Comunicato stampa: intitolato alla Pace il bosco urbano di via Armistizio
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</figure><br><p>Arbolia, la società benefit di Snam nata per sviluppare nuove aree verdi in Italia, ha inaugurato oggi un nuovo bosco che sarà composto da 2.131 piante in una zona strategica della città, che viene così rigenerata a beneficio della comunità e del territorio.<br>
L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno di Dba Group, società quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana e specializzata nei servizi di consulenza, architettura, ingegneria, project management e soluzioni Ict per la gestione del ciclo di vita di opere e infrastrutture mission-critical; Tadi Srl società che fornisce soluzioni per la digital transformation per le Pmi e distribuisce in Italia i prodotti Triumph-Adler e Snam Rete Gas, la società del gruppo Snam che gestisce la rete nazionale di trasporto del gas naturale.</p><p>Il nuovo bosco periurbano di via Armistizio, composto da 3 aree, consentirà la rinaturalizzazione del quartiere 5 Sud-Ovest (Armistizio-Savonarola) di Padova, e prevede la messa a dimora di 2.131 piante forestali, di cui 1.819 arboree e 312 arbusti. A questa prima fase ne farà seguito una seconda che vedrà l’ampliamento del bosco già avviato. Nello spazio individuato saranno messe a dimora complessivamente piante di differenti specie arboree (acero campestre, acero riccio, carpino bianco, carpino nero, frassino ossifilo, frassino maggiore, leccio, roverella, orniello, tiglio silvestre e olmo campestre) e arbustive (rosa canina, prugnolo, sambuco nero, frangola fusaggine e nocciolo) autoctone, provenienti da vivai italiani e munite di passaporto fitosanitario. In questo modo, si riducono al massimo le possibilità di contaminazioni genetiche con piante provenienti da altri Paesi, preservando e aumentando la biodiversità del patrimonio forestale italiano. A regime, il nuovo bosco urbano consentirà di assorbire fino a 259,74 tonnellate di CO2 in 20 anni e fino a 589,59 Kg di PM10 all’anno, restituendo all’ambiente fino a 189,61 tonnellate di ossigeno in 20 anni e contribuendo al miglioramento dell’ecosistema e della vita per la comunità locale. L’iniziativa prevede anche la manutenzione dell’area per i primi due anni. </p><p>Il bosco urbano è stato intitolato alla pace e simbolicamente presentato venerdì 3 novembre, nell’anniversario della firma dell’Armistizio che nel 1918 pose fine alla Prima Guerra Mondiale, avvenuta proprio a Villa Giusti, la villa che sorge di fronte all’area della messa a dimora. Un invito alla pace in un mondo oggi più che mai minacciato dalle guerre. Presenti all’inaugurazione: gli assessori del Comune di Padova Francesca Benciolini e Antonio Bressa; Stefano De Bettin, socio fondatore e consigliere di DBA Group; Roberto Franchi, Direttore Generale di Tadi Srl.; Paolo Barison, Manager Tecnico Esercizio del Distretto Nord Orientale di Snam Rete Gas e Marta Pettena, Corporate & Commercial Affairs di Arbolia. Presenti, inoltre, i consiglieri comunali di Padova Chiara Gallani e Marco Concolato, il presidente della Consulta di Quartiere 5A Valentino Fontolan ed Elena Pietrogrande, portavoce delle associazioni dell’Area pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale del registro delle associazioni comunali, e alcune scuole del quartiere.</p><p>L’assessore al verde, Antonio Bressa: “<em>Oggi è un momento importante per Padova e soprattutto per il Quartiere. Questo bosco urbano sarà un grande polmone verde che renderà più bella un’area di grande prestigio per Padova, di fronte a Villa Giusti, ma soprattutto porterà importanti benefici ambientali in linea con i nostri obiettivi di aumentare la quantità di verde cittadino. Ringrazio per questo importante investimento Arbolia e le aziende che hanno supportato l’iniziativa, segno di una efficiente collaborazione tra pubblico e privato per rendere più sani e vivibili i contesti urbani grazie agli alberi</em>”. </p><p>L’assessora alla pace e alla cooperazione internazionale Francesca Benciolini sottolinea: “<em>Intitolare alla Pace questo grande bosco urbano è una scelta simbolico di grande valore, non solo, perché siamo di fronte a Villa Giusti dove fu firmato l’Armistizio della Grande Guerra, ma anche perché da sempre, in tutte le culture, piantare un albero è segno di speranza per il futuro. Con questi alberi passiamo idealmente l’impegno per un mondo finalmente in Pace ai nostri figli e ai nostri nipoti. Mi piace immaginare che qui un giorno tanti bambini possano festeggiare finalmente un mondo senza guerre e più giusto rispetto ad oggi. Noi dobbiamo costruire adesso un mondo migliore per le generazioni che verranno, e oggi più che mai Pace e ambiente hanno molto a che vedere l’una con l’altro”. </em></p><p>La consigliera ed ex assessora al verde, Chiara Gallani commenta<em>: “Sono felicissima di vedere portato a compimento questo