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Comunicato stampa: evento aperto alla cittadinanza “La pace impossibile è l’unica possibile”

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Un'opportunità per riflettere e dialogare su pace e convivenza civile.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>E&rsquo; stato presentato in conferenza stampa a Palazzo Moroni l&rsquo;evento pubblico &ldquo;La pace impossibile &egrave; l'unica possibile&rdquo; organizzato dal Comune di Padova al Multisala MPX alle ore 20,45 al quale partecipano, tra gli altri, il sindaco Sergio Giordani e il vescovo Claudio Cipolla. Una serata dedicata alla Pace che sar&agrave; introdotta dall&rsquo;assessora alla pace e ai diritti umani Francesca Benciolini e coordinata dalla giornalista Silvia Giralucci.</p><p><strong>Francesca Benciolini assessora alla pace e ai diritti umani </strong>spiega: &ldquo;<em>Proponiamo una riflessione alla citt&agrave; su come si assicura la pace, ma anche su come si arriva alle guerre: le cose non avvengono per caso, ci sono dei processi che le accompagnano questi momenti della storia, e questi processi posso essere accompagnati in una direzione o nell&rsquo;altra. Verso la pace o verso la guerra. Questa ampia rete di associazioni e istituzioni della nostra citt&agrave; che si &egrave; gi&agrave; incontrata in questi 14 mesi attorno al tema della pace in Ucraina, vuole porre delle domande e chiedersi quindi quale sia la pace possibile oggi. Impariamo la storia, anche a scuola, come un susseguirsi di guerre intervallate da brevi momenti di pace,&nbsp;che&nbsp;paradossalmente, servono a preparare nuovi conflitti. Ci piace credere e lavorare perch&eacute; ci possano essere anche narrazioni diverse, che le strade della storia non debbano sempre e necessariamente andare in questa direzione. In questi mesi vediamo che l&rsquo;unica strada percorsa &egrave; quella della guerra e ci chiediamo, &egrave; possibile esplorare e percorrere altre strade? Ecco perch&eacute; proponiamo una riflessione su questo, per smarcarci da una discussione che &egrave; solo armi si armi no, se sei pacifista sei putiniano, se sostieni la guerra allora difendi la libert&agrave; e cos&igrave; via. Il tema &egrave; complesso e va affrontato con la consapevolezza di questa complessit&agrave; e capacit&agrave; anche di essere divisivo. Come Comune abbiamo invitato quindi le istituzioni cittadine, la Diocesi e l&rsquo;Universit&agrave; e raccolto le proposte che sono arrivate dalle comunit&agrave; del territorio</em>&rdquo;.</p><p><strong>Suor Francesca Fiorese dell&rsquo;Ufficio diocesano di Pastorale Sociale </strong>commenta: &ldquo;<em>I popoli non scelgono la guerra, scelgono la pace, ma hanno bisogno di istituzioni che ci credano, perch&egrave; i governi, a volte scelgono la guerra. Noi abbiamo la fortuna di vivere in una citt&agrave; che sceglie la pace nelle sue istituzioni, fino al popolo, ci sono una miriade di realt&agrave; civili, e anche abbiamo una Chiesa che &egrave; molto attenta alla pace e una Universit&agrave; che su questo punto &egrave; molto attiva. La quinta carovana per la pace verso l&rsquo;Ucraina &egrave; partita dalla nostra citt&agrave;, e non la ha scelta solo perch&eacute; Prato della Valle &egrave; una grande piazza che poteva contenere i partecipanti. E ancora, oggi siamo qui proprio a 60 anni e un giorno dalla pubblicazione dell&rsquo;enciclica &ldquo;Pacem in terris&rdquo; che conteneva gi&agrave; tutti i germi di pensiero che anche Papa Francesco poi ha portato e ci ha consegnato nella sua &ldquo;Fratelli tutti&rdquo;: la fraternit&agrave; universale</em>&rdquo;.