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Comunicato stampa: le "Città accoglienti" sottoscrivono un memorandum per la creazione di una rete di condivisione delle buone pratiche e propongono di inserire l’Accoglienza in famiglia nelle politiche strutturali dell’accoglienza

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Un passo importante verso l'inclusione e il supporto delle famiglie nella gestione dell'accoglienza.
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<img src="/sites/default/files/images/accoglienza_1.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Uscire dalle logiche dell&rsquo;emergenza, costruire percorsi condivisi tra Amministrazione, cittadini e Terzo Settore, fare tesoro delle esperienze e di quanto appreso in questi anni.&nbsp;<br>
E'&nbsp;con questo spirito che si ritrovano a Padova 20 Comuni italiani per presentare ad Anci, rappresentata nella persona di Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato&nbsp; all&rsquo;immigrazione dell&rsquo;Associazione dei Comuni una proposta ufficiale di inserimento dell&rsquo;Accoglienza in famiglia nelle politiche strutturali dell&rsquo;accoglienza.<br>
Il 26 novembre a Padova si riuniscono 20 Comuni provenienti da tutta Italia per lanciare una proposta ad Anci&nbsp;nazionale e, di conseguenza, al Ministero degli Interni: che finalmente l&rsquo;accoglienza in famiglia, gi&agrave; realt&agrave; in molti Comuni del Paese, venga considerata come una possibilit&agrave; strutturale dell&rsquo;accoglienza e inserita come tale nelle norme che regolano il sistema di accoglienza del paese. I Comuni si incontrano a Padova in occasione del convegno &ldquo;Le citt&agrave; accoglienti&rdquo;, dedicato al progetto europeo &ldquo;Embracin&rsquo;&rdquo;che ha permesso a Padova di sperimentare l&rsquo;accoglienza in famiglia in partenariato con altre 7 realt&agrave; europee.<br>
Nell&rsquo;ambito di questo progetto, &egrave; prevista la sottoscrizione di un Memorandum da parte di altri Comuni italiani. Il documento impegna i firmatari a formare e mantenere una rete di scambio di buone pratiche relativamente al tema dell&rsquo;accoglienza in famiglia. Padova &egrave; solo una delle tante citt&agrave; in Italia che ha sperimentato questa possibilit&agrave;. Proprio per questo la notizia del convegno e del Memorandum si &egrave; diffusa su tutto il territorio nazionale, raccogliendo l&rsquo;interesse di Roma, Milano, Bologna, Napoli, Aosta oltre che delle venete Verona e Rovigo e di molti altri piccoli Comuni. Il tramite di diffusione &egrave; stato uno spontaneo movimento di associazioni e amministratori gi&agrave; in contatto sul tema: per questo la rete prende vita il 26 novembre ma si configura come una realt&agrave; aperta a molte nuove adesioni.</p><p>I Comuni firmatari ritengono importante attivare l&rsquo;accoglienza in famiglia come misura strutturale nel sistema di accoglienza italiano per queste ragioni:&nbsp;</p><ul>
<li>i Comuni italiani che nel corso di questi anni hanno sperimentato l&rsquo;accoglienza in famiglia. Questo &egrave; stato possibile grazie a finanziamenti europei, nazionali, locali e di altra natura nonch&eacute; ad alcune sperimentazioni promosse direttamente dal sistema Sai;</li>
<li>tutte le Amministrazioni che hanno attivi progetti di accoglienza in famiglia concordano nell&rsquo;affermare che questo strumento, se ben integrato nelle politiche di welfare pubblico dei Comuni, consente di inserire le persone migranti nel contesto culturale e linguistico italiano con maggior efficacia;</li>