progetto, il nono bosco urbano di Padova, bosco di pianura quindi alberi che crescono in città che ci danno ossigeno e che catturano le polveri e che aiutano anche a trattenere l’acqua. Veniamo da giorni di maltempo, è molto importante per il nostro territorio adattarsi per fronteggiare e arginare i cambiamenti climatici. Un bosco del genere in quartiere è importante, ma ne beneficia tutta la città”. </em></p><p>Il consigliere e presidente della Commissione consiliare VIII, Marco Concolato sottolinea: <em>"Oggi piantiamo simbolicamente i primi alberi, di questo nuovo bosco urbano che abbiamo deciso di dedicare alla Pace. Chi è nato e cresciuto qui alla Mandria conosce bene l’elemento fortemente identitario di Villa Giusti che ricorda l’Armistizio e in tutto il quartiere la toponomastica e tanti nomi di scuole e altri edifici pubblici ricordano quell’evento. Oggi aggiungiamo un bosco dedicato alla Pace, che specie in questi anni è quanto mai importante". </em></p><p>Il presidente della Consulta di Quartiere 5° Valentino Fontolan spiega: “<em>Siamo molto contenti di questa iniziativa alla quale abbiamo partecipato con convinzione. Il quartiere è attraversato dalla tangenziale, per cui un’area verde e di queste proporzioni è sicuramente importante. L’intitolazione alla Pace poi si lega perfettamente a Villa Giusti, che si trova al di là della strada e alla sua storia che è anche un frammento della storia del nostro Paese. Siamo contenti per come l’Amministrazione interagisce con la Consulta e vediamo che le cose vengono fatte”. </em></p><p>Elena Pietrogrande, portavoce dell’Area Pace diritti umani e cooperazione internazionale puntualizza: <em>Siamo felici di essere stati coinvolti in questo progetto del Bosco della Pace. Noi ci occupiamo di relazioni di pace e soprattutto di futuri possibili e non inevitabili come quelli che sembra viviamo in questo momento. Noi vogliamo partire da un cambio di linguaggio, perché l’uso di linguaggi ancorati ad un mondo in continua lotta e competizione usato nella quotidianità, trasmettono sempre linguaggi di guerra. Siamo così abituati alla guerra che la richiamiamo metaforicamente in molte delle nostre attività e relazioni quotidiane. Questa è una delle proposte che potrebbero essere messe in pratica a partire da questo luogo. Proponiamo anche che il Bosco sia davvero inclusivo. La Pace si ottiene quando c’è attenzione per l’ambiente, per lo sviluppo delle persone e delle relazioni”. </em></p><p><em>“Il nostro gruppo è da sempre attento alle tematiche della sostenibilità ambientale</em> - sostiene Stefano De Bettin, socio fondatore e consigliere di Dba Group - <em>e l’iniziativa presentata oggi ci consente di offrire un supporto concreto a questa città, restituendo alla comunità, e alla natura in generale, un’area green importante. Uno dei cardini alla base della nostra idea di business è offrire risposte concrete e sostenibili in ottica di transizione ecologica, impegnandoci ‘in prima linea’ nelle transizioni digitali ed energetiche per favorire la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Ed è in questa direzione che si inserisce il nostro primo Bilancio di Sostenibilità presentato di recente".</em></p><p>Roberto Franchi, direttore generale di Tadi srl, ha dichiarato:<em> “Con il progetto Join the Green, realizzato in collaborazione con Arbolia, ci siamo impegnati a piantare nuovi alberi in proporzione alle copie stampate attraverso tutti i prodotti Triumph Adler, compensando così il consumo di carta. Grazie al nostro primo Bilancio di Sostenibilità, inoltre, individueremo presto altre opportunità per migliorare il nostro impatto ambientale, consapevoli che ogni azienda deve fare la propria parte per il bene del pianeta.”</em> </p><p>Simone Nobili, Executive director gestione Rete di Snam Rete Gas ha così commentato l’iniziativa: <em>“I territori sui quali operiamo non sono per noi solo delle aree geografiche, ma un vero e proprio ecosistema da preservare. Per questo riteniamo che sostenere progetti di riforestazione sia un investimento che vada a beneficio delle comunità che lo abitano. La riforestazione, infatti, non solo protegge l’ambiente, ma contribuisce a garantire un futuro sostenibile per le prossime generazioni e a migliorare la vita di tutti noi. Siamo davvero orgogliosi di aver sostenuto la realizzazione di una nuova area verde per la città di Padova che ospita uno dei nostri distretti e alla quale siamo legati ormai da tanti anni”. </em> </p><p>Marta Pettena, Corporate & Commercial Affairs di Arbolia ha aggiunto: <em>“Grazie a questo progetto Arbolia, società benefit, supporterà la creazione di un nuovo bosco nella città di Padova. Una infrastruttura verde che contribuirà non solo al miglioramento della qualità dell’aria, alla mitigazione delle temperature, all’arricchimento del paesaggio e alla protezione del suolo, ma aiuterà anche a tutelare la biodiversità. Infatti, un bosco urbano migliora le interconnessioni tra ecosistemi naturali esistenti, rendendo le specie che vi abitano più protette, meno vulnerabili e più resilienti”. </em></p>
