Comunicato stampa: "Il Sotografo", la mostra fotografica dedicata a Stefano Vallin alle ex Scuderie di Palazzo Moroni
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</figure><br><p>Il Comune di Padova - Assessorato alla cultura e l’associazione Ottavo Giorno Onlus presentano la mostra fotografica: Il Sotografo - Fotografie di Stefano Vallin.</p><p>Stefano Vallin (1957- 2021) ha vissuto tutta la sua vita a Padova dove ha lavorato come fotografo a cominciare dalla fine degli anni Settanta fino al giorno della sua recente e prematura scomparsa.<br>
Molto conosciuto in città, non solo come fotografo, ma anche come giocatore di rugby e, negli ultimi anni, come volontario attivo in spedizioni umanitarie di aiuto ai profughi di diversa provenienza, Stefano, nel corso della sua vita, ha saputo tessere una fitta rete di relazioni, spesso sfociate in durature amicizie, nei contesti più disparati. La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto a Padova che questa mostra vuole, in qualche modo, contribuire a colmare offrendo alla città l’opportunità di incontrare Stefano attraverso la sincera vitalità delle sue immagini. Si tratta della prima esposizione di sue fotografie, non avendo egli mai dato peso al fatto di mostrarsi, nel corso della sua avventura professionale. Quello del fotografo diventa per Stefano un mestiere quando nel 1978 suo padre gli procura una licenza, rilevando il “Negozio” di via Umberto; un mestiere che si deve inventare, in cui si forma da autodidatta e che lo catapulta, ancora ragazzo, nel mondo adulto del lavoro. Non c’è tempo per studiare, per sperimentare, deve stare al passo con le richieste dei clienti che vanno dai matrimoni, alle fototessere, dai ritratti alle riproduzioni di collezioni d’arte, ai servizi per eventi.<br>
Di qui l’ironico appellativo di “Sotografo” che Stefano si è voluto dare, prendendolo a prestito da un invitato durante un matrimonio, per il fatto appunto di dover essere sottoposto al volere di una clientela. Stefano, tuttavia, ha un’innata abilità nell’osservare il mondo e nel corso di molteplici esperienze professionali e di viaggio si è sempre ritagliato uno spazio per i “suoi” scatti personali. Non pensa di essere un artista, ma crede nella sua capacità di vedere le cose e nella necessità di coglierle, così come sono, attraverso un obbiettivo. I suoi riferimenti culturali sono i Fotografi della Magnum Photos, il bianco e nero degli anni ’30,’40 e ’50, di Robert Capa, Elliott Erwitt, Vivian Maier; le istantanee rubate per strada, che catturano attimi unici di vita. Dopo la chiusura di “Negozio” nel 1993, Stefano continua a lavorare come freelance, ma è l’esperienza come fotografo di cronaca presso l’agenzia Candid Camera diretta da Piero Rinaldi, che incide molto nel suo stile che matura e acquisisce sicurezza, pur vivendo in pieno il difficile passaggio dall’analogico al digitale, alla fine degli anni ‘90.</p><p>La mostra, accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo, presenta una selezione tra i migliori scatti realizzati nel corso della sua carriera. Sono tutte fotografie scattate nell’ambito di una ricerca personale capaci di restituirci lo sguardo di Stefano; sempre curioso, interessato alla vita, ovunque essa si manifesti. Filo conduttore, di fotografie scattate in luoghi, periodi e contesti tra i più vari, è l’interesse e il rispetto per le persone, tutte, nella loro unicità colte in diverse attività: il lavoro, lo svago, il quotidiano, lo sport, la sventura, la solitudine, la solidarietà. Alla realizzazione della mostra, ideata da Marina Giacometti moglie del fotografo, hanno collaborato: Simone Settimo – selezione foto; Maurizio Ciato – allestimento; Alessandro Magagna – ricerca negativi; Francesco Durante Viola – coordinamento e comunicazione social; Marco Mattarolo – comunicazione social; Massimo Melloni – progetto grafico catalogo; Emanuele Salvagno – realizzazione del materiale espositivo. Con il contributo della Fondazione Cariparo. Si ringraziano inoltre tutte le persone che stanno donando il loro contributo attraverso la raccolta fondi.</p><p>Nella sezione "Documenti" di questa pagina è disponibile la locandina della mostra.</p>
Comunicato stampa: presentata la Commissione consiliare speciale "Salute a Padova"
