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Comunicato stampa: inaugurata l'Aula Natura del progetto Wwf all'Isituto comprensivo San Camillo

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Un nuovo spazio dedicato all'educazione ambientale per le future generazioni.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La natura entra a scuola e stringe amicizia con i bambini grazie ad un&rsquo;iniziativa del Wwf&nbsp;Italia che, con il contributo di Enel Italia, ha realizzato "l'Aula Natura"&nbsp;nel giardino della scuola secondaria di primo grado&nbsp;Levi Civita del VII&nbsp;Istituto comprensivo San Camillo di Padova.</p><p>In questo magico spazio i piccoli alunni prendono confidenza con le diverse tipologie di piante, studiano alcune specie animali, imparano a coltivare gli ortaggi e le erbe&nbsp;aromatiche, osservano emozionati la crescita dei frutti.</p><p>All&rsquo;inaugurazione, svoltasi nel giardino del plesso scolastico, hanno preso parte Cristina Piva, assessore alle politiche scolastiche, Michela Coletto, affari istituzionali Enel Veneto, Luca Pesavento di Enel Italia, Silvano Golin, capo Settore Servizi Scolastici, la dirigente scolastica Nuala Distilo.</p><p>Il progetto Aule Natura di Wwf&nbsp;Italia nasce per portare all&rsquo;interno delle scuole aree verdi, allestite con orti didattici e con differenti micro-habitat, come stagni, siepi e giardini, in cui bambini e ragazzi potranno studiare piante e animali, scoprire le relazioni che li legano tra di loro, apprendendo direttamente dalla natura. Il contatto con il verde &egrave;, infatti, sempre meno usuale per chi vive nei paesi industrializzati, caratterizzati da stili di vita sedentari e urbanizzati. Basti pensare che oggi l&rsquo;80% degli spazi pubblici urbani &egrave; occupato da traffico automobilistico, che molti bambini non svolgono attivit&agrave; fisica e che quelli dai 6 ai 13 anni trascorrono davanti allo schermo in media 2,5 ore al giorno. Un deficit di natura che, come denunciato da molti medici e psicologi, condiziona in modo evidente la crescita e la salute psicofisica delle nuove generazioni. Questo progetto intende non solo fornire agli studenti degli spazi di formazione attrezzati e in sicurezza, ma anche orientarli verso una modalit&agrave; di apprendimento che abbia come protagonista la natura in una dimensione concreta e tangibile.</p><p>"<em>Poter disporre di un&rsquo;area verde attrezzata all&rsquo;interno della scuola del quartiere - </em><strong>sottolinea l&rsquo;asses</strong><strong>s</strong><strong>ore Cristina Piva</strong><em> - &egrave; l&rsquo;opportunit&agrave; che hanno i ragazzi e le ragazze delle scuole Ferrari e Levi Civita. Ringrazio i docenti che con il loro impegno hanno dato ai loro alunni questa occasione di conoscenza ed esperienza pratica. Questi </em><em>ragazzi </em><em> avranno la possibilit&agrave;, durante l&rsquo;estate, di frequentare l&rsquo;aula natura realizzata dal Wwf&nbsp;e sostenuta da Enel, facendo esperienza di contatto con la flora spontanea, gli arbusti aromatici, gli insetti, le api in particolare, e l&rsquo;orto come modificazione antropologica. Imparare attraverso l&rsquo;osservazione, il contatto diretto &egrave; una attivit&agrave; accattivante e preziosa. Saranno seguiti da educatori esperti che li accompagneranno nel meraviglioso viaggio nella natura. Ecco - </em>conclude l&rsquo;assessore comunale alle politiche scolastiche<strong> </strong><em> - un esempio positivo di scuole aperte</em>".</p><p>"<em>Il progetto - </em><strong>afferma Michela Coletto, affari istituzionali e sostenibilit&agrave; Enel</strong><em>&nbsp;-&nbsp;nasce da una iniziativa che ha visto la partecipazione di tantissimi colleghi di Enel Italia: ogni Aula Natura interpreta dunque una diffusa e comune sensibilit&agrave; rispetto ai temi della sostenibilit&agrave; e dell&rsquo;educazione ambientale che, rafforzata dall&rsquo;impegno dell&rsquo;Azienda per una transizione energetica equa ed inclusiva, offre l&rsquo;opportunit&agrave; di "seminare"&nbsp;esperienze virtuose utili alla crescita delle giovani generazioni</em>".</p><p>"<em>Siamo molto orgogliosi - </em><strong>aggiunge la dirigente scolastica Nuala Distilo</strong><em> - di essere partner di un progetto pionieristico che vuole ripristinare il prezioso legame tra i bambini e il mondo della natura. In questi ultimi mesi abbiamo imparato a nostre spese quanto sia importante ascoltare la natura e riconnettersi con lei. L&rsquo;aula sar&agrave; utilizzata come laboratorio scientifico e aula all&rsquo;aperto per la scuola primaria Ferrari e la scuola secondaria Levi Civita nell&rsquo;ambito di una didattica improntata alla ricerca azione. Ringrazio - </em>conclude Distilo<strong> </strong><em>- il Wwf, l&rsquo;Enel e i docenti che hanno deciso di partecipare al concorso e il Comune di Padova per la fattiva collaborazione nella realizzazione dell&rsquo;opera</em>".</p><p>Wwf&nbsp;Italia, grazie all&rsquo; intervento realizzato con il contributo di Enel Italia a valle dell&rsquo;iniziativa sportiva interna &ldquo;Enel CReW (Cycling&nbsp;running and walking)&rdquo;, entro la fine dell&rsquo;anno scolastico ha realizzato tre Aule Natura in altrettante scuole d&rsquo;Italia: oltre all&rsquo;Istituto comprensivo San Camillo di Padova; l&rsquo;Istituto comprensivo Forlanini di Roma e la scuola primaria Genovesi di Pisa.</p>

