Conferenza stampa: presentazione della decima edizione di TedxPadova
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Carlo Pasqualetto invita i Media alla conferenza stampa di presentazione della decima edizione di TedxPadova, in programma <strong>giovedì 13 aprile, alle 11:00</strong> a Palazzo Moroni, in sala Bresciani. L’appuntamento sarà occasione per presentare la decima edizione dell’evento, diventato negli anni un vero proprio punto di riferimento per la città, fucina di idee e innovazione, e i suoi protagonisti, oltre le iniziative green e di inclusività promosse quest’anno.</p><p>Parteciperanno alla conferenza stampa:</p><ul>
<li>Margherita Cera, assessora con deleghe relative all’innovazione </li>
<li>Carlo Pasqualetto, licensee TedxPadova </li>
<li>Edonella Bresci, event manager TedxPadova </li>
<li>Cristiano Nacchi, audit partner Deloitte </li>
<li>Maria Teresa Innocente, responsabile Direzione regionale Veneto di Crédit Agricole Italia </li>
<li>Andrea Vit, Ceo & Founder di Storeis<strong> </strong></li>
</ul>
Comunicato stampa: riunione congiunta delle Commissioni consiliari II, VI e VIII
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Giovedì 13 aprile 2023, alle ore 17:30, nella sala Anziani di Palazzo Moroni si svolge, in seduta pubblica, la riunione congiunta delle Commissioni consiliari: II “Politiche economiche per il turismo e il marketing territoriale” presieduta dal consigliere Nereo Tiso, VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dal consigliere Simone Pillitteri e VIII “Politiche dell'ambiente, del verde e dell'energia” presieduta dal consigliere Marco Concolato.</p><p>All’ordine del giorno:</p><ul>
<li>discussione su mozione nr. 17/2023 : Mozione: sostegno ed adesione alle iniziative di Coldiretti contro il "Cibo sintetico";</li>
<li>discussione su mozione nr. 34/2023 : Mozione a sostegno ed adesione alle iniziative di Coldiretti contro il "Cibo sintetico";</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>
Comunicato stampa: dichiarazione del sindaco Sergio Giordani sulla registrazione dei figli delle coppie omogenitoriali dopo la richiesta degli atti dalla Procura
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>“<em>Come ho sempre detto da Sindaco ho agito nell’esclusivo interesse delle bambine, dei bambini e dei loro diritti fondamentali, ribadisco che ritengo sia un mio dovere.<br>
I bambini e le bambine vengono prima di tutte le discussioni ed evitare per loro delle discriminazioni molto gravi è un obiettivo che supera i vuoti normativi e che persegue i valori Costituzionali.<br>
Con moltissimi sindaci di vari schieramenti lo diciamo da tempo e chiediamo alla politica e al Parlamento di agire con urgenza e oltre ogni ideologia. Ho massimo rispetto per il lavoro della Procura che agisce nelle sue funzioni e alla quale abbiamo sempre inviato gli atti delle iscrizioni dal 2017 ad oggi.<br>
La domanda semmai è: per quanto tempo il Parlamento eviterà di legiferare su un tema così delicato che nella società è notoriamente presente e che la attraversa nel concreto da molti anni? Girarsi dall’altra parte significa evitare di vedere la realtà, magari accettando il fatto che bambine e bambini che sono cresciuti per anni con due genitori si vedano togliere a causa di leggi contraddittorie e vuoti normativi questo fondamentale e intimo aspetto della loro stessa esistenza con tutti i profondi traumi e le discriminazioni connesse a questa eventualità.<br>
Non posso che rinnovare il mio appello: serve agire con urgenza</em>”.</p><p>Sergio Giordani</p>
Comunicato stampa: dalla Regione Veneto il sostegno al Centro antidiscriminazioni Mariasilvia Spolato
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Con una deliberazione della Giunta Regionale, proposta dall’assessora Manuela Lanzarin e pubblicata nel mese di gennaio, si procede, in via sperimentale, a sostenere, nell'ambito degli interventi di prevenzione e contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere il Centro antidiscriminazioni "Mariasilvia Spolato", del Comune di Padova.<br>
La delibera è frutto di un emendamento all’ultima variazione di bilancio presentato dalla consigliera regionale Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo e, grazie a questo atto, vengono destinati al Centro 25.000 € per l'attività di accoglienza e sostegno per le persone Lgbt+ e, come si legge nella delibera, <em>“viene attribuita al Centro Mariasilvia Spolato la funzione di punto di osservazione regionale, al fine di raccogliere e fornire dati e informazioni alla Regione che favoriscano la conoscenza delle esigenze e necessità reali contribuendo all'avvio di un sistema regionale di Centri contro le discriminazioni e di specifiche Case di accoglienza.” </em><br>