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<img src="/sites/default/files/images/commissione%20sanita.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>A seguito della mozione (prima firmataria Anna Barzon) approvata dal Consiglio comunale di Padova il 21 novembre 2022 e della conseguente deliberazione, sempre del Consiglio, approvata il 27 febbraio 2023 è stata costituita la Commissione consiliare speciale “Salute a Padova” che si è insediata lo scorso 21 aprile.<br>
La Commissione, che avrà la durata di due anni dall’insediamento, è composta dai seguenti consiglieri comunali: Anna Barzon (presidente), Ivo Tiberio (vicepresidente), Elena Cappellini (vicepresidente), Pietro Bean, Giovanni Gabelli, Franca de Lazzari, Marta Nalin, Paolo Sacerdoti, Antonio Foresta, Francesco Peghin, Roberto Cruciato, Ubaldo Lonardi, Roberto Moneta e Manuel Bianzale. </p><p>Sabato 29 aprile la presidente Anna Barzon, affiancata dai vicepresidenti Elena Cappellini e Ivo Tiberio e alla presenza dei consiglieri componenti Pietro Bean, Giovanni Gabelli, Franca de Lazzari e Marta Nalin ha presentato la Commissione e gli ambiti nei quali interverrà. </p><p>Ambiti di intervento: </p><ol>
<li>monitoraggio, aggiornamento e informazione costante al Consiglio comunale sia sulle fasi di costruzione e armonizzazione con l’area dei Poli Ospedalieri di Padova (edifici e infrastrutture specificamente legate all’ospedale e i suoi collegamenti), sia in relazione all’attività di integrazione con il territorio con approfondimenti in ambito organizzativo; </li>
<li>mappatura dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali attivi nel territorio nel rispetto del principio di integrazione socio-sanitaria; </li>
<li>rilevazione dei bisogni dei cittadini come emergono dal territorio anche mediante il coinvolgimento di una cittadinanza pro-attiva, le associazioni di volontariato, enti del terzo settore, le consulte dei quartieri, ecc.; </li>
<li>individuazione dei modelli e degli standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio Sanitario nazionale come definito nell’allegato 1 del DM 77 richiamato in premessa e individuazione degli indicatori di attività previsti nello stesso decreto. </li>
</ol><p>Obiettivi: </p><ol>
<li>verificare i reali bisogni di salute della popolazione con la revisione e pianificazione periodica dei Piani di Zona in collaborazione con l’Aulss 6-Euganea; </li>
<li>monitorare con gli indicatori previsti il raggiungimento degli obiettivi relativi agli standard dei servizi territoriali sanitari e sociosanitari sulla base dei dati forniti dalla Aulss 6-Euganea; </li>
<li>elaborare proposte, innovative e rigenerative, da inoltrare alla Regione Veneto, per stimolare e realizzare l’integrazione tra attività ospedaliera e territoriale per il tramite dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova e dell’Aulss 6 Euganea nell’ottica della costruzione di servizi di prossimità, in linea con la “città dei 15 minuti”; </li>
<li>vigilare sulla realizzazione del PNRR missioni 5 (in stretto raccordo con la Commissione consiliare permanente IV) e 6 (Case di Comunità, Ospedali di Comunità, ecc… ). </li>
</ol><p>La Presidente della Commissione “Salute a Padova” a metà mandato e a conclusione dei lavori dovrà presentare una relazione al Consiglio comunale; verranno inoltre elaborati report periodici che diano evidenza dell’attività svolta, con cadenza di massima semestrale.</p><p>La presidente della Commissione Anna Barzon spiega: “<em>Non stiamo parlando di sanità, o almeno non solo di sanità, perché la salute presuppone un equilibrio di altri fattori ad esempio servizi sociali, sociosanitari efficienti e di prossimità. La sanità è di competenza specifica della Regione, mentre la salute è in capo all’amministrazione locale, e il Sindaco ha la responsabilità della salute dei cittadini. Ci sono strumenti attraverso i quali assicurare la salute sul territorio, come ad esempio il Piano di Zona che è definito dalla Conferenza dei Sindaci appartenenti territorialmente alle Ulss. Altro strumento per ora poco conosciuto sono gli ambiti territoriali sociali. La Commissione opererà spesso in modo coordinato con le commissioni consiliari permanenti, qualora i temi dovessero essere di loro competenza. Abbiamo bisogno del lavoro di tutti, perché gli obiettivi che ci siamo dati dovrebbero trovare una sintesi valida per tutto il consiglio comunale, perché credo che il tema della salute possa avere più interessi convergenti che divergenti</em>”.