini, in quanto ebrei, così come è intollerabile e insensato il proposito di cancellare Israele dalla carta geografica.<br>
E ’intollerabile anche assistere alle sofferenze di migliaia di donne bambini e uomini, che nulla hanno a che vedere con le violenze verso lo stato ebraico, così come sono inaccettabili le condizioni in cui sono costretti a vivere, in una crisi umanitaria senza precedenti.<br>
Tutto questo ha un solo risultato: alimentare una spirale d’odio che avvelenerà i rapporti tra i due popoli ancora per generazioni.<br>
Bisogna avere il coraggio di scegliere il dialogo, di guardare lontano, come si era provato a fare nel lontano 1993 con gli accordi di Oslo, poi purtroppo naufragati.<br>
Lo stanno ripetendo in questi giorni gli stessi Stati Uniti, l’ONU e ultimo l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell: l’unica soluzione, è quella dei due Stati costruendo un reale reciproco rispetto e rapporto di fiducia.<br>
Un compito che pare immane da raggiungere in questo momento, ma al quale possiamo tutti dare un contributo, evitando di fare il tifo, acriticamente, a favore dell’uso delle armi e della violenza da una parte e dall’altra.<br>
Le parole sono importanti, danno voce ai pensieri, ai giudizi, guidano le azioni e i comportamenti e incidono sulla realtà.<br>
Cominciamo a usare parole di ascolto e di dialogo, cominciamo a comprendere che la realtà è più complessa degli slogan, diamo il nostro contributo a una cultura di pace che rinnega la violenza.<br>
Questo mi sento di dire oggi, ricordando i milioni di morti a causa dell’ideologia nazifascista, la cui memoria non deve svanire nel tempo, e rendendo omaggio anche quelle donne e quegli uomini, che oggi noi ricordiamo come Giusti del Mondo che hanno saputo scegliere di stare dalla parte della giustizia, della vita e della pace.<br>
Facciamo sentire anche noi la voce della speranza e della pace, non lasciamo che a parlare sia solo la violenza e la guerra</em>".</p>
Comunicato stampa: riunione della I Commissione consiliare
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Lunedì 29 gennaio 2024 alle ore 14:30, nella sala Anziani di Palazzo Moroni si svolge, in seduta pubblica, la riunione della Commissione consiliare I "Politiche della qualità della vita, digitalizzazione, pari opportunità, sicurezza, partecipazione e decentramento" presieduta dalla consigliera Elvira Andreella.</p><p>All’ordine del giorno:</p><ul>
<li>discussione su mozione n. 76/2023: “Creazione di un Urban Center per la città di Padova”.</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>
Conferenza stampa: presentazione di “Capitali culturali” nuova edizione di “Lezioni di Storia” al Teatro Verdi
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Capitali culturali è il titolo della nuova edizione delle “Lezioni di Storia” al Teatro Verdi di Padova dal 18 febbraio al 24 marzo 2024. Quattro appuntamenti dedicati a quattro città che nei secoli si sono fatte portatrici di istanze culturali contenenti elementi di novità che si sarebbero rivelati fondamentali per l’avvenire. Il ciclo è ideato e progettato dagli Editori Laterza, promosso dal Comune di Padova e realizzato con il supporto del Teatro Stabile Veneto. Tutti i dettagli in conferenza stampa:</p><p><strong>venerdì 26 gennaio 2024, ore 12:00<br>
sala Giunta – Palazzo Moroni</strong></p><p>partecipano: </p><p>Sergio Giordani, sindaco<br>
Lodovico Steidl, consigliere delegato di Laterza Agorà </p>
Comunicato stampa: oltre 43 mila visitatori alla mostra del Presepi alle ex scuderie di Palazzo Moroni
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<img src="/sites/default/files/images/presepe%20800%20anni.jpeg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Si è chiusa sabato 20 gennaio con un successo al di là di ogni aspettativa, oltre 43.000 visitatori, la tradizionale mostra dedicata ai Presepi realizzata alle scuderie di Palazzo Moroni dall’Associazione Cammino ad Oriente, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. Dedicata quest’anno alla ricorrenza degli Ottocento anni dalla prima rappresentazione della Natività avvenuta a Greccio, un piccolo borgo in provincia di Rieti, nella notte di Natale del 1223, oltre alla esposizione di numerosi Presepi ispirati al tema del Natale e della Natività , la mostra ha dedicato una sezione, molto apprezzata dal pubblico alle statue in gesso che, per antonomasia, sono legate alla tradizione del presepe nelle famiglie degli anni passati.