Comunicato stampa: riunione della I Commissione consiliare
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Lunedì 6 novembre 2023 alle ore 14:00, nella sala Anziani di Palazzo Moroni si svolge, in seduta pubblica, la riunione della Commissione consiliare I "Politiche della qualità della vita, digitalizzazione, pari opportunità, sicurezza, partecipazione e decentramento" presieduta dalla consigliera Elvira Andreella.</p><p>All’ordine del giorno:</p><ul>
<li>
<div>esame della proposta di deliberazione della Giunta comunale avente ad oggetto “Approvazione regolamento della Commissione per le Pari Opportunità, le politiche di genere e i diritti civili individuali”;</div>
</li>
<li>
<div>varie ed eventuali.</div>
</li>
</ul>
Conferenza stampa: intitolazione del Bosco della Pace in via Armistizio e piantumazione dei primi alberi
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<img src="/sites/default/files/images/pace.png" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>L’area su via Armistizio di fronte a Villa Giusti è oggetto di un imboschimento grazie ad una proposta di sponsorizzazione tecnica ricevuta dal Comune di Padova da parte di Arbolia, la società benefit di Snam nata per sviluppare nuove aree verdi in Italia.<br>
Costituita a fine novembre 2020, la società si pone l’obiettivo di realizzare nuove aree verdi nelle città e nei territori italiani per contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e alla lotta ai cambiamenti climatici, generando opportunità di sviluppo sociale ed economico a beneficio delle comunità locali.<br>
Il progetto di Bosco Urbano realizzato in collaborazione con Arbolia, reso possibile grazie al sostegno di aziende sensibili al tema della riforestazione come Dba Group, Tadi Srl e Snam Rete Gas, prende il via nel 2021, e nell’autunno del 2022 la Giunta comunale ne ha approvato il progetto esecutivo.<br>
In questi giorni prenderà il via la piantumazione dei primi 1.500 alberi lì previsti.</p><p>L'inaugurazione</p><p><strong>venerdì 3 novembre, ore 11:00<br>
via Armistizio di fronte a Villa Giusti</strong></p><p>Per l’occasione l’assessore al verde, Antonio Bressa, e l’assessora alla cooperazione internazionale e pace, Francesca Benciolini, hanno invitato a partecipare all’inaugurazione le scuole del quartiere e le associazioni della città impegnate nella promozione di una cultura di pace e della sostenibilità.</p><p>Interverranno inoltre Marco Concolato, consigliere comunale e presidente della Commissione consiliare VIII, tra i principali promotori dell’intitolazione del Bosco alla Pace, Chiara Gallani, consigliera comunale delegata per “100 climate neutral cities” e Valentino Fontolan, presidente Consulta di Quartiere 5A. </p>
Conferenza stampa: "Festival internazionale giovani talenti - musica classica senza frontiere" XVI tournèe
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La XVI edizione della Tournèe Giovani Talenti, quest’anno è denominata “Festival Internazionale Giovani Talenti – musica classica senza frontiere”.<br>
E’ stata infatti inserita nel programma una audizione per giovani musicisti, per flauto dolce e clarinetto, in collaborazione con il Conservatorio C.Pollini di Padova i cui vincitori partecipano alle tappe della Tournèe.<br>
Il concerto a Padova si terrà nella Sala dei Giganti venerdì 3 novembre dalle ore 20:45.<br>
L’evento sarà presentato in conferenza stampa</p><p><strong>giovedì 2 novembre ore 11:30 <br>
sala Giulio Bresciani Alvarez – Palazzo Moroni</strong></p><p>Partecipano: </p><ul>
<li>Andrea Colasio assessore alla cultura</li>
<li>Maurizio Marcassa, presidente associazione Amiderus </li>
<li>Nadine Lindfors, vicepresidente associazione Amiderus </li>
<li>Natalya Lissova, presidente del Rotary Club di Mosca </li>
<li>I musicisti Anna Bodnar, Osmon Ramankulov, Kurt Mitterfellner, Maximilian Muller<strong> </strong></li>
</ul>
Comunicato stampa: al via il bando per i contributi alle famiglie a basso reddito per l'efficientamento energetico delle abitazioni
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<img src="/sites/default/files/images/bando.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>È stato presentato, martedì 31 ottobre, dall’assessore all’ambiente Andrea Ragona e dal consigliere comunale Marco Concolato il bando di prossima pubblicazione per contributi alle famiglie a basso reddito per l’efficientamento energetico delle abitazioni.<br>
Il bando nasce grazie ad una mozione consiliare per far fronte alla povertà energetica e ad un successivo emendamento al bilancio, presentato dal consigliere Marco Concolato, presidente dell’VIII Commissione, che ha permesso di stanziare dei fondi specifici per intervenire in questo senso dando attuazione alla deliberazione consiliare.<br>
