Stagione lirica in digitale 2022/2023 - Prima parte
Conferenza "IV crociata: misteri e misfatti"
Giornate europee del patrimonio 2022
Comunicato stampa: 200.000 euro per la manutenzione del verde, cambio di passo nella cura della città
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La Giunta comunale ha approvato ieri uno stanziamento straordinario di ulteriori 200.000 euro per la manutenzione del verde.<br>
I fondi stanziati si aggiungono a quelli già a bilancio e serviranno a potenziare l’ordinario piano di sfalcio del verde che sta procedendo a ritmi serrati in tutta la città. A questo si aggiunge grande attenzione al verde indesiderato, sul quale si andrà ad intervenire in maniera più capillare e frequente in aree stradali e marginali, oltre a controllare la vegetazione infestante. Già da settimane si sta procedendo alla rimozione del verde indesiderato anche partendo dai punti segnalati dai cittadini attraverso il Pronto intervento manutenzioni. Ora la città verrà suddivisa in tre zone per organizzare al meglio il lavoro.</p><p>In questi giorni sono stati avviati anche gli sfalci degli argini dei canali: dopo alcuni primi interventi nelle aree centrali della città, è previsto l'intervento lungo il Piovego a partire da ponte Ognissanti verso ponte dei Graissi. Quindi sul canale Scaricatore dal Bassanello verso Terranegra. Poi dal Bassanello risalendo il Bacchiglione, lungo via Isonzo e via Decorati al Valor Civile. Subito dopo verranno sfalciati gli argini di competenza lungo il Brenta per terminare poi con i canali interni del Tronco Maestro e del Piovego.</p><p>L’Assessore al verde commenta: “<em>Uno stanziamento che ci permette di far cambiare passo agli sfalci cittadini. Stiamo reimpostando il lavoro dopo un’estate di importante siccità con l’obiettivo di rendere più frequenti e capillari gli interventi, individuando anche nuove forme di organizzazione che permettano di migliorare la gestione del verde nel territorio comunale già a partire dalle prossime settimane e negli anni a venire. L’obiettivo è quello di riuscire ad evitare situazioni critiche e permettere alla gestione ordinaria di rispondere alle esigenze dei cittadini che come noi vogliono una città sempre e in ordine. Questo vuol dire una città più bella, grazie al suo straordinario e delicato patrimonio verde</em>”.</p>
Comunicato stampa: Photo Open Up, Festival internazionale di fotografia
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Al via il prossimo 24 settembre la quarta edizione di Photo Open Up, Festival internazionale di fotografia promosso dal Comune di Padova e organizzato da Arcadia Arte con la direzione artistica di Carlo Sala.</p><p>Anche quest’anno il Festival si sviluppa nelle più suggestive sedi espositive della città, dalla Galleria Cavour nel cuore del centro storico fino all’affascinante complesso di archeologia industriale Ex Macello in via Cornaro, coinvolgendo anche Palazzo Zuckermann, le ex scuderie di Palazzo Moroni, il Centro Culturale/Altinate San Gaetano e Palazzo Angeli.</p><p>Il tema di questa quarta edizione è “Lo stupore ritrovato” e punta a dare forma visiva a quel sentimento discoperta e di meraviglia di cui le persone vogliono riappropriarsi dopo un lungo periodo di restrizioni dovuto alla pandemia e per vincere il senso di incertezza causato dallo scenario globale segnato da nuovi conflitti.</p><p>“<em>Sentiamo il bisogno di provare nuovamente un sentimento di ammirazione e sorpresa nel rapportarci con i luoghi le cose e le persone, in modo da lasciarci ancora stupire</em> – ragiona il direttore artistico Carlo Sala – <em>Fin dall’antichità i filosofi hanno dibattuto sul sentimento della meraviglia come fattore scatenante della curiosità e della stessa conoscenza. E’ la stessa voglia di indagare che è alla base dell’agire di ogni fotografo quando posa il suo sguardo e coglie, interpreta o manipola il reale nelle sue varie manifestazioni.</em>”</p><p>Le 23 mostre, gli oltre 15 eventi ed incontri di questa quarta edizione che si svolgerà dal 24 settembre al 1novembre, coinvolgeranno più di 100 autori di rilievo nazionale e mondiale.