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Comunicato stampa: bilancio più che positivo per l'edizione 2024 di Anime Verdi, il Festival dei Giardini Aperti

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Un successo di pubblico e iniziative che celebra la bellezza della natura e la creatività dei giardini.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Nuova ondata di entusiasmo e partecipazione per il Festival dei Giardini Aperti di Padova: sono state oltre 4.000 le <em>anime verdi </em>(con un aumento del 10% rispetto allo scorso anno) che hanno potuto ammirare i 47 giardini aperti nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 maggio. Le aperture sono state rese possibili grazie all&rsquo;impegno e all&rsquo;entusiasmo di 223 giovani volontarie e volontari, 80 dei quali provenienti dagli Istituti scolastici della citt&agrave;.</p><p>L&rsquo;InfoPoint di piazza delle Erbe ha accolto in entrambe le giornate un continuo flusso di visitatori tra padovani e turisti, e anche gli appuntamenti collaterali (visite guidate, laboratori artistici, performance musicali e attivit&agrave; interattive) hanno registrato quasi tutti il sold-out.</p><p>Oltre ad aver ammirato le meraviglie dei giardini, i visitatori hanno colto ogni occasione possibile per esprimere allo staff e ai volontari una particolare gratitudine per l&rsquo;ospitalit&agrave; e l&rsquo;accoglienza riservata loro dai proprietari, confermata anche nelle numerose cartoline lasciate a commento nei giardini.</p><p>Dopo un intenso weekend, il Festival si &egrave; concluso in piazza delle Erbe con l&rsquo;esibizione &ldquo;La Cr&eacute;ation du Monde&rdquo; a cura dell&rsquo;Orchestra Nova Symphonia Patavina. Tantissimi i bambini e le bambine arrivati all&rsquo;Infopoint alla chiusura dell&rsquo;evento sventolando il proprio passaporto pluritimbrato, a dimostrazione che il Festival si riconferma un&rsquo;iniziativa di successo anche per le famiglie.</p><p>Il Festival ha ottenuto un grande riscontro anche sui social, stabilendo un vero record di interazioni, grazie all&rsquo;impegno di un <em>media team</em> di 15 giovani, coordinati dallo staff comunicazione. I post e i contenuti pubblicati hanno permesso di seguire a distanza questo weekend di festa per la comunit&agrave;. Positiva anche la prima edizione dell&rsquo;audioguida ufficiale di &ldquo;Anime Verdi&rdquo;, realizzata nelle scorse settimane durante il workshop &ldquo;Giardini che parlano&rdquo; promosso da Progetto Giovani. I podcast sono pubblicati su Spotify e accessibili gratuitamente; nei giorni del Festival, hanno raggiunto i 2.000 ascolti da parte dei visitatori, tramite il codice QR posto all&rsquo;ingresso di ogni giardino.</p><p>L&rsquo;<strong>a</strong><strong>ssessore al </strong><strong>v</strong><strong>erde</strong>, che ha partecipato all&rsquo;annuale fotografia con lo staff sulla scalinata di Palazzo Moroni, ha ringraziato i volontari che hanno reso possibile &ldquo;<em>un&rsquo;altra riuscitissima edizione di Anime Verdi e i proprietari che hanno messo a disposizione i loro tesori verdi a tutta la comunit&agrave; -</em><em>p</em>roseguendo con - <em>i</em><em>l patrimonio dei giardini privati ha funzioni ecologiche ed estetiche che sono di beneficio per tutta la citt&agrave; e questa &egrave; un&rsquo;occasione per valorizzarli, in sintonia con gli obiettivi che l&rsquo;Amministrazione si &egrave; data per le aree verdi. La grande partecipazione a cui abbiamo assistito in questi giorni &egrave; segnale di una sensibilit&agrave; sempre pi&ugrave; grande nei confronti del verde e dell&rsquo;ambiente che sono elementi centrali per il futuro di questa citt&agrave;&rdquo;</em>.</p><p>Gli fa eco il <strong>c</strong><strong>onsigliere delegato alle politiche </strong><strong>g</strong><strong>iovanili</strong> che cos&igrave; commenta: &ldquo;<em>Un Festival di grandissimo valore aggiunto per la citt&agrave;, che scopre il verde pi&ugrave; bello e meno conosciuto di Padova e che ogni anno attira sempre pi&ugrave; visitatori e visitatrici. Gli oltre 200 giovani volontari e volontarie hanno svolto un lavoro incredibile, animando la citt&agrave; e dando le informazioni a partecipanti e persone incuriosite. Quest'anno abbiamo avuto anche il contributo negli allestimenti della scuola </em><em>F</em><em>rancesco d'Assisi di Cadoneghe e del suo docente Stefano Bilato, che ha arricchito ulteriormente questa esperienza. Verde, inclusione, volontariato giovanile e partecipazione cittadina: tenere assieme tutto questo &egrave; possibile grazie al lavoro e alla creativit&agrave; dell&rsquo;ufficio Progetto Giovani, che va ringraziato per questa e per tutte le iniziative che coinvolgono le giovani generazioni e contemporaneamente valorizzano Padova, la sua storia e le sue bellezze&rdquo;</em>.</p><p>Stefano De Stefani, Curatore del Festival, ringrazia proprietari, volontari, visitatori, Istituzioni e organizzazioni che insieme al Comune di Padova e alla cooperativa Il Raggio Verde hanno dato prova che paesaggio e bellezza sono un patrimonio collettivo in cui tutta la comunit&agrave; pu&ograve; riconoscersi.</p><p>Anime Verdi &egrave; un&rsquo;iniziativa di Ufficio Progetto Giovani - Gabinetto del Sindaco del Comune di Padova, Il Raggio Verde e Xena con il patrocinio dell&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Padova, CSV di Padova e Rovigo, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio, Associazione Parchi e Giardini d&rsquo;Italia, in collaborazione con Alumni UniPD, Gruppo Giardino Storico Universit&agrave; di Padova, Societ&agrave; Amici del Giardinaggio Padova, Dipartimento di Psicologia Generale Universit&agrave; di Padova, Dipartimento di Scienze Storiche Geografiche e dell&rsquo;Antichit&agrave; Universit&agrave; di Padova, Scuola di Formazione Superiore &ldquo;Francesco d&rsquo;Assisi&rdquo;, Comitato Mura di Padova, Nova Symphonia Patavina, C.O.S.E. IN COMUNA, Artemartours, Bettin Pianoforti, Arthemisia e in media partnership con Il Mattino di Padova e Veneto Segreto.</p><p>Per informazioni: <a href="http://www.animeverdi.it/&quot; target="_blank">www.animeverdi.it</a></p&gt;

