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Tom Benetollo

Descrizione breve
La straordinaria vita di un innovatore nel mondo del design e della comunicazione.
Data della notizia
Parziali
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Nel 1970 si trasferisce a Padova dove frequenta la locale universit&agrave; e collabora con alcune testate quali l'Unit&agrave; e Veneto Sette. Nello stesso anno si iscrive al Partito Comunista Italiano e dopo la laurea lavora con alcune aziende agricole. Nel 1973 si iscrive alla FGCI, militando nella Federazione di Padova (nel 1975 fonder&agrave; con altri il giornale Il Collettivo); tale esperienza lo convince a lasciare ogni incarico lavorativo e a dedicarsi completamente alla politica.</p><p>Nominato dapprima funzionario della segreteria regionale della FGCI del Veneto ed in seguito segretario regionale, nel 1981 si trasferisce a Roma dove diventa il responsabile agli esteri della FGCI nazionale. In questa veste lotta contro l'installazione degli euromissili a Comiso e parteggia per la denuclearizzazione dell'Europa. Notato da Enrico Berlinguer, nel 1983 &egrave; responsabile pace per l'Ufficio esteri del PCI, che contribuir&agrave; ad allontanare dall'influenza dell'Unione Sovietica.</p><p>Nel 1987 si allontana dalla vita politica per iscriversi all'ARCI, di cui sar&agrave; presidente nazionale dal 1997 fino alla morte (in precedenza era stato, dal 1993, presidente di ArciNova, l'associazione pi&ugrave; grande tra quelle che costituivano la Confederazione ARCI): per molto tempo fu anche il principale punto di riferimento dell'Arcs - Arci Cultura e Sviluppo (la Ong dell'ARCI - www.arcsculturesolidali.org) e di Ucca (l'Unione circoli cinematografici ARCI).</p><p>Aderente al movimento no-global, nel 2001 prende parte alle conferenza del Social Forum di Porto Alegre e di Mumbai. Si schiera in difesa di tutti i diritti, da quelli del mondo del lavoro a quelli dei gay e di tutte le minoranze sessuali e linguistiche e lotta per la chiusura dei Cpt, cercando di rendere pi&ugrave; facile la cittadinanza di residenza e il diritto d'asilo agli immigrati.</p><p>Muore prematuramente, all'et&agrave; di 53 anni, a causa di un aneurisma dell'aorta.</p>

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71316

Antonio Papisca

Descrizione breve
"Un viaggio tra passione e innovazione"
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Emerito, gi&agrave; professore ordinario di Relazioni internazionali nell&rsquo;Universit&agrave; di Padova, dopo aver percorso le tradizionali tappe della carriera universitaria (Assistente ordinario di Organizzazione internazionale presso l&rsquo;Universit&agrave; di Parma nel 1965, Libero Docente di Diritto internazionale e professore incaricato presso le Universit&agrave; di Parma e di Catania), ha vinto nel 1975 il concorso per la cattedra di Scienza Politica-Relazioni internazionali nella Facolt&agrave; di Scienze politiche dell&rsquo;Universit&agrave; di Catania. E&rsquo; stato chiamato a Padova nel 1978 a ricoprire, presso la Facolt&agrave; di Scienze Politiche, la cattedra di Relazioni internazionali.</p><p>Nel 1980 &egrave; stato eletto Preside della Facolt&agrave; di Scienze Politiche. La sua preoccupazione maggiore era quella di dare un segnale di forte discontinuit&agrave; con il passato.</p><p>Nel 1982 ha creato il Centro di studi e di formazione sui diritti della persona e dei popoli, poi divenuto Centro di Ateneo per i Diritti Umani. Era il primo Centro in Europa e nel mondo che veniva istituito all&rsquo;interno di una universit&agrave;.