Comunicato stampa: discorso del sindaco Giordani per permuta Anelli - Prandina
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>"<em>Autorità, signore, signori, benvenuti a questo appuntamento storico per la città di Padova. Un saluto e un ringraziamento particolari al prefetto Raffaele Grassi e al direttore regionale dell’Agenzia del Demanio Edoardo Maggini.</em></p><p><em>Con la firma, oggi, del protocollo che stabilisce la permuta tra l’area di via Anelli, dove sorgeva il complesso ex Serenissima, e l’ex Caserma Prandina di via Orsini, si chiude definitivamente una pagina difficile nella storia della città, e se ne apre un'altra finalmente positiva, per la nostra comunità.</em></p><p><em>I cinque grandi palazzi di via Anelli, costruiti agli inizi degli anni '70 per ospitare prevalentemente studenti universitari e trasformati dagli anni '90, con l’indifferenza se non la complicità di una parte dei proprietari e degli amministratori di condominio, in un ghetto nel quale via via le condizioni di vita sono diventate insostenibili, non ci sono più, e al loro posto sorgerà la nuova Questura, di cui la Polizia sottolinea da anni la necessità.</em></p><p><em>Un risultato che è stato possibile raggiungere grazie all’idea, che abbiamo perseguito con tenacia, di acquisire tutte le oltre 300 unità immobiliari e tra queste 288 miniappartamenti, demolire gli edifici, oramai talmente degradati da impedirne ogni riutilizzo e mettere a disposizione dello Stato, in particolare del Ministro degli Interni, l’area per realizzare la nuova Questura, realizzando una permuta con la ex Caserma Prandina, il cui recupero a funzioni importanti per la città, è un altro obiettivo importante della nostra Amministrazione.</em></p><p><em>E’ stato un percorso complesso che oggi concludiamo felicemente, grazie all’impegno e alla tenacia di tante persone e numerose istituzioni. Ci tengo a sottolinearlo: questo risultato è una vittoria di tutta la città, non solo di Sergio Giordani e della sua Amministrazione. Perché, se si è arrivati alla firma di oggi, lo dobbiamo anche ai Sindaci che mi hanno preceduto e che hanno affrontato altre fasi difficili della complessa vicenda di via Anelli, arrivando a sgomberare definitivamente il complesso e a mettere fine al grande mercato della droga, per il controllo del quale si fronteggiavano, ricordiamolo, anche bande di delinquenti a colpi di machete.</em></p><p><em>Questo successo lo dobbiamo anche al questore Paolo Fàssari e al prefetto Renato Franceschelli, che hanno immediatamente creduto e sostenuto l’idea della realizzazione della nuova Questura e all’allora direttore dell’ Agenzia del Demanio Dario Di Girolamo, che si è subito impegnato per rendere possibile la permuta. Tutti e tre oggi ricoprono altri incarichi e non sono qui con noi, ma rivolgo loro un sincero ringraziamento. Il loro testimone è stato raccolto dal prefetto Raffaele Grassi, dal questore Isabella Fusiello e dal direttore regionale dell’ Agenzia del Demanio Edoardo Maggini, che immediatamente dopo il loro insediamento, hanno subito preso in mano il procedimento di permuta, sostenendone con grande convinzione la rapida e positiva conclusione.</em></p><p><em>Questo risultato lo dobbiamo alla tenacia e alla costanza del nostro vicesindaco Andrea Micalizzi, che ha seguito da anni questa partita, e si è occupato, passo dopo passo, delle fasi dell'acquisizione dei miniappartamenti e poi della complessa demolizione, resa difficile dalla necessità di bonificare gli edifici dall’amianto. Indispensabile è stata la competenza, unita alla consueta grande passione, dell’ assessore Diego Bonavina, che ha tenuto in pugno tutta la complessa parte legale, sia dell’acquisizione degli appartamenti che della permuta vera e propria. </em></p><p><em>Fondamentale l’impegno del nostro segretario generale Giovanni Zampieri, di Roberto Tosetto, di Laura Paglia nel suo ruolo di caposettore e Avvocatura, ma anche di tutti i funzionari e tecnici dei nostri uffici, che hanno seguito tutte le fasi amministrative e i lavori sul campo.