<li>queste esperienze hanno consentito di evidenziare anche un altro fatto. Non solo i migranti traggono giovamento dall&rsquo;essere accolti in famiglia, ma &egrave; anche il tessuto sociale italiano, solidale e forte, che -&nbsp;ove sollecitato -&nbsp;risponde con entusiasmo ai progetti di accoglienza. Questo fatto &egrave; stato dimostrato in particolare con le emergenze prima afghana e poi ucraina: in tutto il territorio nazionale sono state moltissime le famiglie a scrivere direttamente alle prefetture per rendersi disponibili ad accogliere i profughi in casa propria;</li>
<li>l&rsquo;ospitalit&agrave; in famiglia non &egrave; il solo strumento possibile per promuovere una migliore politica di inclusione nel nostro paese, ma &egrave; una risorsa preziosa se ben integrata con i sistemi virtuosi della prima accoglienza, a partire dal sistema Sai, che &egrave; il modello di accoglienza diffusa che i territori apprezzano. In questo senso i Comuni firmatari auspicano un consistente ampliamento della rete Sai&nbsp;e si impegnano a promuoverlo sui propri territori. Il potenziamento del sistema Sai&nbsp;e il rafforzamento e la strutturazione dei percorsi sperimentali di affido familiare che alcuni Comuni stanno portando avanti, potrebbero rappresentare, inoltre, la risposta al grande aumento delle presenze dei minori stranieri non accompagnati che per tanti Comuni capoluogo &egrave; oggi una vera emergenza;</li>
<li>in questa direzione, l'accoglienza in famiglia &egrave; una risorsa particolarmente preziosa sia a supporto dei percorsi di uscita dal Sai&nbsp;sia, nelle citt&agrave; che vogliano sperimentarlo, come percorsi di uscita dai Cas, come forma di housing sociale per sostenere i percorsi di inserimento abitativo e di inclusione sociale, pienamente integrata nei servizi di welfare dei Comuni;</li>
<li>tutte le risorse possibili devono essere messe in gioco per promuovere un sistema di accoglienza differenziato ed efficace, in grado di promuovere l&rsquo;inclusione effettiva delle persone migranti che rappresentano un fenomeno ormai strutturale nel nostro Paese.&nbsp;</li>
</ul><p>Una risposta organica e multilivello si rende oggi pi&ugrave; che mai necessaria per rispondere non solo alle esigenze umanitarie delle persone migranti ma anche alle richieste provenienti dai territori di ripopolare intere zone del nostro Paese e di supportare il tessuto produttivo con nuovi innesti di lavoratori.<br>
Poste tali premesse, i Comuni firmatari il Memorandum di Padova lanciano oggi, con gli auspici di Anci&nbsp;nazionale, una proposta concreta al Ministero degli Interni: che l&rsquo;accoglienza in famiglia venga considerata come una politica strutturale dell&rsquo;accoglienza e, come tale, ulteriormente valorizzata anche nel sistema Sai, soprattutto per accompagnare i percorsi di uscita dall&rsquo;accoglienza in struttura. La presenza del sindaco Biffoni, sindaco di Prato e delegato all&rsquo;immigrazione dell&rsquo;Associazione dei Comuni avvalora l&rsquo;iniziativa e preannuncia un suo sviluppo futuro: la proposta sar&agrave; infatti portata in discussione nell&rsquo;ambito dell&rsquo;associazione nazionale dei Comuni per essere approfondita e portata a valore tecnico. Successivamente sar&agrave; cura del Ministero degli Interni dare un proprio parere.