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Conferenza stampa: presentazione della decima edizione di TedxPadova

Descrizione breve
Un'opportunità per esplorare idee innovative e ispirare il cambiamento nella comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Carlo Pasqualetto invita i Media alla conferenza stampa di presentazione della decima edizione di TedxPadova, in programma <strong>gioved&igrave; 13 aprile, alle 11:00</strong> a Palazzo Moroni, in sala Bresciani. L&rsquo;appuntamento sar&agrave; occasione per presentare la decima edizione dell&rsquo;evento, diventato negli anni un vero proprio punto di riferimento per la citt&agrave;, fucina di idee e innovazione, e i suoi protagonisti, oltre le iniziative green e di inclusivit&agrave; promosse quest&rsquo;anno.</p><p>Parteciperanno alla conferenza stampa:</p><ul>
<li>Margherita Cera, assessora con deleghe relative all&rsquo;innovazione&nbsp;</li>
<li>Carlo Pasqualetto, licensee TedxPadova&nbsp;</li>
<li>Edonella Bresci, event&nbsp;manager TedxPadova&nbsp;</li>
<li>Cristiano Nacchi, audit&nbsp;partner Deloitte&nbsp;</li>
<li>Maria Teresa Innocente, responsabile Direzione regionale Veneto di Cr&eacute;dit Agricole Italia&nbsp;</li>
<li>Andrea Vit, Ceo&nbsp;&amp; Founder di Storeis<strong> </strong></li>
</ul>

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78656

Comunicato stampa: riunione congiunta delle Commissioni consiliari II, VI e VIII

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34437
Descrizione breve
Un incontro strategico per discutere le future iniziative e collaborazioni intersettoriali.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Gioved&igrave; 13 aprile 2023, alle ore 17:30, nella sala Anziani di Palazzo Moroni si svolge, in seduta pubblica, la riunione congiunta delle Commissioni consiliari: II &ldquo;Politiche economiche per il turismo e il marketing territoriale&rdquo; presieduta dal consigliere Nereo Tiso, VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dal consigliere Simone Pillitteri e VIII &ldquo;Politiche dell'ambiente, del verde e dell'energia&rdquo; presieduta dal consigliere Marco Concolato.</p><p>All&rsquo;ordine del giorno:</p><ul>
<li>discussione su mozione nr. 17/2023 : Mozione: sostegno ed adesione alle iniziative di Coldiretti contro il "Cibo sintetico";</li>
<li>discussione su mozione nr. 34/2023 : Mozione a sostegno ed adesione alle iniziative di Coldiretti contro il "Cibo sintetico";</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>

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78651

Comunicato stampa: dichiarazione del sindaco Sergio Giordani sulla registrazione dei figli delle coppie omogenitoriali dopo la richiesta degli atti dalla Procura

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Descrizione breve
Il sindaco ribadisce l'importanza dei diritti familiari e l'impegno per una società inclusiva.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>&ldquo;<em>Come ho sempre detto da Sindaco ho agito nell&rsquo;esclusivo interesse delle bambine, dei bambini e dei loro diritti fondamentali, ribadisco che ritengo sia un mio dovere.<br>
I bambini e le bambine vengono prima di tutte le discussioni ed evitare per loro delle discriminazioni molto gravi &egrave; un obiettivo che supera i vuoti normativi e che persegue i valori Costituzionali.<br>
Con moltissimi sindaci di vari schieramenti lo diciamo da tempo e chiediamo alla politica e al Parlamento di agire con urgenza e oltre ogni ideologia. Ho massimo rispetto per il lavoro della Procura che agisce nelle sue funzioni e alla quale abbiamo sempre inviato gli atti delle iscrizioni dal 2017 ad oggi.<br>
La domanda semmai &egrave;: per quanto tempo il Parlamento eviter&agrave; di legiferare su un tema cos&igrave; delicato che nella societ&agrave; &egrave; notoriamente presente e che la attraversa nel concreto da molti anni? Girarsi dall&rsquo;altra parte significa evitare di vedere la realt&agrave;, magari accettando il fatto che bambine e bambini che sono cresciuti per anni con due genitori si vedano togliere a causa di leggi contraddittorie e vuoti normativi questo fondamentale e intimo aspetto della loro stessa esistenza con tutti i profondi traumi e le discriminazioni connesse a questa eventualit&agrave;.<br>
Non posso che rinnovare il mio appello: serve agire con urgenza</em>&rdquo;.</p><p>Sergio Giordani</p>

