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Comunicato stampa: mostra di Elisabetta Vignato "Ride la terra" all'Oratorio di San Rocco

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Descrizione breve
Un viaggio artistico tra natura e emozioni attraverso le opere della talentuosa artista.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>&ldquo;Ride la Terra&rdquo; &egrave; il titolo della personale di Elisabetta Vignato che apre a Padova il 19 febbraio all&rsquo;Oratorio di San Rocco. La mostra, curata da Barbara Codogno e coordinata dalla societ&agrave; Sichel&nbsp;consulting, &egrave; promossa dall&rsquo;Assessorato alla cultura.</p><p>L&rsquo;autrice, dopo un importante percorso che l&rsquo;ha vista tra i protagonisti della figurazione italiana, approda oggi a una riflessione che vede la sua centralit&agrave; nella natura. Il titolo della mostra, da una poesia di Veronica Gambara, &egrave; foriero di speranza e traghetta l&rsquo;Uomo verso una coscienza nuova. Le opere sono illuminate da una maest&agrave; mistica. Ci introducono al mistero dei boschi dove vivono animali mitici, onirici, leggendari e dove regna indisturbato l&rsquo;incanto della bellezza. Una natura rigenerata e rigenerante: alberi, cascate, nuvole, animali. Un luogo idilliaco della mente, una preghiera verde che vuole tradursi in futuro.</p><p>L&rsquo;Oratorio di San Rocco &egrave; uno spazio particolarmente affascinante che il Comune di Padova ha eletto a luogo del contemporaneo. Risulta quindi significativa l&rsquo;esposizione delle opere di Elisabetta Vignato, allieva di Emilio Vedova, in un contesto cos&igrave; autorevole. Vignato propone al pubblico una ventina di opere di grandi dimensioni posizionate su strutture autoportanti: un elegante allestimento permette di valorizzarle.</p><p>In concomitanza con l&rsquo;esposizione all&rsquo;Oratorio di San Rocco, nei giardini antistanti i Musei Eremitani, &egrave; visibile al pubblico l&rsquo;installazione &ldquo;Lumi palpitanti&rdquo;, sempre firmata da Vignato. Con questa installazione dedicata alle lucciole (sculture in filo di ferro all&rsquo;interno del quale &egrave; inserito un led luminoso) l&rsquo;artista omaggia, anche in questa sede, la Natura richiamando l&rsquo;attenzione verso questi insetti oggi a rischio di estinzione.</p><div><strong>Elisabetta Vignato</strong></div><div>Nel 1988 Elisabetta Vignato frequenta il corso di pittura con Emilio Vedova alla Sommerakademie di Salisburgo per poi diplomarsi presso l&rsquo;Accademia delle belle arti di Venezia nel 1991.</div><div>Dalla fine degli anni &rsquo;90 ha esposto le sue opere in pi&ugrave; di venti mostre in tutta Italia.</div><div>"<em>La pittura, come tecnica, mi si addice, forse, addirittura, mi somiglia. Docile e ostinata, instancabile, mai uguale a se stessa e mai soddisfatta, eternamente irrisolta</em>". E.V.</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Info</strong></div><div>orario: dalle 9:30 alle&nbsp;12:30 e dalle 15:30 alle&nbsp;19:00. Chiuso i luned&igrave;</div><div>Ingresso gratuito</div>

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Comunicato stampa: mozione unanime per realizzare un Memoriale alla ex Caserma Romagnoli, campo di concentramento durante la guerra