</p><p><strong>Marco Mascia, presidente Centro di Ateneo per i Diritti Umani &ldquo;Antonio Papisca&rdquo; </strong>sottolinea: &ldquo;<em>La scelta del titolo &egrave; la chiave di lettura di questo evento: dalla Pace di Westfalia in poi la pace veniva riassunta nel detto, si vis pacem, para bellum. Questa era la pace possibile, ma la storia ci dimostra che questa pace possibile non la stiamo realizzando, cio&egrave; con la guerra non si costruisce la pace, mentre la pace impossibile che era quella degli idealisti, da Kant in poi, &egrave; quella che ragiona sulla costruzione della pace rovesciando il detto, se vuoi la pace prepara la pace. E&rsquo; questo &egrave; lo spirito dell&rsquo;incontro di venerd&igrave;, noi riteniamo che si debba lavorare per costruire l&rsquo;edificio della pace, come ha insegnato anche Papa Francesco. C&rsquo;&egrave; un nodo per&ograve; che va affrontato e che non &egrave; pi&ugrave; rinviabile, quello che noi abbiamo delle istituzioni a livello nazionale e a livello di Unione Europea che assieme all&rsquo;amministrazione americana, continuano a dire noi sosteniamo Kiev per tutto il tempo che sar&agrave; necessario. Cosa significa? Arriver&agrave; il momento che non ci sono pi&ugrave; armi, proiettili e fra un po&rsquo; anche uomini che andranno a combattere. E quindi che cosa vuol dire per tutto il tempo necessario? L&rsquo;obiettivo di questo evento &egrave; invece di ragionare sulla possibilit&agrave; di un cessate il fuoco, che non &egrave; una resa, si fermano le armi e proviamo da l&igrave; un negoziato, che porti a un vera e propria trattativa per la pace</em>&rdquo;.</p><p><strong>Mirko Sossai della Comunit&agrave; di Sant&rsquo;Egidio </strong>riflette: &ldquo;<em>Sottolineo soprattutto l&rsquo;importanza dei partecipanti a questa iniziativa, perch&eacute; mette assieme voci autorevolissime della societ&agrave; civile che in questi mesi hanno avuto un pensiero profondo sui temi della pace, a partire soprattutto da una storia e da una cultura di pace che ha veramente un orizzonte di decenni. E&rsquo; dalla conoscenza delle persone che adesso vivono la sofferenza della guerra che nasce questo impegno per la pace. La nostra grande preoccupazione &egrave; che oggi questa guerra si cristallizzi nel tempo. Lo abbiamo visto in Afghanistan come in Siria. Pensare alla pace &egrave; veramente pensare al futuro dell&rsquo;Ucraina, come delle altre parti del mondo dove la guerra &egrave; oramai una condizione endemica</em>&rdquo;.</p><p><strong>Massimo Mastromatteo, Emergency Padova</strong> dichiara: &ldquo;<em>Oggi la pace &egrave; pi&ugrave; divisiva che in passato, si discute di pace con visioni completamente diverse. Noi la guerra la vediamo perch&eacute; abbiamo ospedali aperti in tantissimi luoghi in ogni parte del mondo e molti di noi sono l&igrave; per molti mesi all&rsquo;anno. La drammaticit&agrave; della guerra la vediamo tutti i giorni, non la vediamo invece sui media dove si parla solo di numeri, ed &egrave; una cosa incredibile. Il Comune di Padova &egrave; molto coraggioso a proporre questo incontro che &egrave;, ripeto, divisivo, perch&eacute; parlare di pace quando si &egrave; in pace &egrave; facile, &egrave; quando si &egrave; in guerra che &egrave; difficile, e veramente estremamente complicato. Grazie per questa iniziativa</em>&rdquo;.</p><p><strong>Silvia Giralucci, giornalista </strong>spiega: &ldquo;<em>L&rsquo;idea dalla quale &egrave; partito il Comune di Padova &egrave; che la pace non &egrave; solo un&rsquo;assenza di guerra ma una condizione che si costruisce. Quindi l&rsquo;idea di questo incontro &egrave; di mettere degli attori assieme, di riunire le associazioni e le istituzioni che si occupano di pace per dare un contributo per costruire la pace. Sar&agrave; una serata in cui ci si parla e si parla alla citt&agrave; ragionando su proposte per costruire la pace</em>&rdquo;.