</p><p>“<em>Questa quarta edizione del Festival Photo Open Up conferma e sottolinea l’attenzione che questa Amministrazione ha nei confronti della fotografia che, nella nostra città, ha sempre trovato un fertile luogo di confronto, elaborazione ed esposizione</em> – sottolinea l’assessore alla cultura e al turismo - <em>Anche quest’anno, il tema scelto come fil rouge delle 23 mostre che danno corpo al Festival, “lo stupore ritrovato” è estremamente stimolante e di grande attualità. Gli autori, che il direttore artistico Carlo Sala ha scelto per il Festival, esprimono in maniera diversa ma sempre originale la voglia e la capacità di stupirsi di fronte alle immagini, siano esse realiste o frutto di un lavoro di creazione e sperimentazione come i “Lucigrammi” e i “Pirogrammi” del grande Nino Migliori uno dei maestri indiscussi della fotografia contemporanea. L’effetto complessivo per il visitatore è proprio quello di ritrovare lo stupore attraverso lo sguardo e le scelte originali di autori, che hanno proposto un altro punto di vista visivo o narrativo che apre lo spazio a realtà diverse. Ringrazio anche Fondazione Cariparo per l’importante sostegno che anno dopo anno dà alla manifestazione</em>”</p><p>Il manifesto del festival è tratto dalla serie Is Life Under The Sun Not Just a Dream di Rocco Venezia, un ampio corpus visivo fatto di immagini sospese tra realtà e sogno. Come ha spiegato l'autore, la sua è una ricerca che si sofferma sui Paesi a sud del continente che ancora mostrano gli strascichi dell’ultima crisi economica e sociale: “indagando le superfici e proponendo una rappresentazione onirica delle realtà di questi luoghi, il mio lavoro volge a creare una percezione visiva di un Sud Europa mentale”.</p><p>Tra gli “highlights” di questa edizione, certamente la mostra Sperimentazioni alla Galleria Cavour dedicata al grande maestro Nino Migliori, che espone opere fino ad oggi inedite e mai esposte al pubblico.</p><p>Un’occasione unica e irripetibile per conoscere un nuovo Nino Migliori. Ma le sperimentazioni possono riguardare anche il corpo. È il caso del progetto di Matthieu Croizier, fotografo svizzero vincitore dell’open call 2022, la quale ha registrato un record di partecipazioni da tutto il mondo, attirando candidati da ben 4 continenti. Con Everything goes dark a little further down, Croizier mette in gioco il proprio corpo per esplorare il concetto di mostruosità superando un binarismo interpretativo che prevede solamente bello e brutto, giusto e sbagliato, normale e anormale. La sua mostra è una commovente dedica d’amore all’anormalità e al coraggio di abbracciare la mostruosità riscoprendola in ciascuno di noi.</p><p>Ed è stato proprio il successo di questa seconda edizione dell’open call, caratterizzata dall’altissimo livello di molti dei progetti candidati, ad aver dato l’idea di una mostra collettiva. Quest’anno, infatti, 19 artisti sono stati premiati con una menzione speciale. L’eterogeneità stilistica e interpretativa delle loro opere, oltre alla loro qualità artistica, ha convinto il comitato scientifico ad affiancarle in una mostra collettiva capace di restituire uno sguardo d’insieme sulle tendenze internazionali della fotografia contemporanea. Ogni artista ha dunque selezionato uno dei suoi scatti che, affiancando quelli degli altri autori, ha contribuito a realizzare un mosaico di storie personali e sguardi sulla realtà intorno al tema dello Stupore ritrovato.</p><p>La mostra Come d’incanto, invece, propone il lavoro di una serie di importanti fotografi internazionali contemporanei in dialogo con autori emergenti che si pongono una serie di questioni di stringente attualità attorno al sentimento dello stupore. Le opere, provenienti da tre prestigiose collezioni italiane, evocano o rielaborano le imminenti esigenze di cambiamento, rispetto e fiducia; indagano dimensioni estreme, luoghi sospesi tra il bene e il male, paesaggi fantastici, presenze corporee sovraesposte; aprono spiragli di luce in spazi veri o illusori, governati da nuovi canoni di bellezza, dalla facoltà di abitare l’incanto e lasciarsi andare alla riscoperta stupita del reale.