Comunicato stampa: il sindaco Sergio Giordani, a sorpresa, fa gli auguri a Bruna Cloblizch che compie 100 anni
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</figure><br><p>Il sindaco Sergio Giordani ha portato di persona venerdì 1 marzo, mattina, gli auguri a una nostra concittadina che oggi compie cento anni, Bruna Cloblizch. Una sorpresa per la neocentenaria che non si aspettava la visita del sindaco, nel bel mezzo dei festeggiamenti con i numerosissimi familiari.<br>
Bruna, sposata con Settimo Rizzato mancato qualche anno fa, gode di ottima salute. Ha sempre fatto la casalinga, dovendo anche seguire ben cinque figli , in ordine di nascita Valter Vanna Michele Liliana Corrado. A riguardo, non ha mancato di ricordare che il primo, Valter è nato proprio il giorno dello sbarco in Normandia in 6 giugno 1944. Un segno di speranza e fiducia che nella vita di Bruna non è mai mancato, grazie anche al sostegno e all’energia di ben 5 nipoti e 9 pronipoti.</p>
Comunicato stampa: uno spazio verde per Matteo Toffanin
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</figure><br><p>Si è svolta sabato 2 marzo, mattina, di fronte alla Scuola Primaria "Gregorio Ricci Curbastro", la cerimonia di intitolazione del parco del quartiere alla memoria di Matteo Toffanin, vittima di mafia e cittadino di Ponte San Nicolò. Nel marzo 2022 il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità una mozione per l’intitolazione di uno spazio cittadino a Matteo Toffanin, vittima innocente di mafia. Raccogliendo le sensibilità emerse nel territorio, si è deciso di dedicare a Matteo un luogo a due passi dalla strada in cui avvenne l’omicidio, l’area verde di via Tassoni. Un Parco che negli ultimi anni è stato teatro di iniziative sul tema, in particolare decine di ragazze e ragazzi l’hanno animato con i campi estivi di Libera contro le mafie, portando colore e nuove radici nelle fioriere del parchetto, realizzando due murales che parlano di Matteo.<br>
La morte di Toffanin, avvenuta a Padova il 3 maggio 1992 proprio in via Tassoni, fu dovuta ad uno scambio di persona, commesso da parte di due killer vicini alla criminalità organizzata, che colpirono l’automobile del giovane con armi d’assalto. Nell’attentato, fu colpita con Matteo anche Cristina Marcadella, che da ormai sette anni porta avanti un coraggioso esempio di memoria e impegno civile, battendosi insieme a Libera e all’associazione culturale Filotekne, ma anche a tante e tanti cittadini che ormai hanno fatto propria la storia di Matteo Toffanin. Matteo Toffanin è presente nell’elenco delle vittime innocenti di mafia dal 2019, l’anno in cui la marcia della Giornata della Memoria e dell’Impegno si tenne proprio a Padova, con la partecipazione di cinquantamila persone. L’intitolazione del Giardino si inserisce proprio nel cammino verso il 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno che quest’anno vedrà l’organizzazione della marcia a Roma, con lo slogan “Roma città libera”. Un omaggio all’opera di neorealismo “Roma città aperta” che parla di resistenza e della lotta per la libertà. In questi anni, alla memoria di Matteo sono stati intitolati un presidio dell’associazione Libera, gestito e animato dall’Istituto Valle del quartiere Arcella, del quale questa mattina erano presenti molti studenti, ma anche un fumetto, “Matteo Toffanin. Quanto può crescere una quercia?” degli autori Antonio Massariolo e Giorgio Romagnoni. Un’opera che racconta cosa è avvenuto il 3 maggio 1992, ma anche tutto ciò che è venuto dopo dall’impegno collettivo. Infine, con il 2023 ha calcato le scene per la prima volta anche lo spettacolo teatrale “In fondo al buio”, scritto e diretto da Michele Angrisani, con Giulia Briata nella parte di Cristina Marcadella, che ripercorre la storia di Matteo Toffanin, e la propria storia. Tanti modi di raccontare una storia che per troppo tempo, oltre due decenni, è rimasta silente per la città di Padova.