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Comunicato stampa: presentato dal vicesindaco, Andrea Micalizzi, il restauro del cinquecentesco Bastione Moro II

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Un importante intervento di recupero per valorizzare il patrimonio storico e culturale della città.
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<img src="/sites/default/files/images/Bastione%20Moro.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>E'&nbsp;stato presentato questa mattina il restauro del Bastione Moro II, il tratto delle mura cinquecentesche che si trova all&rsquo;altezza di via Sarpi e che &egrave; accessibile da via Citolo da Perugia.<br>
Con un investimento di 848 mila euro, &egrave; stato realizzato il restauro complessivo di una della parti pi&ugrave; importanti e paradossalmente meno conosciute della nostra cinta muraria cinquecentesca. I lavori oltre ad un attento recupero delle strutture originarie comprendono anche una scenografica illuminazione dell&rsquo;area accessibile da via Citolo da Perugia che a breve rientrer&agrave; negli itinerari delle visite guidate.</p><p>Il vicesindaco Andrea Micalizzi sottolinea: "<em>Oggi abbiamo riconsegnato ai padovani un altro luogo straordinario. L&rsquo;area del Bastione Moro II &egrave; sconosciuto ai pi&ugrave;, dietro il portone chiuso da anni c&rsquo;era una discarica orribile: oggi con tanti residenti del quartiere abbiamo aperto questi cancelli e potuto presentare alla citt&agrave; un lavoro di restauro che riconsegna ai padovani un luogo straordinario e dalle enormi potenzialit&agrave;.<br>
&Egrave; bello vedere l&rsquo;entusiasmo dei cittadini che sono venuti oggi incuriositi: ci sono perch&eacute; percepiscono l&rsquo;importanza di questo luogo per Padova e per il loro quartiere. A ridosso del centro abitato si apre infatti uno spazio molto grande, fruibile, che stupisce per la bellezza monumentale delle mura, per la disponibilit&agrave; di spazi di verdi o aree da utilizzare per lo svago. Tra i lavori molto apprezzata l&rsquo;illuminazione che crea un&rsquo;atmosfera suggestiva e mette a risalto la bellezza delle mura. Presto uscir&agrave; anche un bando per la gestione dello spazio con chiosco che sar&agrave; promotore di iniziative culturali e ricreative: vogliamo che questo spazio viva e sia un punto di rifermento per i cittadini del quartiere e per tutti i padovani.<br>
Il Moro II, nato come sistema difensivo, &egrave; stato poi usato come sito industriale per la produzione di calcestruzzi, poi discarica&hellip; oggi diventa un luogo aperto alla citt&agrave;. Continua cos&igrave; il lavoro di restauro e recupero del Parco delle Mura, il pi&ugrave; grande monumento della citt&agrave; che con i suoi 11km di perimetro abbracciano il centro storico con costruzioni monumentali, acque e spazi di verde dalle grandi potenzialit&agrave;.<br>
Sabato 20 novembre, con il Comitato Mura, organizzeremo una visita aperta a tutti per poter ammirare da vicino questi luoghi e comprenderli. Appuntamento alle ore 15:30 con partenza dalla sede del Comitato Mura in via Raggio di Sole, 2, ammireremo il tratto di Mura di questa zona fino alla visita al Bastione Moro II&nbsp;illuminato</em>".</p><h3>Bastione Moro II: stato di fatto e interventi realizzati</h3><p>Lo stato di fatto sia in termini di presenza e/o manomissione delle strutture originarie, sia in termini di stato conservativo, si presentava diverso in funzione dei tratti murari o dei bastioni (o baluardi) oggetto di analisi.</p><p>Cortina esterna: la parte esterna della cortina muraria che costituisce il Baluardo si presenta in condizioni di erosione con distacco della camicia. Solo il lato pi&ugrave; ad ovest del baluardo presenta un porzione consistente di camicia. In generale nel corso del tempo si &egrave; assistito ad un accumulo di terra all'interno del baluardo, elemento che ha consentito la crescita di vegetazione infestante di grande dimensione (arbusti e alberi) che hanno accelerato il processo di degrado. Una serie di superfetazioni risalenti ai conflitti mondiali novecenteschi hanno consolidato la quota raggiunta.</p><p>Piazzeforti e spazi interni al Bastione: il baluardo Moro II si caratterizza per la presenza di due piazzeforti e una rampa di accesso alla sommit&agrave; della cortina muraria. I primi due elementi risalgono alla configurazione originaria, mentre la rampa di accesso alla quota superiore &egrave; coeva alle superfetazioni novecentesche legate agli eventi bellici. Le cortine murarie interne presentano alcuni tratti originari, altri ricostruiti con materiali di recupero, alcuni interventi recenti con materiali incongrui (cls e mattoni rettificati) in una stratificazione che in alcuni casi rende complessa la reversibilit&agrave;. Alcuni setti di delimitazione delle piazzeforti risultano in toto o in parte crollati con conseguente invasione degli spazi aperti da parte di terra e detriti di varia natura.</p><h3>Interventi eseguiti</h3><p>Gli interventi eseguiti sono stati finalizzati al restauro e alla valorizzazione del Bastione Moro II. Restauro del paramento murario perimetrale, asportazione della vegetazione, integrazione delle zone deteriorate, stuccatura delle connessioni tra gli elementi lapidei, riprofilatura del bordo superiore con consolidamento del terreno su tutto il perimetro. Restauro del paramento murario interno al bastione, la muratura risale a una conformazione geometrica antecedente all&rsquo;impianto attuale del Bastione. Asportazioni dei materiali incongrui, integrazione delle zone deteriorate o danneggiate con le precedenti strutture novecentesche. Restauro delle piazzeforti, asportazione della vegetazione e dei materiali accumulati, ricostruzione delle zone crollate, nuova pavimentazione in stabilizzato di cava. Riprofilatura del terreno in sommit&agrave; al Bastione utilizzando la tecnica delle terre armate. asportazione della vegetazione, restauro delle basi per mitragliatrici. Perimetrazione dell&rsquo;area fruibile al pubblico con parapetto in acciaio. Trattamento sommitale delle murature, preventivamente alleggerite degli accumuli di terreno, mediante baulatura della testa in grado di bloccare la percolazione delle acque piovane facilitandone il deflusso</p><h3>Nota storica sul Bastione&nbsp;Moro&nbsp;II</h3><p>I Bastioni Moro II e Moro I sono collocati nel settore della cinta cinquecentesca, considerato tra i pi&ugrave; importanti dell'intero sistema difensivo, tra il Bastione della Gatta e quello dell'Impossibile. L'insieme fortificato comprendente i sopra citati bastioni e baluardi, aveva infatti il ruolo di coprire la citt&agrave; dalle minacce provenienti dal nord, cio&egrave;&nbsp;dalla pi&ugrave; naturale direttiva d'attacco delle forze imperiali.<br>
Proprio a causa della sua importanza strategica, unita ad intrinseche difficolt&agrave; di impostare un soddisfacente impianto difensivo in quella zona, la sistemazione del complesso fortificato sar&agrave; abbastanza laboriosa subendo diverse modifiche.<br>
Infine, sotto il capitaniato di Giovanni Moro, attorno al 1531, verranno approntati i due baluardi in questione, che rinforzeranno ulteriormente il settore, su probabile indicazione di Francesco Maria dalla Rovere. I baluardi Moro II e I sono da considerarsi tra quelli tecnicamente pi&ugrave; avanzati della cinta padovana grazie alla loro forma pentagonale che proprio intorno al 1530 si era imposta definitivamente sul modello a torrione.<br>
Il bastione Moro II &egrave;&nbsp;detto anche degli Scalzi, dal vicino monastero di Carmelitani con la Chiesa di San Girolamo; talora viene anche erroneamente detto dei Crociferi, nome che semmai spetta all'Impossibile.<br>
Ha le stesse dimensioni e caratteristiche del Moro l: i fianchi lunghi 32 metri&nbsp;e facce di 64-67, raccordate in curva.<br>
E' stato costruito negli anni 1531-1532. E' stato, durante la dominazione austriaca luogo di fucilazioni.<br>
Le due piazzeforti sono state recentemente liberate dalle sovrastrutture che le occupavano: ma anche qui sono state alterate le due porzioni murarie dei fianchi interessate dalle cannoniere.<br>
Nel secolo scorso inoltre sulla sommit&agrave; sono state posizionate le basi per le mitragliatrici, basamenti di forma circolare in calcestruzzo. Nel dopoguerra il bastione &egrave; stato usato come centro di betonaggio e produzione di materiali edili in calcestruzzo.</p>