Sarà pubblicato in Padovanet la prossima settimana e ci saranno 30 giorni per presentare domanda di contributo.<br>
Ammessi tutti gli interventi realizzati a partire dal 1 gennaio 2023 e fino allo scadere dei termini, che riguardano la sostituzione di caldaie e condizionatori e l'installazione di pannelli fotovoltaici da balcone.</p><p>Le risorse finanziarie stanziate sono al momento pari a € 50.000, ma l’Amministrazione è pronta ad aumentarle in caso fosse necessario, e per ogni istanza ammessa è concesso un contributo a fondo perduto pari a € 400,00.</p><p>Il bando, finalizzato alla riduzione dei costi energetici, dà priorità alle famiglie a basso reddito proprietarie dell’unità immobiliare ad uso residenziale. Possono quindi presentare istanza per l’accesso ai contributi le famiglie residenti nel comune di Padova con un Isee minore o uguale a € 20.000.<br>
Ogni famiglia potrà presentare la domanda di ammissione per uno o per ciascuno dei tre ambiti di intervento e potrà farlo compilando l’istanza per l’assegnazione del contributo online all’indirizzo <a href="https://istanzeonline.comune.padova.it/iol_public/" id="LPlnkOWA933db485-612b-fe84-c70f-3dfbc5a74b35" rel="noopener noreferrer" target="_blank">https://istanzeonline.comune.padova.it</a>, nella sezione "Bandi, avvisi e richieste di contributi"<em> </em>accedendo con Spid o Cie e fornendo un indirizzo pec per le comunicazioni inerenti.<br>
Il contributo potrà essere concesso per la sostituzione di caldaie o condizionatori, oltre che per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici plug&play (c.d. da balcone). Quest’ultimo intervento sarà possibile solo al di fuori del limite del centro storico.<br>
Il bando è anche retroattivo, sono cioè ammessi gli interventi eseguiti a partire dal 01/01/2023 fino alla data di scadenza per la presentazione delle istanze di ammissione.<br>
Il contributo pubblico concesso è cumulabile per la quota di spesa non coperta dall’agevolazione comunale, con altre agevolazioni pubbliche (previste da norme comunitarie, statali e regionali) nel rispetto dei limiti previsti da ciascuna normativa di riferimento e comunque nel rispetto del divieto del doppio finanziamento della spesa. </p><p>L’assessore all’ambiente Andrea Ragona commenta: “<em>Continuiamo a lavorare in maniera diffusa sulla decarbonizzazione della città, nella direzione di dare attuazione alle misure previste nel nostro PAESC e per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica al 2030 che ci richiede l’Europa. Il nostro impegno in questo senso vorremmo si ampliasse, compatibilmente con le risorse disponibili, ma si tratta di un primo significativo passo di azione su una questione che è e sarà sempre più all’ordine del giorno, e ringrazio consigliere e consiglieri comunali per l’attenzione e la centralità che danno a queste tematiche. Se vogliamo una vera transizione energetica e dobbiamo mettere tutte le persone nelle condizioni di poter intervenire sulle proprie abitazioni e installare impianti che permettono una riduzione delle emissioni, andando a sostenere in particolare chi ha redditi bassi, ricordando che questi impianti consentono una una significativa riduzione delle spese</em>.” </p><p>Il consigliere Marco Concolato, presidente dell’VIII Commissione, aggiunge: “<em>In questa fase in cui molti sono alle prese con rincari energetici e aumento del costo della vita ci è sembrato giusto intervenire con un sostegno concreto. Una forma di sostegno che porta benefici economici e ambientali nel tempo, andando oltre il contributo per il pagamento di una singola bolletta e consentire quindi, anche a chi ha redditi più bassi, di efficientare la propria abitazione da un punto di vista energetico. L'elemento di novità di questa iniziativa è dato dalla tecnologia inserita nel bando. Oltre alla sostituzione di caldaia e condizionatore è ammesso al contributo anche il fotovoltaico da balcone (cd. plug and play), una tecnologia che sta emergendo e che ha costi molto contenuti, un sistema molto semplice ed efficace per la produzione di energia rinnovabile direttamente dal proprio appartamento.</em>” </p>
Comunicato stampa: provvedimenti di viabilità, strade chiuse temporaneamente. Aggiornato in data 31 ottobre 2023
