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Comunicato stampa: "Dire, fare, vedere", una rassegna di film a tema ambientale. Al cinema Rex il 5, 12 e 19 maggio ad ingresso gratuito

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Un viaggio cinematografico per esplorare la bellezza e le sfide del nostro pianeta.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>I cambiamenti climatici, il rapporto tra uomo e natura e il problema della scarsit&agrave; dell&rsquo;acqua sono i tre temi al centro del progetto promosso dal Settore Ambiente e Territorio del Comune di Padova. Per tre gioved&igrave; di maggio &ndash; 5, 12 e 19 &ndash; saranno proiettati al cinema Rex tre lungometraggi che utilizzano il linguaggio filmico per raccontare storie ambientali.<br>
In particolare il programma prevede per il giorno 5, alle ore ore 21:00, il recente &ldquo;Don&rsquo;t look up&rdquo; del regista Adam McKay con con Jennifer Lawrence e Leonardo Di Caprio: una metafora piuttosto esplicita della distratta risposta della comunit&agrave; umana al problema del riscaldamento globale.<br>
Gioved&igrave; 12 maggio invece, sempre alle 21:00, appuntamento con &ldquo;A riveder le stelle&rdquo; di Emanuele Caruso con con Giuseppe Cederna, Maya Sansa e Franco Berrino: un docu-film, realizzato soltanto con due cellulari e un drone, che pone l'attenzione sulle modifiche del paesaggio ad opera dell'uomo.<br>
Ultimo in programma, previsto per gioved&igrave; 19 maggio (ore 21:00) &egrave; &ldquo;Watermar&rdquo; di Jennifer Baichwal e Edward Burtynsky con Inocencia Gonz&aacute;lez Sainz, Marcus Schubert, Bill Nance, Rafikul Islam Sarkar Oscar Dennis, Jianqing Lin. Uno straordinario racconto fotografico sul ruolo che l&rsquo;acqua ricopre nella formazione e nello sviluppo dei popoli in quanto risorsa fondamentale sempre pi&ugrave; scarsa, al centro di interessi economici, tensioni ed aspri conflitti.<br>
I film sono tutti ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.<br>
Informazioni&nbsp;sul sito&nbsp;<a href="http://www.cinemarex.it/&quot; target="_blank">www.cinemarex.it</a&gt; - Prenotazioni tramite&nbsp;la <a href="https://ticket.cinebot.it/rex&quot; target="_blank">piattaforma Cinebot</a>.<br>
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71421