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Descrizione breve
Un passo importante per la memoria storica e il riconoscimento delle sofferenze vissute.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Un progetto collettivo per recuperare la memoria di un periodo tragico della nostra storia recente -&nbsp;la Seconda guerra mondiale -&nbsp;e per celebrare l&rsquo;opera di un vero e proprio &ldquo;eroe&rdquo; di quel periodo: padre Placido Cortese, frate della Basilica del Santo a Padova, direttore del Messaggero di Sant&rsquo;Antonio&nbsp;e da qualche mese Venerabile, che in quei giorni bui si prodig&ograve; con ogni mezzo per lenire le sofferenze degli internati in quello che fu, tra l&rsquo;agosto 1942 e il settembre 1943, il Campo di concentramento di Chiesanuova.</p><p>Quell&rsquo;area nel quartiere ovest di Padova, divenuta nel dopoguerra &ldquo;Caserma Mario Romagnoli&rdquo;, poi lasciata dall&rsquo;Esercito nel 2009, &egrave; ora in dismissione da parte dello Stato e destinata dal Comune di Padova a uso commerciale, direzionale e residenziale. Ma un gruppo di lavoro composito tra istituzioni pubbliche e religiose, comitati civici, associazioni e parrocchie si &egrave; costituito perch&eacute;, seppur nel progetto di riqualificazione previsto, non venga &ldquo;rasa al suolo&rdquo; anche la memoria di quel luogo e dei suoi protagonisti.</p><p>Cos&igrave; l&rsquo;associazione di promozione sociale &ldquo;Viaggiare i Balcani&rdquo; (capofila del progetto), i frati del Santo (Provincia italiana di Sant'Antonio di Padova, Rettorato della Pontificia Basilica di Sant'Antonio di Padova, vicepostulazione della causa di canonizzazione di padre Placido Cortese), Consulta di Quartiere 6A -&nbsp;Padova, Comitato cittadini "Itinerario della memoria Padova Ovest", parrocchie e consigli pastorali di Santa Maria Assunta in Chiesanuova e della Beata Vergine Maria del Perpetuo Suffragio alle Cave, hanno presentato all&rsquo;intero Consiglio comunale di Padova la proposta di conservare almeno una porzione della struttura esistente monumentalizzandola.</p><p>Il progetto nei dettagli &egrave; stato presentato da Leonardo Barattin, presidente dell&rsquo;associazione di promozione sociale &ldquo;Viaggiare i Balcani&rdquo;; padre Giorgio Laggioni, vicepostulatore della causa di canonizzazione di padre Placido Cortese; Luciano Sardena, presidente della Consulta di Quartiere 6A -&nbsp;Padova; don Pierpaolo Peron, parroco di Santa Maria Assunta in Chiesanuova a Padova.</p><p>Si tratta in pratica di conservare un edificio originale dell&rsquo;ex Campo di concentramento cui attribuire un nome che richiami gli eventi passati, che porti sulla facciata esterna una targa a memoria dei fatti e che preveda al suo interno uno spazio riservato a foto e documenti dell&rsquo;epoca. Uno spazio dedicato a ospitare servizi sociali e attivit&agrave; culturali a beneficio della popolazione del quartiere e dell&rsquo;intera cittadinanza. Il progetto condiviso dal gruppo di lavoro prevede anche la conservazione di una porzione originale del muro di cinta del Campo sul fronte strada e di riservare all&rsquo;interno del nuovo complesso uno spazio verde pubblico da intitolare agli internati.</p><p><strong>Il sindaco Sergio Giordani </strong>ha sottolineato: "<em>La propriet&agrave; della ex Romagnoli &egrave; dello Stato, attraverso Invimit: sono ben 156.000 mq, met&agrave; dei quali, la parte posteriore sar&agrave; ceduta al Comune di Padova mentre il resto sar&agrave; invece valorizzato direttamente. Ho gi&agrave; parlato loro di questa vostra, anzi nostra, iniziativa, e loro si sono dimostrati molto attenti e sensibili. Sono rimasti molto colpiti dalla storia di questo luogo e dal racconto di quanto ha fatto padre Placido Cortese per i prigionieri che furono l&igrave; rinchiusi durante la guerra. Sono convinto che a breve avremo delle novit&agrave; su questo fronte. Coltivare la memoria &egrave; fondamentale, e fare le cose insieme anche. Sono molto contento che tutti abbiano firmato questa mozione. Faremo certamente qualcosa di importante per ricordare padre Placido Cortese - che ricordo ha perso la vita per il suo sostegno alla lotta di liberazione - e per tramandare la memoria delle migliaia di uomini che hanno sofferto in quel luogo</em>".</p><p>La presenza e l&rsquo;opera di padre Placido Cortese nel campo di concentramento sono ricordate da un cippo collocato all&rsquo;interno della ex Caserma Romagnoli nel 2009 e trasferito, dopo la sua chiusura, accanto alla chiesa parrocchiale. Il progetto di conservazione della memoria contribuirebbe ulteriormente a rafforzare il ricordo dell&rsquo;infaticabile attivit&agrave; (qualcuno l&rsquo;ha definita &ldquo;sovrumana&rdquo;) di padre Cortese nella &ldquo;piccola Jugoslavia di Chiesanuova&rdquo;, alleviando le gravi sofferenze degli internati.</p><p>Una proposta per non disperdere una parte importante della memoria cittadina che non &egrave; caduta nel vuoto. Il documento progettuale &egrave; stato allegato a una mozione depositata in Consiglio comunale denominata &ldquo;Segni tangibili di memoria nell&rsquo;area dell&rsquo;ex Caserma Mario Romagnoli a Chiesanuova&rdquo; e sottoscritta all&rsquo;unanimit&agrave; dai Consiglieri e dal Sindaco del Comune di Padova.</p><p>Il passo successivo dovrebbe quindi essere la discussione e la votazione della mozione nel Consiglio comunale del prossimo 21 febbraio. Se approvata, il Comune dovrebbe approfondire le proposte elaborate e tradurle in pratica nell&rsquo;ambito del futuro progetto di rigenerazione dell&rsquo;area, con l&rsquo;obiettivo di salvaguardare e promuovere la memoria del Campo di Chiesanuova.</p><p>Secondo i promotori la rivitalizzazione e quindi la frequentazione di questo spazio abbandonato da anni possono infatti diventare un fattore di produzione di memoria, che possiamo ritenere &ldquo;dovuta&rdquo; perch&eacute; parte della storia padovana e italiana del &lsquo;900 e perch&eacute; collegata alle responsabilit&agrave; italiane nel pi&ugrave; ampio contesto storico della Seconda guerra mondiale. Si tratta di esprimere rispetto a vittime civili la cui vicenda &egrave; caduta nell&rsquo;oblio e di assumere il peso delle azioni compiute. Affinch&eacute; si assista alla produzione e alla diffusione di questa memoria tra le generazioni mature e quelle pi&ugrave; giovani e affinch&eacute; si concretizzi quel gesto di rispetto sopra evocato, &egrave; necessario che rimanga sul terreno un segno fisico, tangibile, di ci&ograve; che &egrave; accaduto.</p>

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Conferenza stampa: riqualificazione Bassanello. Presentazione del bando per la concessione e gestione di un chiosco bar nella nuova area verde

Descrizione breve
Rivitalizzazione del territorio attraverso nuove opportunità di impresa e servizi per la comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Al via un bando di gara per la concessione e gestione di un chiosco con bar, attivit&agrave; e servizi nella nuova area al Bassanello: tutti i dettagli in&nbsp;conferenza stampa</p><p>sabato 19 febbraio 2022, ore 11:00<br>
nuovo parcheggio del Bassanello, via Adriatica - imbocco del ponte Scaricatore</p><p>Intervengono:</p><ul>
<li>Andrea Micalizzi, vicesindaco con delega ai lavori pubblici</li>
<li>rappresentanti delle Associazioni Remiere, con le loro barche</li>
<li>rappresentanti Fiab&nbsp;Padova Amici della bicicletta</li>
</ul>

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69672