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Comunicato stampa: Cicap Fest 2021 "Navigare l'incertezza. Con il dubbio come bussola...per tornare a riveder le stelle"

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Un viaggio attraverso il pensiero critico e l'esplorazione delle domande che ci guidano verso nuove scoperte.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/cicap%2021.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><div>Torna in presenza il Cicap Fest, il Festival della scienza e della curiosit&agrave; giunto, quest'anno, alla quarta edizione che porter&agrave; a Padova, dal 3 al 5 settembre, grandi nomi della scienza, della divulgazione, della cultura con un programma ibrido di eventi in presenza e online.</div><p>Il titolo e il tema scelto quest'anno &egrave; "Navigare l'incertezza. Con il dubbio come bussola...per tornare a riveder le stelle".</p><div>Promosso dal Cicap, in collaborazione con l'Universit&agrave;, il Comune, la Provincia, la Camera di Commercio di Padova e Venicepromex - Agenzia per l'internazionalizzazione, con Regione del Veneto e con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, l'inizio del festival sar&agrave; preceduto, gioved&igrave; 2 settembre alle ore 21:00, nell'Agor&agrave; del Centro Culturale San Gaetano, da una serata di benvenuto intitolata "E' difficile fare previsioni, specialmente per il futuro", in compagnia del noto giornalista e debunker Paolo Attivissimo.</div><p>L'inaugurazione ufficiale si terr&agrave; venerd&igrave; 3 e fino a domenica 5 settembre si succederanno oltre un centinaio di incontri, presentazioni, laboratori e spettacoli in presenza, che in parte saranno trasmessi anche in streaming, affiancati da un palinsesto di eventi solo online.</p><div>Il comunicato stampa di Cicap Fest 2021 &egrave; disponibile nella sezione&nbsp;"Documenti" di questa pagina.</div>

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64494

Conferenza stampa: presentazione della quarta edizione del Cicap Fest

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Un evento dedicato alla scienza, al pensiero critico e alla divulgazione.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del Cicap Fest, il Festival della scienza e della curiosit&agrave; (Padova, 3-5 settembre 2021)</p><p>Mercoled&igrave; 23 giugno, ore 11:30<br>
Padova - Palazzo Moroni, Sala del Consiglio</p><p>Introduce e modera:&nbsp;Massimo Polidoro - segretario Cicap e direttore Cicap Fest</p><p>Intervengono:</p><ul>
<li>Sergio Giordani - sindaco di Padova</li>
<li>Rosario Rizzuto - rettore dell'Universit&agrave; di Padova</li>
<li>Andrea Colasio - assessore alla cultura del Comune di Padova</li>
<li>Fabio Bui - presidente della Provincia di Padova</li>
<li>Gilberto Muraro - presidente della Fondazione Cariparo</li>
<li>Antonio Santocono - presidente della Camera di Commercio di Padova</li>
<li>Fabio Ragazzo - original content Italy - senior manager - audible</li>
<li>Daniela Ovadia - coordinatrice scientifica del Cicap Fest</li>
</ul>

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64450

Comunicato stampa: pubblicate la graduatorie per gli asili nido per il prossimo anno scolastico