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Conferenza stampa: Micro Festival dell’Abitare – II Edizione Memoria e Riuso

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Un viaggio tra innovazione e sostenibilità nel mondo dell'abitare.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>Torna il Microfestival dell&rsquo;abitare: dal 15 maggio al 3 giugno presso il Centro Culturale Altinate / San Gaetano di Padova e in altre sedi diffuse nella citt&agrave;, si terr&agrave; la seconda edizione del Micro Festival dell&rsquo;abitare, un momento per incontri e riflessioni su come si stia trasformando il concetto di abitare.</div><div>Il festival prende le mosse dalla mostra &ldquo;GuerrillaLab - Matsuri#02&rdquo; che sar&agrave; ospitata allo spazio Acquario del Centro Culturale. Si tratta di un percorso sul progetto degli interni come motore di rigenerazione urbana esplicitato attraverso gli scenari elaborati dagli studenti del secondo anno del Laboratorio di Interior Design condotto da Silvia Codato, con Davide Cecconello ed Elisabetta Gabrielli, all&rsquo;interno del Corso di laurea triennale in Design del prodotto, della comunicazione visiva e degli interni dell&rsquo;Universit&agrave; Iuav di Venezia.</div><div>L'iniziativa verr&agrave; presentata in</div><div>&nbsp;</div><div>conferenza stampa</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Venerd&igrave; 10 maggio ore 12:00</strong></div><div><strong>Sala Bresciani Alvarez &ndash; Palazzo Moroni</strong></div><div>&nbsp;</div><div><strong><strong>Saranno presenti:</strong></strong></div><ul>
<li>Assessore alle attivit&agrave; produttive</li>
<li>Assessore alla cultura</li>
<li>Assessora alle politiche abitative</li>
<li>Silvia Codato, ideatrice del Festival</li>
<li>Bruno Lorini, INStudio</li>
<li>Francesco Pastore, Ground Studio</li>
</ul>