</p><p>Il vicepresidente Ivo Tiberio sottolinea: “L<em>a sanità dopo il Covid sta avendo un ruolo piuttosto marginale nel dibattito politico, non solo nazionale ma anche regionale e questo purtroppo è già di per se sintomo di un problema. Questa commissione avrà due macroargomenti di cui occuparsi: quello del nuovo Ospedale e la questione della riforma della sanità territoriale. Quelle del nuovo ospedale è una sfida che ci accompagnerà ancora per molti anni e vedremo come andrà a dipanarsi, sulla riforma della sanità territoriale invece, si parte dal decreto 77 che parla della riorganizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale in un'ottica di sempre maggiore prossimità, quindi di distretto come perno del sistema, case e ospedali di comunità. Tutto questo dovrà essere accompagnato dalla definizione di standard che definiscono tutti gli aspetti del sistema stesso. Questo si scontra con alcuni problemi, perché pur essendo finanziato a livello nazionale dal PNRR con 6 miliardi siamo già in ritardo sui tempi. Il problema è quello del personale e del sottofinanziamento del sistema, che è cronicamente sottofinanziato: alla sanità mancano circa 50 milirdi di euro che sono andati perduti nel corso degli anni</em>”.</p><p>La vicepresidente Elena Cappellini puntualizza: “<em>Questa commissione è davvero una occasione speciale, per Padova e per i suoi cittadini, perché l’argomento è molto ampio, salute non è solo sanità, ma benessere sociale a 360 gradi. Ci occuperemo di monitorare l’avanzamento dei lavori del nuovo Ospedale, gli ambiti territoriali, dovremo sicuramente valutare e analizzare la documentazione della Regione che verrà integrata con i nostri progetti. Peccato per l’insediamento tardivo della Commissione, perché si poteva pensare di elaborare dei progetti e di presentare delle proposte anche in ragione delle scadenze che ci sono in regione proprio per gli ambiti territoriali. La carenza dei medici di base è molto significativa in Veneto e riguarda anche i pediatri e tutto ciò che concerne il personale come abbiamo già detto. Saremo un valore aggiunto per monitorare tutto quello che è la mancanza dell’integrazione tra ospedale e territorio e verificheremo se i bisogni dei nostri cittadini vengono effettivamente espletati. Sono orgogliosa di far parte di questa commissione speciale come vicepresidente e non mancherà da parte mia anche l’attenzione all’assistenza psicologica e il coinvolgimento di tutte le professioni sanitarie</em>.” </p><p>La consigliera Franca de Lazzari commenta: “<em>Quello che manca molto spesso sono dati, questa commissione avrà il compito di trovare degli interlocutori che ci aiutano a definire strategie che sicuramente il Sindaco e la Giunta hanno in testa, ma se la salute è circolare, e noi ne siamo tutti convinti una commissione speciale deve mettere in rete i singoli aspetti positivi o negativi del sistema. Padova in questo senso ha un’altra peculiarità: è il comune principale di una Ulss grande che però non ha un suo Ospedale dopo l’aggregazione del Sant’Antonio nell’Azienda Ospedaliera di Padova, cosa che crea qualche problema territoriale che è già emerso</em>”.</p><p>La consigliera Marta Nalin sottolinea: "<em>E’ un atto di grande responsabilità da parte del nostro Consiglio Comunale aver messo al centro la salute con la costituzione di questa commissione speciale, in un momento storico in cui la salute è fuori dall’agenda politica, una cosa paradossale vista la recente esperienza del Covid. Sottolineo che il principio base del nostro essere componenti di questa commissione è la difesa della salute pubblica</em>". </p><p>Il consigliere Pietro Bean precisa: “<em>Pongo l’accento su un tema che ha già trovato un consenso trasversale, che è quella dell’assistenza psicologica di base perché questa commissione non è sulla sanità ma sulla salute a Padova e questo vuol dire chiaramente occuparsi di sanità pubblica, ma la salute è ben altro. Dopo la pandemia, tra le giovani generazioni e non solo c’è una diffusione di casi di ansia e depressione e questa sarà sicuramente una tematica di cui dovremo occuparci"</em>. </p><p>Il consigliere Giovanni Gabelli dichiara: “<em>Abbiamo un compito importante per quanto riguarda l’acquisizione e la comprensione dei dati. Ce ne sono una marea, spesso sono pubblici ma non pubblicati, oppure disponibili in maniera difficile da raccogliere, io credo che uno dei principali lavori che dovremo fare possa essere proprio questo, perché è fondamentale avere i dati in sanità per una struttura che vuole ragionare e intervenire per la salute del proprio territorio</em>”.</p>