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Comunicato stampa: bando per biciclette e cargo bike a pedalata assistita. Boom di richieste

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Un'iniziativa per promuovere la mobilità sostenibile e ridurre l'impatto ambientale.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il bando per contributi per biciclette e cargo bike a pedalata assistita si &egrave; aperto questa mattina e sono gi&agrave; decine le telefonate ricevute dall&rsquo;ufficio Biciclette del settore mobilit&agrave;, per avere richieste o per comprendere meglio la procedura.</p><p>In merito &egrave; necessario dare alcune precisazioni importanti: il bando &egrave; aperto fino al 24 dicembre e i contributi si possono chiedere solo per mezzi nuovi di fabbrica acquistati dalla data di pubblicazione del bando.<br>
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Il commento <strong>dell&rsquo;assessore alla mobilit&agrave; Andrea Ragona</strong>: &ldquo;<em>Sono felice che molte persone chiedano informazioni in merito, significa che abbiamo intercettato un bisogno reale e che molte persone hanno voglia di investire per muoversi con dei mezzi sostenibili. Le biciclette a pedalata assistita sono una felice novit&agrave; della mobilit&agrave; leggera, che permette di percorrere anche lunghe distanze senza particolare sforzo. Per questo sono una valida alternativa all&rsquo;auto, come lo sono le cargo bike sempre pi&ugrave; utilizzate per trasportare anche bambine e bambini.<br>
Ci tengo a chiarire alcune cose, per far star tranquille le persone che vogliono partecipare. Innanzitutto, il bando scade il 24 dicembre quindi c&rsquo;&egrave; tutto il tempo necessario per acquistare la bicicletta e per fare la procedura richiesta. Il contributo vale per biciclette o cargobike nuove, acquistate quindi da oggi. Ma soprattutto, abbiamo stanziato al momento 100.000 euro, ma siamo pronti ad aumentare se necessario e se ci saranno pi&ugrave; domande. In altre parole: la nostra volont&agrave; &egrave; quella di finanziare tutte le domande che arriveranno perch&eacute; sostenere i cittadini e le cittadine che scelgono la mobilit&agrave; dolce &egrave; per noi strategico. Pi&ugrave; persone si muovono in bicicletta, migliore &egrave; la qualit&agrave; della vita in citt&agrave;</em>&rdquo;.</p>

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