</p><p><strong>Elena Pietrogrande, Portavoce Area Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale - Comune di Padova</strong> commenta: &ldquo;<em>Ci fa molto piacere che questa iniziativa sia idealmente il proseguimento dell&rsquo;incontro avvenuto a Verona qualche mese fa nella speranza che poi ci siano altre citt&agrave; che ricevano questo testimone e che attivino questa capacit&agrave; critica e questa capacit&agrave; di dialogo soprattutto che &egrave; alla base delle nostre associazioni soprattutto nella cooperazione internazionale. Le nostre associazioni infatti riescono ad operare anche in zone di guerra, proprio per la capacit&agrave; di dialogo vero che esprimono</em>&rdquo;.</p><p><strong>Palma Sergio, Segretaria Confederale Cgil Padova </strong>dichiara: &rdquo;<em>Un convegno dal titolo emblematico, incentrato sulle tematiche della pace, le stesse che la Cgil porta avanti da anni e su cui &ndash; insieme ad altre associazioni del territorio e a tutti i livelli: in &ldquo;Europe for Peace&rdquo;, nella &ldquo;Rete Italiana Pace e Disarmo&rdquo; e qui, in &ldquo;Uniti per la Pace &ndash; Padova&rdquo; &ndash; si impegna, quotidianamente, promuovendo quelle che definiamo &ldquo;azioni di pace&rdquo;, come la recente carovana &ldquo;#StopTheWarNow&rdquo; con cui sono state consegnate 20 tonnellate di aiuti umanitari alla popolazione ucraina. Un impegno sia sul piano degli aiuti concreti, dunque, che su quello delle idee come quelle che emergeranno nel corso di &ldquo;La pace impossibile &egrave; l&rsquo;unica possibile&rdquo; a cui porteremo il nostro contributo</em>&rdquo;.</p>

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Conferenza stampa: presentazione della decima edizione di TedxPadova

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Un'opportunità per esplorare idee innovative e ispirare il cambiamento nella comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Carlo Pasqualetto invita i Media alla conferenza stampa di presentazione della decima edizione di TedxPadova, in programma <strong>gioved&igrave; 13 aprile, alle 11:00</strong> a Palazzo Moroni, in sala Bresciani. L&rsquo;appuntamento sar&agrave; occasione per presentare la decima edizione dell&rsquo;evento, diventato negli anni un vero proprio punto di riferimento per la citt&agrave;, fucina di idee e innovazione, e i suoi protagonisti, oltre le iniziative green e di inclusivit&agrave; promosse quest&rsquo;anno.</p><p>Parteciperanno alla conferenza stampa:</p><ul>
<li>Margherita Cera, assessora con deleghe relative all&rsquo;innovazione&nbsp;</li>
<li>Carlo Pasqualetto, licensee TedxPadova&nbsp;</li>
<li>Edonella Bresci, event&nbsp;manager TedxPadova&nbsp;</li>
<li>Cristiano Nacchi, audit&nbsp;partner Deloitte&nbsp;</li>
<li>Maria Teresa Innocente, responsabile Direzione regionale Veneto di Cr&eacute;dit Agricole Italia&nbsp;</li>
<li>Andrea Vit, Ceo&nbsp;&amp; Founder di Storeis<strong> </strong></li>
</ul>

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Comunicato stampa: riunione congiunta delle Commissioni consiliari II, VI e VIII

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Un incontro strategico per discutere le future iniziative e collaborazioni intersettoriali.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Gioved&igrave; 13 aprile 2023, alle ore 17:30, nella sala Anziani di Palazzo Moroni si svolge, in seduta pubblica, la riunione congiunta delle Commissioni consiliari: II &ldquo;Politiche economiche per il turismo e il marketing territoriale&rdquo; presieduta dal consigliere Nereo Tiso, VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dal consigliere Simone Pillitteri e VIII &ldquo;Politiche dell'ambiente, del verde e dell'energia&rdquo; presieduta dal consigliere Marco Concolato.</p><p>All&rsquo;ordine del giorno:</p><ul>
