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Comunicato stampa: “Museo Eremitani 2030. Dibattito aperto al pubblico”, l’incontro con il quale l’Amministrazione vuole aprire un confronto con la città sugli sviluppi futuri del più importante polo museale padovano

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Un'opportunità per i cittadini di contribuire alla visione e alla crescita culturale del Museo Eremitani.
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<img src="/sites/default/files/images/musei.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Sono passati quasi 40 anni da quando nel 1985 dopo un percorso complesso, si port&ograve; a termine una operazione molto significativa sul piano delle politiche della cultura: affiancare finalmente alla Cappella degli Scrovegni il nuovo Museo, dando forma ad una vera e propria &ldquo;insula&rdquo; museale.<br>
Da allora, soprattutto in questi ultimi anni il Museo Eremitani &egrave; cresciuto e oggi i visitatori raggiungono numeri importanti. Per essere un luogo della cultura adeguato all&rsquo;importanza della citt&agrave;, il Museo Eremitani deve crescere e trasformare la sua identit&agrave;.<br>
L&rsquo;incontro significativamente intitolato &ldquo; Museo Eremitani 2030 - Dibattito aperto al pubblico&rdquo; che si svolger&agrave; nel pomeriggio del 31 ottobre, alle ore 17:30 nella Sala del Romanino del Museo Eremitani,&nbsp;&nbsp;vedr&agrave; dialogare storici e tecnici di grande valore, e vuole coinvolgere la cittadinanza in un percorso di ricerca verso&nbsp;il Museo Eremitani del futuro.&nbsp;<br>
Dopo i saluti dell&rsquo;assessore Andrea Colasio e l&rsquo;introduzione della direttrice dei Musei Civici di Padova Francesca Veronese,&nbsp;il dibattito guidato da Elio Armano coinvolger&agrave; il professor Stefano Zaggia, Storico dell&rsquo;Architettura dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova, l&rsquo;architetto Vittorio Dal Piaz, del Comitato Mura, l&rsquo;ing. Vittorio Spigai gi&agrave; professore allo Iuav&nbsp;di Venezia, l&rsquo;architetto Roberto Righetto, presidente dell&rsquo;Odine degli Architetti di Padova e il professor Edoardo Narne dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova.&nbsp;</p><p>L&rsquo;assessore alla cultura Andrea Colasio spiega: &ldquo;<em>Il nodo qual &egrave;?&nbsp;&nbsp;Oggi come oggi il nostro Museo &egrave; un&rsquo;incompiuta, &egrave; monco, &egrave; un esempio di architettura introversa. Solo che non &egrave; nato come tale, e quindi ci troviamo con una struttura museale che &egrave; inadeguata al tempo che stiamo vivendo, e oggi lo &egrave; pi&ugrave; che mai prima d&rsquo;ora. Padova oggi &egrave; luogo Unesco, &egrave; collettore di centinaia di migliaia di turisti che per&ograve; non siamo in grado di accogliere.&nbsp;&nbsp;La struttura di accoglienza &egrave; primordiale e inadeguata. Cosa si pu&ograve; fare?&nbsp;E&rsquo; una questione che ha visto confrontarsi intellettuali e politici per decenni senza trovare soluzione. Noi vogliamo oggi, con questo primo confronto di idee marted&igrave; prossimo, a partire da una doverosa ricostruzione storica che Francesca Veronese ha messo a punto, avviare un percorso che l&rsquo;Amministrazione ritiene strategico e fondamentale per trovare una soluzione concreta e condivisa che ci permetta di offrire ai visitatori un Museo davvero degno di questo nome fin dall&rsquo;ingresso e dall&rsquo;accoglienza</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>La direttrice dei Musei Civici Francesca Veronese sottolinea: &ldquo;<em>Partiamo da dei dati concreti: noi abbiamo chiuso il 2022 con oltre 350 mila presenze al polo museale degli Eremitani, un numero importante che era gi&agrave; superiore all&rsquo;ante Covid, quando, nel 2019 avevamo toccato i 338 mila visitatori.&nbsp;&nbsp;Siamo cresciuti perch&eacute; siamo stati proclamati sito Unesco, perch&eacute; la citt&agrave; comunque ha offerte culturali importanti, e quindi la crescita &egrave; di tutta la citt&agrave; e non solo del complesso museale.&nbsp;&nbsp;Ad oggi, per il 2023 l&rsquo;analisi comparata degli accessi al Museo, mese per mese ci porta a dire che ogni mese ha visto un numero superiore di visitatori rispetto allo stesso mese del 2022. Quindi chiuderemo il 2023 con un numero significativo, ipotizziamo intorno ai 370 mila euro, un trend comunque in crescita consistente.&nbsp;&nbsp;Con gli spazi che abbiamo stiamo andando verso una sorta di collasso perch&eacute; la struttura non &egrave; concepita per numeri cos&igrave; importanti, basta pensare ai flussi in entrata e in uscita che si incrociano nella stessa porta. Quindi il Museo oggi comincia ad essere inadeguato rispetto alla sua configurazione, era stato pensato con volumi diversi, poi vari motivi hanno portato alla realizzazione attuale, noi abbiamo spazi sacrificati per i beni culturali che custodiamo, ma incominciamo ad avere spazi totalmente non al passo con la crescita che il Museo sta avendo. Ora, se vogliamo pensare di continuare a crescere con il ritmo che la citt&agrave; ha avuto e ha in questi anni, dobbiamo pensare anche alla configurazione del Museo Eremitani, che naturalmente crescer&agrave; anche su altri fronti, ma &egrave; proprio la sua configurazione che richiede una riflessione</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>Elio Armano, artista e intellettuale da sempre impegnato nel dibattito culturale della citt&agrave; riflette:&nbsp;&ldquo;<em>Stamattina ho passeggiato nelle Piazze: &egrave; una cosa impressionante, c&rsquo;&egrave; una &ldquo;foresta&rdquo;&nbsp;di persone in citt&agrave;. E ho detto &ldquo;foresta&rdquo; perch&eacute; ci sono tantissimi stranieri, e italiani di ogni regione. C&rsquo;&egrave; stato come un salto, del quale forse, noi padovani doc non ci accorgiamo.