Il Centro Mariasilvia Spolato è stato inaugurato il 22 aprile del 2022 grazie ad un finanziamento di 100.000 € del Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio, dopo un percorso coordinato dal Comune di Padova che ha coinvolto le associazioni Arcigay Tralaltro Padova Aps, Sat Pink Aps e Boramosa Aps. Si occupa di accoglienza, consulenza, sostegno, protezione a favore di persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze, abusi ed è gestito da una rete di associazioni del territorio che garantisce servizi di base a titolo gratuito.</p><p>L’assessora al sociale e pari opportunità del Comune di Padova Margherita Colonnello afferma: “<em>Ringrazio Elena Ostanel perché senza il suo contributo saremo un passo indietro. Oggi invece Padova ne compie uno avanti e siamo particolarmente orgogliose e orgogliosi di poterlo fare. Il progetto del Centro è nato durante lo scorso mandato amministrativo, seguito dall’allora assessora Marta Nalin, che sono felice di avere al mio fianco oggi, mentre si sancisce un passo importante, quello in cui Padova si appresta ad essere il centro regionale di un sistema contro le discriminazioni</em>”. </p><p>La consigliera Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo, proponente dell’emendamento all’ultima variazione di bilancio che ha reso possibile il finanziamento, dichiara: “<em>Oggi candidiamo la città di Padova ad essere punto di riferimento regionale contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. E sono felice che questo possa avvenire con il sostegno della Regione Veneto, grazie ad un mio emendamento approvato durante l’ultima variazione di bilancio. Pochi mesi fa a Vicenza un ragazzo veniva rifiutato dal Centro Antiviolenza dopo aver subito un abuso: ne era seguito un acceso dibattito sul fatto che questi centri dovessero prendere in carico anche vittime uomini e indipendentemente dall’orientamento. Se l’assessora Lanzarin diceva che era il primo caso che le fosse capitato, l’assessora Donazzan affermava invece come i Centri Antiviolenza avrebbero dovuto prendere in carico tutti, uomini compresi. Io invece sostenevo che il problema sta nell'assenza di strutture che forniscono protezione, aiuto e sostegno concreti a persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze e abusi. Così ho presentato un emendamento in questo senso alla variazione di bilancio che ha permesso di fare un passo avanti importante, arrivato dopo due anni di discussioni in aula, dove ho provato a sostenere che servono servizi dedicati, in particolare in un Paese che si colloca sotto della media europea quanto a grado di inserimento sociale delle persone Lgbtqi+ e percezione delle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Un report della Fundamental Rights Agency dice ancora che il 28% degli intervistati ha dichiarato di aver subito discriminazioni sul luogo di lavoro, il 32% di aver subito negli ultimi cinque anni almeno un episodio di violenza. Sono dati sconcertanti. Ma oggi Padova, la mia città, può attivare una rete regionale contro tutto questo e ne sono fiera</em>”.</p><p>La consigliera comunale Marta Nalin, che ha dato il via al progetto nello scorso mandato amministrativo aggiunge: “<em>La proposta di un Centro antidiscriminazione e antiviolenza Lgbt+ era il frutto di un percorso avviato con le realtà del territorio, possibile grazie al loro stimolo e alla loro collaborazione nel creare il giusto contesto in cui l’Amministrazione comunale poteva agire. E' stata una scelta coraggiosa un anno fa quando lo abbiamo inaugurato e lo è ancora di più oggi, nello scenario attuale. Padova su questi temi è sempre stata all’avanguardia e anche questo passo avanti è frutto della grande collaborazione tra realtà del territorio, che deve continuare a crescere, perché i servizi sono efficaci solo se svolti in rete. Bene la Regione abbia scelto di agire in questa direzione e per questo voglio ringraziare la consigliera Ostanel e il Veneto che Vogliamo, perché grazie al loro presidio costante stiamo mettendo la Regione Veneto di fronte a delle scelte che oggi non si possono non fare</em>”. </p><p>In conferenza stampa è stato anche presentato un report contenente i dati di un anno di lavoro del Centro, che si trova in allegato. A illustrarlo Mattia Galdiolo, presidente del Centro Mariasilvia Spolato. </p><p>“<em>I dati ci dicono come il flusso di persone che si sono rivolte