<li>discussione su mozione nr. 17/2023 : Mozione: sostegno ed adesione alle iniziative di Coldiretti contro il "Cibo sintetico";</li>
<li>discussione su mozione nr. 34/2023 : Mozione a sostegno ed adesione alle iniziative di Coldiretti contro il "Cibo sintetico";</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>

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78651

Comunicato stampa: dalla Regione Veneto il sostegno al Centro antidiscriminazioni Mariasilvia Spolato

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Un nuovo impulso per la lotta contro le discriminazioni e la promozione dei diritti umani nel territorio veneto.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Con una deliberazione della Giunta Regionale, proposta dall&rsquo;assessora Manuela Lanzarin e pubblicata nel mese di gennaio, si procede, in via sperimentale, a sostenere, nell'ambito degli interventi di prevenzione e contrasto delle discriminazioni per orientamento sessuale e identit&agrave; di genere il Centro antidiscriminazioni "Mariasilvia Spolato", del Comune di Padova.<br>
La delibera &egrave; frutto di un emendamento all&rsquo;ultima variazione di bilancio presentato dalla consigliera regionale Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo e, grazie a questo atto, vengono destinati al Centro 25.000 &euro; per l'attivit&agrave; di accoglienza e sostegno per le persone Lgbt+ e, come si legge nella delibera, <em>&ldquo;viene attribuita al Centro Mariasilvia Spolato la funzione di punto di osservazione regionale, al fine di raccogliere e fornire dati e informazioni alla Regione che favoriscano la conoscenza delle esigenze e necessit&agrave; reali contribuendo all'avvio di un sistema regionale di Centri contro le discriminazioni e di specifiche Case di accoglienza.&rdquo; </em><br>
Il Centro Mariasilvia Spolato &egrave; stato inaugurato il 22 aprile del 2022 grazie ad un finanziamento di 100.000 &euro; del Dipartimento per le pari opportunit&agrave; della Presidenza del Consiglio, dopo un percorso coordinato dal Comune di Padova che ha coinvolto le associazioni Arcigay Tralaltro Padova Aps, Sat Pink Aps e Boramosa Aps. Si occupa di accoglienza, consulenza, sostegno, protezione a favore di persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze, abusi ed &egrave; gestito da una rete di associazioni del territorio che garantisce servizi di base a titolo gratuito.</p><p>L&rsquo;assessora al sociale e pari opportunit&agrave; del Comune di Padova Margherita Colonnello afferma: &ldquo;<em>Ringrazio Elena Ostanel perch&eacute; senza il suo contributo saremo un passo indietro. Oggi invece Padova ne compie uno avanti e siamo particolarmente orgogliose e orgogliosi di poterlo fare. Il progetto del Centro &egrave; nato durante lo scorso mandato amministrativo, seguito dall&rsquo;allora assessora Marta Nalin, che sono felice di avere al mio fianco oggi, mentre si sancisce un passo importante, quello in cui Padova si appresta ad essere il centro regionale di un sistema contro le discriminazioni</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>La consigliera Elena Ostanel, del Veneto che Vogliamo, proponente dell&rsquo;emendamento all&rsquo;ultima variazione di bilancio che ha reso possibile il finanziamento, dichiara: &ldquo;<em>Oggi candidiamo la citt&agrave; di Padova ad essere punto di riferimento regionale contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identit&agrave; di genere. E sono felice che questo possa avvenire con il sostegno della Regione Veneto, grazie ad un mio emendamento approvato