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78648

Comunicato stampa: dalla Regione Veneto il sostegno al Centro antidiscriminazioni Mariasilvia Spolato

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Descrizione breve
Un nuovo impulso per la lotta contro le discriminazioni e la promozione dei diritti umani nel territorio veneto.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Con una deliberazione della Giunta Regionale, proposta dall&rsquo;assessora Manuela Lanzarin e pubblicata nel mese di gennaio, si procede, in via sperimentale, a sostenere, nell'ambito degli interventi di prevenzione e contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identit&agrave; di genere il Centro antidiscriminazioni "Mariasilvia Spolato", del Comune di Padova.<br>
La delibera &egrave; frutto di un emendamento all&rsquo;ultima variazione di bilancio presentato dalla consigliera regionale Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo e, grazie a questo atto, vengono destinati al Centro 25.000 &euro; per l'attivit&agrave; di accoglienza e sostegno per le persone Lgbt+ e, come si legge nella delibera, <em>&ldquo;viene attribuita al Centro Mariasilvia Spolato la funzione di punto di osservazione regionale, al fine di raccogliere e fornire dati e informazioni alla Regione che favoriscano la conoscenza delle esigenze e necessit&agrave; reali contribuendo all'avvio di un sistema regionale di Centri contro le discriminazioni e di specifiche Case di accoglienza.&rdquo; </em><br>
Il Centro Mariasilvia Spolato &egrave; stato inaugurato il 22 aprile del 2022 grazie ad un finanziamento di 100.000 &euro; del Dipartimento per le pari opportunit&agrave; della Presidenza del Consiglio, dopo un percorso coordinato dal Comune di Padova che ha coinvolto le associazioni Arcigay Tralaltro Padova Aps, Sat Pink Aps e Boramosa Aps. Si occupa di accoglienza, consulenza, sostegno, protezione a favore di persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze, abusi ed &egrave; gestito da una rete di associazioni del territorio che garantisce servizi di base a titolo gratuito.</p><p>L&rsquo;assessora al sociale e pari opportunit&agrave; del Comune di Padova Margherita Colonnello afferma: &ldquo;<em>Ringrazio Elena Ostanel perch&eacute; senza il suo contributo saremo un passo indietro. Oggi invece Padova ne compie uno avanti e siamo particolarmente orgogliose e orgogliosi di poterlo fare. Il progetto del Centro &egrave; nato durante lo scorso mandato amministrativo, seguito dall&rsquo;allora assessora Marta Nalin, che sono felice di avere al mio fianco oggi, mentre si sancisce un passo importante, quello in cui Padova si appresta ad essere il centro regionale di un sistema contro le discriminazioni</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>La consigliera Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo, proponente dell&rsquo;emendamento all&rsquo;ultima variazione di bilancio che ha reso possibile il finanziamento, dichiara: &ldquo;<em>Oggi candidiamo la citt&agrave; di Padova ad essere punto di riferimento regionale contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identit&agrave; di genere. E sono felice che questo possa avvenire con il sostegno della Regione Veneto, grazie ad un mio emendamento approvato durante l&rsquo;ultima variazione di bilancio. Pochi mesi fa a Vicenza un ragazzo veniva rifiutato dal Centro Antiviolenza dopo aver subito un abuso: ne era seguito un acceso dibattito sul fatto che questi centri dovessero prendere in carico anche vittime uomini e indipendentemente dall&rsquo;orientamento. Se l&rsquo;assessora Lanzarin diceva che era il primo caso che le fosse capitato, l&rsquo;assessora Donazzan affermava invece come i Centri Antiviolenza avrebbero dovuto prendere in carico tutti, uomini compresi. Io invece sostenevo che il problema sta nell'assenza di strutture che forniscono protezione, aiuto e sostegno concreti a persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze e abusi. Cos&igrave; ho presentato un emendamento in questo senso alla variazione di bilancio che ha permesso di fare un passo avanti importante, arrivato dopo due anni di discussioni in aula, dove ho provato a sostenere che servono servizi dedicati, in particolare in un Paese che si colloca sotto della media europea quanto a grado di inserimento sociale delle persone Lgbtqi+ e percezione delle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e sull'identit&agrave; di genere. Un report della Fundamental Rights Agency dice ancora che il 28% degli intervistati ha dichiarato di aver subito discriminazioni sul luogo di lavoro, il 32% di aver subito negli ultimi cinque anni almeno un episodio di violenza. Sono dati sconcertanti. Ma oggi Padova, la mia citt&agrave;, pu&ograve; attivare una rete regionale contro tutto questo e ne sono fiera</em>&rdquo;.