Evento sportivo "La notte dei campioni"
Torneo primaverile di roundnet - anno 2023
Comunicato stampa: "Anime Verdi 2023". La sesta edizione del festival che celebra la bellezza, lo stupore e la meraviglia
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Sboccia la primavera e torna, sabato 6 e domenica 7 maggio, nel pieno delle fioriture di stagione, la sesta edizione di “Anime Verdi”, il festival che apre i portoni dei giardini privati e abitualmente non visitabili di Padova.<br>
Il programma del Festival è stato presentato giovedì 27 aprile a Palazzo Moroni, alla presenza di Antonio Bressa - assessore al verde, parchi e agricoltura del Comune di Padova, Pietro Bean - consigliere delegato alle politiche giovanili del Comune di Padova, Fiorita Luciano - caposettore Gabinetto del Sindaco e Stefano De Stefani, curatore di Anime Verdi e presidente de Il Raggio Verde.<br>
L’evento di presentazione è stato arricchito dall’intervento "Fermarsi a guardare”, una lezione aperta a cura del professore Ugo Morelli, direttore scientifico Arte Sella Education, che ha approfondito cosa succede nel nostro cervello quando rallentiamo il passo ed entriamo in sintonia con il paesaggio.</p><p><strong>EDIZIONE 2023</strong></p><p>Quest’anno il Festival aprirà i portoni di 44 giardini, ben 21 in più rispetto alla sua prima edizione nel 2018 e con 7 novità, e consentirà a padovani e turisti, grandi e piccoli, curiosi e appassionati di natura, di avventurarsi in itinerari inediti tra le vie del centro, attraverso i secoli e gli stili dei diversi angoli verdi, tra alberi ultracentenari e rare varietà di piante, scoprendo i gusti e le cure di ciascun proprietario.<br>
“Anime Verdi” è reso possibile dalla cura e la disponibilità dei proprietari che aderiscono all’evento, e da un numeroso gruppo di giovani volontari - più di 100 quest’anno, a cui si aggiungono 50 studenti degli Istituti che aprono un loro giardino - che custodiranno gli ingressi ai giardini per tutta la durata della manifestazione.<br>
Nelle due giornate, i giardini saranno aperti dalle ore 9:30 alle 13:00 e dalle 14:45 alle 19:00, anche in caso di maltempo.<br>
Per accedervi sarà necessario munirsi del braccialetto acquistabile fino al 4 maggio all’Infopoint di piazza delle Erbe, 52, aperto dalle ore 10:00 alle 14:00 e dalle 17:00 alle 19:00 (festivi compresi), oppure online su <a href="http://www.animeverdi.it/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.animeverdi.it</a> con un piccolo costo di commissione e il ritiro del braccialetto presso l’InfoPoint.</p><p><strong>GLI APPUNTAMENTI SPECIALI</strong></p><p>In continuità con le scorse edizioni, anche quest’anno la visita sarà arricchita dalla possibilità di partecipare a numerose iniziative collaterali tra i giardini.<br>
I visitatori potranno infatti assistere a performance di danza, esibizioni di pianoforte, reading musicati, ammirare installazioni fotografiche, prendere parte a visite guidate al roseto in fiore di Santa Giustina, alla navigazione sul Piovego, ma anche cimentarsi in un laboratorio di cianotipia o iniziare le giornate con una lezione di fitness nel verde.<br>
La chiusura del Festival è affidata a un live show a cura del gruppo Psychodrummers, domenica, alle ore 19:15 in piazza delle Erbe.<br>
Il programma dettagliato della manifestazione e le modalità di iscrizione ai laboratori sono disponibili sul sito del Festival <a href="http://www.animeverdi.it/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.animeverdi.it</a> e all’interno della mappa che sarà consegnata a ciascun partecipante.</p><p><strong>IL PROGETTO</strong></p><p>“<em>Anime Verdi arricchisce l'offerta culturale della nostra città confermandosi come un progetto culturale corale</em> - dichiara l’assessore al verde Antonio Bressa - <em>È un’occasione unica per scoprire non solo i giardini segreti e nascosti delle abitazioni private, ma anche per valorizzare gli spazi di verde pubblico meno noti o abitualmente non accessibili. Due giorni per incontrare l’ospitalità dei proprietari, la dedizione dei volontari, l’attenzione dei partner e la passione di esperti, guide, artisti e autori che lo animeranno, rendendolo un’esperienza unica</em>”.