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88276

Comunicato stampa: inaugurata la mostra di Nerino Negri all'Oratorio di San Rocco

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Descrizione breve
Un viaggio attraverso l'arte e la tradizione nella nuova esposizione dedicata all'artista contemporaneo.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>E&rsquo; stata inaugurata questa mattina&nbsp; all&rsquo;Oratorio di San Rocco la mostra: &ldquo;NERINO NEGRI (1924&ndash;2012): percorsi d&rsquo;arte, forme al sole&rdquo; che sar&agrave; aperta al pubblico da venerd&igrave; 10 maggio al prossimo 30 giugno.</div><div>A testimonianza dell&rsquo;attivit&agrave; svolta dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino ai primi anni del 2000 e in ricordo del centenario della nascita dello scultore padovano, l&rsquo;assessorato alla cultura dedica all&rsquo;artista una rassegna costituita da circa una quarantina di opere: sculture di piccolo e medio formato in bronzo; sculture, formelle e piatti modellati in terracotta; forme in gesso di piccola dimensione; disegni e fogli incisi.</div><div>Al progetto espositivo, curato dalla studiosa Monica Castellarin, si &egrave; giunti grazie alla collaborazione della figlia Barbara Negri che, oltre ai prestiti delle opere, con il racconto di molti aneddoti familiari e le riflessioni personali, ha reso possibile l&rsquo;approfondimento del carattere e della vocazione artistica del padre.</div><div>Il visitatore nel cinquecentesco Oratorio di San Rocco, potr&agrave; ammirare i molteplici percorsi d&rsquo;arte sostenuti dalla costante osservazione della natura e dall&rsquo;indagine sulla storia dell&rsquo;uomo, soprattutto relativamente alle differenti espressioni creative dell&rsquo;uomo dettate sia da esigenze spirituali, sia da necessit&agrave; effettive che indirizzarono Nerino Negri verso temi mitologici, religiosi e nel contempo verso l&rsquo;osservazione di architetture. In modo metaforico, le forme disegnate e scolpite da Nerino Negri, tanto quelle figurative quanto quelle sottoposte a processi di raffinata e colta astrazione, intercalatesi senza sosta nel corso degli anni, sono forme al sole, ossia del tutto autentiche.</div><div>Il percorso artistico di Nerino Negri fu contrassegnato da molteplici esperienze; egli sin da ragazzo frequent&ograve; il laboratorio del padre &ndash; marmista &ndash; e in seguito studi&ograve; all&rsquo;Accademia di Belle Arti di Venezia sotto l&rsquo;egida di Arturo Martini, dal 1941 al 1946. Assidua fu la partecipazione di Nerino Negri a mostre personali e collettive, in Italia e all&rsquo;estero.</div><div>Molte furono le commissioni di carattere pubblico e cittadine di cui si &egrave; inteso dare testimonianza attraverso anche un percorso entro il perimetro della citt&agrave; di Padova, ove poter osservare l&rsquo;opera di Nerino Negri in spazi pubblici all&rsquo;aperto, spazi istituzionali, chiese, scuole, androni di palazzi privati tra cui a titolo esemplificativo si ricorda il bassorilievo in bronzo raffigurante Madonna e due angeli per il Tempio della Pace, oppure il busto in bronzo del sindaco Cesare Crescente inserito su un parallelepipedo in pietra d&rsquo;Istria presso i Giardini dell&rsquo;Arena.</div><div>Oltre il territorio veneto (Padova e provincia, Venezia, Rovigo, Belluno), prova della significativa intera opera di Nerino Negri, che mor&igrave; nel 2012, &egrave; possibile ammirarla in citt&agrave; quali Napoli, Roma, Firenze, Oristano, Bologna, Trieste sino a giungere all&rsquo;estero (New York, Los Angeles).</div><div>&nbsp;</div><div>INFO:</div><div>Oratorio di San Rocco, via Santa Lucia</div><div>Apertura: mar-dom 09:30-19:00</div><div>Ingresso gratuito</div>