&nbsp;C&rsquo;&egrave; tutto un fermento e un interesse per questa citt&agrave; che la dice lunga. C&rsquo;&egrave; un grande domanda di cultura che vede Padova una citt&agrave; che offre parecchie cose.&nbsp;Allora tornando al Museo degli Eremitani, abbiamo un Museo bello, straordinario, pieno di eccellenze e di possibilit&agrave; ma che &egrave; inespresso perch&eacute; non ha la parte strategica, per scaramanzia non lo chiamiamo avancorpo perch&eacute; senn&ograve; si apre una querelle senza fine, per&ograve; ci sono tutti i servizi da realizzare.&nbsp;Gli manca una gamba fondamentale, che &egrave; quella degli accessi.&nbsp;Dobbiamo confrontarci senza ideologismi, senza evocare mostri su quale potrebbe essere una soluzione intelligente all&rsquo;altezza dei tempi che stiamo vivendo, con una citt&agrave; con ben due siti Unesco,&nbsp;&nbsp;cos&igrave; come &egrave; non va bene, il Museo va ripensato.&nbsp;&nbsp;La cosa che mi ha sempre fatto male &egrave; la tendenza del mondo culturale a dividersi in gruppi contrapposti.&nbsp;Non fare mai un gioco di squadra. Allora, se posso esprimere un desiderio e una raccomandazione,&nbsp;da vecchio padovano, davanti a questo buco nero che &egrave; l&rsquo;assenza del completamento del Museo, dobbiamo tutti fare gioco di squadra, dalle forze politiche, al mondo della cultura.&nbsp;Dobbiamo fare un gioco di squadra per finire il Museo, per finire questa struttura e offrire questa struttura fondamentale alla citt&agrave; che cambia, che tra poco tempo diventer&agrave; un&rsquo;altra cosa. Come offriamo a tutti questi nuovi utenti, una &ldquo;macchina museale&rdquo; che sia all&rsquo;altezza di quello che Padova &egrave; adesso e quello che diventer&agrave; nel futuro?</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>Un po&rsquo; di storia per capire da dove partiamo e come siamo arrivati ad oggi</p><p><strong>Dall&rsquo;Unit&agrave; d&rsquo;Italia all&rsquo;acquisto della Cappella da parte del Comune di Padova </strong></p><p>Nel 1866 Padova veniva annessa al Regno d&rsquo;Italia. Nell&rsquo;adunanza del Consiglio Comunale di Padova del 28 luglio 1866, la prima dopo l&rsquo;abbandono della citt&agrave; da parte degli Austriaci, Podest&agrave; conte De Lazara, venivano deliberate iniziative di forte rilevanza politica e culturale. Tra queste ultime veniva nominata una Commissione con il compito di studiare e proporre un progetto di prestito per l&rsquo;esecuzione di &ldquo;importanti opere comunali&rdquo; e, su pubblica sollecitazione soprattutto di Andrea Gloria, al punto 11 era previsto &ldquo;l&rsquo;acquisto dell&rsquo;Arena per erigervi la fabbrica della Pinacoteca e il Museo&rdquo;. Inizia cos&igrave; a delinearsi l&rsquo;ipotesi di costruire una sede nuova e appropriata per il Museo accanto alla Cappella degli Scrovegni, in alternativa ad altre soluzioni all&rsquo;epoca valutate, quali per esempio l&rsquo;ex Caserma del Santo. Al dibattito che ne segue partecipa con convinzione anche l&rsquo;architetto Pietro Selvatico che, fieramente contrario all&rsquo;ipotesi Caserma del Santo, sosteneva vivacemente l&rsquo;opportunit&agrave; di edificare il nuovo Museo a fianco della Cappella dell&rsquo;Arena. &ldquo;Tra Giotto e Mantegna&rdquo; diviene quindi il leitmotiv con cui si affronta il tema della nuova collocazione del Museo patavino, ma molti anni ci vorranno, e non pochi col pi di scena, prima che il Comune riesca effettivamente ad acquisire la propriet&agrave; dell&rsquo;area mettendo al riparo la Cappella dal rischio della dissoluzione. Sar&agrave; infatti necessario attendere il maggio 1880 quando, con una delibera all&rsquo;unanimit&agrave;, il Comune procede all&rsquo;acquisto della Cappella, grazie agli sforzi congiunti dell&rsquo;assessore Antonio Tolomei, dell&rsquo;avvocato Giacomo Levi Civita e di Andrea Gloria. Ma ancora pi&ugrave; di cent&rsquo;anni dovranno passare, con un susseguirsi di polemiche, prima dell&rsquo;inaugurazione del nuovo Museo in quell&rsquo;area.</p><p><strong>Dagli anni &rsquo;30&nbsp;&nbsp;con il ritorno dell&rsquo;idea di Pietro Selvatico al Piano Regolatore di Piccinini del 57 </strong></p><p>Nel 1937 l&rsquo;allora direttore del Museo, Andrea Moschetti, invia al Podest&agrave; una relazione per lamentare l&rsquo;esiguit&agrave; degli spazi del Museo al Santo e ritorna a sua volta sul vecchio sogno di Selvatico, ricordando come gli spazi del cd Distretto Militare (ovvero del convento degli Eremitani) potessero essere funzionali a ospitare il Museo, tanto pi&ugrave; che &ldquo;l&igrave; accanto sorge la Cappella degli Scrovegni, di propriet&agrave; comunale e dall&rsquo;altro lato la Chiesa degli Eremitani con la cappella mantegnesca degli Ovetari&rdquo; e si sarebbe cos&igrave; venuto a creare un &ldquo;mirabile centro artistico&rdquo;. Il Comune, negli anni 1950-1952, avvia una trattativa con il Santo per la restituzione degli spazi adibiti a sede museale e contestualmente per l&rsquo;acquisto della &ldquo;Caserma Eremitani&rdquo; dal Demanio militare. L&rsquo;idea del possibile spostamento del Museo nell&rsquo;area degli Eremitani emerge nuovamente dal piano regolatore dell&rsquo;arch. Luigi Piccinato del 1954-1957.