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Per la presenza di un cantiere, chiusura temporanea al traffico veicolare in <strong>via Calfura, tratto compreso tra i numeri civici 3 e 9/A</strong>, da giovedì 2 a venerdì 3/11/2023, dalle ore 9.00 alle ore 18.30, con l’impiego di un moviere agli incroci con le vie Montona e Savonarola con istituzione temporanea del divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli in via Montona, tratto compreso tra via Montona ed il numero civico 14, ambo i lati. Nulla cambia per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e per l’accesso alle proprietà private;</p><p>per la presenza di un cantiere, chiusura temporanea al traffico veicolare di<strong> via Pietro D’Abano, tratto compreso tra il numero civico 3 ed il numero civico 5</strong>, da giovedì 2 a venerdì 3/11/2023, dalle ore 8.00 alle ore 18.00, con l’impiego di un moviere all’incrocio con piazza Dei Frutti. Nulla cambia per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e per l’accesso alle proprietà private;</p><p>per la bonifica della condotta del gas metano e dei relativi allacciamenti, chiusura temporanea al traffico veicolare, per tratte funzionali all’andamento dei lavori, da giovedì 2/11/2023 a venerdì 29/12/2023, nei seguenti tratti stradali: <strong>via Alberto Campolongo; via Giulio Cesare Scaligero</strong>. Nulla cambia per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e per l’accesso alle proprietà private;</p><p>per effettuare un getto di calcestruzzo presso un cantiere edile in atto, chiusura temporanea al traffico veicolare di <strong>via Antonio Stoppani, tratto compreso tra il numero civico 1 ed il numero civico 41</strong>, venerdì 3/11/2023, dalle ore 8.00 alle ore 12.00, per il tempo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori. Nulla cambia per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e per l’accesso alle proprietà private;</p><p>per eseguire un uno scavo e successiva posa di un cavidotto, chiusura temporanea al traffico veicolare di <strong>via Valerio Flacco, tratto compreso tra via D. Turazza ed il numero civico 10</strong>, da lunedì 6 a venerdì 10/11/2023, dalle ore 8.30 alle ore 18.00 con istituzione temporanea del divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli in via Valerio Flacco, tratto compreso tra via D. Turazza ed il numero civico 10;</p><p>per la modifica di un allaccio alla condotta del gas nel tratto secondario di piazzale Firenze, chiusura temporanea al traffico veicolare in<strong> piazzale Firenze, tratto secondario prospiciente il numero civico 5</strong>, da lunedì 13 a venerdì 17/11/2023, dalle ore 8.30 alle ore 18.00, per il tempo strettamente necessario all’esecuzione dei lavori con istituzione temporanea del divieto di sosta con rimozione coatta dei veicoli in piazzale Firenze, tratto secondario prospiciente il numero civico 5, ambo i lati. Nulla cambia per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e per l’accesso alle proprietà private che potrà avvenire in senso unico alternato regolato da movieri nei tratti di piazzale Firenze compresi tra l’area di cantiere e, rispettivamente via Ivrea e via Livorno.</p>
Avviso disponibilità presenza Charity partner alla Corri per Padova - 14a edizione
Conferenza stampa: presentazione del bando per i contributi alle famiglie a basso reddito finalizzati all’efficientamento energetico delle abitazioni e la riduzione delle spese
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>A settembre 2022 il Consiglio comunale ha approvato una mozione con la quale impegnava la Giunta comunale a mettere in campo azioni a sostegno delle famiglie a basso reddito per affrontare la povertà energetica.<br>
Nel dicembre 2022, con un emendamento al Bilancio presentato dal consigliere Marco Concolato, presidente dell’VIII Commissione, sono stati stanziati dei fondi specifici per intervenire in questo senso dando attuazione alla deliberazione consiliare. Sulla scia di questi due importanti provvedimenti, la Giunta comunale il 3 ottobre ha approvato la pubblicazione di un bando per contributi economici nell’ottica di garantire l’accesso all'energia, necessario per migliorare la qualità della vita.<br>
Il bando è ora in pubblicazione e i suoi contenuti saranno illustrati nel dettaglio in conferenza stampa</p><p><strong>martedì 31 ottobre, ore 11:30 <br>
sala Giulio Bresciani Alvarez – Palazzo Moroni</strong></p><p>Partecipano: </p><ul>
<li>Andrea Ragona, assessore all’ambiente</li>
<li>Marco Concolato, presidente dell’VIII Commissione consiliare</li>
</ul>
Comunicato stampa: riunione della III Commissione consiliare
<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>
<p>Martedì 31 ottobre 2023, alle ore 16 nella Sala del Romanino al Museo Eremitani, si svolge, in seduta pubblica, la riunione della III Commissione consiliare “Politiche culturali” presieduta dalla consigliera Valentina Battistella.</p>
<p>All’ordine del giorno:</p>
</div><div>
<ul>
<li>
<div>gli effetti di "sistema" della Urbs picta: analisi e nuove proposte;</div>
</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>
</div>
Comunicato stampa: “Museo Eremitani 2030. Dibattito aperto al pubblico”, l’incontro con il quale l’Amministrazione vuole aprire un confronto con la città sugli sviluppi futuri del più importante polo museale padovano
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<img src="/sites/default/files/images/musei.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Sono passati quasi 40 anni da quando nel 1985 dopo un percorso complesso, si portò a termine una operazione molto significativa sul piano delle politiche della cultura: affiancare finalmente alla Cappella degli Scrovegni il nuovo Museo, dando forma ad una vera e propria “insula” museale.<br>