</p><p>L’assessore alla Legalità e rappresentante provinciale di Avviso Pubblico Diego Bonavina sottolinea: “<em>Vedere così tanta gente stamattina, vuol dire che siamo sulla strada giusta perché il 1992 sembra così distante, era un periodo storico nel quale la mafia uccideva, oggi fortunatamente non uccide più le persone, però uccide le nostre comunità con tante altre azioni e atteggiamenti, e di questo dobbiamo essere consapevoli, e soltanto con la voglia di essere tutti quanti assieme, forse riusciremo a combattere questo male che affligge la nostra società. Io voglio ricordare Matteo, perché anche la nostra comunità e lo dico con un po’ di colpa anche personale, ha dimenticato Matteo per troppo tempo, e dopo il 1992 tante persone non sapevano cosa fosse successo a Matteo, e invece lentamente grazie alle associazioni, grazie a Cristina che in prima persona ha sofferto questo dramma che ha segnato tutta la sua vita, abbiamo ricominciato a creare un movimento per far si che Matteo non venisse dimenticato. E’ oggi è un momento di partenza, non di arrivo, per far sapere che noi siamo qui, siamo tanti siamo forti e vogliamo costruire una società migliore e soprattutto una società in cui la mafia non abbia spazio</em>”.</p><p>L’assessore al Verde Antonio Bressa commenta: “<em>Ringrazio le associazioni, Libera Padova, Avviso Pubblico, Filoteckne, che si sono impegnate per portare avanti questa battaglia per la legalità e la memoria nei confronti di una vittima innocente di mafia come Matteo Toffanin. E’ quindi un grande abbraccio collettivo quello che facciamo a Cristina Marcadella, che è qui con noi, per l’impegno con cui ha coltivato la memoria rispetto a questo tragico episodio della nostra città. Noi, come Amministrazione Comunale abbiamo subito risposto all’invito di intitolare uno spazio pubblico, questo spazio, vicinissimo a dove è accaduto nel 1992 l’omicidio, a Matteo Toffanin. Io sono convinto che le aree verdi e i parchi siano luoghi squisitamente democratici, luoghi aperti a tutti, gratuiti, dove dare servizi alle persone di tutte le età. Ecco che in questi luoghi, anche attraverso la toponomastica possiamo dare dei messaggi importanti, far crescere una coscienza collettiva. E il messaggio importante che diamo qui è quello di coltivare la memoria rispetto a questo fatto, perché se non coltiviamo la memoria, se non portiamo i giovani a conoscere questa memoria, non possiamo costruire il nostro futuro, che è un futuro di rispetto delle regole, di legalità di impegno per una società civile seria che rispetta i nostri fondamenti</em>”.</p><p>L’assessora al Sociale Margherita Colonnello racconta: “<em>A suo tempo da consigliera comunale ho proposto la mozione che ha dato il primo input all’intitolazione di questo luogo e ho scritto quella mozione perché ho abitato qui accanto per tanto tempo della mia vita, eppure essendo esattamente di dirimpetto a questo luogo, ho saputo dell’accaduto e di Matteo Toffanin solo dopo i miei vent’anni. Che cosa vuol dire far germogliare il ricordo e custodire la memoria: nel caso di uno spazio pubblico vuol dire aver cura anche dei nomi dei luoghi. Quando ci accade qualcosa che ci fa molto male, la prima reazione è dimenticare. Però c’è una parte di noi che ci ricorda che quel dolore c’è stato. E’ importante ricordare non solo per non ripetere, ma anche per ricordarci da dove viene la nostra identità. Intitolare un Giardino, utilizzare la toponomastica, vuol dire che anche il corpo della città è fatto dei suoi ricordi positivi ma anche dei suoi traumi e delle sue cicatrici</em>”.</p><p>Il presidente della Consulta 4B Alessandro Sanco commenta: “<em>Dopo anni, proprio sul luogo dell'assurdo ed ingiustificabile omicidio, in uno spazio vissuto del quartiere, la comunità della Guizza vuole che si ricordi il nome di Matteo Toffanin come impegno concreto per la lotta a tutti gli episodi di violenza, sopraffazione ed ingiustizia, dando dignità a quegli innocenti che hanno pagato con la vita tali ingiustificabili comportamenti. Ci auguriamo che questa piastra e questo parco rimangano luogo di memoria e simbolo di libertà contro tutte le mafie e in questa occasione chiediamo che nel nuovo Parco Guizza venga dedicata una quercia a Matteo per ricordare la lotta a tutte le mafie!