al Centro sia stato costante e in graduale aumento, a dimostrazione del fatto che è un bisogno necessario e che più aumentava la capillarità dell’informazione sul Centro, più aumentava l’utenza. Finora, nella maggioranza dei casi, chi si è rivolto al centro era in grave situazione di marginalità, con bisogni quindi complessi che ci hanno portato ad attivare un sostegno multidisciplinare in collaborazione con i servizi pubblici. Parliamo di una fascia d’età soprattutto tra i 25 e i 30 anni, che vive situazioni discriminanti molto forti. Restano però non adeguatamente seguite molte persone che per paura, non conoscenza dell’esistenza degli spazi a cui rivolgersi o difficoltà, non denunciano le loro situazioni: gran parte della comunità deve essere ancora sensibilizzata. Oggi il bacino d’utenza è limitato alla provincia di Padova, ma grazie a questo investimento regionale ci aspettiamo un incremento degli accessi</em>”.</p><p>Alberto Crestanello, dell’associazione Boramosa, una delle realtà che ha dato vita al Centro aggiunge: “<em>Nel contesto italiano, per circa 50 anni, non si sono attuate strategie positive nei confronti della comunità Lgbtqia+ e ora, dopo anni di sensibilizzazione e manifestazione nello spazio pubblico, si stanno raggiungendo importanti traguardi. Dopo l’azione di amministrazioni regionali come la Toscana e l’Emilia Romagna, ora si aggiunge meritoriamente la Regione Veneto. Dopo un anno di attività del Centro, è chiaro che la strada deve essere quella di fare rete con le esperienze virtuose in Italia e non solo, per agire insieme in conformità alle strategie esistenti, con particolare attenzione per le persone che vivono situazioni di marginalità, perché migranti, o con meno opportunità o bassa scolarizzazione, in sinergia con tutti gli enti pubblici e privati.</em>”</p><p>Chiara Cuccheri, presidente di Arcigay Tralaltro Padova, aggiunge: “<em>Per le realtà che animano il Centro questo è un passo importante che ci rende orgogliosi ma ci carica anche di un’importante responsabilità, ovvero quella di iniziare a ragionare in ottica regionale e sondare il terreno per nuovi centri antidiscriminazione che potrebbero aprire in altre città del Veneto. Il nostro obiettivo è quello che Padova continui sempre ad essere una città in cui è possibile avere supporto e per questo vogliamo consolidare il centro anche coinvolgendo anche altre associazioni. Soprattutto questa è l’occasione per noi di ribaltare la narrazione che vede la Regione Veneto come un luogo chiuso e vittima dei pregiudizi, lavorando invece per aumentare spazi e i luoghi di servizi, punti di riferimento dove trovare diritti, ascolto e cura</em>”.</p>
Albo per i servizi di accoglienza e i servizi accessori del Settore Servizi Sociali
Conferenza stampa: presentazione dell’evento "La pace impossibile è l'unica possibile"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>ll Comune di Padova promuove un incontro pubblico il 14 aprile, alle ore 20:45 al Multisala Mpx per continuare la riflessione avviata a Verona, il 7 gennaio scorso con l'iniziativa "La pace può vincere la guerra", sui temi della guerra e della pace.</p><p>Padova è da decenni impegnata su pace, nonviolenza e diritti umani, grazie ad un tessuto sociale molto attento, alla presenza del Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca" dell'Università di Padova, a numerose associazioni attive sul territorio e al coinvolgimento diretto del Comune .</p><p>L'iniziativa verrà presentata in ​conferenza stampa</p><p><strong>mercoledì 12 aprile, alle ore 12:00<br>
Sala Bresciani Alvarez - Palazzo Moroni </strong></p><p>Saranno presenti:</p><ul>
<li>Francesca Benciolini, assessora alla pace e diritti umani</li>
<li>Giovanna Benucci, Assopace-Rete italiana Pace e Disarmo </li>
<li>Suor Francesca Fiorese, Ufficio diocesano di pastorale sociale - Uniti per la Pace Padova </li>
<li>Silvia Giralucci, giornalista </li>
<li>Marco Mascia, presidente Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” - Università degli Studi di Padova </li>
<li>Massimo Mastromatteo, Emergency Padova </li>
<li>Elena Pietrogrande, portavoce Area Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale - Comune di Padova </li>
<li>Palma Sergio, Segretaria Confederale Cgil Padova </li>
<li>Mirko Sossai, Comunità di Sant'Egidio </li>
</ul>
Cerimonia per il 108° anniversario del Genocidio Armeno
Spettacolo "La Resistenza delle donne"