Da allora, soprattutto in questi ultimi anni il Museo Eremitani è cresciuto e oggi i visitatori raggiungono numeri importanti. Per essere un luogo della cultura adeguato all’importanza della città, il Museo Eremitani deve crescere e trasformare la sua identità.<br>
L’incontro significativamente intitolato “ Museo Eremitani 2030 - Dibattito aperto al pubblico” che si svolgerà nel pomeriggio del 31 ottobre, alle ore 17:30 nella Sala del Romanino del Museo Eremitani, vedrà dialogare storici e tecnici di grande valore, e vuole coinvolgere la cittadinanza in un percorso di ricerca verso il Museo Eremitani del futuro. <br>
Dopo i saluti dell’assessore Andrea Colasio e l’introduzione della direttrice dei Musei Civici di Padova Francesca Veronese, il dibattito guidato da Elio Armano coinvolgerà il professor Stefano Zaggia, Storico dell’Architettura dell’Università di Padova, l’architetto Vittorio Dal Piaz, del Comitato Mura, l’ing. Vittorio Spigai già professore allo Iuav di Venezia, l’architetto Roberto Righetto, presidente dell’Odine degli Architetti di Padova e il professor Edoardo Narne dell’Università di Padova. </p><p>L’assessore alla cultura Andrea Colasio spiega: “<em>Il nodo qual è? Oggi come oggi il nostro Museo è un’incompiuta, è monco, è un esempio di architettura introversa. Solo che non è nato come tale, e quindi ci troviamo con una struttura museale che è inadeguata al tempo che stiamo vivendo, e oggi lo è più che mai prima d’ora. Padova oggi è luogo Unesco, è collettore di centinaia di migliaia di turisti che però non siamo in grado di accogliere. La struttura di accoglienza è primordiale e inadeguata. Cosa si può fare? E’ una questione che ha visto confrontarsi intellettuali e politici per decenni senza trovare soluzione. Noi vogliamo oggi, con questo primo confronto di idee martedì prossimo, a partire da una doverosa ricostruzione storica che Francesca Veronese ha messo a punto, avviare un percorso che l’Amministrazione ritiene strategico e fondamentale per trovare una soluzione concreta e condivisa che ci permetta di offrire ai visitatori un Museo davvero degno di questo nome fin dall’ingresso e dall’accoglienza</em>”. </p><p>La direttrice dei Musei Civici Francesca Veronese sottolinea: “<em>Partiamo da dei dati concreti: noi abbiamo chiuso il 2022 con oltre 350 mila presenze al polo museale degli Eremitani, un numero importante che era già superiore all’ante Covid, quando, nel 2019 avevamo toccato i 338 mila visitatori. Siamo cresciuti perché siamo stati proclamati sito Unesco, perché la città comunque ha offerte culturali importanti, e quindi la crescita è di tutta la città e non solo del complesso museale. Ad oggi, per il 2023 l’analisi comparata degli accessi al Museo, mese per mese ci porta a dire che ogni mese ha visto un numero superiore di visitatori rispetto allo stesso mese del 2022. Quindi chiuderemo il 2023 con un numero significativo, ipotizziamo intorno ai 370 mila euro, un trend comunque in crescita consistente. Con gli spazi che abbiamo stiamo andando verso una sorta di collasso perché la struttura non è concepita per numeri così importanti, basta pensare ai flussi in entrata e in uscita che si incrociano nella stessa porta. Quindi il Museo oggi comincia ad essere inadeguato rispetto alla sua configurazione, era stato pensato con volumi diversi, poi vari motivi hanno portato alla realizzazione attuale, noi abbiamo spazi sacrificati per i beni culturali che custodiamo, ma incominciamo ad avere spazi totalmente non al passo con la crescita che il Museo sta avendo. Ora, se vogliamo pensare di continuare a crescere con il ritmo che la città ha avuto e ha in questi anni, dobbiamo pensare anche alla configurazione del Museo Eremitani, che naturalmente crescerà anche su altri fronti, ma è proprio la sua configurazione che richiede una riflessione</em>”. </p><p>Elio Armano, artista e intellettuale da sempre impegnato nel dibattito culturale della città riflette: “<em>Stamattina ho passeggiato nelle Piazze: è una cosa impressionante, c’è una “foresta” di persone in città. E ho detto “foresta” perché ci sono tantissimi stranieri, e italiani di ogni regione. C’è stato come un salto, del quale forse, noi padovani doc non ci accorgiamo. C’è tutto un fermento e un interesse per questa città che la dice lunga. C’è un grande domanda di cultura che vede Padova una città che offre parecchie cose. Allora tornando al Museo degli Eremitani, abbiamo un Museo bello, straordinario, pieno di eccellenze e di possibilità ma che è inespresso perché non ha la parte strategica, per scaramanzia non lo chiamiamo avancorpo perché sennò si apre una querelle senza fine, però ci sono tutti i servizi da realizzare. Gli manca una gamba fondamentale, che è quella degli accessi. Dobbiamo confrontarci senza ideologismi, senza evocare