</p><p>Autori: Nobuyoshi Araki, Guido Argentini, Sergia Avveduti, Roger Ballen, Simone Bergantini, Matthew Brandt, Jonny Briggs, Elina Brotherus, Claudia Calegari, Filippo Cavalli, Corrado Dalcò, Gabriele De Santis, Irene Fenara, Franco Fontana, Luke Fowler, Luigi Ghirri, Ralph Gibson Soham Gupta, Anne Imhof, Luca Lupi, Herr Merzi, Yasumasa Morimura, Wang Ningde, Masao Yamamoto,Yang Yongliang, Giovanni Stefano Rossi, Bettina Rheims, Ruggero Rosfer & Shaokun, Anri Sala, Jan Saudek, Mario Schifano, Malick Sidibé, Sissi, Jacob Aue Sobol, Lamberto Teotino, Arthur Tress, Francesca Woodman.</p><p>Reinventare la realtà può significare anche attingere all’esistente per modificarlo, rielaborarlo, farlo rinascere sotto forme nuove e inattese. È quello che fa Noé Sendas, uno dei fotografi di ricerca belgi più interessanti di oggi, nella sua mostra Straniamento: riconoscendo che siamo tutti esposti a centinaia, forse migliaia di immagini ogni giorno, anziché produrne di nuove l’autore attinge allo sconfinato inventario offerto dalla contemporaneità e ne ricava qualcosa di originale e sorprendente. Attraverso tecniche surrealiste come collage e sovrapposizioni, sfruttando la possibilità di aggiornarle grazie al digitale e manipolando i metodi di stampa, Sendas sgretola ogni certezza, dall’identità dell’opera, al periodo di realizzazione, finoalla sua paternità, creando un sublime effetto di estraniamento, in bilico tra l’inquietudine e la meraviglia.</p><p>Un simile spaesamento lo si può provare interrogandosi sul rapporto che c’è tra il mondo digitale e quello analogico. Esplorando questa relazione, il progetto Human Image Recognition di Alessandro Sambini guarda alle implicazioni che derivano dall’incapacità degli algoritmi di raggiungere la massima precisione nel definire i contenuti a essi sottoposti. L’artista si interessa a questa sorta di “fallimento” che, invece di essere visto in modo negativo, sembra umanizzare lo strumento tecnologico. Per questo, nel lavorare una serie di fotografie vendute da Ikea, Leroy Merlin o tratte dal settimanale The Economist, Sambini imita il metodo delle intelligenze artificiali. Sostituendo all’azione fredda della macchina la propria vista, tenta di dare a ciascuna di esse un significato autonomo rispetto alla volontà originaria dei loro creatori. L’analisi di ogni frammento è accompagnata da una percentuale di affidabilità delle scelte compiute che non segue criteri statistici, ma evoca delle specifiche cifre mutuate da vari dispositivi tecnologici – parte di una grammatica visiva che oggi è una sorta di nuovo paesaggio quotidiano dello sguardo – a cui l’artista inconsciamente associa stati emotivi, sensazioni e ricordi. La mostra presenta il progetto vincitore della decima edizione del Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri Onlus.</p><p>Pur attingendo a sua volta alla sfera digitale, i paesaggi su cui ragiona Andrea Camiolo in Per un paesaggio possibile sono di tutt’altra natura, anzi: al centro della sua indagine si colloca la definizione stessa di paesaggio. Benché trovarne una sembri facile, non lo è affatto: e ancor più complicato è dire come se ne possa rappresentare uno. Per un paesaggio possibile gioca su questa ambiguità e moltiplica con sorprendente originalità le possibili modalità rappresentative: da un’immagine satellitare alla parola “paesaggio” stampata su un dizionario, dallo screenshot del codice sorgente di un file jpg alla scansione di un negativo 10x12. Più che offrire una risposta, il lavoro dell’artista restituisce la complessità del reale e l’impossibilità di descriverla con definizioni nette.</p><p>Ma lo stupore può scaturire anche dai luoghi veri e propri, sia vicini che lontani. Anche in questa quarta edizione, infatti, Photo Open Up continua a prestare grande attenzione sia al locale che alle realtà più lontane. Alle mostre che affondano le loro radici nella storia e negli spazi di Padova, come Tracce di Adriano Cassin, dedicata alle botteghe storiche della città, si affianca uno speciale trittico di mostre che le affondano in Africa, più precisamente in Mozambico. E sono vere e proprie radici quelle al centro di Árvore da vida di Camilla Miliani, il progetto fotografico realizzato in collaborazione con We World Onlus: sono le radici degli alberi sui quali si sono rifugiati per giorni i pochi sopravvissuti dei villaggi mozambicani colpiti dai cicloni dovuti al