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Tutte le informazioni sui punteggi e le modalità di accesso per le famiglie interessate.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Sono state pubblicate le <a href="https://www.padovanet.it/informazione/graduatorie-asili-nido-comunali">… per gli asili nido comunali</a> per il prossimo anno scolastico.<br>
Sono pervenute 528 domande, di cui 216 per i piccoli e 312 per i medio grandi, su 431 posti disponibili. I posti assegnati da graduatoria sono 380 (italiani 306, stranieri 74).<br>
Rimangono da assegnare 51 posti, i cosiddetti "posti di riserva", che&nbsp;come da regolamento&nbsp;vengono congelati per 15 giorni in attesa di perfezionamento dell&rsquo;assegnazione.<br>
<br>
"<em>Nonostante il calo demografico rilevato in citt&agrave;, nei nidi comunali non si rilevano posti liberi se non in qualche caso -&nbsp;</em><strong>commenta l&rsquo;assessore alle politiche scolastiche Cristina Piva</strong><em> - Ci&ograve; dimostra la fiducia che le famiglie ripongono nelle strutture del Comune. </em><em>E' importante ricordare come la scelta di inserire i propri figli in un percorso precoce di cura ed educazione favorisca il buon esito del processo educativo e formativo futuro</em>"<em>.</em><br>
<br>
Tra le domande presentate, 494 sono pervenute da residenti e 34 da non residenti.<br>
Per il Centro infanzia Arcobaleno sono pervenute 12 domande, di cui 5 italiani e 7 stranieri, tutte accolte.</p>

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64310

Comunicato stampa: un’estate ricca di proposte formative da Progetto Giovani. Corsi estivi gratuiti per under 18 e studenti superiori

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Descrizione breve
Scopri le opportunità di apprendimento e crescita personale attraverso attività coinvolgenti e innovative.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Con l&rsquo;arrivo dell&rsquo;estate, l&rsquo;ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova propone una serie di corsi e attivit&agrave; formative rivolte ai giovani studenti delle scuole superiori.<br>
Occasioni per praticare e approfondire le lingue straniere, corsi base di grafica, fotografia, video e programmazione: un calendario di appuntamenti per acquisire nuove competenze, migliorare le proprie abilit&agrave;, mettersi alla prova e conoscere altri coetanei con gli stessi interessi.<br>
I corsi si svolgono in presenza negli spazi del Centro Culturale Altinate/San Gaetano a Padova e del PG Lab di piazza Caduti della Resistenza, 3, nel completo rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza sanitaria.<br>
La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; richiesta l&rsquo;iscrizione attraverso i moduli online disponibili nel dettaglio di ciascun corso nelle pagine del sito&nbsp;<a href="http://www.progettogiovani.pd.it/&quot; target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.<br&gt;
<br>
<strong>Un'opportunit&agrave; dai benefici immediati</strong><br>
Dopo mesi di didattica scolastica mista, in presenza o a distanza, Progetto Giovani ha pensato a una selezione di percorsi formativi da realizzare in presenza, nei luoghi del lavoro quotidiano, per tornare ad animarli con l&rsquo;entusiasmo e la forza degli adolescenti che condivideranno l&rsquo;esperienza in un contesto informale e costruttivo.<br>
Progetto Giovani ha pensato agli studenti delle scuole superiori proponendo attivit&agrave; per le quali, a richiesta, pu&ograve; essere rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini dell&rsquo;acquisizione di crediti Pcto, qualificandosi come percorsi per le competenze trasversali e per l&rsquo;orientamento riconosciuti dalle istituzioni scolastiche.<br>
<br>
<strong>Tanti corsi tra cui scegliere</strong><br>
Le scuole, ciascuna con i suoi indirizzi, le materie principali, i programmi ministeriali e le proposte extracurriculari, svolgono un lavoro fondamentale a favore di alunne e alunni. Gli ultimi anni, in particolare, hanno rappresentato una versa sfida per chi vi opera con impegno e professionalit&agrave;. Ma la pandemia ha rappresentato una dura prova anche per le migliaia di ragazze e ragazzi costretti a rinunciare alla condivisione dell&rsquo;esperienza scolastica.<br>
Da sempre, Progetto Giovani &egrave; impegnato nella promozione di attivit&agrave; integrative rivolte alla popolazione studentesca e, dal 2020, ha intensificato gli sforzi per garantire continuit&agrave; e rafforzamento del servizio.<br>
Quest&rsquo;anno ha scelto di produrre un fitto catalogo estivo di attivit&agrave; tra cui scegliere per approfondire argomenti gi&agrave; affrontati nel percorso didattico, per riparare a qualche lacuna generata nel corso del tempo, oppure, semplicemente, per esplorare nuovi campi e valutare il proprio futuro.<br>
<br>
Ecco il calendario delle iniziative.</p><ul>
<li>Corso di spagnolo intermedio - dal 14 giugno</li>
<li>Corso di conversazione in tedesco (intermedio) - dal 14 giugno</li>
<li>Corso di francese intermedio - dal 28 giugno</li>
<li>Anime Verdi -&nbsp;Volontari under 18 -&nbsp;varie date da luglio a settembre</li>
<li>Corso base di videomaking - dal 2 luglio</li>
<li>Corso di graphic design per Instagram - dal 6 luglio</li>
<li>Corso di conversazione in inglese - dal 12 luglio</li>
<li>Corso di programmazione informatica - dal 19 luglio</li>
<li>Anteprima scambio socio-culturale Erasmus+ - dal 19 al 23 luglio</li>
<li>Tandem language learning - date varie</li>
</ul><p><br>
Per ciascun corso &egrave; possibile prenotare la propria partecipazione online sul sito&nbsp;<a href="https://www.progettogiovani.pd.it/corsi-estivi-per-under-18/&quot; target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a&gt;. I posti sono limitati.<br>
<br>
Oltre ai corsi gi&agrave; calendarizzati, sono in fase di progettazione ulteriori attivit&agrave; rivolte allo stesso target:</p><ul>
<li>Corso di avvicinamento alla lingua giapponese [luglio]</li>
<li>Corso di sound design [fine agosto/inizio settembre]</li>
<li>Corso di fumetto e illustrazione [fine agosto/inizio settembre]</li>
<li>Corso di fotografia [settembre]</li>
</ul><p>Per ciascuno di questi &egrave; gi&agrave; possibile dichiarare il proprio interesse a partecipare sul sito&nbsp;<a href="https://www.progettogiovani.pd.it/corsi-estivi-per-under-18/&quot; target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.<br&gt;
<br>
Per informazioni: Ufficio Progetto Giovani - via Altinate, 71 -&nbsp;35121 Padova - email&nbsp;<a href="mailto:progettogiovani@comune.padova.it">progettogiovani@comune.padova…;