</p><p>Margherita Colonnello, assessora al sociale del Comune di Padova: &ldquo;<em>Con questa firma oggi abbiamo fatto apparentemente&nbsp; un piccolo gesto&nbsp; in realt&agrave; abbiamo sottoscritto un impegno importante per tutto il nostro Paese. Abbiamo sperimentato e vogliamo continuare a sperimentare l&rsquo;accoglienza in famiglia nelle nostre citt&agrave; e nei nostri Comuni perch&eacute; vogliamo che questa modalit&agrave;, diventi una opportunit&agrave; strutturale del sistema di accoglienza in Italia. Siamo qui perch&eacute; Padova ha appena concluso la partecipazione a un progetto europeo che ci ha permesso di sperimentale l&rsquo;accoglienza in famiglia. E'&nbsp;stato un successo a dimostrazione che le comunit&agrave; e gli enti locali sono pronti a fare la propria parte in questo senso. Siamo qui anche perch&eacute; c&rsquo;&egrave; stato un passaparola anche abbastanza spontaneo, che ha portato alla creazione di questa rete di amministrazioni, che &egrave; naturalmente aperta alla partecipazione di chi vorr&agrave; farne parte</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>Monica Fedeli, prorettrice alla Terza Missione dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova: &ldquo;<em>L&rsquo;Universit&agrave; di Padova &egrave; parte integrante della citt&agrave;, la citt&agrave; stessa &egrave; un grande campus universitario e quindi la collaborazione con il Comune &egrave; stretta e ben avviata da molto tempo.&nbsp;La mia presenza qui &egrave; proprio per rinforzare questa collaborazione, integrazione e unit&agrave; di intenti nel campo dell&rsquo;accoglienza</em>&rdquo;.</p><p>Barbara Funari, assessora alle politiche sociali e alla salute del Comune di Roma: &ldquo;<em>Ci uniamo in una rete che ha gi&agrave; raccontato tante storie sperimentate dell&rsquo;accoglienza in famiglia, e queste esperienze le portiamo a questo tavolo, perch&eacute; riteniamo che l&rsquo;obiettivo di ogni Comune sia quello di avere strumenti che vadano oltre una accoglienza emergenziale&nbsp; che noi a Roma conosciamo bene per i numeri che la riguardano.&nbsp;Voglio solo ricordare che l&rsquo;accoglienza in famiglia &egrave; stata vissuta in tanti Comuni nei confronti delle mamme e dei bambini fuggiti dall&rsquo;Ucraina e che questo pu&ograve; essere un esempio importante di un approccio strutturato che potrebbe valorizzato nell&rsquo;ambito del sistema Sai".</em></p><p>Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato all&rsquo;immigrazione di Anci: &ldquo;<em>Il sistema Sai&nbsp;&egrave; un sistema che con i suoi limiti e i suoi problemi, per&ograve; funziona, d&agrave; le sue risposte in termini pratici alla necessit&agrave; che noi tutti abbiamo. Le Amministrazioni di un territorio hanno l&rsquo;esigenza che quando arriva una persona, un essere umano, nei nostri comuni noi abbiamo la pretesa, politica, di fare cittadinanza, di creare dei cittadini; voglio quindi avere in mano gli&nbsp;strumenti migliori per arrivare a questo obiettivo. Il percorso che ha avviato Margherita Colonnello e al quale tutti noi abbiamo aderito oggi, &egrave; un percorso aperto, ci consente, e io me ne prendo l&rsquo;impegno, di portare all&rsquo;attenzione del Ministero e di tutte le politiche nazionali, ma anche del Governo e del Parlamento tutto, una modalit&agrave; che pu&ograve; essere una ulteriore modalit&agrave; di presa in carico, di accompagnamento verso la cittadinanza delle persone &nbsp;che arrivano sul nostro territorio. Ora abbiamo una base vera, con Comuni importanti, su cui appoggiare una proposta da portare alla valutazione del Ministero, come miglioramento del sistema di accoglienza che gi&agrave; abbiamo. L&rsquo;Anci&nbsp;su questo tipo di proposta ci lavorer&agrave;"</em>.&nbsp;</p>