</em></p><p><em>Un grazie ai nostri Consiglieri comunali, per aver rapidamente approvato il 28 maggio 2018 il protocollo di intesa tra Comune, Demanio e Ministro dell’interno per la permuta tra le due aree. Tra di loro, alcuni hanno lavorato per anni alla soluzione del nodo di via Anelli, come Daniela Ruffini, e in tempi più recenti Luigi Tarzia.</em></p><p><em>Un ringraziamento anche ai Consiglieri di opposizione, che con le loro critiche costruttive, ci hanno dato una ragione in più per fare diventare realtà il nostro progetto. Ancora farei un torto a dimenticare il ruolo di stimolo e sostegno svolto dai Comitati e in particolare il Comitato Stanga che nel corso degli anni si sono battuti per trovare una soluzione all’emergenza di via Anelli. Credetemi, non sono ringraziamenti di circostanza.</em></p><p><em>E oggi ho voluto invitare a questa firma, in questo Salone che da secoli è un luogo simbolo della amministrazione pubblica della città, il maggior numero possibile di rappresentanti della nostra comunità, proprio perché - come dicevo in apertura del mio discorso - questa permuta e quello che significa per Padova non è un merito solo mio ma di tutta la città. Abbiamo dimostrato che lavorando assieme, trovando il giusto equilibrio tra le esigenze e le necessità delle parti coinvolte è possibile in breve tempo arrivare a un risultato così significativo.</em></p><p><em>Ricordo velocemente solo alcune date:</em></p><p><em>Il 20 maggio del 2018, il Consiglio comunale approva il Protocollo di intesa tra Comune, Demanio e Ministero, e già il 20 giugno, sempre del 2018, le parti firmano il Protocollo, stabilendo che in via Anelli sarebbe stata realizzata la Questura e al Comune trasferita la proprietà della Prandina.</em></p><p><em>Il 29 giugno il Comune chiede la consegna anticipata della Caserma Prandina, che viene concessa il 29 luglio, sempre del 2018.</em></p><p><em>Nel giugno del 2019 il Comune completa il percorso di acquisizione di tutti i 288 appartamenti e può pensare alla demolizione, che parte il 12 ottobre 2019 e si conclude, nonostante la pandemia e le difficoltà trovate durante i lavori, il 14 settembre 2020.</em></p><p><em>Oggi firmiamo la stipula che sancisce la permuta: non sono passati neppure tre anni e due mesi dalla data di approvazione in Consiglio comunale.</em></p><p><em>Ho parlato fin’ora del percorso compiuto per arrivare ad oggi, adesso, invece, guardiamo al futuro.</em></p><p><em>Il percorso che porterà alla realizzazione della nuova Questura è già iniziato e pur essendo, come è giusto che sia, nelle mani del Ministero degli interni, vedrà un coinvolgimento importante del Comune, che sarà stazione appaltante per conto del Ministero stesso. E’ un segnale importante che indica la nostra volontà di essere a fianco dello Stato in modo concreto, per agevolare e accelerare la realizzazione di questo importante presidio di legalità per la nostra città, ma vuole trasmettere anche il messaggio che la riqualificazione di via Anelli e della zona Stanga, per il Comune, non è finita con la permuta dell’area, ma prosegue parallelamente alla costruzione della nuova Questura.</em></p><p><em>E sempre parlando della Questura, ho accolto con grande favore il suggerimento del prefetto Raffaele Grassi e del Questore Isabella Fusiello, per il mantenimento di una presenza della Polizia di Stato in centro città, ed ho quindi assicurato che Palazzo Wollemborg, in riviera Ruzante, anche quando la Questura sarà trasferita in via Anelli, rimarrà a disposizione per un Commissariato del Centro, che in una città delle dimensioni e dell’importanza di Padova è quantomai utile.