</p><p>L&rsquo;appello contenuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di promuovere &ldquo;<em>con l&rsquo;insegnamento e l&rsquo;educazione</em>&rdquo; il rispetto dei diritti umani e delle libert&agrave; fondamentali, veniva istituzionalmente raccolto e incardinato nell&rsquo;antico Ateneo patavino il cui celebre motto &egrave; Universa universis patavina libertas. Il Centro nasceva nel segno della speranza e della rinnovata capacit&agrave; creativa del mondo universitario.</p><p>La visione di Antonio Papisca era quella di un umanesimo integrale da realizzarsi nello spazio dilatato dei diritti umani internazionalmente riconosciuti, nella costante tensione a costruire un ordine di pace, dalla Citt&agrave; all&rsquo;ONU, in cui vita e pace, stato di diritto e stato sociale sono assunti come due facce della stessa medaglia. Interdipendenti e indivisibili.</p><p>L&rsquo;obiettivo strategico di inserire nell&rsquo;ordinamento universitario italiano l&rsquo;insegnamento dei diritti umani viene raggiunto nel 1988, 40&deg; anniversario della Dichiarazione universale, quando entr&ograve; in funzione la Scuola (triennale) di specializzazione in Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani poi trasformata, con la riforma universitaria, nella Laurea magistrale in Istituzioni e politiche dei diritti umani e della pace.</p><p>Dieci anni dopo, nel 50&deg; anniversario della Dichiarazione universale, promuove la creazione del Master Europeo in Diritti Umani e Democratizzazione, progetto maggiore dell&rsquo;Unione Europea di cui quest&rsquo;anno ricorre il 20&deg; anniversario.</p><p>Oggi le universit&agrave; partner sono 41, da tutti i paesi membri dell&rsquo;UE e si riuniscono nel Centro Inter-Universitario Europeo per i Diritti Umani e la Democratizzazione istituito ancora su iniziativa del professor Papisca nel 2003.</p><p>Nel 1999 l&rsquo;UNESCO, quale riconoscimento per il suo straordinario impegno nel campo dell&rsquo;educazione alla pace e ai diritti umani, gli attribuisce la Cattedra Unesco &ldquo;Diritti umani, democrazia e pace&rdquo;.</p><p>Nel 1999 firma a Ginevra, insieme all&rsquo;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Mary Robinson, un Memorandum of Understanding tra il Centro Diritti Umani e l&rsquo;Ufficio dell&rsquo;Alto Commissario.</p><p>Nel 1986, proclamato dalle Nazioni Unite Anno internazionale per la pace, fonda e dirige la Rivista &ldquo;Pace, diritti dell&rsquo;uomo, diritti dei popoli&rdquo; (Liviana, poi Cedam), sostituita a partire dal 2004 dalla Rivista &ldquo;Pace diritti umani/Peace human rights&rdquo; (Editori Marsilio, Venezia).</p><p>Nel 2010 fonda e dirige l&rsquo;Annuario italiano dei diritti umani / Italian Yearbook of Human Rights pubblicato in italiano e in inglese.</p><p>L&rsquo;impegno di Antonio Papisca per la pace e i diritti umani &egrave; sempre andato di pari passo con quello per l&rsquo;integrazione europea.</p><p>Nel 1971 fonda e dirige per diversi anni l&rsquo;Istituto Superiore Europeo di Studi Politici di Reggio Calabria e nel 1976 il Centro di Documentazione Europea presso lo stesso Istituto.</p><p>Nel 1975 fa parte del Gruppo di esperti del Primo Ministro del Belgio Leo Tindemans per la preparazione del &ldquo;Rapporto sull&rsquo;Unione Europea&rdquo;. Nella seconda met&agrave; degli anni &rsquo;70 partecipa al Gruppo di ricerca sulle politiche della Comunit&agrave; Europea promosso dalla Commissione Europea, al &ldquo;Research Committee on European Unification&rdquo; della &ldquo;International Political Science Association&rdquo; (IPSA) ed &egrave; membro del Board della Rivista &ldquo;Journal of Common Market Studies&rdquo;.</p><p>Il suo impegno civile a favore dell&rsquo;integrazione europea &egrave; continuato nel tempo.</p><p>E&rsquo; stato fondatore e Presidente dell&rsquo;Associazione Universitaria di Studi Europei (AUSE), Presidente della &ldquo;European Community Studies Association&rdquo; (ECSA-World), e membro del Consiglio Universitario Europeo per il Programma Jean Monnet.