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Comunicato stampa: presentata la 17a edizione di “Pensieri preziosi” rassegna internazionale del gioiello contemporaneo all'Oratorio di San Rocco

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Descrizione breve
Un viaggio attraverso l'arte e la creatività dei migliori designer di gioielli del mondo.
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<img src="/sites/default/files/images/preziosi.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Dal 26 novembre 2022 al 5 febbraio 2023 l&rsquo;Oratorio di San Rocco accoglie la 17a&nbsp;edizione di Pensieri preziosi, importante rassegna internazionale del gioiello contemporaneo, dedicata quest&rsquo;anno al Gioiello devozionale. La mostra mette al centro un tema insolito quanto importante, divenuto centrale in questi due anni di pandemia: il tema della perdita, del ricordo, dell&rsquo;affezione per chi non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; o &egrave; lontano da noi, per chi non &egrave; possibile incontrare o avere vicino, nel momento presente o per sempre. L&rsquo;esposizione, curata da Mirella Cisotto Nalon, ideatrice della rassegna ed esperta di gioielleria contemporanea, con la collaborazione di Maria Rosa Franzin di AGC - Associazione Gioiello Contemporaneo, nasce da un&rsquo;idea di Elena Alfonsi, studiosa di storia della critica d&rsquo;arte e tanatologia culturale.</p><p>L&rsquo;Associazione Gioiello Contemporaneo, che ha promosso l&rsquo;iniziativa, ha coinvolto orafi artisti provenienti da tutto il mondo chiedendo loro di realizzare un&rsquo;opera ispirata al Gioiello devozionale contemporaneo, ossia &ldquo;<em>un gioiello che custodisce una memoria affettiva, un sentimento di devozione, appunto, molto diffuso nella tradizione e, in passato, volto soprattutto alla devozione religiosa, al lutto o al sentimento amoroso (gioielli di et&agrave; georgiana o vittoriana), ma che oggi si &egrave; voluto indagare nella prospettiva di una sensibilit&agrave; contemporanea rispetto agli eventi del nostro tempo e alla realt&agrave; che ci circon</em>da&rdquo;, come spiegato dalla stessa Cisotto Nalon.</p><p>La creazione di ogni artista, pertanto, ha tenuto presente in particolare il tema della perdita, intesa, soprattutto, come improvvisa mancanza, totale, permanente (vedi ad esempio i gioielli Mourning Jewelry di epoca vittoriana) ma anche come nostalgia di qualcuno che non si ha al momento accanto. L&rsquo;esposizione propone le opere di sessantanove artisti di provenienza internazionale, scelti fra i numerosissimi che hanno risposto al Bando di Agc, oltre a quelle dei sedici artisti invitati: Alejandra Solar, Arata Fuchi, Cristina Filipe, David Bielander , Helen Britton, Jivan Astfalck, Judy McCaig, Jurgen Eickhoff, Kadri M&auml;lk Kazumi Nagano, Marianne Schliwinski, Ramon Puig Cuy&agrave;s, Sebastien Carr&egrave;, Silvia Walz, Stephen Bottomley, Tanel Veenre. I lavori esposti esprimono le diverse personalit&agrave; di questi maestri orafi e raccontano storie, concetti, emozioni ma anche scelte tecniche e operative differenti, facendo emergere, attraverso interpretazioni interessanti e variegate, la sensibilit&agrave; di ciascuno di fronte a un tema cos&igrave; delicato e complesso. E&rsquo; stimolante osservare la risposta creativa degli artisti orafi sia nelle soluzioni formali che nella scelta dei materiali utilizzati. Sentimenti, sensazioni, emozioni vengono infatti tradotti in opere veramente singolari, sempre originali, mai banali, forti o delicate, raffinate o volutamente rudi e provocatorie, talora un po&rsquo; fosche, talaltra ironiche oppure intrise di soave poesia. Gli artisti hanno scelto di realizzarle con i materiali pi&ugrave; vari, spesso estranei al loro luogo d&rsquo;origine, dando forma all&rsquo;eco di un&rsquo;estetica &ldquo;nuova&rdquo; imposta da una ricerca dominata dalla nostalgia: vi ritroviamo ottone, acciaio, oro, fino all&rsquo;alluminio e al titanio, ma anche carbone, pietre dure e sassi, fino ai frammenti di specchio, carta, fotografie e tessuti, oggetti plastici riciclati e materiali organici, smalti, lacche e inchiostri giapponesi.</p><p>"<em>All&rsquo;Oratorio di San Rocco arrivano opere di artisti orafi provenienti da tutto il mondo. A questi &egrave; stato chiesto di interpretare la tradizione del gioiello devozionale e di farlo con la consapevolezza del momento di eccezionale gravit&agrave; che il mondo sta attraversando -</em> spiega Andrea Colasio, assessore alla cultura del Comune di Padova -<em> Il lutto, la separazione, il ricordo, la consolazione, sono i sentimenti a cui questa tipologia di gioiello si &egrave; da sempre legata; &egrave; particolarmente interessante osservare come nella contemporaneit&agrave; gli artisti presenti in mostra rileggono questi legami sentimentali ed emotivi</em>".</p><p>Informazioni<br>
dal 26 novembre 2022 al 5 febbraio 2023<br>
Oratorio di San Rocco, via Santa Lucia, 59<br>
Orari: da marted&igrave; a domenica, dalle ore 9:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19:00 (chiuso il luned&igrave;)<br>
Ingresso libero</p>

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75451

Comunicato stampa: il sindaco di Leopoli Andriy Sadovyy, ricevuto in Municipio dall’assessora Francesca Benciolini