</em></p><p><em>Con la permuta che firmiamo oggi, Padova non avrà solo una nuova Questura, ma anche la piena proprietà della ex Caserma Prandina in via Orsini. E’ uno spazio importantissimo per la città, e l’interessante e appassionato dibattito che si è sviluppato in questi mesi sul suo utilizzo, lo dimostra con evidenza. Dobbiamo essere realisti, avere ben presente che si tratta di un’area di grande pregio, sulla quale insistono anche dei vincoli della Soprintendenza, e con la presenza di una importante parte a verde. Con la sua piena proprietà possiamo, da oggi, realizzare gli interventi necessari alla sua valorizzazione, inserendola anche nel più ampio progetto di riqualificazione delle mura e dell’asse di corso Milano fino a piazza Insurrezione.</em></p><p><em>Sono certo che saremo in grado di trovare un equilibrio tra la valorizzazione degli spazi verdi e degli edifici esistenti e la necessità di destinare parte dell’area a parcheggio, anche in prospettiva dell’auspicata chiusura di quello in piazza Insurrezione, con la sua restituzione alla dignità monumentale che merita e alla fruizione dei cittadini.</em></p><p><em>Il coronamento oggi di questo progetto di riqualificazione e valorizzazione della città, ci insegna che obiettivi sulla carta difficili da raggiungere, possono essere realizzati se c’è sia la volontà e la tenacia politica di farli, sia la capacità di mediazione e dialogo necessaria.</em></p><p><em>E’ lo stesso metodo che ha permesso di sbloccare, dopo tanti anni, la partita del nuovo Ospedale a Padova Est, mantenendo alcune sue funzioni importanti in centro, esattamente come abbiamo deciso di fare con la Questura, che si sposta alla Stanga, ma mantiene un Commissariato in riviera Ruzante.</em></p><p><em>Oggi posiamo idealmente una pietra importante della Padova di domani. Per questo ho voluto presenti qui tutti voi, perché questi progetti sono di tutta la città, e vanno al di là dell’amministrazione in carica. C’è, ci deve essere, al di là di chi di noi è chiamato a guidare la città, una idea comune sul futuro, che permetta di definire gli assi strategici della Padova di domani e questo è ancora più urgente e necessario oggi, che ripartiamo dopo la pandemia, anche alla luce delle ingenti risorse di cui il nostro territorio potrà beneficiare.</em></p><p><em>Grazie per il risultato che avete contribuito a raggiungere, abbiamo tutti una grande responsabilità per il futuro della nostra città. Ricordiamolo sempre</em>".</p><p>Sergio Giordani</p>
Comunicato stampa: importanti scoperte al Palazzo della Ragione
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Nuovi elementi sulla storia delle trasformazioni che hanno interessato il Palazzo della Ragione, dalla sua fondazione all’attuale struttura, emergono dagli studi condotti dal Centro interdipartimentale di ricerca studio e conservazione dei beni archeologici, architettonici e storico-artistici - Ciba dell’Università degli Studi di Padova, realizzati nell’ambito dell’accordo di collaborazione firmato a marzo 2021 con il Comune di Padova.</p><p>Le indagini eseguite su alcune aree test all’interno del Salone, con le più moderne tecniche di rilievo e analisi non invasiva, (imaging multispettrale; rilievo con scanner a luce strutturata; termografia Ir) confermano infatti la presenza di un ricco palinsesto decorativo e strutturale in cui anche tracce della fase trecentesca sono sicuramente conservate in più punti e a diverse quote sotto le attuali superfici pittoriche.<br>
L’esito di queste indagini fornisce una risposta positiva alle richieste di approfondimento avanzate dall’Icomos per il report intermedio della candidatura del 2020 circa la possibile presenza di ulteriori elementi trecenteschi riconoscibili nel Salone e apre un nuovo capitolo sulle possibilità di studio e conoscenza di uno degli edifici storici più noti di Padova e più importanti per la vita cittadina, ancora in gran parte da scoprire anche con l’ausilio delle nuove tecnologie.</p><p>L’approccio integrato di conoscenze, come quello messo in campo grazie alla collaborazione tra il Ciba e il Comune di Padova, partendo dalle esperienze nella Cappella degli Scrovegni sino a quelle nel Palazzo della Ragione, costituisce un esempio virtuoso di interazione tra le istituzioni, quanto mai auspicabile oggi, per la tutela e fruizione del patrimonio storico artistico di cui Padova è custode.