</p><p>A cui fa eco Stefano De Stefani, curatore del Festival: <em>“Lo stupore e il senso di meraviglia che si ritrovano negli sguardi dei visitatori sono il tratto distintivo di questa manifestazione, che attraverso la lentezza, la cura e l’attenzione alla bellezza è riuscita a cambiare, negli anni, il nostro modo di guardare</em>”.</p><p>Anime Verdi è un’iniziativa di Ufficio Progetto Giovani - Gabinetto del Sindaco del Comune di Padova, Il Raggio Verde e Xena, con il patrocinio dell’Università di Padova, Csv Padova e Rovigo, Aiapp, Apgi, in collaborazione con Alumni Unipd, Gruppo Giardino storico Università di Padova, Società Amici del giardinaggio Padova, Istituto superiore di istruzione agraria “Duca degli Abruzzi”, Cose in Comuna, Artemartours, Tumbo, Bettin pianoforti e in media partnership con Il Mattino di Padova e Veneto Segreto.<br>
<a href="https://drive.google.com/drive/folders/1kFI2tBgQInOdM5EFeUDodvqOKiy2Gqj…; id="OWAe011de4a-2913-a892-f138-fab4c1785a52" rel="noreferrer noopener" target="_blank" title="https://drive.google.com/drive/folders/1kFI2tBgQInOdM5EFeUDodvqOKiy2GqjA Click the link to open the URL in a new window.">FOTO E MAPPA DEI GIARDINI</a></p><p><strong>Per informazioni</strong><br>
sito <a href="http://www.animeverdi.it/" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.animeverdi.it</a><br>
email <a href="mailto:info@animeverdi.it">info@animeverdi.it</a> </p>
Secondo torneo "De Gasperi" per la Pediatria di Padova
Conferenza stampa: vernice e presentazione alla stampa della mostra "Il sotografo. Fotografie di Stefano Vallin"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Stefano Vallin (1957- 2021) ha vissuto tutta la sua vita a Padova dove ha lavorato come fotografo a cominciare dalla fine degli anni Settanta fino al giorno della sua recente e prematura scomparsa. Molto conosciuto in città, non solo come fotografo, ma anche come giocatore di rugby e, negli ultimi anni, come volontario attivo in spedizioni umanitarie di aiuto ai profughi di diversa provenienza. Stefano, nel corso della sua vita, ha saputo tessere una fitta rete di relazioni, spesso sfociate in durature amicizie, nei contesti più disparati. La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto a Padova che questa mostra vuole, in qualche modo, contribuire a colmare offrendo alla città l’opportunità di incontrare Stefano attraverso la sincera vitalità delle sue immagini. Si tratta della prima esposizione di sue fotografie, non avendo egli mai dato peso al fatto di mostrarsi, nel corso della sua avventura professionale. La mostra è organizzata dall’Associazione Ottavo Giorno Onlus, il collaborazione con il Comune di Padova e con il contributo della Fondazione Cariparo </p><p>Vernice e presentazione alla stampa della mostra "Il sotografo - Fotografie di Stefano Vallin"</p><p><strong>venerdì 28 aprile 2023, ore 12:00<br>
Ex scuderie di Palazzo Moroni </strong></p><p>Interventi di:</p><ul>
<li>Margherita Colonnello, assessora al sociale</li>
<li>Marina Giacometti, moglie di Stefano Vallin e ideatrice della mostra</li>
<li>Maurizio Ciato, curatore della mostra</li>
</ul><p>e la presenza di tanti altri amici che hanno collaborato alla mostra, Simone Settimo, Alessandro Magagna, Francesco Durante Viola, Marco Mattarolo, Massimo Melloni, Emanuele Salvagno.</p><p>L’inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino al 21 maggio, è venerdì 28 aprile alle ore 18:00.</p>
Comunicato stampa: Pallavolo Padova sigla una partnership strategica con i Tokyo Great Bears
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<p>Pallavolo Padova ha il piacere di annunciare che è stato siglato un accordo di partnership strategica con i Tokyo Great Bears, società che milita nella massima serie del volley giapponese che rappresenta una delle più grandi metropoli mondiali. I Tokyo Great Bears sono una società professionistica nata nel maggio del 2022 con l’obiettivo di connettere persone, regioni e paesi attraverso la pallavolo per rendere questo sport sempre più attrattivo e coinvolgente. La partnership firmata tra i due club vuole contribuire allo sviluppo del volley giapponese e italiano, condividendo le conoscenze e competenze delle società per incrementare il valore del brand pallavolo all’interno dei rispettivi paesi. Pallavolo Padova vede in questo accordo la possibilità di condividere conoscenze con un club assolutamente moderno.</p>