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Un incontro per rafforzare i legami e promuovere la collaborazione tra le città.
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<img src="/sites/default/files/images/leopoli.jpeg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Nella serata di gioved&igrave; 24 novembre, l&rsquo;assessora con delega ai gemellaggi Francesca Benciolini ha incontrato il sindaco di Leopoli, Andriy Sadovyy, e la delegazione che lo ha accompagnato.<br>
La visita a Padova &egrave; stata organizzata cogliendo l&rsquo;occasione della sua visita in Italia, dove &egrave; stato ospite dell&rsquo;assemblea nazionale Anci, per ribadire l&rsquo;amicizia tra le due Citt&agrave; anche in virt&ugrave; del percorso intrapreso verso il gemellaggio ufficiale.&nbsp; Nella Sala Giunta di Palazzo Moroni &egrave; stato quindi sottoscritto un memorandum con l&rsquo;obiettivo di rafforzare la tradizionale amicizia e sviluppare ulteriormente gli scambi tra i due Paesi.&nbsp;<br>
Tre sono gli impegni sanciti dal Memorandum: &nbsp;</p><p>Art. 1&nbsp;</p><p>Le due Citt&agrave; si impegnano ad approfondire la reciproca comprensione e a promuovere l'amicizia tra i loro popoli dando spazio alla sensibilizzazione sui temi dei diritti umani e della pace;&nbsp;</p><p>Art. 2&nbsp;</p><p>Le due Citt&agrave;, in vista della futura sottoscrizione di un Patto di Gemellaggio, si impegnano a cooperare per individuare insieme gli aspetti pi&ugrave; salienti da valorizzare nel rapporto di amicizia, con particolare riguardo all&rsquo;ambito culturale, storico, artistico ed economico delle due Citt&agrave;;&nbsp;</p><p>Art. 3&nbsp;</p><p>Le due Citt&agrave; si impegnano a promuovere attivamente la reciproca conoscenza&nbsp; incoraggiando i progetti di scambio di studenti e docenti, coinvolgendo anche gli storici atenei universitari presenti in entrambe le Citt&agrave;.&nbsp;</p><p>L&rsquo;assessora Francesca Benciolini dichiara: &ldquo;<em>E&rsquo; stato un onore accogliere a nome del sindaco Sergio Giordani il Sindaco di Leopoli, con il quale abbiamo avviato il percorso per sottoscrivere un Patto di Gemellaggio. Abbiamo discusso delle opportunit&agrave; di scambio reciproco per le nostre citt&agrave; con particolare riguardo alla situazione drammatica che in questi mesi si sta verificando in Ucraina. Ho conosciuto una persona che con grande lungimiranza si sta interrogando sul futuro dei propri concittadini e concittadine, consapevole delle difficolt&agrave; ma determinato a superarle con l&rsquo;aiuto e il supporto di tante e tanti. Il sindaco Sadovyy in particolare vuole porre molta attenzione al tema della salute fisica e psicologica delle tante persone che si stanno riversando come profughi nella loro citt&agrave; che, pur colpita da attacchi, resta uno dei luoghi di rifugio per il Paese. Nei prossimi anni sar&agrave; necessario ricostruire ci&ograve; che la guerra di questi mesi sta distruggendo, e sar&agrave; importante farlo mettendo al centro la pace, i diritti umani e l&rsquo;amicizia tra popoli e la Citt&agrave; di Padova, che ha fatto di questi temi il centro del suo agire, sar&agrave; al fianco dei cittadini e delle cittadine ucraine nella promozione di questi valori</em>&rdquo;.</p>

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Comunicato stampa: riunione della I Commissione consiliare

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Un incontro decisivo per il futuro delle politiche locali e il coinvolgimento della comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Luned&igrave; 28 novembre 2022, alle ore 15:00, si riunisce in seduta pubblica nella sala Anziani di Palazzo Moroni la I Commissione consiliare "Politiche della qualit&agrave; della vita, digitalizzazione, pari opportunit&agrave;, sicurezza, partecipazione e decentramento" presieduta dalla consigliera Elvira Andreella.</p><p>All'ordine del giorno:</p><ul>
<li>esame della proposta di deliberazione della Giunta Comunale avente ad oggetto: &ldquo;Proposta di modifiche al regolamento comunale per i referendum;</li>
<li>il linguaggio inclusivo di genere, pietra miliare contro gli abusi e le discriminazioni, con la partecipazione della prof.ssa Suitner e della dott.ssa Padova, del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, Universit&agrave; degli Studi di Padova, autrici delle &ldquo;Linee guida per il linguaggio di genere nel Comune di Padova&rdquo;, e della capo settore Gabinetto del Sindaco, dott.ssa Fiorita Luciano;</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>