Comunicato stampa: MoMArt. In piazza le creazioni dell'arte in carcere

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Un'iniziativa che promuove la bellezza e la creatività dei detenuti attraverso l'espressione artistica.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/lavori%20carcere.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Domenica 1 maggio in piazza Capitaniato torna MoMArt, l&rsquo;appuntamento della prima domenica del mese con la tradizionale vetrina dell&rsquo;arte a Padova. Un ritorno, dopo il lungo stop dovuto all&rsquo;emergenza sanitaria, segnato da una novit&agrave;: la rinascita dell&rsquo;associazione con il progetto &ldquo;MoMArt per il sociale&rdquo;: divertimento e passione, arte e cultura, insieme, come occasione di riscatto sociale, di incontro, come percorso di arteterapia. Obiettivo della galleria a cielo aperto &egrave; promuovere l&rsquo;arte urbana instaurando un contatto diretto con il pubblico e quest&rsquo;anno con un impegno in pi&ugrave;: una finestra dedicata alle creazioni dei laboratori di pittura e scultura attivati al carcere Due Palazzi. Saranno, infatti, esposti in mostra una quindicina tra sculture e quadri frutto dell'arte in carcere.</p><p>Ecco il progetto nel dettaglio:</p><p>&ldquo;<strong>Arte in carcere&rdquo;</strong><br>
Il progetto si &egrave; articolato in un laboratorio di scultura e uno di pittura. Quello di Scultura, nato nel 2018 col nome di &ldquo;ScolpiAmo&rdquo;, e tenuto dagli insegnanti Claudia Chiggio e Roberto Tonon, ha visto la partecipazione di cinque detenuti che avevano dimostrato abilit&agrave; artistiche e ottime qualit&agrave; di condotta. I risultati sono stati ampiamente sopra le aspettative, tanto che due opere sono state richieste come dono personale a papa Francesco. Altri sei detenuti hanno quindi partecipato al laboratorio di pittura, tenuto dall&rsquo;artista Alessandra Andreose in collaborazione con la psicologa del penitenziario dottoressa Orazi. Anche in questo caso l&rsquo;insegnamento degli elementi di base del disegno, dell&rsquo;utilizzo dei colori e cos&igrave; via, sono divenuti per i detenuti strumenti per recuperare un&rsquo;immagine positiva di loro stessi e aprirsi a nuovi studi, come ha fatto uno di essi iniziando a frequentare il Liceo Artistico in carcere. Un&rsquo;altra artista del MoMart, Emanuela Colbertaldo, ha quindi attuato un percorso simile conducendo, come volontaria all&rsquo;interno del Due Palazzi, un laboratorio di acquerello teso a creare un clima di serenit&agrave; pure in una struttura di contenzione.</p><p>&ldquo;<strong>Arteterapia&rdquo;</strong><br>
Il MoMArt presenter&agrave; per la prima volta questa speciale branca artistica grazie alla proposta della sua promotrice Cristina Zucchi che, in uno spazio apposito, terr&agrave; una dimostrazione di arteterapia, illustrandone le caratteristiche e coinvolgendo il pubblico attraverso sperimentazioni dirette sia singole che di gruppo.</p><p>&ldquo;<strong>Libro parlato&rdquo;</strong><br>
Un altro socio del MoMArt, Gianfranco Morello, presenter&agrave; invece l&rsquo;iniziativa collaterale &ldquo;Senti chi parla&rdquo;, ovvero l&rsquo;associazione di una settantina di volontari che, mettendo a disposizione la propria voce e il proprio tempo, leggono e registrano opere letterarie, realizzando audiolibri che vengono distribuiti gratuitamente alle associazioni che si occupano di disabilit&agrave; visive.</p><p>MoMArt &egrave; un evento promosso dall'omonima associazione ed &egrave; patrocinato dal Comune di Padova e realizzato in collaborazione con l&rsquo;Assessorato al commercio e attivit&agrave; produttive.</p>

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71419

Comunicato stampa: sabato 30 aprile grande festa, tutta la giornata per la inaugurazione della nuova piazza del Volontariato alle Cave

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Un evento imperdibile per celebrare la comunità e il valore del volontariato.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Sar&agrave; una festa per tutti i cittadini del Quartiere l&rsquo;inaugurazione della nuova piazza che sar&agrave; intitolata al Volontariato che si svolger&agrave; sabato 30 aprile alle ore&nbsp;11:30 alla presenza del Sindaco di Padova, del Vicesindaco al cui fianco saranno il Presidente di Padova Capitale del volontariato, il Parroco della Chiesa della Beata Vergine del Perpetuo Suffragio e i membri della Consulta 6A.</p><p>Una piazza che diventa il cuore pulsante del Quartiere per giovani adulti ed anziani. I primi in particolare avranno a disposizione anche un canestro da basket e un percorso per il parkour. Una vela colorata contraddistingue lo spazio ricco di verde mentre la zona pavimentata, dove si potr&agrave; svolgere anche il mercato di Quartiere, &egrave; stata decorata da una grande opera (ben 700 mq) del famoso street artist Luca Font.</p><p>Il programma della giornata di festa prevede alle 11:30 l&rsquo;inaugurazione della piazza con la partecipazione dei cittadini, la scopertura di un cippo dedicato ai bambini vittime della strada e dello svelamento delle panchine dedicate ai &ldquo;Testimoni della solidariet&agrave;&rdquo; : i primi quattro sono Mons. Giovanni Nervo, Tom Benetollo, Giovanni Omboni e Claudio Sinigaglia.</p><p>La festa proseguir&agrave; anche nel pomeriggio, alle ore 15:00 prima con concerto jazz dell&rsquo;Orchestra dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova, a cui seguir&agrave; una esibizione di parkour e infine basket libero per tutti.</p><p>Tutti i residenti del Quartiere sono invitati a partecipare.<strong> </strong></p>

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71408

Comunicato stampa: zone scolastiche. Interventi per garantire la sicurezza dei bambini e delle bambine