</p><p>A partire dal 2002 ha contribuito alla riflessione della Commissione Europea sul Dialogo interculturale come strumento utile all&rsquo;arricchimento dei diritti umani e alla conoscenza e comprensione reciproca tra i paesi dell&rsquo;Unione e i paesi dall&rsquo;area mediterranea e del Medioriente.</p><p>Nel 2004 &egrave; stato insignito del titolo di professore Jean Monnet ad honorem dalla Commissione europea. E&rsquo; stato relatore negli &ldquo;Ateliers del Comitato delle Regioni dell&rsquo;UE sulla multilevel governance&rdquo; (Bruxelles, 2008-2009), contribuendo alla elaborazione del &ldquo;Libro bianco&rdquo; del Comitato sulla multilevel governance. Relatore anche nella udienza conoscitiva al Parlamento Europeo sull&rsquo;adesione dell&rsquo;Unione Europea alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libert&agrave; fondamentali (Bruxelles, marzo 2010).</p><p>Fin dall&rsquo;inizio il suo lavoro di ricerca si distingue per la particolare attenzione portata alla tematica dell&rsquo;organizzazione internazionale, delle Nazioni Unite e dell&rsquo;integrazione europea.</p><p>Nel 1968 pubblica il volume L&rsquo;intervento delle Nazioni Unite nelle consultazioni popolari(Milano, Giuffr&egrave;). Si segnalano anche quattro saggi rispettivamente su: Le Organizzazioni latino-americane di cooperazione economica, in &ldquo;Diritto internazionale&rdquo;, 1, 1966; Dumping e antidumping nel diritto internazionale, in &ldquo;Diritto internazionale&rdquo;, 3, 1970; Commento all&rsquo;articolo 52, in R.Quadri, R.Monaco, A.Trabucchi (a cura), &ldquo;Commentario al Trattato istitutivo della Comunit&agrave; europea del carbone e dell&rsquo;acciaio&rdquo;, Milano Giuffr&egrave;, 1970; Aspetti giuridici delle relazioni commerciali Cee-Usa, in &ldquo;Rivista di Politica Economica&rdquo;, VII, 1970.</p><p>Nel 1973, pubblica il primo manuale &lsquo;politologico&rsquo; in Italia dedicato alle Relazioni internazionali, intitolato Introduzione allo studio delle relazioni internazionali (Torino, Giappichelli). A questo lavoro che, per la variet&agrave; dei temi trattati, risulta essere quello di pi&ugrave; ampio respiro, seguono altre tre monografie dedicate all&rsquo;analisi politologica del sistema dell&rsquo;integrazione europea. Egli &egrave; stato il primo politologo italiano a pubblicare un libro di scienza politica dedicato all&rsquo;integrazione europea, intitolato Comunit&agrave; Europea e sviluppo politico. Contributo all&rsquo;analisi del sistema politico europeo (Reggio Calabria, Editori Meridionali Riuniti, 1974), al quale hanno fatto seguito i volumi Dalla Comunit&agrave; all&rsquo;Unione Europea (Roma, Bulzoni, 1976) e Verso il nuovo Parlamento Europeo (Milano, Giuffr&egrave;, 1978). Nel 1979 cura per l&rsquo;Editore Giuffr&egrave; la &ldquo;strenna&rdquo; L&rsquo;Europa tra amici e nemici.</p><p>Gli studi politologici sull&rsquo;integrazione europea lo portano ad occuparsi alla fine degli anni &rsquo;70 del tema della democrazia internazionale con numerose pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali, tra le quali si segnala il saggio Rendimento delle istituzioni internazionali e democrazia internazionale, in &ldquo;Teoria Politica&rdquo;, 2, 1986. Con il volume Democrazia internazionale, via di pace. Per un nuovo ordine internazionale democratico (Milano, F.Angeli), pubblicato nel 1986 e al quale sono seguite altre quattro edizioni, il prof. Papisca pone le basi teoriche per un nuovo approccio allo studio delle relazioni internazionali fondato sulla centralit&agrave; della persona umana, svolgendo riflessioni che troveranno ampio sviluppo nei rapporti dello UNDP sulla human security.