durante l&rsquo;ultima variazione di bilancio. Pochi mesi fa a Vicenza un ragazzo veniva rifiutato dal Centro Antiviolenza dopo aver subito un abuso: ne era seguito un acceso dibattito sul fatto che questi centri dovessero prendere in carico anche vittime uomini e indipendentemente dall&rsquo;orientamento. Se l&rsquo;assessora Lanzarin diceva che era il primo caso che le fosse capitato, l&rsquo;assessora Donazzan affermava invece come i Centri Antiviolenza avrebbero dovuto prendere in carico tutti, uomini compresi. Io invece sostenevo che il problema sta nell'assenza di strutture che forniscono protezione, aiuto e sostegno concreti a persone Lgbt+, vittime di discriminazioni, maltrattamenti, violenze e abusi. Cos&igrave; ho presentato un emendamento in questo senso alla variazione di bilancio che ha permesso di fare un passo avanti importante, arrivato dopo due anni di discussioni in aula, dove ho provato a sostenere che servono servizi dedicati, in particolare in un Paese che si colloca sotto della media europea quanto a grado di inserimento sociale delle persone Lgbtqi+ e percezione delle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale e sull'identit&agrave; di genere. Un report della Fundamental Rights Agency dice ancora che il 28% degli intervistati ha dichiarato di aver subito discriminazioni sul luogo di lavoro, il 32% di aver subito negli ultimi cinque anni almeno un episodio di violenza. Sono dati sconcertanti. Ma oggi Padova, la mia citt&agrave;, pu&ograve; attivare una rete regionale contro tutto questo e ne sono fiera</em>&rdquo;.</p><p>La consigliera comunale Marta Nalin, che ha dato il via al progetto nello scorso mandato amministrativo aggiunge: &ldquo;<em>La proposta di un Centro antidiscriminazione e antiviolenza&nbsp;Lgbt+ era il frutto di un percorso avviato con le realt&agrave; del territorio, possibile grazie al loro stimolo e alla loro collaborazione nel creare il giusto contesto in cui l&rsquo;Amministrazione comunale poteva agire. E'&nbsp;stata una scelta coraggiosa un anno fa quando lo abbiamo inaugurato e lo &egrave; ancora di pi&ugrave; oggi, nello scenario attuale. Padova su questi temi &egrave; sempre stata all&rsquo;avanguardia e anche questo passo avanti &egrave; frutto della grande collaborazione tra realt&agrave; del territorio, che deve continuare a crescere, perch&eacute; i servizi sono efficaci solo se svolti in rete. Bene la Regione abbia scelto di agire in questa direzione e per questo voglio ringraziare la consigliera Ostanel e il Veneto che Vogliamo, perch&eacute; grazie al loro presidio costante stiamo mettendo la Regione Veneto di fronte a delle scelte che oggi non si possono non fare</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>In conferenza stampa &egrave; stato anche presentato un report contenente i dati di un anno di lavoro del Centro, che si trova in allegato. A illustrarlo Mattia Galdiolo, presidente del Centro Mariasilvia Spolato. &nbsp;</p><p>&ldquo;<em>I dati ci dicono come il flusso di persone che si sono rivolte al Centro sia stato costante e in graduale aumento, a dimostrazione del fatto che &egrave; un bisogno necessario e che pi&ugrave; aumentava la capillarit&agrave; dell&rsquo;informazione sul Centro, pi&ugrave; aumentava l&rsquo;utenza.&nbsp;Finora, nella maggioranza dei casi, chi si &egrave; rivolto al centro era in grave situazione di marginalit&agrave;, con bisogni quindi complessi che ci hanno portato ad attivare un sostegno multidisciplinare in collaborazione con i servizi pubblici. Parliamo di una fascia d&rsquo;et&agrave; soprattutto tra i 25 e i 30 anni, che vive situazioni discriminanti molto forti. Restano per&ograve; non adeguatamente seguite molte persone che per paura, non conoscenza dell&rsquo;esistenza degli spazi a cui rivolgersi o difficolt&agrave;, non denunciano le loro situazioni: gran parte della comunit&agrave; deve essere ancora sensibilizzata. Oggi il bacino d&rsquo;utenza &egrave; limitato alla provincia di Padova, ma grazie a questo investimento regionale ci aspettiamo un incremento degli accessi</em>&rdquo;.