mostri su quale potrebbe essere una soluzione intelligente all’altezza dei tempi che stiamo vivendo, con una città con ben due siti Unesco, così come è non va bene, il Museo va ripensato. La cosa che mi ha sempre fatto male è la tendenza del mondo culturale a dividersi in gruppi contrapposti. Non fare mai un gioco di squadra. Allora, se posso esprimere un desiderio e una raccomandazione, da vecchio padovano, davanti a questo buco nero che è l’assenza del completamento del Museo, dobbiamo tutti fare gioco di squadra, dalle forze politiche, al mondo della cultura. Dobbiamo fare un gioco di squadra per finire il Museo, per finire questa struttura e offrire questa struttura fondamentale alla città che cambia, che tra poco tempo diventerà un’altra cosa. Come offriamo a tutti questi nuovi utenti, una “macchina museale” che sia all’altezza di quello che Padova è adesso e quello che diventerà nel futuro?</em>”. </p><p>Un po’ di storia per capire da dove partiamo e come siamo arrivati ad oggi</p><p><strong>Dall’Unità d’Italia all’acquisto della Cappella da parte del Comune di Padova </strong></p><p>Nel 1866 Padova veniva annessa al Regno d’Italia. Nell’adunanza del Consiglio Comunale di Padova del 28 luglio 1866, la prima dopo l’abbandono della città da parte degli Austriaci, Podestà conte De Lazara, venivano deliberate iniziative di forte rilevanza politica e culturale. Tra queste ultime veniva nominata una Commissione con il compito di studiare e proporre un progetto di prestito per l’esecuzione di “importanti opere comunali” e, su pubblica sollecitazione soprattutto di Andrea Gloria, al punto 11 era previsto “l’acquisto dell’Arena per erigervi la fabbrica della Pinacoteca e il Museo”. Inizia così a delinearsi l’ipotesi di costruire una sede nuova e appropriata per il Museo accanto alla Cappella degli Scrovegni, in alternativa ad altre soluzioni all’epoca valutate, quali per esempio l’ex Caserma del Santo. Al dibattito che ne segue partecipa con convinzione anche l’architetto Pietro Selvatico che, fieramente contrario all’ipotesi Caserma del Santo, sosteneva vivacemente l’opportunità di edificare il nuovo Museo a fianco della Cappella dell’Arena. “Tra Giotto e Mantegna” diviene quindi il leitmotiv con cui si affronta il tema della nuova collocazione del Museo patavino, ma molti anni ci vorranno, e non pochi col pi di scena, prima che il Comune riesca effettivamente ad acquisire la proprietà dell’area mettendo al riparo la Cappella dal rischio della dissoluzione. Sarà infatti necessario attendere il maggio 1880 quando, con una delibera all’unanimità, il Comune procede all’acquisto della Cappella, grazie agli sforzi congiunti dell’assessore Antonio Tolomei, dell’avvocato Giacomo Levi Civita e di Andrea Gloria. Ma ancora più di cent’anni dovranno passare, con un susseguirsi di polemiche, prima dell’inaugurazione del nuovo Museo in quell’area.</p><p><strong>Dagli anni ’30 con il ritorno dell’idea di Pietro Selvatico al Piano Regolatore di Piccinini del 57 </strong></p><p>Nel 1937 l’allora direttore del Museo, Andrea Moschetti, invia al Podestà una relazione per lamentare l’esiguità degli spazi del Museo al Santo e ritorna a sua volta sul vecchio sogno di Selvatico, ricordando come gli spazi del cd Distretto Militare (ovvero del convento degli Eremitani) potessero essere funzionali a ospitare il Museo, tanto più che “lì accanto sorge la Cappella degli Scrovegni, di proprietà comunale e dall’altro lato la Chiesa degli Eremitani con la cappella mantegnesca degli Ovetari” e si sarebbe così venuto a creare un “mirabile centro artistico”. Il Comune, negli anni 1950-1952, avvia una trattativa con il Santo per la restituzione degli spazi adibiti a sede museale e contestualmente per l’acquisto della “Caserma Eremitani” dal Demanio militare. L’idea del possibile spostamento del Museo nell’area degli Eremitani emerge nuovamente dal piano regolatore dell’arch. Luigi Piccinato del 1954-1957.</p><p><strong>Dal concorso del ‘61, alla demolizione dell’ex convento fino al primo progetto di un Nuovo Museo </strong></p><p>Si giunge così al 1961, anno in cui l’Amministrazione decide di bandire un concorso di idee per la formazione di un piano particolareggiato della zona compresa tra Corso Garibaldi, via Morgagni, via Altinate e si prevede la possibilità di costruzione di un nuovo museo su una superficie equivalente a quella del convento. È così che ha inizio una delle operazioni più distruttive che la città abbia subito: si iniziano cioè ad abbattere i fabbricati che delimitavano il fianco sinistro del sagrato della chiesa degli Eremitani. Un’operazione progressiva e inizialmente inarrestabile, che porta tra il 1963 e il 1965 alla demolizione dell’edificio del convento addossato alla parete nord della Chiesa, un edificio “in stile boitiano” che nell’ultima fase era appartenuto alla caserma Gattamelata (il cd Distretto Militare). Tra l’agosto e l’ottobre del 1966 la Giunta e il