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64268

Conferenza stampa: scuola Levi Civita, terminata la ristrutturazione dell’auditorium

Descrizione breve
Un nuovo spazio per la cultura e l'educazione al servizio della comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>I lavori relativi alla ristrutturazione dell'auditorium della scuola Levi Civita, verranno presentati in&nbsp;conferenza stampa<br>
<br>
<strong>venerd&igrave; 11 giugno, alle ore 11:00</strong><br>
<strong>via Basilicata,&nbsp;6 - zona Camin - Padova</strong><br>
<br>
Saranno presenti:</div><ul>
<li>Cristina Piva, assessore all'edilizia scolastica</li>
<li>Nuala Distilo, dirigente del VII Istituto comprensivo statale</li>
<li>i tecnici del Settore Edilizia Scolastica</li>
</ul>

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64216

Comunicato stampa: presentata la mostra virtuale "Il Selvatico per Padova"

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Descrizione breve
Un viaggio immersivo nell'arte e nella natura attraverso le opere di artisti contemporanei.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/Selvatico.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>E'&nbsp;stata presentata, questa mattina con una conferenza stampa a Palazzo Moroni, alla presenza degli assessori alla cultura e al sociale&nbsp;Andrea Colasio e Marta Nalin, del dirigente scolastico Enrico Ghion e della curatrice professoressa Martina Bastianello, la mostra virtuale "Il Selvatico per Padova",&nbsp;realizzata al termine del lavoro che ha coinvolto in questi mesi tutti i dipartimenti dell&rsquo;istituto Selvatico, docenti, studenti e personale tecnico e amministrativo.</p><p>La mostra &egrave; visitabile attraverso la&nbsp;<a href="https://www.artsteps.com/view/602d03aa02f0e1724ad0903e&quot; target="_blank">piattaforma&nbsp;Artsteps</a>.</p><p>Spiega il dirigente scolastico del&nbsp;Selvatico professor Enrico Ghion: &laquo;<em>La mostra virtuale rende visibile una selezione significativa di lavori per ogni indirizzo del Liceo, compreso il biennio: sono state virtualmente aperte le porte della &nbsp;scuola perch&eacute; "essere Selvatici"&nbsp;significa prestare una particolare attenzione alle fragilit&agrave; sociali e tradurre in buone pratiche quello spirito di servizio che dovrebbe animare tutte le istituzioni pubbliche: creare bellezza, per &nbsp;noi "Selvatici", significa anche migliorare il mondo</em>&raquo;.</p><p>Il progetto "Il Selvatico per Padova"&nbsp;vuole trasformarsi in un sostegno concreto ai cittadini che stanno soffrendo a causa dei gravi risvolti economici che la pandemia Covid-19 porta con s&eacute;: i fondi raccolti verranno infatti destinati al pagamento degli affitti di alcune famiglie padovane individuate dal Comune di Padova.</p><p>La scuola, per questo motivo, ringrazia&nbsp;della collaborazione offerta la dott.ssa Fiorita Luciano capo del Settore Gabinetto del Sindaco del Comune di Padova.</p><p>Visitando la mostra si avr&agrave; quindi la possibilit&agrave; di dare un contributo alla causa intrapresa, da ora fino al 31 maggio.<br>
E' possibile effettuare una donazione attraverso&nbsp;<a href="http://www.gofundme.com/f/il-selvatico-per-padova?utm_source=customer&a…; target="_blank">GoFundMe</a>.</p>