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88254

Conferenza stampa: mostra "Nerino Negri. Percorsi d’arte, forme al sole" all'Oratorio di San Rocco

Descrizione breve
Un viaggio attraverso l'arte e l'innovazione del maestro Nerino Negri nel cuore di un luogo storico.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>A testimonianza dell&rsquo;attivit&agrave; svolta dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino ai primi anni del 2000 e in ricordo del centenario della nascita dello scultore padovano, l&rsquo;assessorato alla cultura dedica all&rsquo;artista una rassegna costituita da circa una quarantina di opere: sculture di piccolo e medio formato in bronzo; sculture, formelle e piatti modellati in terracotta; forme in gesso di piccola dimensione; disegni e fogli incisi.</div><div>La mostra verr&agrave; presentata in conferenza stampa</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Gioved&igrave; 9 maggio ore 11:00</strong></div><div><strong>Oratorio di San Rocco - via Santa Lucia</strong></div><div>&nbsp;</div><div>Saranno presenti:</div><ul>
<li>L&rsquo;assessore alla cultura</li>
<li>Francesca Veronese, direttrice dei Musei Civici</li>
<li>Monica Castellarin, curatrice</li>
<li>Barbara Negri, figlia dell'artista</li>
</ul><div>&nbsp;</div><div>La mostra &egrave; realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo di cui sar&agrave; presente il presidente o suo delegato.</div>

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88232

Comunicato stampa: Il Palantenore di piazzale Azzurri d’Italia sarà a disposizione per le assemblee plenarie degli Istituti scolastici che non hanno spazi adeguati