<p>“<em>La politica di brand molto creativa ed aperta al futuro dei Tokyo Great Bears ci ha impressionato positivamente</em>”, commenta il responsabile marketing Marco Gianesello, “<em>da questo punto di vista, siamo fieri di aver siglato una partnership con il miglior club del Giappone, che ci permetterà di essere ancora più riconoscibili in tutto il mercato Asiatico</em>”.</p>
<p>Il Presidente Giancarlo Bettio, non nasconde con entusiasmo l’avvenuto accordo: “<em>Firmare una partnership con i Tokyo Great Bears, società che rappresenta una delle grandi metropoli mondiali, ci riempie di orgoglio. Si tratta di una grande opportunità per Pallavolo Padova che, in linea con le sue ambizioni, ha l'obiettivo di crescere da un punto di vista strategico e commerciale anche a livello internazionale. Questo accordo rappresenta un'occasione non solo per supportarsi in un'ottica esclusivamente sportiva, ma anche per accrescere il valore che noi e i Tokyo Great Bears abbiamo al di fuori del campo da gioco</em>”.</p>
<p>Soddisfazione espressa anche dall’Assessore allo Sport del Comune di Padova Diego Bonavina<em>: “Come città di Padova siamo molto felici che sia stato raggiunto questo accordo tra Pallavolo Padova e Tokyo Great Bears, uno dei più prestigiosi club del Giappone. E’ una grande occasione anche per trasmettere una delle eccellenze della nostra città in giro per il mondo, in particolare nel mondo asiatico. La condivisione delle conoscenze di entrambe le realtà non può far altro che aumentare il prestigio e la visibilità di cui gode la pallavolo sia come disciplina sportiva che come valori che incarna”. </em></p>
<p><em>"Siamo enstusiasti di aver firmato questa partnership strategica con Pallavolo Padova</em> – ha dichiarato Kenji Kubota, CEO dei Tokyo Great Bears -, <em>uno dei club italiani più prestigiosi che vanta oltre 50 anni di storia. Una società dalla quale possiamo imparare molto sia per far crescere la nostra Accademia che per migliorare la gestione delle nostre strutture. L’accordo non sarà solo uno strumento per supportarsi l’uno con l’altro all’interno del campo di gioco, ma anche come un'opportunità per sviluppare il ruolo che possiamo avere nella realizzazione di una realtà sostenibile sotto tutti gli aspetti".</em></p>
<p><em>“Siamo molto lieti che i Tokyo Great Bears, una società nuova del mondo della pallavolo, abbia firmato il primo accordo di partnership strategica con il prestigioso club italiano, Pallavolo Padova. Ci auguriamo che la fusione tra la tradizione guidata da Padova e l’innovazione portata dai Tokyo Great Bears crei nuove emozioni per molti spettatori e contribuisca alla promozione dello sport non solo a Tokyo e Padova, ma anche nel mondo intero”</em>. Ha detto Kentaro Kato, Direttore della divisione cultura e della promozione sportiva di Tokyo.</p>
<p>Fonte: comunicato stampa Francesco Munari, Ufficio Stampa Pallavolo Padova</p>
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Comunicato stampa: discorso del sindaco Sergio Giordani in occasione del 78° anniversario della Liberazione
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>"<em>Saluto tutte le autorità civili, militari e religiose, i rappresentanti dell’Anpi e delle Associazioni combattentistiche e d’arma che sono qui oggi a celebrare il 78° anniversario della Liberazione.</em></p><p><em>Saluto i cittadini qui presenti, la cui partecipazione è particolarmente importante perché il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani per la ritrovata libertà e per la democrazia. </em></p><p><em>Il 25 aprile di 78 anni fa si concludeva la guerra di liberazione, combattuta a fianco degli alleati, da tantissimi italiani di ogni fede politica, uniti dalla comune volontà di porre fine alla dittatura fascista e all’occupazione nazista, e vinta con un terribile sacrificio in termine di morti e feriti. </em></p><p><em>Donne e uomini, giovani e giovanissimi, di ogni estrazione sociale, che hanno anteposto il bene comune, il futuro del nostro paese alla loro stessa vita.