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63630

Conferenza stampa: presentazione della II edizione della Biennale di Street art di Abano Terme e Padova - Super Walls 2021

Descrizione breve
Un viaggio tra creatività e innovazione urbana nella nuova edizione della Biennale.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p><strong>Mercoled&igrave; 19 maggio 2021, ore 11:30 - Palazzo della Ragione<br>
ingresso dalla scalinata del Municipio</strong></p><p>Presentazione della II edizione della Biennale di Street&nbsp;art di Abano Terme e Padova - Super Walls 2021</p><p>L'iniziativa, che vede il Comune tra i main partner, coinvolger&agrave; dal 5 al 20 giugno una quarantina di street artists italiani e internazionali nel realizzare altrettante opere in citt&agrave; e nei comuni limitrofi.</p><p>Partecipano:</p><ul>
<li>Sergio Giordani, sindaco Comune Padova</li>
<li>Antonio Parbonetti, prorettore Universit&agrave; degli Studi di Padova</li>
<li>Fabio Bui, presidente Provincia di Padova</li>
<li>Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo</li>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura Comune Padova</li>
<li>Carlo Silvestrin, curatore Super Walls Biennale Street&nbsp;art</li>
<li>Federico Barbierato, sindaco Comune Abano Terme</li>
<li>Stefano Tonazzo, sindaco Comune Limena</li>
<li>Marco Agostini, sindaco Comune Mestrino</li>
<li>Roberto Gasparetto, amministratore delegato AcegasApsAmga Spa</li>
<li>Alberto La Greca, InfoCamere Scpa</li>
</ul>

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63625

Comunicato stampa: "Padova nel Dogon. Il Dogon a Padova"