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75428

Comunicato stampa: riunione della V Commissione consiliare

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Descrizione breve
Un'importante occasione di confronto per discutere tematiche cruciali per la comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Luned&igrave; 28 novembre 2022, alle ore 13:45, si riunisce in seduta pubblica nella sala Anziani di Palazzo Moroni la V Commissione consiliare "Politiche del territorio, delle infrastrutture e della mobilit&agrave;" presieduta dal consigliere Bruno Cacciavillani.</p><p>All'ordine del giorno:</p><ul>
<li>esame della proposta di deliberazione della Giunta Comunale avente oggetto: "Autorizzare l'utilizzo temporaneo di Palazzo Foscarini ad attivit&agrave; didattica ed amministrativa del Conservatorio Pollini - Approvazione convenzione";</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>

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75426

Comunicato stampa: Ex Marchesi in viale Arcella, operativi gli uffici dell’anagrafe spostati da via Curzola

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Nuova sede per il servizio anagrafe a disposizione dei cittadini nella zona di viale Arcella.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Alla casa di Quartiere Ex Marchesi, in viale Arcella, sono operativi i nuovi uffici dell&rsquo;anagrafe e del decentramento.&nbsp;</p><p>I servizi anagrafici si sono infatti definitivamente trasferiti lasciando la sede di via Curzola.<br>
Anche gli uffici del decentramento e alcuni uffici dei Servizi Sociali sono gi&agrave; operativi nella nuova sede, che nelle prossime settimane sar&agrave; ufficialmente inaugurata. &nbsp;</p><p><strong>L&rsquo;assessora ai servizi demografici e al decentramento Francesca Benciolini </strong>commenta soddisfatta: &ldquo;<em>La casa di quartiere dell&rsquo;Arcella inizia ad essere viva e animata e, mentre siamo in attesa di definire la data vera e propria dell&rsquo;inaugurazione con tutte le realt&agrave; coinvolte, possiamo finalmente annunciare l&rsquo;operativit&agrave; dei nuovi uffici dell&rsquo;anagrafe e del decentramento. Una sede nuova, accessibile e molto comoda alle fermate del trasporto pubblico locale, per tutti i cittadini che avranno bisogno di documenti, certificati, assistenza allo sportello Spid, o altri documenti. Gli uffici dell&rsquo;Arcella sono tra i pi&ugrave; frequentati, basti pensare al fatto che su circa 12.000 Carte di Identit&agrave; Elettroniche rilasciate dal Comune di Padova nel 2022, la met&agrave; sono state rilasciate all&rsquo;Arcella proprio negli uffici di via Curzola da oggi trasferiti. Vedere finalmente questo importante edificio del Quartiere vivo e animato &egrave; motivo di grande soddisfazione. Abbiamo lavorato molto negli anni scorsi perch&eacute; l&rsquo;Arcella potesse vantare un luogo per tutti e di tutti, e dopo un articolato percorso di partecipazione che ha coinvolto moltissimi cittadine e cittadini siamo quasi arrivati al traguardo. La Casa di Quartiere sta muovendo i suoi primi passi e la nostra amministrazione ne &egrave; molto orgogliosa</em>.&rdquo;</p>

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75368

Comunicato stampa: presentato al Parco Roncajette dall’assessore Bressa il Piano di sostituzione dei 2257 alberi morti per la grande siccità