</p><p>Il sindaco Sergio Giordani sottolinea: “<em>Ringrazio l’Associazione Cammino ad Oriente che anche quest’anno ha offerto ai padovani e ai tanti turisti una mostra bellissima, e con un contenuto artistico e di ricerca storica veramente notevole. La passione di questi maestri presepisti ci stupisce ogni anno di più, e questa mostra è oramai entrata di diritto tra gli appuntamenti più importanti delle manifestazioni natalizie in città</em>”.</p><p>L’assessore alla Cultura Andrea Colasio commenta: “<em>Sono naturalmente felice del grande successo di questa mostra che è oramai uno degli eventi di punta del nostro Natale e desidero sottolineare, oltre alla passione e alla maestria degli autori dei tanti Presepi esposti, kil grande lavoro di ricerca e documentazione storica che l’Associazione sviluppa con costanza, e che ogni anno ci offre una chiave di lettura, un aspetto inedito o poco conosciuto di questa importante tradizione italiana</em>”. </p><p>Nicolò Celegato presidente dell’Associazione Cammino ad Oriente conclude: “<em>48 giorni di apertura continuativa senza mai un giorno di chiusura e 43.600 persone che hanno varcato la soglia delle ex scuderie di Palazzo Moroni. In qualità di presidente dell'Associazione Cammino ad Oriente posso esprimere grande soddisfazione per il successo ottenuto in occasione della sesta edizione della Mostra Presepi che quest'anno ha avuto come centro la celebrazione degli ottocento anni dalla prima rappresentazione del presepe per volere di San Francesco di Assisi, avvenuta a Greccio nella notte di Natale del 1223. Le opere esposte, e in particolare i diorami che hanno costituito la prima sezione della mostra, hanno profondamente affascinato i visitatori per il loro effetto di realismo e di profondità, creando stupore e meraviglia; particolare apprezzamento anche per la seconda sezione dedicata alla statue in gesso di varie dimensioni che, per antonomasia, costituiscono l'emblema del presepe classico e che ha suscitato emozioni legate ai ricordi del passato. I visitatori sono stati molto eterogenei, dalle famiglie con genitori e bambini, persone di mezza età, persone anziane ma anche una buona partecipazione di giovani; moltissimi stranieri tra cui tedeschi, inglesi, francesi e spagnoli e moltissimi turisti italiani provenienti da molte regioni. Molte persone hanno raggiunto Padova da fuori regione e da fuori provincia appositamente per visitare la Mostra Presepi alle Scuderie che ormai è diventato un appuntamento atteso dai Padovani e da tutti coloro che frequentano il centro storico in occasione delle feste di Natale</em>”.</p>
Comunicato stampa: assistenza personalizzata, a Padova un nuovo ambulatorio di ginecologia per donne con disabilità motoria
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<img src="/sites/default/files/images/ambulatorio%20donne%20disabili.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Aperto giovedì 25 gennaio il nuovo ambulatorio di ginecologia per donne con disabilità motoria nella sede distrettuale di via Scrovegni. Presenti alla cerimonia inaugurale, l'assessora al Sociale, Margherita Colonnello, il consigliere comunale con delega Accessibilità e Vita indipendente, Paolo Roberto Sacerdoti, il direttore dei servizi sociosanitari dell’Ulss 6, Maria Chiara Corti, il direttore del distretto sociosanitario Padova Bacchiglione, Fabio Verlato, la coordinatrice della Consulta delle malattie neuromuscolari del Veneto, Emanuela Pozzan, e le rappresentanti delle associazioni Anna Tono, Silvia Bresin e Adriana Belotti.</p><p>"<em>Un altro risultato raggiunto frutto di un importante lavoro di squadra </em><em>e un grazie, in particolare, al consigliere Sacerdoti per la sua collaborazione </em> – commenta l’assessora al Sociale, Margherita Colonnello – <em>Questo ambulatorio, che può finalmente erogare visite ginecologiche e screening, esprime sia una progettazione inclusiva che un approccio sistemico di accessibilità e consente a molte donne con disabilità di accedere ai luoghi e ai servizi sanitari. In realtà -</em> prosegue l’assessora - <em>sono più diffuse di quanto pensiamo le testimonianze delle difficoltà incontrate da parte delle donne con disabilità fisica e intellettiva nell’accedere alle strutture sanitarie per la prevenzione, per lo più ginecologica. Per questo ho ritenuto fondamentale avviare un percorso condiviso per valutare la possibilità di attivare un ambulatorio. Un impegno concreto </em>– conclude Colonnello - <em>durato a lungo, che ha portato, oggi, a questo risultato che migliora la qualità di vita delle donne e delle ragazze con disabilità. Ringrazio, pertanto, tutti coloro che hanno lavorato insieme a me e che hanno creduto in questo progetto che considera le tante diversità</em>”.