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Descrizione breve
Un viaggio tra culture: l'incontro tra la tradizione del popolo Dogon e la città veneta.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/dogon.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Apre al pubblico sabato 15 maggio al Palazzo della Ragione la eccezionale mostra "Padova nel Dogon. Il Dogon a Padova".</p><p>La storia di una piccola associazione di Padova che ha realizzato grandi progetti in Mali si intreccia con la storia di una antica popolazione africana dalla grande tradizione e cultura in una "doppia mostra"&nbsp;all&rsquo;insegna della conoscenza e della ragione.</p><p>Inaugurazione su invito venerd&igrave; 14 maggio, ore 17:30</p><p>"Padova nel Dogon. Il Dogon a Padova"&nbsp;&egrave; una mostra articolata in due chiavi di lettura compenetrate tra loro: la storia emblematica di Progetto Dogon Odv, l'associazione di volontariato padovana che da oltre 15 anni aiuta la popolazione Dogon nel Mali, con la documentazione dei numerosissimi interventi realizzati sul posto, e allo stesso tempo &egrave; una rassegna, mai realizzata prima d&rsquo;ora, di sculture e oggetti d&rsquo;uso di eccezionale bellezza, espressione della antichissima cultura del popolo Dogon. La "doppia mostra"&nbsp;vuole dunque essere un momento di riflessione e di consapevolezza, unendo insieme cultura, solidariet&agrave; e volontariato e si rivolge in particolare , anche con incontri specifici, alle nuove generazioni e al mondo scolastico.</p><p>Il realizzarla dentro il Palazzo della &ldquo;Ragione&rdquo; ha aggiunto un momento ulteriore di forza fondato sulla reciproca conoscenza fra le popolazioni e le culture in un mondo sempre pi&ugrave; interdipendente. Con essa si conclude anche l&rsquo;anno di Padova Capitale europea del volontariato.</p><p>La mostra &egrave; stata realizzata con il patrocinio del Comune di Padova e in collaborazione con gli Assessorati alla cultura e alle politiche educative e scolastiche del Comune.</p><p>Paolo Men&egrave; presidente di Progetto Dogon spiega: &laquo;<em>Aiutare gli africani a casa loro&rdquo; al di l&agrave; di ogni strumentale interpretazione di una definizione recentemente abusata, &egrave; stato l&rsquo;obiettivo concreto di un inizialmente piccolo gruppo di padovani che, poi costituitosi in onlus nel 2009, hanno voluto operare concretamente nella regione del Dogon , particolarissimo territorio del Mali, dopo drammatiche esperienze dirette che ne avevano evidenziato la difficilissima situazione sanitaria in cui versavano e versano quelle popolazioni e in particolare l&rsquo;infanzia.</em></p><p><em>Dal Centro Sanitario di Wer&eacute; alla "Dependance"&nbsp;, luogo di accoglienza delle equipes mediche padovane e italiane, agli edifici scolastici e altro, senza dimenticare le adozioni a distanza, tutto &egrave; raccontato da foto testimoni delle realizzazioni e degli eventi correlati, resi pi&ugrave; evidenti da appositi testi descrittivi.</em></p><p><em>All&rsquo;insegna dell&rsquo;ambizioso progetto "100 pozzi per il Dogon"&nbsp;dopo gli aiuti iniziali della Regione Veneto, della Provincia di Padova e dello stesso Comune di Padova, l&rsquo;entrata "in campo"&nbsp;della Fondazione Cariparo nel 2012, ha consentito la creazione di una rete di ben 250 pozzi di acqua potabile capace di servire numerosissimi villaggi pari ad una popolazione di 150.000 abitanti. Per tale opera sono stati concretamente attuati nuovi impianti, rifacimenti e le doverose e necessarie manutenzioni.</em></p><p><em>Realizzazioni che hanno portato insieme all&rsquo;acqua lavoro e fonte di occupazione locale specie per i pi&ugrave; giovani contribuendo a fermare la spinta migratoria e, insieme, a resistere al reclutamento estremistico di "Al Qaeda"&nbsp;e di altre frange terroristiche locali purtroppo pericolosamente presenti nel Mali. Questa mostra &egrave; stata possibile grazie alla disponibilit&agrave; dell&rsquo;Amministrazione comunale della citt&agrave; e in particolare del sindaco Sergio Giordani e degli assessori Andrea Colasio e Cristina Piva che ringraziamo di cuore.</em></p><p><em>Un grazie speciale va a Umberto Knycz che ha messo generosamente a disposizione la splendida collezione alla quale si &egrave; dedicato in tanti anni di frequentazioni del "primo"&nbsp;continente dal quale &egrave; iniziato il lungo cammino dell&rsquo;umanit&agrave;.</em></p><p><em>Un particolare ringraziamento alla Fondazione Cariparo&nbsp;che &egrave; stata sempre vicina alla onlus&nbsp;Progetto Dogon in tutti questi anni aiutando in modo cospicuo le attivit&agrave; di creazione, sostituzione e mantenimento della rete di pozzi della falesia di Bandiagara</em>&raquo;.</p><p>Elio Armano,&nbsp;che ha pi&ugrave; volte incontrato i Dogon nei suoi viaggi in Africa e che ha ideato e curato la mostra,&nbsp;ne spiega la genesi e le ragioni: &laquo;<em>L&rsquo;Africa &egrave; tanto grande quanto la sua rimozione, come se ignorarne l&rsquo;esistenza potesse servire all&rsquo;egoismo introflesso e irresponsabile dell&rsquo;Occidente che sul rifiuto degli immigrati come sulla negazione dei mutamenti climatici e dell&rsquo;universalit&agrave; delle vaccinazioni, pare continui a fondare le proprie inutili e falsamente comode certezze.</em></p><p><em>Non vanno certo dimenticate tutte le meritorie organizzazioni internazionali e nazionali, laiche e religiose, e le tante singole personalit&agrave;, autorevoli o sconosciute, che operano con determinazione quotidiana in difficile controtendenza; purtuttavia il compito &egrave; immane, sempre in ritardo e colpevolmente ostacolato da riduttive e inquietanti posizioni che di politico e civile nell&rsquo;accezione pi&ugrave; nobile del termine non hanno nulla.