</p><p>Alberto Crestanello, dell&rsquo;associazione Boramosa, una delle realt&agrave; che ha dato vita al Centro aggiunge: &ldquo;<em>Nel contesto italiano, per circa 50 anni, non si sono attuate strategie positive nei confronti della comunit&agrave; Lgbtqia+ e ora, dopo anni di sensibilizzazione e manifestazione nello spazio pubblico, si stanno raggiungendo importanti traguardi. Dopo l&rsquo;azione di amministrazioni regionali come la Toscana e l&rsquo;Emilia Romagna, ora si aggiunge meritoriamente la Regione Veneto. Dopo un anno di attivit&agrave; del Centro, &egrave; chiaro che la strada deve essere quella di fare rete con le esperienze virtuose in Italia e non solo, per agire insieme in conformit&agrave; alle strategie esistenti, con particolare attenzione per le persone che vivono situazioni di marginalit&agrave;, perch&eacute; migranti, o con meno opportunit&agrave; o bassa scolarizzazione, in sinergia con tutti gli enti pubblici e privati.</em>&rdquo;</p><p>Chiara Cuccheri, presidente di Arcigay Tralaltro Padova, aggiunge: &ldquo;<em>Per le realt&agrave; che animano il Centro questo &egrave; un passo importante che ci rende orgogliosi ma ci carica anche di un&rsquo;importante responsabilit&agrave;, ovvero quella di iniziare a ragionare in ottica regionale e sondare il terreno per nuovi centri antidiscriminazione che potrebbero aprire in altre citt&agrave; del Veneto. Il nostro obiettivo &egrave; quello che Padova continui sempre ad essere una citt&agrave; in cui &egrave; possibile avere supporto e per questo vogliamo consolidare il centro anche coinvolgendo anche altre associazioni. Soprattutto questa &egrave; l&rsquo;occasione per noi di ribaltare la narrazione che vede la Regione Veneto come un luogo chiuso e vittima dei pregiudizi, lavorando invece per aumentare spazi e i luoghi di servizi, punti di riferimento dove trovare diritti, ascolto e cura</em>&rdquo;.</p>

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Conferenza stampa: presentazione dell’evento "La pace impossibile è l'unica possibile"

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Un momento di riflessione e dialogo per costruire un futuro di armonia e comprensione.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>ll Comune di Padova promuove un incontro pubblico il 14 aprile, alle ore 20:45 al Multisala Mpx&nbsp;per continuare la riflessione avviata a Verona, il 7 gennaio scorso con l'iniziativa "La pace pu&ograve; vincere la guerra", sui temi della guerra e della pace.</p><p>Padova &egrave; da decenni impegnata su pace, nonviolenza e diritti umani, grazie ad un tessuto sociale molto attento, alla presenza del Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca" dell'Universit&agrave; di Padova, a numerose associazioni attive sul territorio e al coinvolgimento diretto del Comune .</p><p>L'iniziativa verr&agrave; presentata in&nbsp;&#8203;conferenza stampa</p><p><strong>mercoled&igrave; 12 aprile, alle ore 12:00<br>
Sala Bresciani Alvarez&nbsp;-&nbsp;Palazzo Moroni&nbsp;</strong></p><p>Saranno presenti:</p><ul>
<li>Francesca Benciolini, assessora alla pace e diritti umani</li>
<li>Giovanna Benucci, Assopace-Rete italiana Pace e Disarmo&nbsp;</li>
<li>Suor Francesca Fiorese, Ufficio diocesano di pastorale sociale - Uniti per la Pace Padova&nbsp;</li>
<li>Silvia Giralucci, giornalista&nbsp;</li>