Comunicato stampa: l'assessora Benciolini a Bologna tra gli ideatori del manifesto "Cinque proposte per una politica nazionale della Casa"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Le assessore e gli assessori alla Casa delle città di Bergamo, Bologna, Firenze, Lodi, Milano, Napoli, Padova, Parma, Roma, Torino, Verona, riunite a Bologna insieme all’Anci Nazionale, hanno discusso delle priorità in tema di politiche per la casa ed emergenza abitativa, per sollecitare il Governo nazionale a tornare protagonista. </p><p>Negli ultimi venti anni un progressivo processo di regionalizzazione delle politiche sulla casa, in parte conseguenza di alcuni dispositivi legislativi - tra gli altri i decreti Bassanini e la riforma del Titolo V della Costituzione - ha determinato una frammentazione delle politiche per la casa - e in particolare dell’Edilizia Residenziale Pubblica - e un sostanziale disimpegno dello Stato verso politiche urbane integrate. Ma com’è possibile che una persona abbia meno o diversi diritti nell’accesso a un servizio pubblico fondamentale, in base alla Regione di residenza?<br>
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Un processo di regionalizzazione e disimpegno dello Stato che è avvenuto mentre rilevanti criticità ed emergenze legate alla casa sono aumentate. Basti solo accennare ad alcuni fenomeni emergenti che accomunano molte di queste città di medie e grandi dimensioni. Dagli affitti brevi per uso turistico, che stanno progressivamente impattando sull'intero sistema abitativo, alla comunità degli studenti universitari fuori sede che spesso vedono negato il loro diritto all’istruzione superiore perché i costi dell’abitare sono insostenibili. Dalla paradossale e troppo lunga vicenda degli immobili dismessi di proprietà di enti statali o parastatali - autentici buchi neri nelle città - alle esigenze dei cittadini migranti, o fruenti di protezione internazionale, che vengono scaricate sui comuni. Dal progressivo impoverimento delle famiglie, specialmente di quelle che vivono in affitto, all’invecchiamento della popolazione, spesso sola, che genera anche nuovi bisogni abitativi.<br>
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Per ricomporre questi problemi e ricucire queste divergenze sono necessarie azioni concrete alla scala nazionale, cioè a quella dimensione funzionale a garantire identici diritti e al contempo a riconoscere diversità territoriali: sia iniziative legislative che politiche finanziarie. Perché i Comuni, in prima linea, hanno già pagato con un costo ormai insostenibile questo disimpegno.</p><p>Le 11 città riunite a Bologna concordano su 5 punti che diventano una proposta per il Governo. </p><p>1) Una legge quadro sull’Edilizia Residenziale Pubblica e Sociale, che restituisca uniformità territoriale nei diritti di accesso e permanenza all’edilizia pubblica e riconosca il diritto alla casa tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali. Una Legge abbinata al rifinanziamento del programma di interventi per il recupero e la<br>
razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), recuperando anche le residue 112 proposte del Programma innovativo per la qualità dell’abitare (PINQUA) in attesa dei finanziamenti che sono state dichiarate “ammissibili con riserva” e già valutate positivamente dall’Alta Commissione. Una norma che preveda il trasferimento delle risorse direttamente ai Comuni o alle Città Metropolitane; anche introducendo un sistema stabile di credito d’imposta (con possibilità di cessione) per la manutenzione delle case popolari con una prospettiva decennale. Una legge che stimoli e sostenga anche la nascita di un soggetto come le Housing associations cioè un settore d’impresa sociale che si inserisca in quello<br>
spazio vuoto - tra Stato e Mercato - per produrre, acquisire e gestire edilizia sociale per le differenti domande emergenti, capace di mettere al centro non solo la casa ma anche l’abitare, cioè l’insieme dei servizi “di accompagnamento” alla casa.</p><p>2) L’assegnazione gratuita ai Comuni degli immobili (aree ed edifici) di enti statali o parastatali inutilizzati, da destinare alla realizzazione di politiche per l’abitare, di contrasto all’emergenza abitativa e alla realizzazione di interventi per l’edilizia studentesca, con la previsione di un Fondo per l’adeguamento e la messa in sicurezza degli immobili così assegnati.<br>
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3) Il rifinanziamento del Fondo Nazionale Locazione e del Fondo Nazionale Morosi Incolpevoli, quali strumenti continuativi di supporto agli affitti.</p><p>4) Una legge nazionale di regolamentazione delle piattaforme turistiche, per governare gli impatti negativi generati sul sistema abitativo dal mercato degli affitti brevi turistici.<br>