</em></p><p><em>Anche se qui parliamo di scultura, va detto con chiarezza che, per essere davvero compresa e "aiutata", l&rsquo;Africa ha bisogno di uno sguardo lungo, che niente ha a che fare con un atteggiamento caritatevole o assistenzialistico, men che mai di tipo turistico, da parte di coloro che la attraversano nella sua sterminata grandezza, variet&agrave; e complessit&agrave;, una parte di mondo che pesa e peser&agrave; sempre di pi&ugrave;, e non solo per i fenomeni inesorabilmente in atto, ma per lo sviluppo complessivo del suo stesso futuro. Questa &egrave;, essenzialmente, la motivazione della mostra nel Palazzo della Ragione, fortunosamente preparata durante la pandemia e venuta ad essere momento conclusivo di Padova Capitale europea del volontariato: una sorta di dichiarato senso di impotenza e dei propri limiti, che consapevolmente ha animato e anima l&rsquo;attivit&agrave; pi&ugrave; che decennale di una Onlus nata a Padova quasi occasionalmente ancora nel 2005 e formalizzata nel 2009</em>&raquo;.</p><p>Prosegue Armano nel suo appassionato racconto: &laquo;<em>Per una sorta di involontario contrappasso, la mostra &egrave; ospitata in Salone, quasi a sanare e fare ammenda di quelle lapidi bicolori che rammentano ancora oggi "l&rsquo;Impero fascista"&nbsp;sulla facciata municipale che d&agrave; su piazza delle Erbe. Pure geografie marmoree, testimonianze di archeologia recente che non raccontano purtroppo la pagina immonda del colonialismo, la rapina di risorse e il genocidio dei quali si sono macchiati gli italiani "brava gente"&nbsp;nel secolo scorso.</em></p><p><em>Sullo sfondo di una mostra di sculture africane c&rsquo;&egrave; tutto questo e, insieme, la quotidiana drammatica lotta per sopravvivere alle condizioni durissime della natura, a partire dalla mancanza di quell&rsquo;acqua, che per noi si &egrave; continuato e si continua a pensare inesauribile. Questa doppia esposizione, che unisce la "storia"&nbsp;di una piccola Onlus e una collezione di manufatti di una particolare regione del Mali, &egrave; stata pensata come una sorta di recinto/conchiglia nelle cui pareti interne si dipanano vicende, progetti, realizzazioni mentre al centro, come una perla, racchiude una rassegna di oggetti raccolti da Umberto Knycz in tanti anni di viaggi e di lavoro. Il tutto sotto la volta del Salone, sulle cui grandissime pareti affrescate si dispiegano la cultura laica e religiosa del mondo cristiano medievale in una sorta di grande cosmogonia. Termine questo che ben si presta al confronto tra un luogo simbolo della nostra citt&agrave; e della sua cultura e i Dogon, particolarissima popolazione che, pur non avendo altro che una cultura orale, ha nel tempo elaborato una complessa conoscenza cosmogonica del suo stare sulla terra unita inscindibilmente alla capacit&agrave; di leggere il cielo che ha fatto di questi uomini, conoscitori di Sirio, i "figli delle stelle".</em></p><p><em>Una mostra che presenta oggetti di grande valore non solo estetico ma anche culturale e antropologico. I pezzi della collezione, della quale &egrave; qui esposta solo una ragionata selezione, sono testimoni ultimi di una vera e propria concezione del mondo</em>&nbsp;- spiega ancora Armano - <em>dove ogni cosa aveva la sua ragion d&rsquo;essere dentro una visione animistica e politica, con le societ&agrave; segrete degli iniziati, con gli orti magici e i piccoli boschi nascosti tra le rocce, accessibili solo dopo lunghe preparazioni iniziatiche. Un mondo dove la scultura, che rappresenta l&rsquo;espressione pi&ugrave; nota e diffusa dei Dogon, &egrave; accompagnata da una vera e propria architettura, altrettanto riconoscibile nei suoi stilemi, e dalle stesse pitture che si ritrovano, come a Songo, in grandi pareti rocciose, sfondo dei riti di passaggio dei fanciulli all&rsquo;et&agrave; adulta, continuamente "rinfrescate"&nbsp;nella loro inconfondibile policromia e simbologia nel corso del tempo fino a oggi. Stilemi pittorici che sono presenti anche nelle superfici di pareti di fango, in tessuti e nelle stesse parti piane delle maschere. E dal durissimo legno di quella regione vengono le tante statue, siano esse piccole o grandi, singole o in coppia, e le celebri maschere. Un infinito inventario formale di sembianze semplificate, ora umane, ora animali, che hanno dato vita a quell&rsquo;immaginario iconico "africano"&nbsp;che, da Apollinaire a Picasso, da Braque a Modigliani, ha sovvertito l&rsquo;esangue e finito mondo dell&rsquo;arte occidentale ottocentesca, non solo introducendo stilemi sconosciuti, ma soprattutto quei rinnovati approcci alla rappresentazione che, insieme ai nuovi confini della scienza, all&rsquo;avvento della fotografia e del cinema, del microscopio e della psicanalisi, hanno rovesciato il mondo e la sua rappresentazione. Un&rsquo;arte tutt&rsquo;altro che barbara e primitiva, con la quale l&rsquo;occidente ha un debito immenso, mai onestamente dichiarato e comunque ambiguamente riconosciuto: senza l&rsquo;incontro con la fonte ispiratrice africana non darebbero nate "Les demoiselles d&rsquo;Avignon"&nbsp;di Picasso, i pezzi totemici di Brancusi, il cubismo, parte dello stesso futurismo macchinistico e tutto quello che ne &egrave; seguito nei primi anni del '900, compreso tanto surrealismo e le stesse opere del primo Giacometti, e che ha determinato in modo irreversibile non solo lo sguardo dell&rsquo;arte moderna e contemporanea, ma la stessa immagine dell&rsquo;architettura delle nostre citt&agrave; e la forma di innumerevoli oggetti d&rsquo;uso comune, a partire da quelli cosiddetti di design riservati alle &eacute;lites pi&ugrave; colte ed abbienti</em>&raquo;.</p><p>La mostra rimarr&agrave; aperta fino al 30 giugno prossimo: una occasione unica per conoscere un popolo antichissimo e una cultura sorprendente che rimanda alle radici dell&rsquo;uomo e allo stesso tempo scoprire il meritorio impegno di una Associazione padovana che dedica tutta se&nbsp;stessa, fin dal proprio nome, a aiutare questa popolazione a migliorare le proprie condizioni di vita e contemporaneamente a proteggere e salvaguardare la propria identit&agrave; dalle sirene della modernit&agrave; e della globalizzazione.</p>