Consiglio deliberano di conferire all’architetto milanese Franco Albini l’incarico di consulenza per il problema del Museo e di assistenza per la redazione di un concorso di idee che ha come fulcro la nuova pinacoteca. Il progetto vincitore reca la firma di Maurizio Sacripanti ed è un progetto avveniristico, che inserisce tra il chiostro nord e via Porciglia “un grande corpo di cristallo a struttura metallica composto da dieci ponti liberi sovrapposti sostenuti da quattro sistemi di portali a piedritti diagonali”. Un’idea di fronte alla quale il direttore di allora, Alessandro Prosdocimi, avanza alcune perplessità “per lo spaesamento delle opere”. Di fatto il progetto non trova neppure l’approvazione del Consiglio superiore delle Belle Arti e il 18 dicembre del 1968, un po’ in seguito ad alcune incongruenze emerse dal bando, un po’ per le resistenze museografiche, anche il Consiglio comunale boccia il progetto Sacripanti.</p><p><strong>Dal progetto di Albini nel ‘69, con quello che sarà chiamato “avancorpo” fino all’inaugurazione del Nuovo Museo nel 1985 </strong></p><p>A quel punto l’anno successivo, il 1969, il Consiglio comunale conferisce un incarico diretto a Franco Albini per portare a termine l’intero progetto di sistemazione del complesso conventuale da adibire a museo, con i relativi annessi. Il progetto di Albini investe tutti gli spazi disponibili –dai chiostri del convento alle palazzine attigue – che vengono ripensati nella loro complessità e destinati a funzioni specifiche e integrate. Per l’ingresso, la sala conferenze e le mostre temporanee viene progettata una struttura ad hoc, capiente e monumentale, sul lato sinistro della chiesa degli Eremitani, sviluppata su due piani, con scala esterna di collegamento tra i piani e tetto piatto: il cosiddetto “corpo di ingresso”, destinato a suscitare in città un dibattito acceso e dai toni aspri, che di lì a pochi anni approderà in tribunale, ma resterà privo di una vera conclusione. Qui ha inizio infatti l’annosa ed estenuante vicenda di un’architettura incompiuta. Di un Museo che era stato pensato con spazi adeguati alla sua importanza, che non sono mai stati realizzati. Di un Museo che doveva essere dotato di un ingresso monumentale, che non ha mai avuto. Da qui hanno origine molte delle criticità con cui oggi affannosamente ci confrontiamo: la cronica mancanza di spazi, l’incompletezza espositiva del Museo Archeologico, la congestione con cui sono esposte le collezioni della pinacoteca sono solo alcuni degli esempi. Il sogno di Selvatico, a distanza di cent’anni, si stava avviando a prendere finalmente forma, ma senza trovare quella compiutezza che sarebbe stata necessaria.</p><p><strong>Dall’inaugurazione ai processi, fino alla demolizione dello scheletro dell’avancorpo nel 1993 </strong></p><p>Nell’aprile del 1985 viene inaugurato il nuovo Museo Eremitani, così come lo conosciamo oggi. Era dotato di un avancorpo in metallo e cemento per il quale costruttori e politici che avevano dato parere favorevole alla costruzione vengono imputati di reato “di costruzione in assenza di concessione” e di aver deturpato la chiesa. L’anno successivo la vicenda dell’avancorpo ha il suo finale surreale: nel dicembre 1987 viene dichiarato abusivo con obbligo di abbattimento. Nel maggio del 1998 la Giunta bandisce un concorso di idee per il nuovo ingresso del Museo (delibera n. 354), poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Ma da allora nessun nuovo ingresso è stato mai realizzato. Il contestato avancorpo è rimasto lì per anni ad arrugginire alimentando polemiche, fino alla definitiva abolizione operata dalla Giunta Zanonato nel 1993.</p><p><strong>Il Museo Eremitani oggi coni suoi successi e le sue criticità </strong></p><p>In questi anni il Museo, grazie alla contigua Cappella degli Scrovegni, ha potuto beneficiare di un interesse crescente da parte dei visitatori. Alla luce di tutto questo si rende necessaria e opportuna una riflessione sull’identità del Museo e sulla sua stessa funzionalità, per individuare un nuovo assetto, più rispondente alle prerogative e alle esigenze di un Museo moderno, sempre più integrato nel processo di costruzione di Padova come grande città d’arte europea e come rilevante sito UNESCO. Il Museo è quindi oggi chiamato a una metamorfosi radicale: da Museo introverso deve diventare un Museo estroverso, accogliente e con un ingresso monumentale in dialogo con piazza Eremitani, dove auspicabilmente possa ritrovare il suo volume spaziale, declinato nelle forme che si riterranno più opportune, il corpo di ingresso. Oggi si impongono perciò delle scelte strategiche, che dovranno accompagnare nei prossimi anni un processo di ridisegno radicale del complesso museale. Il Museo dovrà sempre più caratterizzarsi come grande hub a servizio delle altre “stazioni” culturali della città, a partire dalla urbs picta che con la Cappella degli Scrovegni qui ha il suo baricentro.</p>