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5) Una misura nazionale che riconosca strutturalmente l’Emergenza abitativa e l'homelessness come fragilità cui dedicare interventi e risorse. </p><p><strong>Francesca Benciolini assessora alle politiche abitative </strong>sottolinea: “<em>Trovarci qui a Bologna questa mattina è importante perché abbiamo capito che il tema delle politiche abitative, il tema della casa, non si possono risolvere a livello locale, tanto più nel momento in cui abbiamo iniziato a confrontarci tra comuni medi e grandi che si sono ritrovati tutti intorno agni stessi argomenti. Su questi temi, che oggi abbiamo presentato in occasione di questa iniziativa “Un’alleanza municipalista per una politica nazionale sulla casa” chiediamo tutti di avere una interlocuzione con il Governo. Le politiche abitative negli ultimi 20-30 non sono state fatte e per riuscire a risolvere i problemi di mancanza di piani casa, che dovrebbero essere sviluppati a livello nazionale, della mancanza di fondi per la ristrutturazione delle case, della necessità di un pensiero sulla riqualificazione di aree dismesse in funzione abitativa, ma anche quello di affrontare il tema degli affitti turistici, questi sono tutti temi, che o svolgiamo e ripensiamo a livello nazionale o non hanno senso. Quindi trovarci tutti assieme con gli altri assessori e assessore degli altri comuni, ha il senso di raccordarci, condividere buone pratiche e cercare assieme soluzioni. Non vuole essere solo una critica, ma anche una proposta al Governo, che vogliamo ci ascolti, in modo che poi non ricadano solo sui comuni le necessità e i bisogni impellenti delle persone con cui noi tutti i giorni dobbiamo interfacciarci</em>”.</p>
Comunicato stampa: pubblicato l’elenco dei beneficiari e degli esclusi dai contributi del “Fondo sostegno dell’affitto”
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>E' stato pubblicato mercoledì 5 aprile (ed è reperibile anche su <a href="http://www.padovanet.it/informazione/fondo-sostegno-dellaffitto-fsa-ann…;) l’elenco dei beneficiari e degli esclusi dai contributi del Fondo sostegno per l’affitto (Fsa) per l’anno 2022.<br>
Il termine per presentare le domande era scaduto l’8 novembre scorso e prevedeva che gli interessati potessero fare domanda autonomamente o mediante i Caf convenzionati con il Comune di Padova. <br>
In totale sono state ricevute 2011 domande. La somma disponibile che ricordiamo, è messa a disposizione dalla Regione su ripartizione del Fondo nazionale, è di 1.172.664,76 euro. Le domande accolte sono state 1391 e il contributo, a seconda dei parametri del richiedente, varia da un minimo di 4,90 euro ad un massimo di 2.089,47. <br>
Le domande escluse sono state 620.<br>
L’anno precedente erano state presentate 1442 domande al Caf o tramite modulo online, e le famiglie beneficiarie erano state 976 per un totale di 849.210,94 euro assegnati. Balzano agli occhi due dati: il significativo aumento delle domande presentate e il fatto che l’aumento della somma a disposizione (da circa 850 mila euro a circa 1.172 mila ) non è stato sufficiente per soddisfare tutte le richieste.<br>
Emerge anche un altro elemento di preoccupazione: ad oggi il Fondo nazionale per la locazione (art 11 legge 431/98) che prevede l'erogazione di contributi a favore di famiglie che pagano un canone di affitto oneroso rispetto al proprio reddito, non è stato ancora finanziato dal Governo, diversamente da quando era accaduto gli anni precedenti, quando la somma da trasferire alle Regioni era stata determinata già in Finanziaria. </p><p>L’assessora alle politiche abitative Francesca Benciolini sottolinea: “<em>I nostri uffici sono tempestivamente presenti e attivi in tutte le iniziative a sostegno dell’affitto, che purtroppo non sono tante. Ricordiamo che ad oggi a livello di Governo sono stati tagliati i due Fondi, quello per la morosità incolpevole e per il sostegno all’affitto per l’anno corrente. Continueremo a chiedere al Governo, anche assieme alle altre città italiane, di ripristinare questi fondi che sono fondamentali per riuscire a sostenere le situazioni critiche. Nel frattempo continuiamo a lavorare facendo tesoro di tutte le risorse e opportunità che ci vengono date, in modo che le persone vengano accompagnate e aiutate il più possibile. Lo facciamo per la parte economica ma anche, e questa è la nostra politica, con degli accompagnamenti all’abitare che aiutino le persone a gestire la complessità della gestione di una casa</em>”.</p>