</em>”</p><p>Vittoria De Lutiis, referente provinciale Libera Padova commenta: “<em>L’intitolazione del Giardino Matteo Toffanin è molto più che un gesto simbolico, è la prova tangibile che la sua memoria è sempre vivida e presente per chi lo ha conosciuto, ma anche per chi non ha avuto la possibilità di incontrarlo, e comunque lo ritiene ‘uno di noi’. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per un impegno sempre maggiore. Così la memoria delle vittime innocenti non è pura commemorazione, ma un impegno che prendiamo ogni giorno, in nome di tutte le vittime innocenti delle mafie, nel rispetto del loro ricordo e del bisogno di verità e giustizia. Per Matteo Toffanin stiamo ancora aspettando, il processo si è riaperto da poco e continueremo a chiedere giustizia anche per lui</em>”.</p><p>Cristina Marcadella conclude così la cerimonia: “<em>Io spero e mi auguro che questo luogo possa diventare un punto di riferimento per tenere viva la memoria di Matteo e per fare sì che non torni più quel buio nella quale è rimasta per troppi anni. Ringrazio le associazioni, gli amici, i parenti che mi sono accanto nel raggiungere questi nuovi obiettivi nel ricordo di Matteo e delle vittime innocenti delle mafie Per noi familiari, per la mia famiglie e la famiglia di Matteo, è un ulteriore grande giornata perché l’intitolazione di questo Giardino a pochi metri da dove Matteo è stato ucciso, significa anche renderli giustizia. Essere davanti alle scuole, significa consegnare la vicenda di Matteo ai ragazzi, perché la facciano loro. Mi rifaccio alle parole di Paolo Borsellino che diceva, parlate della mafia, parlatene alla radio, alla televisione, sui giornali, però parlatene. Oggi più che mai è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano, è forse l’unico modo per sperare che omicidi come quello di Matteo non si ripetano. Come ha detto Liliana Segre, coltivare la memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta in un mondo così pieno di ingiustizie e sofferenze a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare".</em></p>
Comunicato stampa: funerali di Andrei Navalny, un momento di raccoglimento nel cortile del Municipio
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</figure><br><p>L’associazione Amiderus e l’assessorato alla Pace e ai Diritti umani hanno organizzato venerdì 1 marzo un momento di raccoglimento nelle ore in cui a Mosca si svolgevano i funerali di Andrei Navalny. Presenti per il Comune l’assessora alla Pace e ai Diritti umani, Francesca Benciolini, e l’assessore alle Attività economiche, Antonio Bressa.<br>
Nel cortile di Palazzo Moroni sono stati deposti dei fiori nel luogo dove già nei giorni scorsi erano state collocate immagini del dissidente russo ucciso, sotto le quali sono stati accesi alcuni lumini. L’assessora Benciolini ha ricordato l’importanza di difendere sempre e ovunque la libertà di espressione, primo e insostituibile cardine di ogni democrazia.</p>
Comunicato stampa: riconoscimento a Emma Mazzenga l’atleta padovana ultranovantenne che ha stabilito due record mondiali sui 60 e 200 metri
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</figure><br><p>L’assessore allo Sport Diego Bonavina, ha consegnato venerdì 1 marzo a Emma Mazzenga, primatista mondiale sui 60 e sui 200 metri categoria W90, cioè atleti con più di 90 anni, una targa ricordo come riconoscimento da parte dell’Amministrazione comunale e di tutta la città. Alla breve cerimonia ha partecipato anche il consigliere comunale Luigi Tarzia in rappresentanza di tutto il Consiglio comunale.</p><p>“<em>Emma con questi record è oramai una celebrità della nostra città -</em> ha scherzato, ma non troppo, l’assessore Diego Bonavina - s<em>ono felice di poterle consegnare questo riconoscimento. Lei è la migliore testimone che lo sport fa bene e allunga la vita!