riscaldamento globale. Sono invece l’acqua e la terra gli elementi centrali in Reflections of perception di Eduardo Dumakude Timóteo Mondlane, che immortala alcuni scorci iconici della città di Maputo riflessi sui Lagos Niassa, come vengono chiamate le enormi pozzanghere che si creano lungo le strade. Più rivolto all’etereo lo sguardo di Dilayla Romeo nelle opere di Mozafrican Cosmology, una serie di fotografie astratte create con inchiostri naturali ricavati da piante medicinali. Le immagini raffigurano universi onirici e immaginari, pieni di colori e forme intense che rappresentano la forte relazione del popolo mozambicano con l’universo.</p><p>Si può raccontare un Paese attraverso la quotidianità delle persone che lo abitano? È quello che si è chiesto Ivan Grozny Compasso, giornalista e reporter, che dal 2012 al 2016 ha viaggiato dal Sud al Nord-Est del Brasile raccogliendo, sullo sfondo di grandi eventi sportivi, come i Mondiali 2014 e le Olimpiadi 2016, e delle proteste che li hanno accompagnati, le testimonianze, le storie e le immagini della vita nelle piccole e nelle grandi comunità brasiliane, osservate e immortalate in tutti i loro aspetti: dal sociale all’arte alla cultura, passando per la politica e lo sport. Un reportage che tocca non solo le grandi città, come Rio de Janeiro, São Paulo o Salvador, ma anche località dell’entroterra e della costa Nord. A Photo Open Up 2022 sarà possibile scoprire uno dei risultati di questa ricerca: la mostra “Gente boa”, che racconta questo enorme Paese attraverso i suoi scorci, le sue strade, i suoi dettagli urbanistici, la vita quotidiana, l’arte, la cultura e le piccole azioni comuni delle persone che lo abitano.</p><p>Monsoons never cross the mountains di Camillo Pasquarelli porta invece in Kashmir e, attraverso lo sguardo dei bambini immortalati, racconta la violenza e l’anelito all’azadi, ovvero libertà in lingua urdu, che da quasi ottant’anni accompagnano la storia della regione. Nel farlo, si interroga sul ruolo del fotogiornalismo nel creare un immaginario collettivo e sulla possibilità di mettere in discussione il privilegiato ed esotizzante punto di vista occidentale.</p><p>Il programma di Photo Open Up non finisce qui, anzi: offre molte altre mostre, incontri con gli autori, presentazioni di libri, workshop e attività correlate. Per restare aggiornati sulle proposte del festival, è possibile visitare il sito www.photopenup.com o seguire i profili social della manifestazione.</p>
Comunicato stampa: mostra fotografica "Mestieri a Padova - il lavoro artigiano oggi"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Quest’anno si festeggia il 60° del Fotoclub Padova, che ha voluto celebrare questo importante anniversario con un evento speciale. </p><p>E’ nata così “Mestieri a Padova - il lavoro artigiano oggi”<strong>,</strong> una mostra in uno spazio pubblico, il Cortile pensile di Palazzo Moroni, che celebra la ricchezza antica e sempre nuova dell'artigianato padovano: 60 scatti fatti nelle botteghe di 13 maestri artigiani, che operano nel territorio. Padova è certo città dell’innovazione, della scienza, delle lettere, del sapere in generale, ma il “saper fare” contiene e mantiene altrettanta creatività e promessa per un futuro umanamente ricco. Un occhio alla creazione, all’unicità di quel che produce la mano sapiente e la mente fervida e un focus su anima e cuore che sostengono questo lavoro. </p><p>Volutamente è stato scelto un formato unico, il 2/3, e di fotografare a colori affinché il lavoro finale risultasse un racconto omogeneo e a più voci. </p><p>Spiega la<strong> presidente Paola Vecchiato</strong>: “<em>Sono stati due anni incredibilmente faticosi, dove tutti hanno avuto difficoltà per mancanza di socialità, ma questa storica Associazione si è impegnata e ce l’ha fatta: con l’aiuto di nuove tecnologie e tanta voglia di continuare comunque: i soci sono riusciti a proseguire le loro attività, seguitando a condividere la loro passione, la fotografia. Fotoclub Padova è da sempre un’associazione a servizio della città, promuovendo la fotografia e documentando con le foto gli eventi artistici più importanti della città, in accordo con le tante realtà organizzative. Per celebrare la sua storia, ma anche con uno sguardo al futuro, per questo anniversario i Soci si sono impegnati, nei mesi scorsi, in un progetto fotografico nuovo, che li vedesse coinvolti in un lavoro corale, aperto alle diverse sensibilità</em>". </p><p>La mostra verrà inaugurata venerdì 23 settembre, alle ore 18.30, e rimarrà aperta fino al 2 ottobre.<br>