</p><p><strong>Dal concorso del &lsquo;61, alla demolizione dell&rsquo;ex convento fino al primo progetto di un Nuovo Museo </strong></p><p>Si giunge cos&igrave; al 1961, anno in cui l&rsquo;Amministrazione decide di bandire un concorso di idee per la formazione di un piano particolareggiato della zona compresa tra Corso Garibaldi, via Morgagni, via Altinate e si prevede la possibilit&agrave; di costruzione di un nuovo museo su una superficie equivalente a quella del convento. &Egrave; cos&igrave; che ha inizio una delle operazioni pi&ugrave; distruttive che la citt&agrave; abbia subito: si iniziano cio&egrave; ad abbattere i fabbricati che delimitavano il fianco sinistro del sagrato della chiesa degli Eremitani. Un&rsquo;operazione progressiva e inizialmente inarrestabile, che porta tra il 1963 e il 1965 alla demolizione dell&rsquo;edificio del convento addossato alla parete nord della Chiesa, un edificio &ldquo;in stile boitiano&rdquo; che nell&rsquo;ultima fase era appartenuto alla caserma Gattamelata (il cd Distretto Militare). Tra l&rsquo;agosto e l&rsquo;ottobre del 1966 la Giunta e il Consiglio deliberano di conferire all&rsquo;architetto milanese Franco Albini l&rsquo;incarico di consulenza per il problema del Museo e di assistenza per la redazione di un concorso di idee che ha come fulcro la nuova pinacoteca. Il progetto vincitore reca la firma di Maurizio Sacripanti ed &egrave; un progetto avveniristico, che inserisce tra il chiostro nord e via Porciglia &ldquo;un grande corpo di cristallo a struttura metallica composto da dieci ponti liberi sovrapposti sostenuti da quattro sistemi di portali a piedritti diagonali&rdquo;. Un&rsquo;idea di fronte alla quale il direttore di allora, Alessandro Prosdocimi, avanza alcune perplessit&agrave; &ldquo;per lo spaesamento delle opere&rdquo;. Di fatto il progetto non trova neppure l&rsquo;approvazione del Consiglio superiore delle Belle Arti e il 18 dicembre del 1968, un po&rsquo; in seguito ad alcune incongruenze emerse dal bando, un po&rsquo; per le resistenze museografiche, anche il Consiglio comunale boccia il progetto Sacripanti.</p><p><strong>Dal progetto di Albini nel &lsquo;69, con quello che sar&agrave; chiamato &ldquo;avancorpo&rdquo; fino all&rsquo;inaugurazione del Nuovo Museo nel 1985 </strong></p><p>A quel punto l&rsquo;anno successivo, il 1969, il Consiglio comunale conferisce un incarico diretto a Franco Albini per portare a termine l&rsquo;intero progetto di sistemazione del complesso conventuale da adibire a museo, con i relativi annessi. Il progetto di Albini investe tutti gli spazi disponibili &ndash;dai chiostri del convento alle palazzine attigue &ndash; che vengono ripensati nella loro complessit&agrave; e destinati a funzioni specifiche e integrate. Per l&rsquo;ingresso, la sala conferenze e le mostre temporanee viene progettata una struttura ad hoc, capiente e monumentale, sul lato sinistro della chiesa degli Eremitani, sviluppata su due piani, con scala esterna di collegamento tra i piani e tetto piatto: il cosiddetto &ldquo;corpo di ingresso&rdquo;, destinato a suscitare in citt&agrave; un dibattito acceso e dai toni aspri, che di l&igrave; a pochi anni approder&agrave; in tribunale, ma rester&agrave; privo di una vera conclusione. Qui ha inizio infatti l&rsquo;annosa ed estenuante vicenda di un&rsquo;architettura incompiuta. Di un Museo che era stato pensato con spazi adeguati alla sua importanza, che non sono mai stati realizzati. Di un Museo che doveva essere dotato di un ingresso monumentale, che non ha mai avuto. Da qui hanno origine molte delle criticit&agrave; con cui oggi affannosamente ci confrontiamo: la cronica mancanza di spazi, l&rsquo;incompletezza espositiva del Museo Archeologico, la congestione con cui sono esposte le collezioni della pinacoteca sono solo alcuni degli esempi. Il sogno di Selvatico, a distanza di cent&rsquo;anni, si stava avviando a prendere finalmente forma, ma senza trovare quella compiutezza che sarebbe stata necessaria.</p><p><strong>Dall&rsquo;inaugurazione ai processi, fino alla demolizione dello scheletro dell&rsquo;avancorpo nel 1993 </strong></p><p>Nell&rsquo;aprile del 1985 viene inaugurato il nuovo Museo Eremitani, cos&igrave; come lo conosciamo oggi. Era dotato di un avancorpo in metallo e cemento per il quale costruttori e politici che avevano dato parere favorevole alla costruzione vengono imputati di reato &ldquo;di costruzione in assenza di concessione&rdquo; e di aver deturpato la chiesa. L&rsquo;anno successivo la vicenda dell&rsquo;avancorpo ha il suo finale surreale: nel dicembre 1987 viene dichiarato abusivo con obbligo di abbattimento. Nel maggio del 1998 la Giunta bandisce un concorso di idee per il nuovo ingresso del Museo (delibera n. 354), poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Ma da allora nessun nuovo ingresso &egrave; stato mai realizzato. Il contestato avancorpo &egrave; rimasto l&igrave; per anni ad arrugginire alimentando polemiche, fino alla definitiva abolizione operata dalla Giunta Zanonato nel 1993.</p><p><strong>Il Museo Eremitani oggi coni suoi successi e le sue criticit&agrave; </strong></p><p>In questi anni il Museo, grazie alla contigua Cappella degli Scrovegni, ha potuto beneficiare di un interesse crescente da parte dei visitatori. Alla luce di tutto questo si rende necessaria e opportuna una riflessione sull&rsquo;identit&agrave; del Museo e sulla sua stessa funzionalit&agrave;, per individuare un nuovo assetto, pi&ugrave; rispondente alle prerogative e alle esigenze di un Museo moderno, sempre pi&ugrave; integrato nel processo di costruzione di Padova come grande citt&agrave; d&rsquo;arte europea e come rilevante sito UNESCO. Il Museo &egrave; quindi oggi chiamato a una metamorfosi radicale: da Museo introverso deve diventare un Museo estroverso, accogliente e con un ingresso monumentale in dialogo con piazza Eremitani, dove auspicabilmente possa ritrovare il suo volume spaziale, declinato nelle forme che si riterranno pi&ugrave; opportune, il corpo di ingresso. Oggi si impongono perci&ograve; delle scelte strategiche, che dovranno accompagnare nei prossimi anni un processo di ridisegno radicale del complesso museale. Il Museo dovr&agrave; sempre pi&ugrave; caratterizzarsi come grande hub a servizio delle altre &ldquo;stazioni&rdquo; culturali della citt&agrave;, a partire dalla urbs picta che con la Cappella degli Scrovegni qui ha il suo baricentro.</p>