</em>”</p><p>“<em>In effetti sono stata sorpresa da questa notorietà che non mi aspettavo proprio</em> – ha spiegato Emma Mazzenga - <em> vi ringrazio tutti per questa targa e per l’affetto che mi dimostrate. Io avevo iniziato all’Università a fare sport, prima basket e poi atletica. Dopo la laurea, tra la famiglia e l’impegno come insegnante avevo smesso, ma poi nel 1986 ho ripreso, già come master e da allora non ho più smesso. Adesso ci saranno gli europei in Polonia. Poi toccherà alla stagione estiva: ad agosto ci saranno i campionati mondiali in Svezia</em>”.</p><p>“<em>A nome di tutto il Consiglio Comunale e del presidente Antonio Foresta faccio i miei complimenti a questa straordinaria atleta</em> – ha sottolineato il consigliere Luigi Tarzia - <em>ci piacerebbe averla un giorno ospite in Consiglio Comunale</em>”.</p><p>Emma Mazzenga (classe 1933) ha stabilito i due record mondiali per la categoria W90, ad Ancona, durante i Campionati Italiani Master Indoor. Dopo il clamore mediatico suscitato dal suo record del mondo del 14 gennaio scorso a Padova (200 metri in 54.47 - Emma ha corso i 60 metri in 14"73 migliorando il precedente primato dei 15"14 della canadese Olga Kolteko stabilito nel 2010), e il primato europeo di 16"14 della rumena Elena Pagu.<br>
Sui 200 metri, è riuscita a migliorare il suo stesso primato mondiale di quasi 3 secondi, fermando il cronometro sul tempo di 51"63. Ricordiamo che Emma aveva ripreso gli allenamenti di corsa lo scorso dicembre, dopo 4 mesi di stop per una frattura. Ma questi risultati la stanno avvicinando allo stato di forma di un anno fa, quando corse al coperto i 200 in 48"98 e i 60 in 13"96, attuali primati italiani SF90 ma non validi a livello internazionale in quanto ha compiuto 90 anni il 1 agosto 2023. Tesserata per l'Atletica Insieme Verona, Mazzenga vive da sola alla Guizza in un appartamento al terzo piano senza ascensore. Svolge gli allenamenti nei due principali impianti dell’atletica, padovani in inverno al Palaindoor e d’estate al Colbachini.</p>
Comunicato stampa: Giornata europea dei Giusti dell’Umanità, a Padova tre nuovi Giusti
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>In occasione della Giornata europea dei Giusti dell’Umanità, <strong>mercoledì 6 marzo</strong> al Giardino dei Giusti del Mondo di Padova verranno messi a dimora tre nuove piante.</p><p>La cerimonia inizierà alle ore 11:00 per proseguire poi con la marcia lungo la Passeggiata Cammino dei Giusti del Mondo, sull’argine sinistro del canale di San Gregorio fino alla seconda tappa dove verranno impiantati 3 salici in memoria di Filiberto Ambrosini e Antonio Santin per il genocidio ebraico e Beatrice Rohner per il genocidio armeno.</p><p>Piantare un albero, e dunque generare una vita, sottolinea l’idea della salvezza che i Giusti hanno donato ai perseguitati, consentendo loro di poter vivere e di poter testimoniare il bene ricevuto davanti alle successive generazioni.</p><p>Il <strong>sindaco Sergio Giordani</strong> sottolinea: “<em>Il filosofo e teologo Vito Mancuso ha scritto, parlando del valore della libertà individuale, che non c’è senso della vita senza consenso. Ognuno di noi è artefice o interprete ultimo del senso che decide di dare alla propria vita. Le donne e gli uomini che ricordiamo oggi come Giusti dell’Umanità non hanno rinunciato al loro diritto di scegliere tra bene e male, comprendendo che se avessero scelto altrimenti non avrebbero dato un senso alla loro vita. I tre Giusti che ricordiamo quest’anno con una pianta e una stele, non erano eroi, erano persone normali: eroici sono stati i loro atti e le loro scelte e per questo è doveroso che la loro memoria sia preservata e il loro esempio ci sia di insegnamento</em>”.</p><p>La selezione dei Giusti è operata dal Comitato scientifico, presieduto dal Sindaco e composto da Giuliano Pisani (Vicepresidente operativo), Mariarosa Davi, Sara Ada Parenzo, Sandra Fabbro e Annalisa Oboe, che agisce in collaborazione e in collegamento con istituzioni, comitati e organizzazioni operanti sugli stessi temi in qualunque parte del mondo.