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Misure e iniziative per un ambiente educativo protetto e sereno.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La Giunta comunale ha approvato una delibera che prevede l'istituzione nel territorio comunale delle "zone scolastiche", ovvero delle zone in prossimit&agrave; delle scuole, in particolare asili e scuole elementari.<br>
Si tratta di strade o zone in cui &egrave; necessario garantire una particolare protezione dei pedoni, delimitate lungo le vie di accesso da appositi segnali, dove verranno introdotte limitazioni alla circolazione dei veicoli e nelle quali si potr&agrave; intervenire con politiche di riduzione del traffico. La Giunta in sostanza ha approvato uno schema generale che regola le modalit&agrave; di intervento: al Settore Mobilit&agrave;, in concerto con la Polizia Locale e il Settore Ambiente, spetta la delega a individuare, valutare e regolamentare le zone scolastiche come definite dalla normativa vigente, tenuto conto delle previsioni del Piano urbano di mobilit&agrave; sostenibile, delle richieste degli istituti scolastici e delle specificit&agrave; di ogni singola zona scolastica, definendo le modalit&agrave; migliori&nbsp;(chiusure temporanee del traffico, pedonalizzazioni per 15-20 minuti negli orari di entrata / uscita, dissuasori del traffico, limiti di velocit&agrave; e zone30....).<br>
L'istituzione delle zone scolastiche &egrave; prevista all'art. 3, comma 1, n. 58-bis ed all'art. 7, comma 11-bis del D. Lgs. 30 aprile 1992 "Nuovo Codice della Strada". Il primo che definisce le &ldquo;zone scolastiche&rdquo; mentre il secondo stabilisce che &ldquo;in tali zone pu&ograve; essere limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli, a eccezione degli scuolabus, degli autobus destinati al trasporto degli scolari, nonch&eacute; dei veicoli a servizio delle persone invalide, in orari e con modalit&agrave; definite con ordinanza del Sindaco&rdquo;.<br>
L'iniziativa &egrave; costruita sulla base anche di quanto previsto nel Pums&nbsp;della Citt&agrave; di Padova, il quale indica, tra le scelte di fondo, quella di operare interventi di moderazione del traffico, di protezione e messa in sicurezza dei percorsi in prossimit&agrave; delle scuole nei centri abitati dell'area CoMePa e richiama particolare attenzione alle condizioni di accesso ed alla pedonalit&agrave; a servizio dei poli scolastici.&nbsp;<br>
La prima scuola dove verr&agrave; realizzata una zona scolastica &egrave; la scuola Salvo d'Acquisto in via Bach. Nei prossimi giorni, prima della fine della scuola, partir&agrave; un'iniziativa sperimentale con la chiusura della strada al traffico nelle ore di ingresso e uscita da scuola.</p>

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71352

Comunicato stampa: discorso del Sindaco di Padova in occasione del 77° anniversario della Liberazione