</p><p>Il suddetto volume &egrave; presentato a Roma, il 28 novembre del 1987, nella sede della rivista &ldquo;La Civilt&agrave; Cattolica&rdquo;, dagli Onorevoli Giorgio Napolitano e Giulio Andreotti e da Mons. Helder Camara, Arcivescovo di Recife-Olinda.</p><p>Quello della democrazia internazionale &egrave; un tema che il prof. Papisca ha continuato a coltivare pubblicando nel 2003 Diritto e democrazia internazionale, via di pace. Riflessioni sullo Ius novum universale (Quaderno monografico n.15 di &ldquo;Mosaico di Pace&rdquo;, Molfetta).</p><p>Gli studi nel campo dei diritti umani sono strettamente correlati con quelli sulla democrazia internazionale ed hanno fin dall&rsquo;inizio un respiro europeo ed internazionale. Nel 1984 pubblica il saggio Droits de l&rsquo;homme et d&eacute;mocratie internationale, in R. Papini (ed),Droits des peuples, droits de l&rsquo;homme (Paris, Editions du Centurion). Nel 1989 cura insieme con G.B.Kutukdjan, sulla base di apposita convenzione con l&rsquo;Unesco, la pubblicazione del volume Rights of Peoples/Droits des Peuples (Padova, Cedam) contenente gli atti delle principali conferenze internazionali organizzate dall&rsquo;Unesco sui diritti dei popoli.</p><p>Nel 1997 pubblica, insieme con M. Mascia, il manuale per il corso di Relazioni internazionali intitolato Le relazioni internazionali nell&rsquo;era dell&rsquo;interdipendenza e dei diritti umani (Padova, Cedam, 4a edizione 2012).</p><p>Nel 2011 pubblica il volume Il Diritto della dignit&agrave; umana. Riflessioni sulla globalizzazione dei diritti umani, Venezia, Marsilio.</p><p>Antonio Papisca ha accompagnato l&rsquo;attivit&agrave; scientifica e didattica con un forte impegno civile a livello nazionale e internazionale.</p><p>Ha fatto parte del Gruppo di Esperti UNESCO &ldquo;per la elucidazione di idee e principi relativi ai diritti dei popoli&rdquo; (Parigi, 1989), fondatore e Direttore della &ldquo;International University of Peoples Institutions for Peace&rdquo;, IUPIP (Rovereto, Comune-Fondazione Campana dei Caduti, 1992-1994), nonch&eacute; membro della Giuria del Tribunale Permanente dei Popoli (Sessione speciale su &ldquo;La conquista dell&rsquo;America e il Diritto internazionale&rdquo; (Padova-venezia 1992).</p><p>E&rsquo; stato responsabile della Commissione Diritti Umani della &ldquo;Helsinki Citizens Assembly&rdquo;, fondata da Vaclav Havel nel 1990, nonch&eacute; membro del Gruppo dei nove Esperti nominati dal Ministro degli Affari Esteri per la preparazione dello Statuto del Tribunale Internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia (Roma, 1993), del Gruppo di lavoro per gli adempimenti dell&rsquo;Italia conseguenti alla istituzione del Tribunale per la ex Jugoslavia, Ministero di Grazia e Giustizia (Roma, 1993), della Commissione Nazionale dell&rsquo;UNESCO, Ministero degli Affari Esteri (Roma, 1994-1998), del Comitato Interministeriale Diritti Umani, CIDU, presso il Ministero degli Affari Esteri (Roma, 1995-2001), della Commissione Diritti Umani presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Roma, 1998-2001), del Comitato scientifico della &ldquo;City Diplomacy&rdquo; (The Hague, 2007-2008).</p><p>E&rsquo; stato membro del Consiglio Scientifico della Societ&agrave; Italiana per l&rsquo;Organizzazione Internazionale, SIOI (Roma), del Comitato Scientifico dell&rsquo;Istituto Nazionale per i Diritti dei Minori, INDIMI (Roma), del Comitato Scientifico della Fondazione Intercultura (Roma), del Comitato Scientifico Internazionale dell&rsquo;Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia, ISIG, del Comitato Scientifico delle Riviste &ldquo;Futuribili&rdquo;, &ldquo;European Union Review&rdquo;, &ldquo;Transnational Associations&rdquo;, dello Scientific Advisory Board dello &ldquo;European Yearbook on Human Rights&rdquo;, della Commissione Ministeriale per la sperimentazione del programma &ldquo;Cittadinanza e Costituzione&rdquo;, del Comitato Etico di Telethon (Milano), del Comitato Consultivo dei Diritti Umani della SIOI (Roma) e del Centro Internazionale di Studi Gentiliani.