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Comunicato stampa: marchiatura antifurto delle biciclette, raggiunto il numero 21.000

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Un importante traguardo nella lotta contro il furto di biciclette nelle nostre città.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Traguardo importante per la marchiatura delle biciclette. L'Amministrazione comunale, per contrastare i furti di biciclette, ha adottato un sistema di marcatura che permette di rintracciare, nei casi di ritrovamento della bicicletta, il legittimo proprietario. La marchiatura consiste nella punzonatura del codice fiscale del proprietario sul telaio della bicicletta e l'applicazione di un&rsquo;etichetta indelebile con lo stemma del comune di Padova. La citt&agrave; di Padova, con questa procedura d&rsquo;identificazione, d&agrave; la possibilit&agrave; alle Forze dell'Ordine, in caso di ritrovamento, di risalire facilmente al proprietario. &nbsp;</p><p>Mercoled&igrave; 25 ottobre, nel corso della giornata di marchiatura all&rsquo;Universit&agrave; di Padova, &egrave; stata marchiata la bicicletta numero 21.000 a Teresa Fassetta. Un motivo di orgoglio anche per gli Amici della bicicletta di Padova che dal 2009 gestiscono, per conto dell&rsquo;Amministrazione comunale, questo servizio.&nbsp;</p><p>Sabato 28 ottobre in piazza delle Erbe si terr&agrave; l&rsquo;ultima marchiatura esterna per quest&rsquo;anno: l&rsquo;appuntamento &egrave; tra le ore&nbsp;9:00 e le 12:00.</p>