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Un'opportunità per garantire un ambiente idoneo alle discussioni educative e alla crescita degli studenti.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>&Egrave; stato firmato l&rsquo;accordo di collaborazione tra l&rsquo;ufficio Progetto Giovani &ndash; Settore Gabinetto del Sindaco del Comune di Padova e la Societ&agrave; Sportiva &ldquo;Sphera&rdquo; a beneficio degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori della citt&agrave;. L&rsquo;accordo prevede la messa a disposizione gratuita del palazzetto &ldquo;Palantenore&rdquo; di piazzale Azzurri d&rsquo;Italia, 9, di cui Sphera &egrave; concessionaria, agli Istituti scolastici della citt&agrave; che non hanno una struttura idonea per lo svolgimento delle assemblee di istituto o di altri incontri che prevedono la partecipazione di un gran numero di studenti.</p><p>Tramite questo accordo, il Comune e la Societ&agrave; Sportiva intendono promuovere il protagonismo giovanile nei luoghi di aggregazione e all&rsquo;interno di spazi, strutture e impianti sportivi. L&rsquo;accordo &egrave; entrato in vigore questa primavera e sar&agrave; valido fino alla conclusione del prossimo anno scolastico 2024/2025.</p><p>La richiesta di spazi per la condivisione e la partecipazione dei giovani si &egrave; fatta sentire con forza in occasione dell&rsquo;ultima edizione del bando &ldquo;La mia scuola. La mia voce&rdquo;, l&rsquo;iniziativa che nell&rsquo;anno scolastico 2023/2024 ha assegnato un contributo di 30.000 Euro, suddivisi tra 12 istituti beneficiari, a progetti che valorizzassero il protagonismo degli studenti e delle studentesse delle scuole superiori della citt&agrave;. Sono stati proprio i rappresentanti d&rsquo;istituto firmatari dei progetti, in molti casi, a proporre di utilizzare i fondi a disposizione per l&rsquo;affitto di sale pubbliche per svolgere le loro regolari assemblee di istituto o le autogestioni. Sono pochi, per&ograve;, gli spazi in citt&agrave; in grado di accogliere un numero cos&igrave; elevato di persone, considerando che almeno 20 dei 37 istituti superiori della citt&agrave; superano gli 800 iscritti.</p><p>L&rsquo;Amministrazione si &egrave; dunque adoperata per valutare alcune possibili soluzioni, incontrando la disponibilit&agrave; della Societ&agrave; Sportiva Sphera, che gi&agrave; mette a disposizione il palazzetto per alcune giornate all&rsquo;anno per lo svolgimento di attivit&agrave; sportive scolastiche e che pu&ograve; accogliere fino a 1.000 persone. L&rsquo;ulteriore accordo allarga a 20 le giornate che possono essere utilizzate dalle scuole superiori della citt&agrave; per l&rsquo;organizzazione di assemblee o incontri plenari. L&rsquo;accesso agli spazi da parte degli Istituti Superiori avverr&agrave; previa prenotazione e tenendo conto delle disponibilit&agrave; del piano di utilizzo stilato dalla Societ&agrave; Sportiva, nel rispetto delle condizioni indicate su <a href="http://www.progettogiovani.pd.it&quot; id="LPlnk" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.</p><p>GLI OBIETTIVI</p><p>L&rsquo;Ufficio Progetto Giovani prevede tra le sue attivit&agrave; la realizzazione di interventi di didattica integrativa che affiancano il programma curricolare al fine di contribuire, insieme alle istituzioni scolastiche, alla crescita dei cittadini e delle cittadine pi&ugrave; giovani, arricchendo non solo le loro conoscenze ma anche quel senso civico e quel sentimento di appartenenza a una stessa comunit&agrave; in cui si studia e si cresce insieme.</p><p>In accordo con la strategia dell'Unione europea per la giovent&ugrave; 2019-2027, &egrave; dunque intenzione dell&rsquo;Amministrazione valorizzare gli spazi di rappresentanza generazionale nei contesti scolastici, come strumenti per il conseguimento dello sviluppo personale, culturale e politico dei giovani.</p><p>Con questo accordo si intende raggiungere l&rsquo;obiettivo di stimolare costantemente i ragazzi e le ragazze alla partecipazione creativa, alla cooperazione, all&rsquo;approfondimento, perch&eacute; la conoscenza, l'informazione e l'educazione rivestono un ruolo fondamentale nel promuovere una citt&agrave; giusta, solidale, educante.</p><p>Dichiara il <strong>Consigliere comunale con delega alle Politiche Giovanili</strong>: "<em>Sono cresciuto facendo il rappresentante degli studenti e ho capito subito quanto la questione fosse rilevante, perch&eacute; spesso gli spazi nelle scuole non sono sufficienti per la nostra popolazione studentesca. Ora, grazie all&rsquo;accordo sottoscritto, sar&agrave; possibile per le scuole prenotare uno spazio con quasi 1.000 posti a sedere. Come Comune stanzieremo 4.000 Euro per coprire gran parte dei costi, e sar&agrave; sufficiente che le scuole ne facciano richiesta. Sono contento: dare spazi di assemblea e di confronto agli studenti e alle studentesse &egrave; essenziale, significa coltivare e garantire la democrazia fin dalla scuola, che &egrave; fondamentale per diffondere e tenere vivi nella societ&agrave; i principi della Costituzione. Inoltre &egrave; un bel messaggio anche per la nostra Padova: crescono i giovani che studiano qui e crescono gli spazi dove possono incontrarsi, costruire proposte e affermare la propria identit&agrave; collettiva e generazionale".</em></p><p><strong>Daniele Rago di Shpera SSD</strong> commenta: "<em>Come societ&agrave; sportiva siamo ben consapevoli dell&rsquo;importanza di mettere a disposizione spazi di condivisione per gli adolescenti: &egrave; anche attraverso lo sport che si favoriscono l&rsquo;educazione, l&rsquo;integrazione e le opportunit&agrave; di crescita. Abbiamo gi&agrave; sperimentato la concessione dei nostri spazi alle scuole che non dispongono di una palestra adeguatamente attrezzata, o per particolari eventi sportivi. Siamo felici di poter ampliare ora l&rsquo;utilizzo della struttura ad altre tipologie di incontri, che permettano ai giovani di stare insieme, confrontarsi e discutere, specialmente in un momento in cui il bisogno di occasioni di aggregazione &egrave; cos&igrave; sentito"</em>.</p>