</p><p>Il Giardino dei Giusti del Mondo è presente a Padova dal 5 ottobre 2008, quando con delibera unanime del Consiglio Comunale, Padova ha voluto creare una Casa che accogliesse e ricordasse le persone che a partire dal XX secolo, nelle varie parti del mondo, dovendo sottostare a condizioni di patente ed imperante ingiustizia ed operando in qualsiasi campo o schieramento, si sono attivate, anche con rischio della vita, per contrastare un genocidio in atto o la cultura del genocidio, con l’intento di vanificarne, anche in parte, gli effetti. “Giusto” è colui che si è adoperato in modo concreto per la salvezza dei perseguitati o che è intervenuto a favore della verità storica contro i tentativi di giustificare il genocidio o di occultare le tracce dei misfatti e le responsabilità dei carnefici.</p><p>“ <em>Il Comune di Padova nell'ambito del progetto internazionale denominato Padova - Casa dei Giusti, Padua - Home of the Righteous - </em><strong><em>spiega Giuliano Pisani, Vice Presidente del comitato scientifico e promotore del progetto </em></strong><em>– intende additare al mondo intero i valori del rispetto dei diritti e della dignità dell’uomo, ricordando le persone che, ascoltando la propria coscienza, si sono opposte ai genocidi o ne hanno denunciato l'aberrazione. Confidiamo che il loro esempio possa comunicare a tutti noi, e in particolare ai nostri giovani, che esiste la possibilità, quando si è chiamati a compiere decisive scelte etiche, di dire un sì o un no, la frase di Hannah Arendt, che abbiamo scelto come motto del nostro Giardino dei Giusti del Mondo".</em></p><p><strong>Martedì 5 marzo alle ore 20:45</strong>, all’Auditorium del Centro culturale Altinate San Gaetano, l’Orchestra di Padova e del Veneto terrà il “Concerto per i Giusti dell’Umanità”. Ingresso libero.</p>
Comunicato stampa: intitolazione a Matteo Toffanin, vittima innocente della mafia, del Parco in via Tassoni
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Nel marzo 2022 il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità una mozione per l’intitolazione di uno spazio cittadino a Matteo Toffanin, vittima innocente di mafia. Raccogliendo le sensibilità emerse nel territorio, si è deciso di dedicare a Matteo un luogo a due passi dalla strada in cui avvenne l’omicidio, l’area verde di via Tassoni. Un Parco che negli ultimi anni è stato teatro di iniziative sul tema, in particolare decine di ragazze e ragazzi l’hanno animato con i campi estivi di Libera contro le mafie, portando colore e nuove radici nelle fioriere del Parco, realizzando due murales che parlano di Matteo. La morte di Toffanin, avvenuta a Padova il 3 maggio 1992 proprio in via Tassoni, fu dovuta ad uno scambio di persona, commesso da parte di due killer vicini alla criminalità organizzata, che colpirono l’automobile del giovane con armi d’assalto.</p><p>La cerimonia di intitolazione si terrà <strong>s</strong>abato 2 marzo alle ore 10:45 in via Tassoni, al Parco di fronte alla scuola Ricci Curbastro. Saranno presenti per il Comune di Padova gli assessori Diego Bonavina, Antonio Bressa, Margherita Colonnello, Andrea Colasio e Francesca Benciolini.<br>
Cristina Marcadella dell'Associazione Culturale Filotekne, Alessandro Scanco presidente della Consulta 4B, Vittorio De Lutiis di Libera Padova, Antonio Massariolo e Giorgio Romagnoni</p>
Comunicato stampa: momento di raccoglimento in occasione dei funerali di Alexei Navalny
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Su richiesta dell'Associazione Amiderus, l'Assessorato alla Pace e ai Diritti Umani promuove un momento di raccoglimento in occasione del funerale di Alexei Navalny che si svolgerà venerdì 1 marzo alle ore 14:00 a Mosca.<br>
L'appuntamento è all'interno del cortile di Palazzo Moroni, a destra dell'ingresso principale, dove sono stati posti dei lumini e altri oggetti di commemorazione:</p><p><strong>venerdì 1 marzo 2024, ore 14:00<br>
cortile di Palazzo Moroni</strong></p><div><br>
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"Cosa mettere in agenda" - marzo 2024
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