</p><p>La consigliera comunale Marta Nalin, che ha dato il via al progetto nello scorso mandato amministrativo aggiunge: &ldquo;<em>La proposta di un Centro antidiscriminazione e antiviolenza&nbsp;Lgbt+ era il frutto di un percorso avviato con le realt&agrave; del territorio, possibile grazie al loro stimolo e alla loro collaborazione nel creare il giusto contesto in cui l&rsquo;Amministrazione comunale poteva agire. E'&nbsp;stata una scelta coraggiosa un anno fa quando lo abbiamo inaugurato e lo &egrave; ancora di pi&ugrave; oggi, nello scenario attuale. Padova su questi temi &egrave; sempre stata all&rsquo;avanguardia e anche questo passo avanti &egrave; frutto della grande collaborazione tra realt&agrave; del territorio, che deve continuare a crescere, perch&eacute; i servizi sono efficaci solo se svolti in rete. Bene la Regione abbia scelto di agire in questa direzione e per questo voglio ringraziare la consigliera Ostanel e il Veneto che Vogliamo, perch&eacute; grazie al loro presidio costante stiamo mettendo la Regione Veneto di fronte a delle scelte che oggi non si possono non fare</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>In conferenza stampa &egrave; stato anche presentato un report contenente i dati di un anno di lavoro del Centro, che si trova in allegato. A illustrarlo Mattia Galdiolo, presidente del Centro Mariasilvia Spolato. &nbsp;</p><p>&ldquo;<em>I dati ci dicono come il flusso di persone che si sono rivolte al Centro sia stato costante e in graduale aumento, a dimostrazione del fatto che &egrave; un bisogno necessario e che pi&ugrave; aumentava la capillarit&agrave; dell&rsquo;informazione sul Centro, pi&ugrave; aumentava l&rsquo;utenza.&nbsp;Finora, nella maggioranza dei casi, chi si &egrave; rivolto al centro era in grave situazione di marginalit&agrave;, con bisogni quindi complessi che ci hanno portato ad attivare un sostegno multidisciplinare in collaborazione con i servizi pubblici. Parliamo di una fascia d&rsquo;et&agrave; soprattutto tra i 25 e i 30 anni, che vive situazioni discriminanti molto forti. Restano per&ograve; non adeguatamente seguite molte persone che per paura, non conoscenza dell&rsquo;esistenza degli spazi a cui rivolgersi o difficolt&agrave;, non denunciano le loro situazioni: gran parte della comunit&agrave; deve essere ancora sensibilizzata. Oggi il bacino d&rsquo;utenza &egrave; limitato alla provincia di Padova, ma grazie a questo investimento regionale ci aspettiamo un incremento degli accessi</em>&rdquo;.</p><p>Alberto Crestanello, dell&rsquo;associazione Boramosa, una delle realt&agrave; che ha dato vita al Centro aggiunge: &ldquo;<em>Nel contesto italiano, per circa 50 anni, non si sono attuate strategie positive nei confronti della comunit&agrave; Lgbtqia+ e ora, dopo anni di sensibilizzazione e manifestazione nello spazio pubblico, si stanno raggiungendo importanti traguardi. Dopo l&rsquo;azione di amministrazioni regionali come la Toscana e l&rsquo;Emilia Romagna, ora si aggiunge meritoriamente la Regione Veneto. Dopo un anno di attivit&agrave; del Centro, &egrave; chiaro che la strada deve essere quella di fare rete con le esperienze virtuose in Italia e non solo, per agire insieme in conformit&agrave; alle strategie esistenti, con particolare attenzione per le persone che vivono situazioni di marginalit&agrave;, perch&eacute; migranti, o con meno opportunit&agrave; o bassa scolarizzazione, in sinergia con tutti gli enti pubblici e privati.</em>&rdquo;</p><p>Chiara Cuccheri, presidente di Arcigay Tralaltro Padova, aggiunge: &ldquo;<em>Per le realt&agrave; che animano il Centro questo &egrave; un passo importante che ci rende orgogliosi ma ci carica anche di un&rsquo;importante responsabilit&agrave;, ovvero quella di iniziare a ragionare in ottica regionale e sondare il terreno per nuovi centri antidiscriminazione che potrebbero aprire in altre citt&agrave; del Veneto. Il nostro obiettivo &egrave; quello che Padova continui sempre ad essere una citt&agrave; in cui &egrave; possibile avere supporto e per questo vogliamo consolidare il centro anche coinvolgendo anche altre associazioni. Soprattutto questa &egrave; l&rsquo;occasione per noi di ribaltare la narrazione che vede la Regione Veneto come un luogo chiuso e vittima dei pregiudizi, lavorando invece per aumentare spazi e i luoghi di servizi, punti di riferimento dove trovare diritti, ascolto e cura</em>&rdquo;.</p>