</em></p><p><em>Per questo il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani che hanno creduto e credono ancora nella libertà e nella democrazia. </em></p><p><em>Alla resistenza e alla guerra di liberazione parteciparono militari e civili, persone di ogni età, sesso, religione, e credo politico. </em></p><p><em>Erano animati dallo stesso spirito che ha unito le donne e gli uomini che, a guerra conclusa, hanno scritto la nostra Costituzione, i cui valori sono ancora oggi fondanti per la nostra Repubblica.</em></p><p><em>Una Costituzione che è essa stessa antifascista, proprio perché è nata dalla volontà e di tutte le forze politiche di definire delle regole che assicurassero al nostro Paese la massima libertà e democrazia ma allo stesso tempo impedissero il ritorno sotto qualsiasi forma della dittatura fascista.</em></p><p><em>Lo esprime in modo inequivocabile la stessa Costituzione che nelle norme transitorie e finali all’articolo 12 scrive: è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. </em></p><p><em>E non potrebbe essere altrimenti, perché il fascismo non è un’ideologia come un’altra: è fin dalle sue origini un movimento politico che fa della violenza e della sopraffazione il suo tratto distintivo.</em></p><p><em>Va sottolineato che si è macchiato di delitti terribili, ben prima della approvazione delle vergognose leggi razziali e che Mussolini trascinasse il nostro paese nella tragedia della seconda guerra mondiale con il discorso dal balcone di piazza Venezia a Roma il pomeriggio del 10 giugno 1940.</em></p><p><em>Ricordiamo le violenze commesse in tutto il Paese ancora prima di prendere il potere nel 1922 e poi gli omicidi di Don Minzoni nel 1923 e quello clamoroso di Matteotti nel 1924 solo per ricordare alcuni degli episodi più eclatanti.</em></p><p><em>Una scia di violenza e sangue che non si è mai fermata, in Italia e all’estero, dove molti antifascisti avevano trovato rifugio, come i fratelli Rosselli uccisi a Parigi nel 1937.</em></p><p><em>Queste non sono opinioni. Sono fatti storici incontrovertibili. </em></p><p><em>Ecco perché oggi ci troviamo qui a parlare di libertà, di democrazia, a ricordare le tante donne e uomini che hanno perso la vita per il nostro Paese.</em></p><p><em>Chi dice che questa giornata non è di tutti gli italiani, che a distanza di quasi 80 anni non ha più alcun significato, dice il falso, e rifiuta di fatto quei valori di libertà e democrazia sui quali è fondata la nostra Repubblica.</em></p><p><em>Libertà e democrazia che, come vediamo anche alle porte dell’Europa, una volta raggiunta non sono automaticamente date per sempre.</em></p><p><em>Riconquistare la libertà rubata dal nazifascismo, è stato difficile e doloroso. </em></p><p><em>La democrazia e la libertà che a noi sembrano dati di fatto così normali, da non farci quasi più caso, vanno custoditi e difesi giorno dopo giorno.</em></p><p><em>Credetemi, non è retorica.</em></p><p><em>Attorno a noi, forse anche per la scarsa conoscenza della storia, vediamo riprendere forza idee e discorsi di stampo sovranista, rinascere nazionalismi esasperati, ritornare divisioni basate sull’etnia e il credo religioso. </em></p><p><em>La nostra democrazia è tale anche perché, giustamente, assicura a tutti la libertà di espressione e permette che anche queste posizioni vengano espresse. </em></p><p><em>Dobbiamo però contrastare queste ideologie sbagliate e pericolose, con la forza delle nostre idee i valori di uguaglianza e democrazia nei quali crediamo. </em></p><p><em>Conoscenze e valori che, è un fatto oggettivo che mi preoccupa, facciamo fatica a trasmettere ai giovani. </em></p><p><em>Forse ha ragione Liliana Segre quando riflette disincantata affermando che, prima o poi, anche i crimini del nazismo e lo sterminio del popolo ebraico saranno solo due righe nei libri di storia. </em></p><p><em>Il passare del tempo fa svanire la forza delle esperienze vissute in prima persona, il progressivo mancare di testimonianze forti anche sul piano emotivo rendono difficile comprendere davvero cosa volle dire vivere la guerra, aver paura di morire, soffrire il freddo e la fame. </em></p><p><em>Forse dobbiamo trovare altre vie per fare in modo che tutto questo non si perda nel nulla. </em></p><p><em>Non possiamo perdere però il concetto di uguaglianza e democrazia che è e dovrà sempre essere alla base della nostra società. </em></p><p><em>Due valori e due concetti che si applicano certo ai principi fondamentali della nostra Repubblica ma attorno ai quali ruota, se ci pensiamo bene, anche tutta la nostra vita quotidiana.</em></p><p><em>Uguaglianza e democrazia ai quali noi possiamo e dobbiamo dare vita ogni giorno, con le nostre scelte e nostri comportamenti concreti, anche i più semplici. </em></p><p><em>Ecco perché essere qui oggi vuol dire riconoscere il valore della libertà, il rifiuto della dittatura e della violenza, l’importanza della nostra Resistenza dalla quale è nata la nostra democrazia.</em></p><p><em>Ricordiamolo sempre: il 25 aprile è di tutti gli italiani</em>".</p><p>Sergio Giordani </p>