Orari: dal lunedì alla domenica dalle ore 10:00 alle ore 19:00.<br>
</p><p><strong>FOTOCLUB PADOVA </strong><br>
Fotoclub Padova è una significativa presenza nel campo fotografico nella città di Padova e collabora con il Comune di Padova e Istituzioni culturali del territorio. In occasione di manifestazioni sportive e di spettacoli (Padova Jazz, Novembre Patavino, Castello Festival, Festival della Danza ecc.), i soci del Fotoclub garantiscono la copertura dell’evento dal punto di vista fotografico, in forma totalmente gratuita. </p><p>Nella sede attuale in via G. Reni 200, nell’ex-Oratorio della Mercede, i circa 50 soci si incontrano sia per workshop sia per la lettura critica delle foto. Infine ogni mercoledì la sede viene aperta al pubblico per presentare lavori di fotografi esterni al club, per serate culturali e conferenze. </p>
Comunicato stampa: Tuttaunaltracosa, XXVIII festival nazionale del commercio equosolidale
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Tuttaunaltracosa è il festival nazionale del commercio equo e solidale, organizzato dal 1994 dall'associazione Botteghe del Mondo, insieme alle istituzioni e alle realtà virtuose della località in cui si svolge l’evento, con un’importante presenza anche delle economie solidali.<br>
Dalla prima edizione, d ha toccato molte tra le principali città italiane e torna a Padova anche quest'anno il 23, 24, 25 settembre in piazza Capitaniato, per offrire alla città l’occasione di conoscere le realtà e i progetti di commercio equosolidale e partecipare ai numerosi incontri aperti al pubblico e di formazione dedicata, su temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale e del consumo critico. Le parole chiave di questa XXVIII edizione sono: cibo, cura, clima, comunità, cambiamento e partiremo da una riflessione comune sull’aumento delle disuguaglianze.<br>
Il commercio equo rappresenta, da decenni ormai, un modello positivo di economia della cura sui territori, con le 5 C del cibo, della cura, del clima, delle comunità e del cambiamento possibile. E le botteghe del mondo come modello di comunità equa e solidale, oggi anche food hub e incubatrici di politiche territoriali. Le politiche del cibo, orientate alla transizione agroecologica, rappresentano infatti un’opportunità per la società civile di affermare i valori di giustizia sociale e giustizia climatica e offrono nell’accesso al cibo di qualità, per tutti, una leva di democrazia alimentare: nel workshop del sabato mattina alle 11 parleremo proprio di questo tema.</p><p>“<em>Le parole chiave di questa edizione non intervengono solamente come risposte ai contesti di crisi che stiamo vivendo, ma pongono le giuste domande su come intervenire nei processi di cambiamento, indagando sul perché sia necessario elaborare politicamente, socialmente e culturalmente i concetti che il commercio equo porta ogni giorno concretamente in evidenza”</em> dichiara<strong> il presidente dell'associazione Botteghe del Mondo Massimo Renno</strong>.</p><p>Due importanti novità saranno i caffè con Faitrade Italia e Banca Etica per conoscere meglio le opportunità della finanza etica e il workshop tra le botteghe del mondo e gli importatori sulle sfide future delle importazioni nella filiera equosolidale.</p><p>“<em>Siamo molto orgogliosi che anche quest’anno la nostra città ospiti Tuttaunaltracosa. Sarà un piacere portare ai concittadini e concittadine la testimonianza del lavoro che svolgiamo in Asia, Africa e America Latina per sostenere le comunità agricole</em>" ha dichiarato<strong> Giuseppe Di Francesco, presidente di Fairtrade Italia</strong>. A questo proposito, tra gli appuntamenti, venerdì 23 settembre alle 21.00 è prevista la proiezione della docu-serie "Farmers: la loro battaglia contro la crisi globale"( Multisala Pio X - MPX- via Antonio Francesco Bonporti, 22) prodotta da Fairtrade International. Si tratta di un racconto intimo sulle sfide quotidiane che gli agricoltori devono affrontare per la propria sopravvivenza.