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78647

Conferenza stampa: presentazione dell’evento "La pace impossibile è l'unica possibile"

Descrizione breve
Un momento di riflessione e dialogo per costruire un futuro di armonia e comprensione.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>ll Comune di Padova promuove un incontro pubblico il 14 aprile, alle ore 20:45 al Multisala Mpx&nbsp;per continuare la riflessione avviata a Verona, il 7 gennaio scorso con l'iniziativa "La pace pu&ograve; vincere la guerra", sui temi della guerra e della pace.</p><p>Padova &egrave; da decenni impegnata su pace, nonviolenza e diritti umani, grazie ad un tessuto sociale molto attento, alla presenza del Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca" dell'Universit&agrave; di Padova, a numerose associazioni attive sul territorio e al coinvolgimento diretto del Comune .</p><p>L'iniziativa verr&agrave; presentata in&nbsp;&#8203;conferenza stampa</p><p><strong>mercoled&igrave; 12 aprile, alle ore 12:00<br>
Sala Bresciani Alvarez&nbsp;-&nbsp;Palazzo Moroni&nbsp;</strong></p><p>Saranno presenti:</p><ul>
<li>Francesca Benciolini, assessora alla pace e diritti umani</li>
<li>Giovanna Benucci, Assopace-Rete italiana Pace e Disarmo&nbsp;</li>
<li>Suor Francesca Fiorese, Ufficio diocesano di pastorale sociale - Uniti per la Pace Padova&nbsp;</li>
<li>Silvia Giralucci, giornalista&nbsp;</li>
<li>Marco Mascia, presidente Centro di Ateneo per i Diritti Umani &ldquo;Antonio Papisca&rdquo; - Universit&agrave; degli Studi di Padova&nbsp;</li>
<li>Massimo Mastromatteo, Emergency Padova&nbsp;</li>
<li>Elena Pietrogrande,&nbsp;portavoce Area Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale - Comune di Padova&nbsp;</li>
<li>Palma Sergio, Segretaria Confederale Cgil Padova&nbsp;</li>
<li>Mirko Sossai, Comunit&agrave; di Sant'Egidio&nbsp;</li>
</ul>

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78601

Comunicato stampa: l'assessora Benciolini a Bologna tra gli ideatori del manifesto "Cinque proposte per una politica nazionale della Casa"