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Un messaggio di riflessione e gratitudine per la libertà conquistata e da difendere.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>"<em>Saluto tutte le autorit&agrave; civili, militari e religiose, i rappresentanti dell&rsquo;Anpi&nbsp;e delle Associazioni combattentistiche e d&rsquo;arma che sono qui oggi a celebrare il 77&deg; anniversario della Liberazione.</em></p><p><em>Saluto i cittadini qui presenti, la cui partecipazione &egrave; particolarmente importante perch&eacute; il 25 aprile &egrave; e deve essere una giornata di festa e di riflessione sulla storia di tutti gli italiani e non solo un&rsquo;importante cerimonia istituzionale.</em></p><p><em>77 anni fa, si concludeva la guerra di liberazione dal nazifascismo che aveva cancellato ogni libert&agrave; e precipitato il mondo nel baratro di un conflitto terribile e senza precedenti.</em></p><p><em>L&rsquo;impegno congiunto delle truppe di liberazione, delle forze partigiane e dei tanti italiani, non solo donne, uomini adulti, ma anche giovanissimi adolescenti pose fine, pur pagando il prezzo altissimo di innumerevoli lutti e distruzioni, a 20 anni di dittatura, restituendo al nostro Paese la libert&agrave;.</em></p><p><em>Quelle donne e quegli uomini, deposte le armi, seppero al di l&agrave; delle differenti ideologie e sensibilit&agrave; che pure esistevano, trovare un terreno comune sul quale ricostruirono dalle fondamenta il nostro Paese, assicurandogli anni di pace, di libert&agrave; e di democrazia.</em></p><p><em>La pietra fondante di questa rinascita &egrave; la nostra Costituzione, i cui valori universali a distanza di oltre 70 anni, sono ancora assolutamente validi e alla quale dobbiamo far riferimento ancora oggi, perch&eacute; in essa possiamo trovare le risposte alle domande e ai dubbi che i tempi difficili e incerti che attraversiamo ci pongono.</em></p><p><em>Permettetemi ora, di fare un piccolo passo indietro e ritornare alla lotta di liberazione e ai suoi protagonisti.</em></p><p><em>Tra essi, c&rsquo;&egrave;, a tutto tondo la nostra Universit&agrave;, che quest&rsquo;anno celebra 800 anni di storia vissuta all&rsquo;insegna delle libert&agrave; e che per il suo impegno nella Resistenza &egrave; stata insignita, unica in Italia, della medaglia d&rsquo;oro al valor militare.</em></p><p><em>Vale la pena citare un passaggio della motivazione con la quale la Presidenza della Repubblica confer&igrave; l&rsquo;onorificenza: &ldquo;Dalla solennit&agrave; inaugurale del 9 novembre 1943, in cui la giovent&ugrave; padovana url&ograve; la sua maledizione agli oppressori e lanci&ograve; aperta la sfida, sino alla trionfale liberazione della primavera 1945, Padova ebbe nel suo Ateneo un tempio di fede civile e un presidio di eroica resistenza e da Padova la giovent&ugrave; universitaria partigiana offriva all&rsquo;Italia il maggiore e pi&ugrave; lungo tributo di sangue&rdquo;.</em></p><p><em>Sono parole che ancora oggi emozionano e descrivono bene il grande desiderio di libert&agrave; e l&rsquo;enorme spirito di sacrificio che ha mosso quella generazione di italiani.</em></p><p><em>Diciamo grazie a tutti loro e alla nostra Universit&agrave; qui oggi rappresentata dalla rettrice Daniella Mapelli.</em></p><p><em>Il nostro Paese grazie all&rsquo;impegno al sacrificio e agli ideali di tanti italiani, prima con la Resistenza e poi con la Ricostruzione del Paese distrutto, ha attraversato 70 anni di pace, ha partecipato alla costruzione dell&rsquo; Unione Europea i cui valori fondanti sono dialogo e collaborazione tra i popoli, pace e libert&agrave;.</em></p><p><em>Abbiamo pensato che dopo le parentesi buie dei due conflitti mondiali che hanno segnato il &lsquo;900 almeno qui, in Europa, non avremmo pi&ugrave; visto la guerra.</em></p><p><em>Una convinzione che ha vacillato gi&agrave; nel 1991 con l&rsquo;inizio nella Guerra nei Balcani e che sembra adesso definitivamente infranta con la ingiustificabile invasione militare dell&rsquo;Ucraina da parte della Federazione Russa.</em></p><p><em>Nulla pu&ograve; giustificare un&rsquo;aggressione armata di tale violenza e dimensione, che ci riporta alle pagine pi&ugrave; buie dell&rsquo;imperialismo e del nazionalismo che tanti danni hanno fatto nel passato.