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83162

"Cosa mettere in agenda" - novembre 2023

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Pianifica il mese con eventi, scadenze e attività imperdibili.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div style="position: relative; width: 100%; height: 0; padding-top: 312.5000%;
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83141

Conferenza stampa: "Lo scatto di Giotto. La Cappella degli Scrovegni nella fotografia tra ‘800 e ‘900"

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Un viaggio visivo attraverso l'arte e la fotografia nel cuore di Padova.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Venerd&igrave; 27 ottobre alle ore 11.00 al Museo Eremitani di Padova verr&agrave; presentata alla stampa&nbsp;la mostra &ldquo;Lo scatto di Giotto. La Cappella degli Scrovegni nella fotografia tra &lsquo;800&nbsp;e &lsquo;900". Curata dai Musei Civici, Biblioteca Civica e Ufficio Patrimonio Mondiale e promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova,&nbsp;la mostra&nbsp;ricostruisce attraverso un percorso espositivo composito la straordinaria&nbsp;<em>fortuna visiva</em>&nbsp;della Cappella degli Scrovegni.</p><p>Parteciperanno alla conferenza stampa:</p><ul>
<li>Andrea Colasio, assessore alla Cultura</li>
<li>Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio&nbsp;di Padova e Rovigo</li>
<li>Federica&nbsp;Franzoso, dirigente Settore Cultura e Turismo del Comune di Padova</li>
<li>Roberto Gasparetto, amministratore delegato di AcegasApsAmga</li>
</ul><p>Curatori:</p><ul>
<li>Francesca&nbsp;Veronese, direttore dei Musei Civici di Padova</li>
<li>Vincenza Donvito, responsabile delle Biblioteche Civiche di Padova</li>
<li>Federica&nbsp;Millozzi,&nbsp;conservatore di Cappella degli Scrovegni</li>
<li>Partner di progetto&nbsp;sala multimediale: Scripta Maneant Edizioni</li>
<li>Enti Prestatori:&nbsp;Biblioteca&nbsp;Nazionale&nbsp;Marciana, Museo&nbsp;del&nbsp;Precinema&nbsp;di Padova</li>
</ul>