</p><p><strong>L’assessore alla cultura Andrea Colasio </strong>sottolinea: "<em>Questa prima tornata di rilievi che grazie alla preziosa collaborazione con l’ingegner Rita Deiana del Ciba dell’Università di Padova ci conferma l’ipotesi che sotto gli affreschi che ammiriamo oggi nel Palazzo della Regione siano ancora presenti tracce significative di opere realizzate in precedenza e danneggiate irrimediabilmente dall’incendio che nel 1420 distrusse parzialmente l’edificio facendo crollare il tetto e il soffitto ligneo descritto dalle cronache dell’epoca. Emergono quindi conferme dirette dell’esistenza di cicli pittorici realizzati nel 1300, cicli che secondo i documenti storici sarebbero stati commissionati e realizzati da Giotto e dalla sua bottega. Questi ritrovamenti rafforzano l’importanza che il Palazzo della Ragione già ha come elemento fondamentale del percorso artistico storico e culturale di Padova Urbs picta e ci confermano come grazie alle nuove tecnologie possa essere avviata una nuova e interessante campagna di studi per conoscere ancora più a fondo la storia dei nostri affreschi del ‘300. Come Amministrazione pensiamo che il nostro ruolo sia non solo quello di custodire e salvaguardare questo straordinario patrimonio, ma anche quello di valorizzarlo promuovendo e sostenendo tutte quelle attività scientifiche e storiche, come questa sviluppata col Ciba, che approfondiscono le nostre conoscenze su queste opere e su quel periodo storico fondamentale per la storia della nostra città. Come ho più volte ricordato, Padova era allora una città considerata una “capitale” per il ruolo politico economico, ma anche culturale scientifico e tecnico che ricopriva. Conoscere più a fondo quel secolo speciale, vuol dire conoscere meglio la nostra storia, le nostre radici e quindi la nostra identità come città</em>".</p><p>Nella sezione "Documenti" le nuove immagini.</p>
Comunicato stampa: nuovo parcheggio davanti al cimitero di Camin
<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>Il nuovo parcheggio ricavato davanti al cimitero di Camin in via Ronchi, a servizio dell'area cani che si trova all'angolo tra via Ronchi e via delle Granze, verrà inaugurato venerdì 9 luglio, alle ore 13:30.</div><div>Saranno presenti <strong>Chiara Gallani</strong>, assessora al verde e ai parchi e<strong> </strong><strong>Francesca Benciolini</strong>, assessora al decentramento e sussidiarietà.</div>
Conferenza stampa: risultati delle indagini realizzate sugli affreschi e sulle strutture del Palazzo della Ragione
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Nuovi elementi sulla storia delle trasformazioni che hanno interessato il Palazzo della Ragione, dalla sua fondazione all’attuale struttura, emergono dagli studi condotti dal Centro interdipartimentale di ricerca studio e conservazione dei beni archeologici, architettonici e storico-artistici - Ciba dell’Università degli Studi di Padova, realizzati nell’ambito dell’accordo di collaborazione firmato a marzo 2021 con il Comune di Padova.</p><p>I risultati dei rilievi verranno illustrati in conferenza stampa</p><p><strong>venerdì 9 luglio, alle ore 11:30<br>
Palazzo della Ragione</strong></p><p>Saranno presenti:</p><ul>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura</li>
<li>Rita Deiana, docente dell'Università di Padova e ricercatrice del Ciba che ha svolto le indagini</li>
</ul>
Comunicato stampa: nuove soluzioni per la viabilità d'accesso nord della città