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Un intervento strategico per il ripristino del verde urbano e la salvaguardia dell'ecosistema locale.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/roncajette.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Un anno fa, al Parco Roncajette, prendeva il via il grande progetto di piantumazione di 10.000 alberi per Padova e oggi, Giornata nazionale dell&rsquo;albero, l&rsquo;assessore Antonio Bressa ha presentato ufficialmente il Piano di sostituzione delle 2257 piante non sopravvissute.<br>
Come &egrave; noto infatti, la siccit&agrave; eccezionale di questa estate, nonostante i continui e ripetuti interventi straordinari di irrigazione, ha messo a dura prova il patrimonio verde della citt&agrave; e in particolare i 10.000 alberi la cui piantumazione era stata ultimata nel mese di maggio.<br>
Le piante morte sono state 2257, circa il 23%, e 691 quelle mancanti a causa di furti e vandalismi.<br>
Nelle scorse settimane i tecnici di Euroambiente, la societ&agrave; appaltatrice, e del Settore Verde del Comune hanno svolto un&rsquo;attenta verifica su tutti gli alberi oggetto dell&rsquo;intervento per procedere alla definizione di un piano di sostituzioni che, come previsto dal bando di gara, &egrave; completamente a carico della societ&agrave;.&nbsp;Il piano prevede una sostituzione non &ldquo;specie su specie&rdquo; e &ldquo;sito su sito&rdquo;, bens&igrave; si &egrave; scelto procedere con la messa a dimora delle specie che hanno dimostrato maggior capacit&agrave; di attecchimento e di resistenza in un contesto pi&ugrave; secco.<br>
La definizione delle nuove piante e dei nuovi siti si &egrave; potuta svolgere grazie all&rsquo;esperienza maturata nei mesi scorsi, e il ridotto numero di esemplari da sostituire ha permesso anche di poter elaborare un piano articolato e attento.&nbsp;<br>
Il lavoro di sostituzione &egrave; iniziato ufficialmente la scorsa settimana e verr&agrave; ultimato entro la primavera, nei mesi di febbraio o marzo, anche in base alle condizioni metereologiche del prossimo inverno.</p><p>L&rsquo;assessore al verde Antonio Bressa commenta: &ldquo;<em>Presentare questo Piano oggi, nella Giornata Nazionale dell&rsquo;Albero, &egrave; ancora pi&ugrave; prezioso ed &egrave; un&rsquo;azione che si va ad aggiungere alle tante altre organizzate in citt&agrave; in questi giorni, per sensibilizzare e tenere alta l&rsquo;attenzione sul tema degli alberi e del verde urbano. E&rsquo; per me importante essere oggi qui al Parco Roncajette a fianco dei tecnici del nostro Settore e delle ditte che con il Comune collaborano perch&eacute; il loro lavoro quotidiano &egrave; patrimonio fondamentale per tutti i cittadini. Gli alberi nella nostra citt&agrave; dopo l&rsquo;ambizioso progetto di messa a dimora dei 10.000, sono oltre 66500, e il nostro impegno &egrave; quello di aumentarli ulteriormente, ma anche preservarli e prendercene cura. Il Piano realizzato per la sostituzione delle piante che non ce l&rsquo;hanno fatta a superare la grande stagione secca &egrave; indice della cura che intendiamo mettere sulla gestione del nostro patrimonio verde: abbiamo selezionato piante ad alta resistenza, dopo un&rsquo;attenta valutazione dei terreni e dei siti migliori, un lavoro che &egrave; stato possibile proprio grazie all&rsquo;esperienza maturata affrontando in una stagione la piantumazione di cos&igrave; tanti alberi, che sar&agrave; bagaglio di conoscenze fondamentale anche per proseguire con nuove e ulteriori messe a dimora nei prossimi anni. Gli alberi sono uno degli strumenti che pu&ograve; aiutarci a mitigare gli effetti delle isole di calore, a migliorare la qualit&agrave; della nostra aria, a resistere ai cambiamenti climatici e da parte nostra &egrave; doveroso prendercene cura nel migliore dei modi dando loro la centralit&agrave; che meritano.</em>&rdquo;</p>

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Comunicato stampa: fondi PNRR per il sociale, Padova presenta un ulteriore progetto per l’autonomia di persone con disabilità che sarà finanziato dal Ministero con 715 mila euro