</p><p>Ha ricevuto significativi riconoscimenti nazionali e internazionali: nel 1966 &ldquo;Adlai E. Stevenson Fellowship&rdquo; per l&rsquo;Europa occidentale presso lo &ldquo;United Nations Institute for Training and Resarch&rdquo;, UNITAR&nbsp;(New York, 1966-1967), Cittadinanza onoraria della Citt&agrave; martire di Boves (25 aprile 1990), nel 1999 la UNESCO Chair on Human Rights, Democracy and Peace, nel 2001 &ldquo;Aldo Farina Award in Education for Cooperation&rdquo;, conferito a Turku (Finlandia) dal Coordinamento dei Comitati Nazionali UNICEF, nel 2004 Jean Monnet Professor ad honorem, nel 2005 &ldquo;International Award St. Anthony&rdquo; (Witness section), nel 2007 &ldquo;Jean Monnet Successful Stories&rdquo; (Europe for Lifelong Learning, European Commission, Brussels).</p><p>Con i suoi scritti Antonio Papisca ha accompagnato i Beati i Costruttori di Pace che rompevano l&rsquo;assedio di Sarajevo, gli obiettori di coscienza della Comunit&agrave; Papa Giovanni XXIII che partivano per la ex Jugoslavia, la Tavola della pace e il Coordinamento nazionale degli Locali per la pace e i diritti umani nel dar vita all&rsquo;Assemblea dell&rsquo;ONU dei Popoli, gli enti del servizio civile e le associazioni pacifiste nel promuovere l&rsquo;esperienza dei Corpi civili di pace.</p><p>Il suo ultimo grande impegno &egrave; stato per il riconoscimento della pace come diritto fondamentale della persona e dei popoli. La Cattedra UNESCO in Diritti Umani, Democrazia e Pace dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova, insieme con il Centro di Ateneo per i Diritti Umani e il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, ha promosso una capillare campagna in Italia a sostegno del lavoro del Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite. Oltre trecento Consigli di Comuni e Province e cinque Consigli Regionali hanno adottato un puntuale ordine del giorno al riguardo. La Dichiarazione delle Nazioni Unite sul Diritto alla pace &egrave; stata approvata dall&rsquo;Assemblea generale il 19 dicembre 2016.</p><p>Antonio Papisca, Maestro di scienza e di vita, ha dedicato la sua vita all&rsquo;educazione dei giovani, alla formazione degli insegnanti e alla ricerca scientifica.</p><p>Un uomo di fede che ha lottato con la forza dell&rsquo;amore e della nonviolenza per la pace e i diritti umani sia attraverso l&rsquo;insegnamento e la ricerca sia attraverso l&rsquo;impegno civile. Non si risparmiava, andava a parlare nelle scuole, nelle universit&agrave;, nelle parrocchie, nelle associazioni di volontariato, nei consigli comunali.</p>

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71315

Claudio Sinigaglia

Descrizione breve
Un viaggio tra arte, passione e innovazione nel mondo contemporaneo.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Claudio Sinigaglia&nbsp;(Padova, 8 marzo 1958 &ndash; 13 ottobre 2020) laureato in Lettere e Filosofia all&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Padova, &egrave; stato insegnante, animatore dell&rsquo;Azione Cattolica, responsabile della formazione degli obiettori di coscienza alla Caritas Diocesana, consigliere circoscrizionale e poi comunale a Padova, vicesindaco di Padova e consigliere della Regione Veneto</p><p>Nel 1990 viene eletto consigliere comunale a Padova con la Democrazia Cristiana.</p><p>Nel 1991 &egrave; membro dell&rsquo;assemblea dell&rsquo;ULSS 21-Padova. Nel 1993 &egrave; membro del comitato dei garanti dell&rsquo;ULSS 21-Padova.</p><p>Viene rieletto consigliere comunale nel 1995 e nello stesso anno viene nominato assessore a Politiche abitative &ndash; Casa e Peep &ndash; Sport &ndash; Norme regolamentari e Decentramento nella giunta con sindaco Flavio Zanonato.