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Conferenza stampa per certi versi storica presso il ponte sul Brenta a Pontevigodarzere: il vicesindaco di Padova Andrea Micalizzi, con il sindaco di Cadoneghe Marco Schiesaro, quello di Limena Stefano Tonazzo e quello di Vigodarzere Adolfo Zordan hanno ufficialmente presentato lo studio sviluppato congiuntamente, per realizzare in un futuro prossimo, una serie di interventi sulla viabilità a nord di Padova che hanno l’obiettivo di sgravare dal traffico di attraversamento i centri abitati e l’asse Castagnara-via Pontevigodarzere a Padova. L’approccio è innovativo: non si tratta di costruire una nuova mega infrastruttura stradale, ma di creare itinerari alternativi con una serie di opere, come bretelle, rotonde, svincoli sfruttando il più possibile l’esistente e riducendo al minimo il consumo di nuovo territorio.</p><p>Esemplare, in questo senso, la soluzione trovata per sgravare il nodo della Castagnara e via Pontevigodarzere da tutto il traffico proveniente da Vigodarzere e dall’area del Terraglio. Verrà realizzata una bretella che dalla stazione ferroviaria di Vigodarzere seguendo il tracciato della linea ferroviaria, scavalcherà il Brenta utilizzando il sedime dell'attuale linea ferroviaria a binario unico e proseguirà verso sud e si allaccerà direttamente alla tangenziale nord di Padova. Una soluzione possibile perché le Ferrovie, dovendo raddoppiare in binario in quel tratto, hanno deciso di spostare a nord di alcune decine di metri il tracciato, costruendo un nuovo ponte a due binari, rendendo così disponibile per la nuova bretella stradale il sedime abbandonato della ferrovia, ponte attuale compreso.</p><p>Un secondo ponte sul Brenta sarà realizzato a sud di quello attualmente esistente a Limena, in un punto dove non interferirà con l’area naturalistica del Tavello, mentre ad est una nuovo svincolo con la SR 308 del Santo, di cui è previsto il raddoppio, libererà dal traffico di transito Cadoneghe vecchia e tutta l’area limitrofa. Altre rotatorie e piccole bretelle aiuteranno a convogliare il traffico su queste nuove direttrici allontanandolo dai quartieri residenziali.</p><p>Come hanno sottolineato tutti i Sindaci presenti, si tratta di un risultato storico, perché non si è ragionato con una logica di campanile, puntando a impedire il traffico nel proprio Comune incuranti del fatto che così su sarebbe riversato sui Comuni vicini, ma si è ragionato in ottica di un’area più vasta, guardando al vero risultato da ottenere e cioè un miglioramento della qualità della mobilità e della vita per tutti gli abitanti del territorio a nord di Padova.</p><p><strong>Il vicesindaco Andrea Micalizzi </strong>sottolinea: "<em>E’ un accordo storico. Quattro Comuni si sono messi insieme, al di là delle diverse collocazioni politiche, per togliere traffico e inquinamento e migliorare la qualità dei nostri centri abitati. Insieme ai Sindaci di Vigodarzere, Cadoneghe e Limena diamo un messaggio chiaro: vogliamo che i nostri quartieri siano più vivibili, senza più traffico, inquinamento che attraversano le nostre case e rendono intasate e insicure le nostre strade. Lo abbiamo fatto lavorando insieme, in modo concreto nell’interesse dei nostri cittadini, trovando soluzioni praticabili e innovative. L’obiettivo è liberare la Castagnara e via Pontevigodarzere dal traffico per lasciare lo spazio per una migliore vivibilità e qualità urbana: più spazio per marciapiedi, ciclabili, piazzette. Sgravare dalla congestione queste strade vuol dire che anche i mezzi pubblici circolano meglio, sia quelli urbani che quelli extraurbani, oggi difficilmente in grado di rispettare gli orari previsti. Sottolineiamo che non è il progetto di una strada, ma di un sistema che drena il traffico proveniente da nord. Per saltare i centri abitati proponiamo una nuova bretella che non provochi ulteriori tagli e che si innesta direttamente alle tangenziali senza passare per i centri abitati e che sia collegata con la rete di trasporto pubblico. Una strada che parte dalla zona industriale di Cadoneghe che resta aderente alla ferrovia, si collega alla stazione di Vigodarzere, al capolinea del tram e sfocia in tangenziale. Una strada che corre sul sedime della ferrovia che Rfi sta spostando verso ovest. Il nuovo ponte di Limena invece raccoglie la viabilità che altrimenti si riverserebbe su palettò, Vigodarzere, Castagnara e Pontevigodarzere. Raggiunto questo accordo che fa riferimento a un preciso studio di fattibilità, adesso sempre assieme ci muoveremo per avviare l’iter progettuale e autorizzativo delle opere, e il loro finanziamento. Questa è la politica del fare, la politica che affronta i problemi con uno spirito costruttivo, che guarda alle problematiche vere dei nostri cittadini</em>".</p>