</p><p>"<em>Il Gruppo Banca Etica</em> – ricorda<strong> Gabriele Giuglietti, presidente di CreSud e responsabile Sviluppo internazionale di Banca Etica</strong> - <em>si occupa da sempre di commercio equo e solidale e del sostegno, fornito anche tramite servizi di microfinanza, ai piccoli produttori organizzati in cooperative nei Paesi del Sud del mondo. Ha continuato a farlo anche nei momenti più difficili della pandemia, erogando circa 20 milioni di euro di credito nel 2020 come Banca Etica e 7 milioni di euro per CreSud. Ci sembra che questa sia stata la miglior risposta concreta, e compatibile con quel contesto drammatico, per poter lasciare questo mondo meglio di come l'abbiamo trovato.</em>" </p><p>L’<strong>Assessore al commercio</strong> sottolinea: “<em>La 28° edizione di “Tuttaunaltracosa” arriva in città in un momento particolarmente delicato: quello in cui l’inflazione, il caro energia e le tensioni internazionali rischiano di produrre gravi conseguenze sull’economia con un conseguente aumento delle disuguaglianze sociali. La sua presenza in città diventa così ancora più preziosa, come luogo di buone pratiche per la sperimentazione di un modello di sviluppo sostenibile e alternativo, ma soprattutto come luogo di riflessione e pensiero per costruire quei cambiamenti che dovranno rendere i cittadini e le città più solidali e resilienti rispetto alle sfide che ci attendono</em>.” </p><p>L’<strong>Assessora alla cooperazione internazionale e alla pace</strong> commenta: “<em>Nasce dal commercio equo e solidale l'attenzione per le filiere produttive rispettose dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente. Si tratta di una attenzione che, nata per i prodotti storicamente detti "coloniali" e di importazione, in anni in cui sembrava fosse una attenzione ormai consolidata in Europa, ora è diventata una urgenza globale. È quindi con orgoglio che come città ospitiamo anche quest'anno Tutta un'altra cosa, che continua a portare temi globali e soluzioni condivise su questioni urgenti come quelle dei diritti, del lavoro e dell'ambiente</em>.” </p><p>Per orientarsi nella molteplicità di contributi e occasioni di riflessione offerta da Tuttaunaltracosa, basta consultare il programma sul sito www.tuttaunaltracosa.ite sulla pagina Facebook Tuttaunaltracosa.<br>
Sul sito web del festival si può avere anche una stuzzicante idea delle proposte degli espositori dei diversi stand. Ma l’invito è soprattutto a venire in piazza Capitaniato a visitare il festival, per partecipare dal vivo a una tre giorni di energia positiva e incontri stimolanti verso il futuro equo e solidale. C’è tempo fino alla serata di domenica 25 settembre: affrettatevi!</p>
Conferenza stampa: "Dove eravamo rimasti... la musica si fa di nuovo emozione"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Lo spettacolo musicale, organizzato dalla Lilt al Teatro Verdi a sostegno della attività di prevenzione del tumore al seno, verrà presentato in <strong>conferenza stampa</strong></p><p><strong>mercoledì 21 settembre, alle ore 11:30<br>
Sala del Consiglio Comunale - Palazzo Moroni </strong></p><p>Parteciperanno:</p><ul>
<li>l'Assessora al volontariato e alla coesione sociale,</li>
<li>Gianluigi Recarti, vicepresidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Padova,</li>
<li>Diego Brunelli, direttore della Blue Singers & Orchestra,</li>
<li>Stefania Miotto, soprano lirico padovano.</li>
</ul>
Conferenza stampa: Photo Open Up Festival internazionale di fotografia
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Oltre 100 autori, 23 mostre, 15 eventi in tutta la città dal 24 settembre al 1 novembre prossimi. Tra i maestri, Nino Migliori al quale è dedicata una grande mostra intitolata “Sperimentazioni”.</p><p>La quarta edizione verrà presentata in conferenza stampa</p><p><strong>mercoledì 21 settembre ore 11:30<br>
Sala Giunta – Palazzo Moroni </strong></p><p>Parteciperanno:</p><ul>
<li>l'Assessore alla cultura e al turismo,</li>
<li>Carlo Sala, direttore artistico del Festival,</li>
<li>Matteo Crosera, Arcadia Arte organizzatore del Festival.</li>
</ul>