Comunicato stampa: delegazione del Comune di Padova guidata dal vicesindaco Andrea Micalizzi in Umbria per parlare del Peba
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<img src="/sites/default/files/images/micalizzi%20umbria.JPG" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Una delegazione del Comune di Padova, guidata dal vicesindaco Andrea Micalizzi e composta anche da Elena De Toni progettista del Peba di Padova e Alessandro Sarretta, esperto in dati geografici aperti di Wikimedia Italia ha partecipato a Città di Castello a un importante convegno organizzato dalla Regione Umbria sui Piani di eliminazione delle barriere architettoniche. <br>
La Regione Umbria infatti sta cofinanziando i Peba di vari Comuni umbri: in questa importante fase di avvio di nuove progettualità in tema di accessibilità, il convegno ha avuto lo scopo di mettere in rete informazioni ed esperienze, avviando quindi un’interessante fase di condivisione e partecipazione Padova è stata chiamata come esempio di buone pratiche per la redazione dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche. Il vicesindaco che ha anche la delega ai lavori pubblici ha parlato di come il Piano si interfaccia con le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e ha toccato anche il tema della necessità di comunicazione all’interno dell’Ente in modo che tutti i settori siano coinvolti nella programmazione degli interventi. L’ingegner De Toni ha parlato dei principi, criteri e metodi per la sua redazione dell’importanza della partecipazione e delle mappature condivise mentre Alessandro Saretta ha illustrato l’utilizzo di OpensStreetMap per la mappatura dell’accessibilità evidenziandone i vantaggi anche oltre il Peba.</p><p>Ma cosa si è fatto fino ad oggi a Padova? <strong>Lo spiega il vicesindaco Andrea Micalizzi</strong>: “<em>Il Peba di Padova, redatto nel 2019 e approvato nel gennaio 2020, è stato un esempio innovativo di redazione del piano, improntato sul criterio chiave “un piano per tutti, con l’aiuto di tutti”. La redazione del piano è stata caratterizzata, infatti, da un importante lavoro di partecipazione, attraverso la scelta condivisa di percorsi pilota (circa 40 km di percorsi urbani distribuiti nelle 10 consulte), la mappatura partecipata degli spazi selezionati, la scelta condivisa degli interventi. Si è scelto di utilizzare soltanto strumenti di analisi aperti e di rendere disponibili e liberamente utilizzabili i dati raccolti, che possono quindi essere aggiornati dalla comunità geografica ed essere utilizzati anche per altre finalità. Il Peba ha inoltre fornito un prontuario di norme e buone pratiche, che i settori comunali stanno utilizzando come riferimento negli interventi di manutenzione in tutta la città, non soltanto lungo i percorsi pilota individuati. Di fondamentale importanza risulta infine la formazione del personale tecnico e operativo, la vigilanza sugli interventi, la sensibilizzazione della popolazione sui comportamenti individuali e collettivi, tutte attività che proseguono anche oltre la conclusione delle attività di redazione del Piano, al fine di rendere il piano realmente efficace". </em></p><p>Sono numerosi gli interventi in corso in città nel rispetto di quanto indicato dal Peba: dalla pavimentazione tattile tra la stazione ferroviaria e la stazione delle autocorriere, alla realizzazione di interventi puntuali di manutenzione dei marciapiedi con eliminazione di barriere, distribuiti in tutta la città, al rifacimento di percorsi ciclo-pedonali lungo importanti arterie di comunicazione, alla progettazione di interventi di riqualificazione di spazi pubblici in ottica di inclusione. Al fine di monitorare l’attuazione degli interventi, sono stati svolti sopralluoghi con le associazioni in varie zone della città oggetto di intervento, al fine di verificare la corrispondenza tra le esigenze delle persone con disabilità e i lavori realizzati.</p>