<li>Marco Mascia, presidente Centro di Ateneo per i Diritti Umani &ldquo;Antonio Papisca&rdquo; - Universit&agrave; degli Studi di Padova&nbsp;</li>
<li>Massimo Mastromatteo, Emergency Padova&nbsp;</li>
<li>Elena Pietrogrande,&nbsp;portavoce Area Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale - Comune di Padova&nbsp;</li>
<li>Palma Sergio, Segretaria Confederale Cgil Padova&nbsp;</li>
<li>Mirko Sossai, Comunit&agrave; di Sant'Egidio&nbsp;</li>
</ul>

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78601

Comunicato stampa: l'assessora Benciolini a Bologna tra gli ideatori del manifesto "Cinque proposte per una politica nazionale della Casa"

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Un impegno per il diritto all'abitare e la promozione di politiche abitative sostenibili.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Le assessore e gli assessori alla Casa delle citt&agrave; di Bergamo, Bologna, Firenze, Lodi, Milano, Napoli, Padova, Parma, Roma, Torino, Verona, riunite a Bologna insieme all&rsquo;Anci Nazionale, hanno discusso delle priorit&agrave; in tema di politiche per la casa ed emergenza abitativa, per sollecitare il Governo nazionale a tornare protagonista.&nbsp;</p><p>Negli ultimi venti anni un progressivo processo di regionalizzazione delle politiche sulla casa, in parte conseguenza di alcuni dispositivi legislativi - tra gli altri i decreti Bassanini e la riforma del Titolo V della Costituzione - ha determinato una frammentazione delle politiche per la casa - e in particolare dell&rsquo;Edilizia Residenziale Pubblica - e un sostanziale disimpegno dello Stato verso politiche urbane integrate. Ma com&rsquo;&egrave; possibile che una persona abbia meno o diversi diritti nell&rsquo;accesso a un servizio pubblico fondamentale, in base alla Regione di residenza?<br>
<br>
Un processo di regionalizzazione e disimpegno dello Stato che &egrave; avvenuto mentre rilevanti criticit&agrave; ed emergenze legate alla casa sono aumentate. Basti solo accennare ad alcuni fenomeni emergenti che accomunano molte di queste citt&agrave; di medie e grandi dimensioni. Dagli affitti brevi per uso turistico, che stanno progressivamente impattando sull'intero sistema abitativo, alla comunit&agrave; degli studenti universitari fuori sede che spesso vedono negato il loro diritto all&rsquo;istruzione superiore perch&eacute; i costi dell&rsquo;abitare sono insostenibili. Dalla paradossale e troppo lunga vicenda degli immobili dismessi di propriet&agrave; di enti statali o parastatali - autentici buchi neri nelle citt&agrave; - alle esigenze dei cittadini migranti, o fruenti di protezione internazionale, che vengono scaricate sui comuni. Dal progressivo impoverimento delle famiglie, specialmente di quelle che vivono in affitto, all&rsquo;invecchiamento della popolazione, spesso sola, che genera anche nuovi bisogni abitativi.<br>
<br>
Per ricomporre questi problemi e ricucire queste divergenze sono necessarie azioni concrete alla scala nazionale, cio&egrave; a quella dimensione funzionale a garantire identici diritti e al contempo a riconoscere diversit&agrave; territoriali: sia iniziative legislative che politiche finanziarie. Perch&eacute; i Comuni, in prima linea, hanno gi&agrave; pagato con un costo ormai insostenibile questo disimpegno.</p><p>Le 11 citt&agrave; riunite a Bologna concordano su 5 punti che diventano una proposta per il Governo.&nbsp;</p><p>1) Una legge quadro sull&rsquo;Edilizia Residenziale Pubblica e Sociale, che restituisca uniformit&agrave; territoriale nei diritti di accesso e permanenza all&rsquo;edilizia pubblica e riconosca il diritto alla casa tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali. Una Legge abbinata al rifinanziamento del programma di interventi per il recupero e la<br>