</p><p>L'ambulatorio sito al primo piano della sede di via Scrovegni, servito da ascensore, è dotato di un lettino automatizzato e di attrezzature in grado di offrire un servizio ginecologico su misura per le donne con disabilità motoria ed è già pronto ad accogliere le prime assistite. Nello studio, voluto di concerto con Gianfranco Jorizzo, responsabile della Medicina prenatale, sono presenti la ginecologa Chiara Pozzan, coadiuvata da un'ostetrica, un infermiere e un oss. Il nuovo ambulatorio rappresenta, dunque, un luogo facilmente accessibile e sicuro dove poter eseguire prestazioni sanitarie che includono la prima visita ginecologica e i successivi controlli, il pap-test e l’ecografia transvaginale previo appuntamento da richiedere all’indirizzo email <a href="mailto:ginecologia.scrovegni@aulss6.veneto.it">ginecologia.scrovegni@au…;
<br>
"<em>Si tratta del primo ambulatorio che costituiamo nell'Ulss 6 Euganea per rispondere ai bisogni delle donne che soffrono di disabilità motoria</em> – dichiara il direttore dei servizi sociosanitari dell’Ulss 6, Maria Chiara Corti - <em>ma speriamo poi di replicare questo modello su tutto il nostro territorio e quindi anche nei consultori dei distretti dell'Alta Padovana e di Padova Sud. Questo nuovo servizio offre risposte personalizzate</em> - continua il direttore - <em>che rendono concretamente più accessibile la nostra attività sanitaria, intervenendo non solo sul piano dell'abbattimento delle barriere fisiche (a breve alla strumentazione verrà aggiunto un sollevatore) ma anche del miglioramento della comprensione dei bisogni particolari di questa fascia d'utenza, che presenta situazioni spesso molto complesse</em>" .<br>
<br>
"<em>Ritengo che il team che mettiamo a disposizione in questo ambulatorio</em> - aggiunge il direttore del distretto sociosanitario Padova Bacchiglione, Fabio Verlato - <em>sia particolarmente bravo dal punto di vista relazionale e colgo l'occasione per ringraziarlo</em>".</p><p>Emozionata la coordinatrice infermieristica, Adelaide Martellato: "<em>Oggi è il primo giorno, aspettiamo a braccia aperte le prime due pazienti</em>".</p>
Comunicato stampa: inaugurazione mostra "Alunni di razza ebraica. Padova e le leggi razziali"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>Si inaugura <strong>venerdì 26 gennaio</strong>, alle ore 15:30, alle Scuderie di Palazzo Moroni, la mostra "Alunni di razza ebraica. Padova e le leggi razziali".</div><div> </div><div>L'esposizione, curata da Mariarosa Davi del Comitato scientifico del Giardino dei Giusti del Mondo di Padova, ha come focus gli effetti della legislazione razziale sul mondo della scuola padovana. </div><div> </div><div>Grazie alla collaborazione con la Comunità ebraica e il Liceo classico statale "Tito Livio", si troveranno esposti documenti riguardanti la scuola ebraica del tempo, due registri scolastici e altri documenti originali forniti dal liceo padovano.</div><div> </div><div>La mostra rimarrà aperta, con ingresso libero, fino all'11 febbraio prossimo.<br>
Le scolaresche potranno effettuare delle visite guidate con la curatrice, su prenotazione, inviando la richiesta all'indirizzo di posta elettronica <a href="mailto:giusti@comune.padova.it">giusti@comune.padova.it</a>.</div><div>…;
</div>
Conferenza stampa: presentazione dell’ampliamento del Parco Milcovich
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La presentazione dell’ampliamento del Parco Milcovich in conferenza stampa:</p><p><strong>mercoledì 24 gennaio 2024, ore 12:15<br>
ingresso del Parco Milcovich - via Rubaltelli</strong></p><p>partecipano:</p><ul>
<li>Antonio Bressa, assessore al Verde e ai parchi</li>
<li>Andrea Ragona, assessore all’Urbanistica</li>
<li>Carlo Forner, presidente della Consulta 2 Nord</li>
<li>i gestori del Parco Milcovich </li>
</ul>