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34437
Descrizione breve
Un impegno per il diritto all'abitare e la promozione di politiche abitative sostenibili.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Le assessore e gli assessori alla Casa delle citt&agrave; di Bergamo, Bologna, Firenze, Lodi, Milano, Napoli, Padova, Parma, Roma, Torino, Verona, riunite a Bologna insieme all&rsquo;Anci Nazionale, hanno discusso delle priorit&agrave; in tema di politiche per la casa ed emergenza abitativa, per sollecitare il Governo nazionale a tornare protagonista.&nbsp;</p><p>Negli ultimi venti anni un progressivo processo di regionalizzazione delle politiche sulla casa, in parte conseguenza di alcuni dispositivi legislativi - tra gli altri i decreti Bassanini e la riforma del Titolo V della Costituzione - ha determinato una frammentazione delle politiche per la casa - e in particolare dell&rsquo;Edilizia Residenziale Pubblica - e un sostanziale disimpegno dello Stato verso politiche urbane integrate. Ma com&rsquo;&egrave; possibile che una persona abbia meno o diversi diritti nell&rsquo;accesso a un servizio pubblico fondamentale, in base alla Regione di residenza?<br>
<br>
Un processo di regionalizzazione e disimpegno dello Stato che &egrave; avvenuto mentre rilevanti criticit&agrave; ed emergenze legate alla casa sono aumentate. Basti solo accennare ad alcuni fenomeni emergenti che accomunano molte di queste citt&agrave; di medie e grandi dimensioni. Dagli affitti brevi per uso turistico, che stanno progressivamente impattando sull'intero sistema abitativo, alla comunit&agrave; degli studenti universitari fuori sede che spesso vedono negato il loro diritto all&rsquo;istruzione superiore perch&eacute; i costi dell&rsquo;abitare sono insostenibili. Dalla paradossale e troppo lunga vicenda degli immobili dismessi di propriet&agrave; di enti statali o parastatali - autentici buchi neri nelle citt&agrave; - alle esigenze dei cittadini migranti, o fruenti di protezione internazionale, che vengono scaricate sui comuni. Dal progressivo impoverimento delle famiglie, specialmente di quelle che vivono in affitto, all&rsquo;invecchiamento della popolazione, spesso sola, che genera anche nuovi bisogni abitativi.<br>
<br>
Per ricomporre questi problemi e ricucire queste divergenze sono necessarie azioni concrete alla scala nazionale, cio&egrave; a quella dimensione funzionale a garantire identici diritti e al contempo a riconoscere diversit&agrave; territoriali: sia iniziative legislative che politiche finanziarie. Perch&eacute; i Comuni, in prima linea, hanno gi&agrave; pagato con un costo ormai insostenibile questo disimpegno.</p><p>Le 11 citt&agrave; riunite a Bologna concordano su 5 punti che diventano una proposta per il Governo.&nbsp;</p><p>1) Una legge quadro sull&rsquo;Edilizia Residenziale Pubblica e Sociale, che restituisca uniformit&agrave; territoriale nei diritti di accesso e permanenza all&rsquo;edilizia pubblica e riconosca il diritto alla casa tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali. Una Legge abbinata al rifinanziamento del programma di interventi per il recupero e la<br>
razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), recuperando anche le residue 112 proposte del Programma innovativo per la qualit&agrave; dell&rsquo;abitare (PINQUA) in attesa dei finanziamenti che sono state dichiarate &ldquo;ammissibili con riserva&rdquo; e gi&agrave; valutate positivamente dall&rsquo;Alta Commissione. Una norma che preveda il trasferimento delle risorse direttamente ai Comuni o alle Citt&agrave; Metropolitane; anche introducendo un sistema stabile di credito d&rsquo;imposta (con possibilit&agrave; di cessione) per la manutenzione delle case popolari con una prospettiva decennale. Una legge che stimoli e sostenga anche la nascita di un soggetto come le Housing associations cio&egrave; un settore d&rsquo;impresa sociale che si inserisca in quello<br>
spazio vuoto - tra Stato e Mercato - per produrre, acquisire e gestire edilizia sociale per le differenti domande emergenti, capace di mettere al centro non solo la casa ma anche l&rsquo;abitare, cio&egrave; l&rsquo;insieme dei servizi &ldquo;di accompagnamento&rdquo; alla casa.</p><p>2) L&rsquo;assegnazione gratuita ai Comuni degli immobili (aree ed edifici) di enti statali o parastatali inutilizzati, da destinare alla realizzazione di politiche per l&rsquo;abitare, di contrasto all&rsquo;emergenza abitativa e alla realizzazione di interventi per l&rsquo;edilizia studentesca, con la previsione di un Fondo per l&rsquo;adeguamento e la messa in sicurezza degli immobili cos&igrave; assegnati.<br>
<br>
3) Il rifinanziamento del Fondo Nazionale Locazione e del Fondo Nazionale Morosi Incolpevoli, quali strumenti continuativi di supporto agli affitti.</p><p>4) Una legge nazionale di regolamentazione delle piattaforme turistiche, per governare gli impatti negativi generati sul sistema abitativo dal mercato degli affitti brevi turistici.<br>
<br>
5) Una misura nazionale che riconosca strutturalmente l&rsquo;Emergenza abitativa e l'homelessness come fragilit&agrave; cui dedicare interventi e risorse.&nbsp;</p><p><strong>Francesca Benciolini assessora alle politiche abitative </strong>sottolinea: &ldquo;<em>Trovarci qui a Bologna questa mattina &egrave; importante perch&eacute; abbiamo capito che il tema delle politiche abitative, il tema della casa, non si possono risolvere a livello locale, tanto pi&ugrave; nel momento in cui abbiamo iniziato a confrontarci tra comuni medi e grandi che si sono ritrovati tutti intorno agni stessi argomenti.&nbsp;&nbsp; Su questi temi, che oggi abbiamo presentato in occasione di questa iniziativa &ldquo;Un&rsquo;alleanza municipalista per una politica nazionale sulla casa&rdquo; chiediamo tutti di avere una interlocuzione con il Governo. Le politiche abitative negli ultimi 20-30 non sono state fatte e per riuscire a risolvere i problemi di mancanza di piani casa, che dovrebbero essere sviluppati a livello nazionale,&nbsp; della mancanza di fondi per la ristrutturazione delle case, della necessit&agrave; di un&nbsp; pensiero sulla riqualificazione di aree dismesse in funzione abitativa, ma anche&nbsp; quello di affrontare il tema degli affitti turistici,&nbsp; questi sono tutti temi, che o svolgiamo e ripensiamo a livello nazionale o non hanno senso. Quindi trovarci tutti assieme con gli altri assessori e assessore degli altri comuni, ha il senso di raccordarci, condividere buone pratiche e cercare assieme soluzioni. Non vuole essere solo una critica, ma anche una proposta al Governo, che vogliamo ci ascolti, in modo che poi non ricadano solo sui comuni le necessit&agrave; e i bisogni impellenti delle persone con cui noi tutti i giorni dobbiamo interfacciarci</em>&rdquo;.</p>