</em></p><p><em>La ferita che questa aggressione infligge alle regole della comunit&agrave; internazionale &egrave; profonda e pericolosa e deve essere al pi&ugrave; presto sanata, per evitare che i suoi effetti si possano propagare ed allargare con esiti difficilmente prevedibili.</em></p><p><em>E'&nbsp;un&rsquo;aggressione cinica, dura, violenta che sta provocando dolori e lutti inaccettabili alla popolazione Ucraina, alla quale deve essere assicurata in maniera ferma e concreta tutta la nostra solidariet&agrave;.</em></p><p><em>In Ucraina oggi c&rsquo;&egrave; un popolo che resiste con coraggio ad un invasore; un popolo che &egrave; disposto a sacrificare la propria vita per riaffermare il diritto alla libert&agrave;, alla democrazia, alla indipendenza del proprio Paese.</em></p><p><em>Un popolo che certamente non ha voluto e non vuole la guerra, ma che di fronte a un esercito invasore combatte per ritrovare la pace e la libert&agrave; facendo appello agli stessi valori che noi oggi riaffermiamo con il 25 aprile.</em></p><p><em>Non possiamo girarci dall&rsquo;altra parte e ignorare questi valori comuni sui quali &egrave; stata costruita nei decenni la convivenza civile tra i popoli.</em></p><p><em>Parallelamente dobbiamo cercare, con ogni mezzo possibile, di far cessare la guerra, di riportare il confronto sui tavoli della diplomazia evitando di cadere nella trappola di una pericolosa escalation nell&rsquo;uso delle armi.</em></p><p><em>Quando l&rsquo;incendio sar&agrave; spento, dovremo seriamente chiederci come si sia potuto arrivare a questo punto, come la comunit&agrave; internazionale non sia stata in grado di impedire una nuova guerra di questa portata alle porte dell&rsquo;Europa.</em></p><p><em>La pace, la libert&agrave; non sono acquisite una volta per sempre e anche le nuove generazioni devono essere consapevoli che per preservarle dobbiamo impegnarci sempre e senza riserve.</em></p><p><em>Ma in nostro obiettivo non deve essere arrivare a combattere guerre per difendere pace e libert&agrave; ma lavorare ogni giorno per riaffermarne la centralit&agrave; ed evitare che si creino le condizioni che poi portano alla loro perdita.</em></p><p><em>Il nostro Paese in questi 70 anni ha saputo garantire la libert&agrave; superando anche momenti difficili. La nostra democrazia assicura la libert&agrave; di parola e di manifestazione a tutti, perch&eacute; &egrave; nel libero confronto delle diverse idee che la societ&agrave; cresce e si sviluppa.</em></p><p><em>Sono francamente incredulo quando sento affermare che in Italia c&rsquo;&egrave; una sorta di pensiero unico e che la libert&agrave; di espressione non sia compiutamente assicurata.</em></p><p><em>Credo al contrario che la libert&agrave; sia data cos&igrave; per scontata che ogni richiamo alla responsabilit&agrave; che ognuno di noi ha nei confronti, oltre che di se stesso, dell&rsquo;intera comunit&agrave; viene inteso come una limitazione di un diritto.</em></p><p><em>In questo senso oggi dobbiamo riflettere anche sul fatto che il bene comune si costruisce sapendo quando smussare o mettere da parte le differenze e le diversit&agrave; di opinione.</em></p><p><em>Vale soprattutto per i momenti di maggiore incertezza per il futuro, di difficolt&agrave;, che possono essere superati facendo appello a quel senso di comunit&agrave; che come italiani ,e noi qui come padovani, abbiamo dimostrato tante volte.</em></p><p><em>Vale per noi amministratori pubblici, vale per tutti noi come cittadini.</em></p><p><em>Soprattutto nei momenti di incertezza e cambiamento, e gli ultimi due anni certamente sono connotati da questa situazione, dobbiamo fare appello ai valori di solidariet&agrave;, collaborazione affinch&eacute;&nbsp;al primo posto sia messo il bene comune.</em></p><p><em>E la stessa scelta che fecero i nostri padri e per i pi&ugrave; giovani i nostri nonni, che per riportare la libert&agrave; e la giustizia nel nostro paese, misero da parte ogni egoismo e si impegnarono, anche sacrificando la loro vita per il bene di tutti e delle generazioni future.</em></p><p><em>Non dimentichiamolo mai: oggi ricordiamo il loro sacrificio che ci ha assicurato la libert&agrave; e la pace di cui godiamo adesso, ma riflettiamo che ognuno di noi ha il dovere di impegnarsi, ogni giorno perch&eacute; tutto questo non vada perduto, ed anzi sia ancora pi&ugrave; effettivo e concreto nel futuro.</em></p><p><em>Buon 25 aprile a tutti</em>".</p><p>Sindaco del Comune di Padova</p>