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83139

Comunicato stampa: provvedimenti di viabilità, strade chiuse temporaneamente. Aggiornato in data 26 ottobre 2023

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Informazioni importanti per i cittadini e i pendolari sulla circolazione stradale nella nostra città.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Per provvedere all&rsquo;installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura di un edificio, chiusura temporanea al traffico veicolare di&nbsp;<strong>via Niccol&ograve; Jommelli, tratto prospiciente il numero civico 11</strong>, venerd&igrave; 27/10/2023, dalle ore 8.00 alle ore 18.00. Nulla cambia per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e per l&rsquo;accesso alle propriet&agrave; private;</p><p>per scaricare materiale edile, chiusura temporanea al traffico veicolare di&nbsp;<strong>via San Martino e Solferino, tratto compreso tra i numeri civici 85 ed 89</strong>, luned&igrave; 30/10/2023, dalle ore 9.00 alle ore 10.30. Il provvedimento non&nbsp;ha effetto per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e l&rsquo;accesso alle propriet&agrave; private che potr&agrave; avvenire in senso unico alternato regolato da movieri nel tratto di via San Martino e Solferino compreso tra l&rsquo;area di cantiere e, rispettivamente via Degli Obizzi e via G. Prati;</p><p>per effettuare la sostituzione della condotta del gas metano, chiusura temporanea al traffico veicolare, per tratte funzionali all&rsquo;andamento dei lavori, da luned&igrave; 30/10/2023 a gioved&igrave; 30/11/2023, dei seguenti tratti stradali:&nbsp;<strong>via Luigi Sugana; via Libero Pilotto</strong>&nbsp;con istituzione temporanea del divieto di sosta permanente con rimozione coatta dei veicoli, ambo i lati. Nulla cambia per il transito dei residenti, dei veicoli di soccorso e per l&rsquo;accesso alle propriet&agrave;.</p>

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83134

Comunicato stampa: riunione della V Commissione consiliare

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Un'importante occasione di confronto sulle politiche locali e le prospettive di sviluppo.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Venerd&igrave; 27 ottobre 2023, alle ore 14.30, si riunisce in seduta pubblica, nella sala Urbanistica di Palazzo Sarpi, la V Commissione Consiliare "Politiche del territorio, delle infrastrutture e della mobilit&agrave;", presieduta dal consigliere Bruno Cacciavillani.</p><p>All'ordine del giorno:</p><ul>
<li>
<div>esame della mozione avente ad oggetto &ldquo;Attuazione del progetto di messa in sicurezza di via Libia e successive valutazioni per un progetto complessivo di tutta la viabilit&agrave; del rione Sacra Famiglia e Basso Isonzo&rdquo;, presentata dai consiglieri Mosco e Lonardi;&nbsp;</div>
</li>
<li>
<div>discussione relativa all&rsquo;argomento &ldquo;Viabilit&agrave; su via Piacentino e i progetti dell&rsquo;Amministrazione sulla viabilit&agrave; in citt&agrave;&rdquo; proposto dalla consigliera Mosco;</div>
</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul>

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83126

Comunicato stampa: progetto Arrupe, un’opportunità concreta di riscatto e realizzazione per studentesse e studenti rifugiati