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L’assessora Colonnello: questo, con i tre progetti già finanziati, permetterà di portare a 48 le persone che ne beneficeranno
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il Comune di Padova, in qualit&agrave; di Capofila dell'Ambito territoriale sociale VEN_16, a seguito della riapertura dei termine da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha presentato un ulteriore progetto relativo alla linea 1.2 del PNRR Missione 5 Componente 2 oltre ai tre gi&agrave; presentati ed ammessi al finanziamento.<br>
Anche questo ulteriore progetto fa parte della Missione 5 - Componente 2 - Sottocomponente 1 &ldquo;Servizi sociali, disabilit&agrave; e marginalit&agrave; sociale&rdquo;, linea di investimento 1.2 "Percorsi di autonomia per persone con disabilit&agrave;".&nbsp;<br>
L'investimento prevede interventi per fornire servizi socio-sanitari comunitari e domiciliari alle persone con disabilit&agrave;, per garantirne l'autonomia. In particolare, si fornir&agrave; assistenza, soprattutto, alle persone con disabilit&agrave; anche gravi che non possono contare sull'assistenza genitoriale o familiare.&nbsp;</p><p>Il progetto si articola in diverse fasi che hanno l'obiettivo di realizzare 1-2 gruppi appartamento per un numero atteso di beneficiari di massimo 12 persone. Con beneficiari si intende indicare persone con disabilit&agrave; che, in virt&ugrave; del proprio progetto personalizzato, saranno avviate al percorso di autonomia abitativa nei gruppi appartamento costituiti e al percorso di avviamento al lavoro anche a distanza, nella misura e nelle modalit&agrave; previste dal progetto personalizzato, che avr&agrave; cura di prevedere anche gli aspetti di socializzazione, per scongiurare l&rsquo;isolamento sociale.<br>
Questo progetto prevede un accompagnamento completo per tre anni per ogni beneficiario, questo &egrave; il questo progetto cui il comune di Padova &egrave; ammesso, contando anche i tre progetti analoghi gi&agrave; finanziati con complessivi 2.860.000 sar&agrave; possibile inserire in questi percorsi 48 persone con grave disabilit&agrave;. &nbsp;</p><p>Le fasi del progetto sono:&nbsp;</p><ul>
<li>costituzione o rafforzamento di una equipe multidisciplinare per l'individuazione dei beneficiari;</li>
<li>definizione e redazione di un progetto individualizzato&nbsp;sottoscritto anche dalla persona con disabilit&agrave;, che preveda:
<ul>
<li>una eventuale ristrutturazione degli spazi domestici e/o la fornitura di dispositivi ICT alle persone con disabilit&agrave;,</li>
<li>attivit&agrave; di assistenza e accompagnamento a distanza,</li>
<li>una formazione sulle competenze digitali, - un tirocinio formativo;</li>
</ul>
</li>
<li>percorso di formazione che comprenda lo sviluppo delle competenze digitali per le persone con disabilit&agrave; coinvolte nel progetto e lavoro a distanza;&nbsp;</li>
<li>azioni di collegamento con enti e agenzie del territorio per tirocini formativi;&nbsp;</li>
</ul><p>L'importo previsto &egrave; pari ad &euro; 715.000,00.<br>
Le azioni dovranno essere avviate entro il 31/12/2022 e completate entro il primo semestre 2026.</p><p>L&rsquo;assessora al sociale Margherita Colonnello sottolinea: &ldquo;<em>Lavoriamo senza sosta per intercettare tutte le risorse PNRR possibili in ambito sociale. Questo nuovo risultato &egrave;, per il Comune di Padova e tutto l'ambito di Padova una bellissima notizia. Gi&agrave; a settembre l'ambito di Padova era riuscito ad aggiudicarsi il finanziamento per 3 progetti di vita indipendente per le persone con disabilit&agrave;. Ogni progetto permetter&agrave; a 12 persone con diverse disabilit&agrave; (motoria, sensoriale, intellettiva) di essere supportate per 3 anni nelle autonomie abitative e nell'inserimento lavorativo. Con questa nuova aggiudicazione si aggiungono altre 12 persone, per un totale complessivo di 48 persone. Questo risultato dimostra una volta in pi&ugrave; la professionalit&agrave; e la determinazione del settore servizi social del nostro Comune, a cui va il nostro plauso e gratitudine. Adesso abbiamo la possibilit&agrave; di sperimentate in modo importante i percorsi di vita indipendente nel nostro territorio, in rete con le altre istituzioni e il 3&deg; settore, per una Padova sempre pi&ugrave; accessibile e inclusiva</em>&rdquo;.</p>

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