</p><p>Nel 1999 &egrave; segretario provinciale del Partito Popolare.</p><p>Viene rieletto consigliere comunale nel 1999. Dal 2004 al 2009 viene nominato vicesindaco con deleghe al Sociale e allo Sport. Nel 2009 viene rieletto in Consiglio Comunale e nominato assessore con le medesime deleghe.</p><p>Nel 2010 e nel 2015 viene eletto in Consiglio Regionale dove ricopre il ruolo di vice presidente della V Commissione sanit&agrave; e membro della VI Commissione cultura, turismo e sport.</p><p>Viene ricordato come protagonista del mondo del volontariato per il suo grande impegno nella vita della citt&agrave;, soprattutto nel settore sociale, nello sport e nell'associazionismo di quartiere.</p><p>Da giovane &egrave; allenatore di calcio (categoria esordienti) e Presidente della Polisportiva Victor-Chiesanuova.</p><p>Come assessore allo Sport d&agrave; grande spinta al Centro comunale di Formazione fisica attivit&agrave; motoria per bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni.</p><p>Nel 1996 organizza il Campionato Mondiale di Pattinaggio a rotelle (corsa) nello scenario del Prato della Valle (a cui seguir&agrave; la passione dei padovani per lo skate serale in Prato).</p><p>Negli stessi anni apre al pubblico il Centro Sportivo comunale a Chiesanuova/Brentella (impianto polifunzionale-multidisciplinare e significativo parco urbano) oggi intitolato a Filippo Raciti e in progressivo sviluppo.</p><p>Dal 2004-2009 sostiene e promuove lo sport di base realizzando impianti sportivi pubblici: 10 palestre in arco-struttura a Pontevigo&shy;darzere, Arcella, Mortise, Altichiero, Forcellini, Parco Morandi, S.Osvaldo, Ponte di Brenta, Nativitas, Salboro; 2 palestre in muratura per gli impianti sportivi di Salboro e Madonna Incoronata (messe a disposizione anche per l&rsquo;attivit&agrave; motoria degli alunni delle scuole primarie di Torre e Mont&agrave;); il Palaghiaccio di via Plebiscito.</p><p>Nel 2007 organizza lo svolgimento dei campionati italiani assoluti di atletica allo stadio Euganeo.</p><p>Nel 2008 &egrave; promotore della &ldquo;Carta etica dello sport padovano&rdquo; e nel 2017 della &ldquo;Carta etica dello sport nel Veneto&rdquo; condividendo e recependo pienamente i principi ispiratori del Panathlon international per la diffusione dell&rsquo;etica e della cultura sportiva nel mondo.</p><p>Nel 2009 ammoderna l&rsquo;ex Palasport San Lazzaro, l&rsquo;attuale Kioene Arena Padova, dotando l&rsquo;impianto di tribune telescopiche laterali, spazi flessibili ed insonorizzazione per ospitare grandi eventi musicali.</p><p>Nel 2010 realizza il Palaindoor per l'atletica leggera e la ginnastica artistica, una delle pi&ugrave; grandi strutture stabili al coperto presenti in Italia con tale destinazione. Il 13 ottobre 2021, ad un anno dalla morte, viene posta una targa presso questa struttura - a memoria del suo impegno - che recita: &ldquo;<em>A Claudio Sinigaglia la citt&agrave; di Padova riconoscente</em>&rdquo;.</p><p>Da assessore al Sociale dedica grande attenzione e collaborazione alle associazioni che si occupano delle donne vittime di tratta.</p><p>Dal 2003 promuove Progetti di Sviluppo di Comunit&agrave; alla Stanga (&ldquo;Conoscersi&rdquo;), alla Guizza (&ldquo;La Bricola&rdquo;), all&rsquo;Arcella, nonch&eacute; Centri delle Famiglie alla Stanga, all&rsquo;Arcella e alla Guizza.</p><p>Dal 2007 d&agrave; vita alla "Scuola dei Genitori", un&rsquo;iniziativa del settore Servizi Sociali del Comune di Padova.</p><p>Tra il 2007 e il 2008 promuove il progetto di <em>welfare</em> generativo per i nomadi di via Tassinari &ldquo;Dal campo nomadi alla citt&agrave;&rdquo;, riconosciuto dalla Comunit&agrave; Europea come progetto modello.