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Un'iniziativa che promuove l'integrazione e il successo educativo per giovani in cerca di un futuro migliore.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>Progetto Arrupe offre supporto abitativo, burocratico e formativo a studentesse e studenti rifugiati, per dar loro l&rsquo;opportunit&agrave; di studiare e costruire il proprio futuro serenamente.<br>
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Popoli Insieme e le Residenze universitarie padovane: Messori, Antonianum, Collegio Mazza e la Residenza familiare Marilena e Gabriella.</div><div>Il Progetto Arrupe nasce a Padova, dove l&rsquo;Aassociazione Popoli Insieme opera da oltre trent'anni, per garantire a persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate gli strumenti e le opportunit&agrave; per inserirsi adeguatamente nella societ&agrave; e nella comunit&agrave; cittadina.</div><div>Poter studiare in Italia &egrave; un&rsquo;opportunit&agrave; di riscatto, di realizzazione, e, in alcuni casi, essa&nbsp;rappresenta l&rsquo;unica possibilit&agrave; per costruirsi un futuro in un contesto diverso da quello di origine, in un contesto di pace.</div><p>Il Progetto Arrupe nasce come risposta ad un'esigenza concreta: supportare studenti e studentesse rifugiati o provenienti da contesti a rischio che a Padova faticano a trovare un alloggio ma anche a formare una rete relazionale e sociale che, tra le altre cose, li aiuti ad orientarsi sul territorio.</p><div>Il progetto rappresenta la valorizzazione di una sinergia attiva da tempo: l'associazione ha la&nbsp;propria sede storica negli spazi attigui alle residenze universitarie Antonianum e Messori, e tale vicinanza, fisica ma anche valoriale, ha portato all&rsquo;idea di costruire questo percorso di inclusione abitativa, sociale e formativa.</div><div>Il progetto prende il nome dal gesuita Padre Pedro Arrupe, che dopo aver toccato con mano&nbsp;l&rsquo;esperienza dei rifugiati nel sud est asiatico, intu&igrave; che la questione migratoria si sarebbe amplificata e sarebbe divenuta strutturale; fond&ograve; dunque nel 1980 il Jesuit Refugee Service (JRS), il servizio dei gesuiti per i rifugiati, di cui l&rsquo;Associazione Popoli Insieme &egrave; parte.<br>
Il JRS opera oggi in tutto il mondo, a fianco delle persone rifugiate.</div><div>Con il Progetto Arrupe, si propone agli studenti e alle studentesse presenti nelle residenze di vivere attivamente questa esperienza di accoglienza e condivisione con i nuovi studenti rifugiati, facendo propri i valori della cittadinanza attiva e dell&rsquo;&ldquo;accompagnare, servire, difendere&rdquo;, tratto distintivo dello stile degli afferenti alla rete del JRS<strong>.</strong></div><div>&nbsp;</div><div>Il progetto si &egrave; svolto in fase sperimentale nell&rsquo;anno accademico 2022-2023, con l'accoglienza di 5 studenti/esse. Considerato il buon esito della prima annualit&agrave; di progetto, unito ad un positivo interesse di nuove residenze, si &egrave; voluto riproporre il Progetto Arrupe 23/24, estendendo il numero di Residenze coinvolte (6) e dunque anche il numero di studenti e studentesse accolti/e (10).</div><div>Collaboriamo quindi oggi con:</div><ul>
<li>Residenza Messori</li>
<li>Residenza Antonianum</li>
<li>Collegio Don Mazza, con le tre residenze: Tosi, Job Campus e Scopoli</li>
<li>Residenza Famigliare Marilena e Gabriella</li>
</ul><p>&nbsp;Il progetto ha ricadute positive non solo sui 10 studenti/studentesse coinvolti ma anche su tutta la comunit&agrave; dei collegi.</p><div>Sin dalle sue origini, il progetto si &egrave; svolto in stretta collaborazione con l&rsquo; Universit&agrave; degli Studi di Padova (Area Relazioni Internazionali), permettendo cos&igrave; una risposta pi&ugrave; puntuale e completa alle necessit&agrave; dei beneficiari, in termini informativi, ma anche abitativi e relazionali.</div><p>Con l&rsquo;anno 2023/2024 il Progetto Arrupe vede il Patrocinio del Comune di Padova e il supporto dell&rsquo;assessora Margherita Colonnello che ha la delega al Sociale, Integrazione e Inclusione Sociale, Partecipazione, Diritto allo Studio, Politiche del Lavoro e dell&rsquo;Occupazione, Politiche di Genere e Pari Opportunit&agrave;, Contrasto alla violenza di genere.</p><div>Il 26 ottobre pv si terr&agrave; un &ldquo;Welcome day Arrupe&rdquo;, dalle 17.30 alle 19.00, presso il Centro&nbsp;Antonianum: un&rsquo;occasione di incontro e conoscenza tra gli studenti e le studentesse e i partner di progetto.</div><div><br>
&nbsp;</div>