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71321

Comunicato stampa: discorso del Sindaco di Padova in occasione del 107° anniversario del genocidio armeno durante la cerimonia del 23 aprile in Municipio

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Un momento di riflessione e commemorazione per onorare la memoria delle vittime e promuovere la pace e la riconciliazione.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>"<em>Signore, signori, gentili ospiti</em></p><p><em>Siamo qui oggi, davanti a questo bassorilievo in bronzo, per ricordare&nbsp; il genocidio e il tentativo di totale annientamento del popolo armeno, promosso e messo in pratica dal movimento politico dei Giovani Turchi nel 1915, pochi anni prima della caduta dell&rsquo;Impero Ottomano.&nbsp;</em></p><p><em>Una tragedia e un crimine contro l&rsquo;umanit&agrave;, che il mondo allora, non ha voluto vedere e che ha poi colpevolmente dimenticato&nbsp; fino al 1973, quando la commissione dell&rsquo;Onu&nbsp;per i diritti umani&nbsp; ha riconosciuto ufficialmente&nbsp; lo sterminio di circa un milione e mezzo di armeni.</em></p><p><em>Chi non fu ucciso subito, mor&igrave; di fame e malattie nei campi di concentramento, e&nbsp; chi riusc&igrave; a salvare la vita fu costretto ad abbandonare per sempre la propria terra d&rsquo;origine, e a costruire una nuova vita in altre nazioni del mondo.</em></p><p><em>Molti si sono fermati in Italia, e Padova &egrave; storicamente una delle comunit&agrave; armene pi&ugrave; importanti del nostro paese.</em></p><p><em>Il genocidio del popolo armeno &egrave; il frutto avvelenato dei nazionalismi che hanno tragicamente attraversato il &lsquo;900, e che speravamo di esserci lasciati alle spalle, con le guerre dei Balcani che hanno segnato l&rsquo;ultimo decennio del secolo scorso.</em></p><p><em>Purtroppo, a distanza di 31 anni da quel marzo 1991, ci troviamo oggi ancora una volta nel pieno di una guerra,&nbsp; dura, violenta,&nbsp;crudele&nbsp; alle porte dell&rsquo;Europa.</em></p><p><em>E anche se in questo caso, a differenza di quello che accadde 107 anni fa in Turchia,&nbsp;c&rsquo;&egrave; un evidente invasore di uno stato sovrano, e un popolo che si difende con determinazione,&nbsp; una concezione malata dell&rsquo;idea di nazione, &egrave; alla base anche di questa aggressione insensata e folle.</em></p><p><em>Ancora una volta sentiamo parlare di pulizia etnica,&nbsp; di regioni&nbsp; dalle quali una parte della popolazione deve andarsene, o nel migliore dei casi , accettare di essere considerata di serie B.</em></p><p><em>Di fronte a tutto questo, al volto dei profughi che sono giunti anche nella nostra citt&agrave;, spaventati e spaesati, essere qui oggi&nbsp; assume un significato ancora pi&ugrave; profondo.</em></p><p><em>Ricordiamo oggi, doverosamente le vittime del genocidio armeno, il cui ricordo non deve svanire con il passare del tempo, e alla stesso tempo ci&nbsp; stringiamo attorno al popolo ucraino, quello che vive e combatte in patria come quello che &egrave; profugo in Italia e negli altri Paesi, in un abbraccio di profonda solidariet&agrave; umana.</em></p><p><em>Un abbraccio che comprende anche gli armeni che vivono in&nbsp; Ucraina, ufficialmente 130 mila, anche se secondo alcune stime potrebbero essere quasi 400 mila.</em></p><p><em>Anche loro vittime di questa guerra.</em></p><p><em>Tutti&nbsp; noi, dopo quasi due mesi di combattimenti, chiediamo al pi&ugrave; presto pace e giustizia.</em></p><p><em>L&rsquo;anno scorso, qui con voi, commentavo il fatto che l&rsquo;Italia, l&rsquo;Europa devono fare di tutto perch&eacute; eventi tragici come quello che un secolo fa colp&igrave; il popolo armeno, non si ripetano pi&ugrave;.</em></p><p><em>Quello che accade in questi giorni, dimostra che almeno in questo caso, non ne siamo stati capaci.</em></p><p><em>Dimostra che le ragioni della violenza e delle armi, hanno avuto&nbsp; il sopravvento su quelle del dialogo e della ragione.</em></p><p><em>Adesso bisogna spegnere l&rsquo;incendio che &egrave; divampato in Ucraina, far tacere le armi, salvare vite umane.</em></p><p><em>Poi per&ograve; dovremo chiederci davvero come fare perch&eacute; nonostante due guerre mondiali, e altri conflitti anche in aree a noi vicine, abbiamo lasciato che ancora una volta prevalesse la voce delle armi e della violenza.</em></p><p><em>La libert&agrave;, cos&igrave; come i diritti umani, la tutela&nbsp; della storia e della cultura di un popolo, non sono valori negoziabili.</em></p><p><em>E proprio per questo, e per dare un senso concreto a questa commemorazione, oggi noi non possiamo girarci dall&rsquo;altra parte, far finta che quanto purtroppo accadde agli armeni nel 1915,&nbsp; cos&igrave; come quello che accade in Ucraina non ci riguardi, sia una questione locale, distante&nbsp; da noi.</em></p><p><em>Dobbiamo ricordare che quando sono in gioco la libert&agrave;, i diritti umani, la democrazia, noi siamo sempre coinvolti perch&eacute; questi valori, come dimostrano anche i fatti di queste settimane, non sono assicurati a prescindere, e una volta conquistati sono un tesoro da custodire e difendere con impegno. Non dimentichiamolo mai</em>".</p><p>Sindaco del Comune di&nbsp;Padova</p>

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