</p><p>Mette in rete le diverse realt&agrave; dell&rsquo;associazionismo e del terzo settore sviluppando i &ldquo;tavoli di coordinamento&rdquo; su Povert&agrave;, Dipendenze, Anziani, Disabilit&agrave;.</p><p>Negli anni 2005-2006 definisce e attiva, in collaborazione con &ldquo;Caritas&rdquo; e con tutte e le parrocchie cittadine e il mondo dell&rsquo;associazionismo, i piani &ldquo;Accoglienza invernale&rdquo; ed &ldquo;Emergenza freddo&rdquo; e cos&igrave; pure il &ldquo;Tavolo di coordinamento cittadino Senza Dimora&rdquo; con l&rsquo;obiettivo di fornire, a chi ne ha bisogno, assistenza, ristoro, un luogo caldo e sicuro dove dormire d&rsquo;inverno.</p><p>Da assessore al Decentramento (2004-2009) potenzia il ruolo dei Consigli Circoscrizionali, ridefinendone il numero e le competenze, riqualificandone le sedi territoriali e potenziandone le capacit&agrave; amministrative.</p><p>Da consigliere regionale profonde il proprio impegno soprattutto nell&rsquo;ambito socio-sanitario, con una particolare attenzione alle tematiche inerenti le case di riposo; lo ricordiamo anche ispiratore (come relatore e primo firmatario della Legge Regionale 35/2018) della Dichiarazione &ldquo;Veneto Terra di Pace&rdquo; firmata a Villa Giusti il 4 Novembre 2018 (nel centesimo anniversario della fine della Grande Guerra) da tutte le istituzioni politico-amministrative, accademiche ed episcopali del Veneto.</p><p>I colleghi lo ricordano con queste parole: &ldquo;<em>Se non avesse dovuto lottare con un male pi&ugrave; forte della vita e della sua volont&agrave;, avrebbe continuato a rappresentare quei valori di giustizia, solidariet&agrave;, umanit&agrave;, rispetto e fede che sono stati la cifra del suo impegno di cattolico, di amministratore e di politico democratico. A Claudio Sinigaglia siamo tutti debitori, non solo come classe politica, ma come cittadini: la sanit&agrave;, lo sport e la pratica sportiva, la promozione del volontariato e dell&rsquo;associazionismo, l&rsquo;attenzione per la disabilit&agrave; e per i pi&ugrave; fragili, il servizio civile, la famiglia, l&rsquo;accesso all&rsquo;edilizia pubblica residenziale</em>&rdquo;.</p><p>Dal 2020 &egrave; stato attivato un progetto in sua memoria rivolto alle scuole della citt&agrave;.</p><p>Un suo pensiero&hellip;</p><p>&ldquo;<em>Non si pu&ograve; improvvisare, bisogna avere sempre un progetto e, per realizzarlo, si deve per prima cosa formare la propria persona e poi bisogna sempre essere informati e aggiornati</em>&rdquo;.</p>

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71314

Stefania Ezterodt Omboni

Descrizione breve
Un viaggio attraverso l'arte e l'innovazione della designer contemporanea.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Nasce a Bruxelles nel marzo 1839 da padre tedesco e madre inglese; vive l&rsquo;infanzia in Belgio e la giovinezza in Russia. Dopo essere stata, per qualche tempo, precettrice in casa dell&rsquo;ambasciatore belga a Milano, giunge a Padova nel 1870. Si sposa con il professor Giovanni Omboni, docente di geologia presso l&rsquo;Universit&agrave; patavina&nbsp; e intraprende una serie di iniziative che la porteranno al centro della vita culturale e sociale della citt&agrave;: assieme a Rosa Piazza promuove nei primi anni 1870 un Comitato femminile per l&rsquo;istituzione di un &ldquo;giardino froebeliano&rdquo;, che sorge effettivamente nel 1874; nel 1883, in seguito alla disastrosa alluvione dell&rsquo;anno prima, lavora alla fondazione della prima cucina economica della citt&agrave;; da presidente dell&rsquo;Associazione padovana contro l&rsquo;accattonaggio promuove poi la nascita del &ldquo;Ricovero diurno per i piccoli mendicanti&rdquo; che diviene nel 1895 un istituto destinato ad accogliere l&rsquo;infanzia materialmente e moralmente abbandonata, alla quale offrire un percorso che mirasse all&rsquo;autosufficienza, pur nel rispetto del ruolo delle famiglie. Convinta che simili istituzioni non dovessero concepirsi come forme di beneficenza, ma come stimolo temporaneo all&rsquo;intervento pubblico, si dedica, sempre senza protagonismo, ad ogni iniziativa educativa cittadina, compresa la locale Societ&agrave; zoofila. Ama la musica e le arti in genere e sostiene cos&igrave; alcuni giovani promettenti tra cui Fausto Zonaro, poi affermato pittore.