razionalizzazione degli immobili e degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), recuperando anche le residue 112 proposte del Programma innovativo per la qualit&agrave; dell&rsquo;abitare (PINQUA) in attesa dei finanziamenti che sono state dichiarate &ldquo;ammissibili con riserva&rdquo; e gi&agrave; valutate positivamente dall&rsquo;Alta Commissione. Una norma che preveda il trasferimento delle risorse direttamente ai Comuni o alle Citt&agrave; Metropolitane; anche introducendo un sistema stabile di credito d&rsquo;imposta (con possibilit&agrave; di cessione) per la manutenzione delle case popolari con una prospettiva decennale. Una legge che stimoli e sostenga anche la nascita di un soggetto come le Housing associations cio&egrave; un settore d&rsquo;impresa sociale che si inserisca in quello<br>
spazio vuoto - tra Stato e Mercato - per produrre, acquisire e gestire edilizia sociale per le differenti domande emergenti, capace di mettere al centro non solo la casa ma anche l&rsquo;abitare, cio&egrave; l&rsquo;insieme dei servizi &ldquo;di accompagnamento&rdquo; alla casa.</p><p>2) L&rsquo;assegnazione gratuita ai Comuni degli immobili (aree ed edifici) di enti statali o parastatali inutilizzati, da destinare alla realizzazione di politiche per l&rsquo;abitare, di contrasto all&rsquo;emergenza abitativa e alla realizzazione di interventi per l&rsquo;edilizia studentesca, con la previsione di un Fondo per l&rsquo;adeguamento e la messa in sicurezza degli immobili cos&igrave; assegnati.<br>
<br>
3) Il rifinanziamento del Fondo Nazionale Locazione e del Fondo Nazionale Morosi Incolpevoli, quali strumenti continuativi di supporto agli affitti.</p><p>4) Una legge nazionale di regolamentazione delle piattaforme turistiche, per governare gli impatti negativi generati sul sistema abitativo dal mercato degli affitti brevi turistici.<br>
<br>
5) Una misura nazionale che riconosca strutturalmente l&rsquo;Emergenza abitativa e l'homelessness come fragilit&agrave; cui dedicare interventi e risorse.&nbsp;</p><p><strong>Francesca Benciolini assessora alle politiche abitative </strong>sottolinea: &ldquo;<em>Trovarci qui a Bologna questa mattina &egrave; importante perch&eacute; abbiamo capito che il tema delle politiche abitative, il tema della casa, non si possono risolvere a livello locale, tanto pi&ugrave; nel momento in cui abbiamo iniziato a confrontarci tra comuni medi e grandi che si sono ritrovati tutti intorno agni stessi argomenti.&nbsp;&nbsp; Su questi temi, che oggi abbiamo presentato in occasione di questa iniziativa &ldquo;Un&rsquo;alleanza municipalista per una politica nazionale sulla casa&rdquo; chiediamo tutti di avere una interlocuzione con il Governo. Le politiche abitative negli ultimi 20-30 non sono state fatte e per riuscire a risolvere i problemi di mancanza di piani casa, che dovrebbero essere sviluppati a livello nazionale,&nbsp; della mancanza di fondi per la ristrutturazione delle case, della necessit&agrave; di un&nbsp; pensiero sulla riqualificazione di aree dismesse in funzione abitativa, ma anche&nbsp; quello di affrontare il tema degli affitti turistici,&nbsp; questi sono tutti temi, che o svolgiamo e ripensiamo a livello nazionale o non hanno senso. Quindi trovarci tutti assieme con gli altri assessori e assessore degli altri comuni, ha il senso di raccordarci, condividere buone pratiche e cercare assieme soluzioni. Non vuole essere solo una critica, ma anche una proposta al Governo, che vogliamo ci ascolti, in modo che poi non ricadano solo sui comuni le necessit&agrave; e i bisogni impellenti delle persone con cui noi tutti i giorni dobbiamo interfacciarci</em>&rdquo;.</p>

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78543