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Comunicato stampa: mostra "Per un'aiuola di stelle" di Olimpia Biasi

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Un viaggio artistico tra sogni e realtà attraverso l'opera di una visionaria contemporanea.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La mostra "Per un&rsquo;aiuola di stelle", allestita al Museo degli Eremitani, &egrave; un&rsquo;immersione totale nel mondo di Olimpia Biasi, artista trevigiana con un lungo e articolato percorso artistico di carriera e sperimentazioni, le cui opere sono oggi presenti in collezioni pubbliche e private, anche fuori dai confini nazionali.</p><p>Attraversare il suo universo artistico sfaccettato, poliedrico, eclettico e variegato &egrave; andare per un&rsquo;aiuola di stelle, titolo da lei voluto e scelto, ispirato a un verso di una delle autrici a lei care, Louise Gl&uuml;ck, Premio Nobel per la Letteratura nel 2020.</p><p>In mostra un centinaio di opere, tutte orchestrate come una composizione per disegni, dipinti, arazzi di stoffa su rete industriale, collages polimaterici su garza, libri, erbari, etc., per un percorso creativo che parte dal 2011 e arriva fino ai giorni nostri. La natura &egrave; il fil rouge del suo percorso narrativo. Esplorare l&rsquo;&lsquo;aiuola di stelle&rsquo; di Olimpia Biasi &egrave; come entrare in un giardino magico e segreto, in cui elementi vegetali si intrecciano a piume, nastri, conchiglie, piccoli animali, insetti e ciascuno pu&ograve; muoversi liberamente alla ricerca della propria dimensione. Inizio e fine di ogni sua opera &egrave; la meraviglia, il cogliere e saper far cogliere il reale con stupore creativo.</p><p>L&rsquo;essenza femminile &egrave; presente ovunque, permea le opere fino a divenire una cifra stilistica dell&rsquo;Artista. Tele, teleri, garze, reti rinviano a quel mondo affascinante della tessitura, che da sempre appartiene alla donna. Olimpia Biasi recupera con consapevolezza la valenza simbolica della tessitura, antico sapere che nelle sue mani si trasforma in un intreccio di fili e di pensieri. Sullo sfondo delle sue opere emerge una trama di rinvii alle visioni di Hildegard von Bingen, alle parole di Emily Dickinson, di Louise Gl&uuml;ck, di Chatwin, di Montale. Parole che hanno permeato la sua creativit&agrave;, contribuendo a darne forma.</p><p>L'artista trevigiana ha avuto grandi maestri: da Elena Bassi, che l'ha introdotta alla Storia dell'arte, a Barbisan, Bacci, Pizzinato. La sua lunga carriera artistica l'ha portata a percorrere strade diverse, a sperimentare e padroneggiare materiali e formati eterogenei, dal disegno intimistico al mosaico, dalla pittura esuberante dei Dipinti e dei Teleri di grandi dimensioni, alla "tessitura" su garze e reti industriali, a cui lavora attualmente, dove l'intimismo del gesto antico del tessere e del cucire &egrave; declinato nel grande formato degli Erbari e degli Arazzi.</p><p>"<em>&Egrave; stato guardando il cielo stellato di Giotto alla Cappella degli Scrovegni che mi &egrave; apparsa &lsquo;l&rsquo;aiuola di stelle&rsquo;. Quel blu dilavato dalla pioggia del tempo che accoglie l&rsquo;eterno fiorire pulsante </em>- dice l'artista - <em>Da qui il rimando a Louise Gl&uuml;ck, al suo "Iris selvatico" [...] Il mondo &egrave; una grande aiuola coperta da un lenzuolo di stelle e in mezzo c&rsquo;&egrave; il suo racconto...scritto nei libri e nelle mani degli artisti</em>".</p><p>La mostra, a cura di Myriam Zerbi, &egrave; stata realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.</p><div>Informazioni:</div><div>Museo Eremitani, piazza Eremitani 8</div><div>25 aprile - 7 luglio 2024. Tutti i giorni 09:00-19:00. Prezzo incluso nel biglietto di ingresso al Museo Eremitani.</div><div><br>
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