Comunicato stampa: iniziato il restauro del Bastione Impossibile
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p><strong>Il vicesindaco con delega ai lavori pubblici Andrea Micalizzi</strong> ha illustrato i lavori di restauro avviati da qualche settimana del Bastione Impossibile lungo la cinta muraria cinquecentesca. L’intervento, che si inserisce nel più ampio progetto di restauro di tutti gli 11 km della cinta muraria cittadina, ha richiesto un investimento di 1.150.000 euro (1 milione dei quali messi a disposizione dalla Fondazione Cariparo) e richiederà circa un anno di lavoro da parte della dell’impresa veneziana Lares, specializzata in diagnostica, conservazione e restauro.</p><p>Sarà restaurata e consolidata la parte muraria verso via Bronzetti che in alcuni punti evidenzia alcuni crolli, ma soprattutto sarà recuperata la parte ipogea, tristemete conosciuta dai padovani per il dramma accaduto durante la seconda guerra mondiale. I grandi stanzoni sotterranei, che nel '500 ospitavano i cannoni di difesa, durante la guerra erano adibiti a rifugio antiaereo. La notte dell’ 8 febbraio 1944 durante un bombardamento alleato (i bombardieri erano quelli della Raf britannica) una bomba perforante ad alto potenziale cadde sul bastione e rompendo la volta del cunicolo di ingresso riuscì a penetrare all’interno esplodendo e uccidendo oltre 200 persone.</p><p>Il foro sulla volta, ancora oggi perfettamente visibile, sarà mantenuto e trasformato in lucernario mentre gli spazi interni diventeranno una delle “stazioni” del museo diffuso delle Mura, e sarà allestito con sistemi di proiezione che racconteranno ai visitatori e la storia di quella porzione delle mura e la tragica vicenda del bombardamento. Nella parte più interna che dà su via Raggio di Sole invece sarà ricostruita, così come era all’inzio del '900, una delle aule elioterapiche realizzate sul bastione (l’altra è già stata restaurata ed è visibile entrando nella area sulla destra con la sua magnifica terrazza) e le mura saranno liberate dai riporti in terra e rese visibili nella loro conformazione originaria.</p><p>Il vicesindaco Andrea Micalizzi spiega: "<em>Il Bastione Impossibile è uno dei tratti più suggestivi della nostra cinta muraria che è lunga ben 11 km. Con questo cantiere continua il lavoro di restauro delle mura, e in questo tratto faremo un lavoro di consolidamento e restauro delle parti murarie e anche di quelle sotterranee, perché questo è un luogo della memoria molto importante per la città. Oltre a ricordare il sistema fortificato della Padova del '500 qui ci fu un bombardamento con moltissime vittime durante l’ultima guerra perché le mura erano considerate un buon luogo di riparo. Una bomba colpì proprio il bastione causando al morte di oltre 200 persone che erano qui per proteggersi da quel bombardamento. Questo evento fa parte della storia della città e nell’operazione di restauro si recupera anche questa memoria per cui anche i segni della bomba saranno conservati così come il foro della bomba sulla volta che diventerà un lucernario. Realizziamo anche il restauro, o meglio la ricostruzione di una delle aule elioterapiche. Così un altro luogo ricco di storia e di bellezza verrà riconsegnato alla città</em>".</p>
Comunicato stampa: fondi straordinari per il tram. Da metà luglio partono i consueti lavori estivi di manutenzione