</p><p>Libera pensatrice, traduce dal tedesco e cura la prima edizione italiana del saggio di David Strauss, noto esponente della Sinistra hegeliana, &ldquo;L&rsquo;antica e la nuova fede&rdquo; ed &egrave; in contatto con alcuni esponenti dell&rsquo;intellighentsia europea, come documentato anche da alcuni libri conservati nel Museo dell&rsquo;educazione di Padova. Partecipa alla battaglia abolizionista contro la prostituzione di stato, firmando interventi sul periodico &ldquo;La Donna&rdquo; di Gualberta Beccari e divenendo membro del comitato italiano della Federazione Britannica e Continentale contro i regolamenti pubblici in materia.</p><p>Di formazione protestante, ma aperta ad una ricerca spirituale ecumenica, si avvicina agli ambienti dell&rsquo;Unione per il Bene, a carattere interconfessionale e vuole che nella cura dei bambini del suo istituto, pur nel rispetto di tutte le fedi, non sia mai impiegato personale religioso, al punto da prescriverne la laicit&agrave; anche nel proprio testamento. &Egrave; ancora tra le promotrici della prima &ldquo;scuola professionale femminile&rdquo; di Padova nel 1893, membro del consiglio direttivo dell&rsquo;Universit&agrave; Popolare e collaboratrice della rivista dell&lsquo;Unione Femminile di Milano, di orientamento socialista, dove scriveva nel 1901:</p><p>&ldquo;<em>Finch</em><em>&eacute; </em><em>lasciamo crescere nell</em><em>&rsquo;</em><em>abbandono, nella miseria, in un ambiente fatalmente viziato falangi di povere creature condannate per forza a cadere nei bassi fondi del pauperismo parassitico o colposo, che cosa si pu&ograve; sperare? Tutti gli altri sforzi per migliorare l</em><em>&rsquo;</em><em>ambiente sociale saranno pi&ugrave; o meno paralizzati da questa zavorra impura. Tale opera di salvataggio non &egrave; opera di semplice carit</em><em>&agrave;, </em><em>&egrave; anzitutto opera di utilit</em><em>&agrave; </em><em>sociale, &egrave; diritto e dovere</em><em>. L&rsquo;</em><em>amore ne </em><em>&egrave; guida e la ragione la impone</em>&rdquo;.</p><p>Aderente al piccolo Comitato pro suffragio femminile, che sorge a Padova nel 1906 in spirito risorgimentale allo scoppio della Grande guerra, &egrave; tra le principali esponenti del Comitato di preparazione civile e quindi del Comitato di mobilitazione femminile.</p><p>Si spegne a Padova nel 1917.</p><p><strong>Da Enciclopedia delle Donne</strong></p>

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71313

Comunicato stampa: cerimonia per il 107° anniversario del genocidio armeno

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Descrizione breve
Un momento di memoria e riflessione per onorare le vittime e promuovere la riconciliazione.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La cerimonia commemorativa per il 107&deg; anniversario del genocidio armeno si terr&agrave; <strong>sabato 23 aprile, alle ore 10:0</strong><strong>0 nel Cortile di Palazzo Moroni</strong>, via VIII febbraio.<br>
<br>
Dopo la deposizione di una corona di alloro, presso il bassorilievo in bronzo a ricordo dei martiri del genocidio armeno, prenderanno la parola il Sindaco e il rappresentante della Comunit&agrave; armena e dell&rsquo;associazione Italiarmenia, &#8203;Aram Giacomelli.</p>

Legacy NID
71309