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Comunicato stampa: inaugurazione di PG Lab

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Un nuovo spazio per l'innovazione e la creatività al servizio della comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Mercoled&igrave; 12 maggio, l&rsquo;Ufficio Progetto Giovani ha inaugurato il PG Lab di piazza Caduti della Resistenza, 3, la sua nuova sede distaccata dedicata alle attivit&agrave; dell&rsquo;Area animazione. Lo spazio &egrave; a disposizione di tutti i giovani della citt&agrave; appassionati e incuriositi dal mondo digitale, luogo di aggregazione dove sperimentare idee e acquisire nuove competenze, con la possibilit&agrave; di usufruire di attrezzatura adeguata per foto, grafica, montaggio video e fabbricazione digitale.</p><p>PG Lab&nbsp;rappresenta la&nbsp;re-identificazione&nbsp;delle&nbsp;funzioni&nbsp;e delle attivit&agrave; dell&rsquo;Area animazione, uno spazio disponibile ad accogliere giovani con profili e bisogni differenti. L&rsquo;identit&agrave; dello spazio non si esaurisce nel rione Palestro in cui ha sede, ma in esso assume una dimensione capace di localizzarne l&rsquo;azione e la&nbsp;relazione&nbsp;con la&nbsp;citt&agrave;&nbsp;in una logica dialettica. L&rsquo;Area animazione, infatti, si rivolge infatti ai giovani del territorio ma coinvolge anche tutte le persone e le altre realt&agrave; che vi gravitano attorno.&nbsp;&Egrave; un contenitore aperto e informale dedicato agli&nbsp;interessi aggregativi, culturali e sociali giovanili, che facilita gli incontri e le relazioni tra gruppi giovanili e la collaborazione con le istituzioni.</p><p>PG Lab &egrave; anche uno spazio dedicato alla formazione, che si concretizza nel lavoro quotidiano degli operatori -&nbsp;a disposizione per consulenze individuali e personalizzate e di gruppo -&nbsp;ma anche grazie al contributo di professionisti esperti, pronti a condividere la propria esperienza con i pi&ugrave; giovani. Non mancano, poi, le occasioni di apprendimento tra pari, fondamentali opportunit&agrave; di crescita reciproca e di acquisizione di nuove competenze tecniche e potenziamento delle soft skills relazionali e sociali. La formazione viene proposta sia in modalit&agrave; strutturata, attraverso corsi e laboratori, sia in occasione di eventi ed esperienze immersive, che prevedono una partecipazione attiva e la possibilit&agrave; di mettersi alla prova sul campo. Proprio a supporto delle esperienze pratiche, inoltre, sono a disposizione laboratori attrezzati e spazi d&rsquo;incontro per sviluppare i propri progetti digitali, potendo usufruire di una connessione wi-fi libera e gratuita, stampante e penna 3D, laser cutter, tavoletta grafica, fotocopiatore a colori, macchine fotografiche, videocamere e kit Arduino.</p><h3>Il progetto</h3><ul>
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<p>PG Lab &egrave; uno spazio sperimentale per definizione, non solo in ambito digitale, ma delle opportunit&agrave; di ideazione e sperimentazione di soluzioni alternative per la citt&agrave;. &Egrave; uno spazio &ldquo;protetto&rdquo; in cui nascono idee che si sviluppano nella comunit&agrave;.</p>
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<p>PG Lab &egrave; il luogo di ascolto, emersione, attivazione, organizzazione e finalizzazione del potenziale giovanile in una logica di reciprocit&agrave; tra concessione di uno spazio di azione e sperimentazione delle proprie competenze.</p>
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<p>PG Lab&nbsp;&egrave; uno&nbsp;spazio di aggregazione digitale&nbsp;pensato per chi &egrave;&nbsp;curioso, per chi &egrave;&nbsp;appassionato&nbsp;e per chi &ldquo;smanetta&rdquo; in una logica di&nbsp;apprendimento condiviso&nbsp;tra coetanei, anche in una prospettiva di&nbsp;riduzione del digital divide.</p>
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<p>PG Lab &egrave; uno spazio propulsivo per la partecipazione giovanile, &egrave; un sistema di opportunit&agrave; e proposte che consente&nbsp;di agire e sviluppare il potenziale giovanile attraverso sportelli, attivit&agrave;, eventi e progetti.</p>
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Legacy NID
63494