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, nell’ambito del Fondo investimenti, ha destinato a diverse città italiane dotate di sistemi di trasporto rapido di massa, dei fondi straordinari da destinare alle manutenzioni e alla generale sicurezza del sistema.<br>
La comunicazione è arrivata dal Ministero nei giorni scorsi, proprio mentre si stavano definendo le modalità delle consuete manutenzioni estive, che ogni anno vengono realizzate sfruttando l’opportunità del calo estivo del traffico urbano.</p><p>I lavori che verranno realizzati tra luglio e agosto interesseranno come ogni anno le resine e le rotaie, inoltre verranno sistemati i percorsi tattili sulle banchine delle fermate Cavallotti, Santa Croce, Diaz, Cavalletto, Stazione FS, Borgomagno, Arcella, Dazio, Palasport.</p><p><strong>Per permettere lo svolgersi del lavoro il servizio subirà le seguenti modifiche: </strong></p><p>Dal giorno 19 luglio al giorno 8 agosto compresi:</p><p><strong>Giorni feriali e prefestivi</strong>:</p><ul>
<li>effettuazione di corse tranviarie limitate sulla tratta Capolinea Sud - piazzale FS sino alle ore 20:00 circa;</li>
<li>sospensione dell’esercizio tranviario sulla tratta tra Stazione FS e capolinea Nord;</li>
<li>effettuazione del servizio sostitutivo tram (Sst) con autobus sulla tratta nord da inizio servizio alle ore 20:00 circa;</li>
<li>Sst su tutta la linea a partire dalle ore 20:00.</li>
</ul><p>Le prime quattro corse del mattino saranno effettuate con Sst sino a Capolinea Nord</p><p><strong>Giorni festivi</strong>:<br>
Sst su tutta la linea;</p><p>Dal giorno 9 agosto al giorno 14 agosto compresi Sst su tutta la linea per tutto l’orario di servizio</p><p>In caso di avversità climatiche, è possibile che le attività (e quindi le variazioni del servizio) subiscano un anticipo e/o un ritardo di un massimo di due giorni.</p><p>Dichiara <strong>l’assessore Andrea Ragona</strong>: "<em>Un’altra volta si dimostra la volontà del Governo di investire per rendere efficienti e migliori i sistemi di trasporto rapido di massa, come il nostro tram. Investimenti che indicano chiaramente che sono i sistemi più importanti per le città, quelli che permettono veramente di rivoluzionare la mobilità, rendendola più efficiente e soprattutto sostenibile. Questi 7 milioni ci sgraveranno, quest’anno e nei prossimi anni, dei costi della consueta manutenzione prevista ogni estate che stiamo organizzando proprio in questi giorni e questo significa la possibilità di liberare risorse che potranno essere investite altrove</em>".</p>
Bando "Agire per la cittadinanza digitale"
Lavori alla rete fognaria di via Tommaseo
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Per la realizzazione del progetto SIR 3, la nuova linea del Tram che collegherà piazzale Stazione al quartiere Voltabarozzo, <a href="https://www.acegasapsamga.it/" target="_blank">AcegasApsAmga</a> deve effettuare lavori di ammodernamento e potenziamento della condotta fognaria.</p><p>I lavori in via Nicolò Tommaseo - <a href="http://cartografia.comune.padova.it/viewer/index.html?extent=11.8748607…; target="_blank">mappa</a> iniziano giovedì 1 luglio e terminano il 30 settembre 2021.</p><h3>Chiusure di via Tommaseo</h3><p><strong>Gli interventi prevedono la chiusura:</strong></p><ul>
<li><strong>dall'1 al 31 luglio</strong>,<strong> </strong>delle corsie nord in direzione Stazione, nel tratto compreso tra la biforcazione con via Gozzi e via L.G. Farini - <a href="https://www.padovanet.it/ordinanza-tommaseo-n-2021620450-del-30062021">…;
<li><strong>dal 23 agosto al 30 settembre</strong>,<strong> </strong>della corsia in direzione ovest del tratto compreso tra la chiesa Della Pace e viale Della Pace - <a href="https://www.padovanet.it/ordinanza-tommaseo-n-2021620543-del-18082021">…;
</ul><h3>Modifiche alle linee degli autobus</h3><p>Le indicazioni sulle eventuali modifiche ai tragitti degli autobus sono disponibili sul sito <a href="https://www.fsbusitalia.it/content/fsbusitalia/it/veneto.html" target="_blank">www.fsbusitalia.it</a>.</p>