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78543

Comunicato stampa: pubblicato l’elenco dei beneficiari e degli esclusi dai contributi del “Fondo sostegno dell’affitto”

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Tutte le informazioni necessarie per comprendere i destinatari del sostegno e le motivazioni delle esclusioni.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>E'&nbsp;stato pubblicato mercoled&igrave; 5 aprile (ed &egrave; reperibile anche su <a href="http://www.padovanet.it/informazione/fondo-sostegno-dellaffitto-fsa-ann…;) l&rsquo;elenco dei beneficiari e degli esclusi dai contributi del Fondo sostegno per l&rsquo;affitto (Fsa) per l&rsquo;anno 2022.<br>
Il termine per presentare le domande era scaduto l&rsquo;8 novembre scorso e prevedeva che gli interessati potessero fare domanda autonomamente o mediante i Caf&nbsp;convenzionati con il Comune di Padova.&nbsp;<br>
In totale sono state ricevute 2011 domande. La somma disponibile che ricordiamo, &egrave; messa a disposizione dalla Regione su ripartizione del Fondo nazionale, &egrave; di 1.172.664,76 euro. Le domande accolte sono state 1391&nbsp;e il contributo, a seconda dei parametri del richiedente, varia da un minimo di 4,90 euro ad un massimo di 2.089,47.&nbsp;<br>
Le domande escluse sono state 620.<br>
L&rsquo;anno precedente erano state presentate 1442 domande al Caf o tramite modulo online, e le famiglie beneficiarie erano state 976 per un totale di 849.210,94 euro assegnati. Balzano agli occhi due dati: il significativo aumento delle domande presentate e il fatto che l&rsquo;aumento della somma a disposizione&nbsp;(da circa 850 mila euro a circa 1.172 mila ) non &egrave; stato sufficiente per soddisfare tutte le richieste.<br>
Emerge anche un altro elemento di preoccupazione: ad oggi il Fondo nazionale per la locazione&nbsp; (art 11 legge 431/98) che prevede l'erogazione di contributi a favore di famiglie che pagano un canone di affitto oneroso rispetto al proprio reddito, non &egrave; stato ancora finanziato dal Governo, diversamente da quando era accaduto gli anni precedenti, quando la somma da trasferire alle Regioni era stata determinata gi&agrave; in Finanziaria.&nbsp;</p><p>L&rsquo;assessora alle politiche abitative Francesca Benciolini sottolinea: &ldquo;<em>I nostri uffici sono tempestivamente presenti e attivi in tutte le iniziative a sostegno dell&rsquo;affitto, che purtroppo non sono tante.&nbsp;Ricordiamo che ad oggi a livello di Governo sono stati tagliati i due Fondi, quello per la morosit&agrave; incolpevole e per il sostegno all&rsquo;affitto per l&rsquo;anno corrente.&nbsp; Continueremo a chiedere al Governo, anche assieme alle altre citt&agrave; italiane, di ripristinare questi fondi che sono fondamentali per riuscire a sostenere le situazioni critiche.&nbsp;Nel frattempo continuiamo a lavorare facendo tesoro di tutte le risorse e opportunit&agrave; che ci vengono date, in modo che le persone vengano accompagnate e aiutate il pi&ugrave; possibile. Lo facciamo per la parte economica ma anche, e questa &egrave; la nostra politica, con degli accompagnamenti all&rsquo;abitare che aiutino le persone a gestire la complessit&agrave; della gestione di una casa</em>&rdquo;.</p>

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78517