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Comunicato stampa: approvato in Giunta un protocollo Comune-Esu per favorire la riserva di posti letto agli studenti idonei nelle graduatorie dell’azienda regionale per il diritto allo studio

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Un passo avanti per garantire diritti e opportunità abitative agli studenti universitari.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>La Giunta, marted&igrave; 24 ottobre, ha approvato un&rsquo;importante protocollo di intesa con l&rsquo;Azienda regionale per il diritto allo studio (Esu) per favorire, negli studentati privati o nelle strutture turistico ricettive per studenti, la riserva di posti letto da destinare a studenti o studentesse universitari risultati idonei nelle graduatorie dell&rsquo;Esu.<br>
Il Protocollo prevede che il Comune di Padova, nell&rsquo;ambito del procedimento per il rilascio del permesso a costruire o nell&rsquo;ambito di altri procedimenti che necessitano di autorizzazione per la realizzazione di strutture destinate ad accogliere studenti, possa introdurre l&rsquo;obbligo di concedere all&rsquo;Esu&nbsp;la disponibilit&agrave; di una percentuale dei posti letto della residenza.<br>
Secondo il protocollo i posti letto destinati all&rsquo;Azienda regionale devono essere il 10% per le residenze che prevedono oltre 350 posti, l&rsquo;8% per quelle che ne prevedono tra 251 e 350, e il 5% per le strutture fino a 250 posti letto.<br>
I posti letto individuati nella percentuale prevista negli accordi tra il Comune e il soggetto privato che realizza le opere, saranno da quest&rsquo;ultimo concessi all&rsquo;Esu, che provveder&agrave; a destinarli prioritariamente a studenti capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, nel rispetto della normativa nazionale e regionale in materia di diritto allo studio. Sulla base del protocollo ogni soggetto privato dovr&agrave; stipulare un&rsquo;apposita convezione con l&rsquo;Esu per regolare i termini e le modalit&agrave; dei rispettivi impegni per la concessione dei posti letto, gli aspetti economici e assicurativi, oltre al canone mensile che Esu dovr&agrave; corrispondere al privato.</p><p>L&rsquo;assessore Antonio Bressa commenta: &ldquo;<em>L&rsquo;amministrazione &egrave; consapevole della grave crisi abitativa che coinvolge studenti e studentesse che sempre di pi&ugrave; scelgono l&rsquo;Universit&agrave; di Padova per i propri studi. Questo aumento della domanda di alloggi deve infatti mettere tutti di fronte alla necessit&agrave; di favorire l&rsquo;adeguamento dell&rsquo;offerta di posti letto per mantenere l&rsquo;attrattivit&agrave; della nostra citt&agrave; come sede universitaria ed evitare allo stesso tempo le speculazioni che sempre pi&ugrave; spesso vengono oggi denunciate sul mercato immobiliare. Inoltre &egrave; importante favorire l&rsquo;accessibilit&agrave; agli studenti meritevoli e privi di mezzi. Nonostante quindi il Diritto allo studio non sia una competenza del Comune, bens&igrave; della Regione, e non ci siano vincoli per i soggetti privati in tema di diritto allo studio, abbiamo deciso di usare gli strumenti in nostro possesso per contribuire a dare risposte alle richieste degli studenti. Con questo protocollo potremo infatti cogliere ogni occasione, nel momento in cui i progetti di studentato necessiteranno di particolari autorizzazioni della Giunta o del Consiglio Comunale, non solo per aumentare l&rsquo;offerta di posti letto ma anche per fare in modo che siano accessibili per chi &egrave; in graduatoria Esu. Una possibilit&agrave; in pi&ugrave; che non pu&ograve; sostituirsi in ogni caso alle politiche regionali per il diritto allo studio e gli investimenti pubblici in questo campo. Ma grazie a questa nuova opportunit&agrave; potremo nei prossimi anni ottenere fino a 250 posti letto in grado di contribuire ad assolvere le legittime richieste dei tanti studenti meritevoli in attesa.</em>&rdquo;&nbsp;</p>

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Comunicato stampa: edizione 2023-2024 della rassegna Teatro ragazzi Padova

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Descrizione breve
Un viaggio magico nel mondo del teatro dedicato ai più giovani.
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<img src="/sites/default/files/images/teatro%20ragazzi_1.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>14 titoli in cartellone, con almeno 21 repliche&nbsp;e&nbsp;3 progetti speciali&nbsp;per un&rsquo;altra importante stagione di teatro dedicata alle scuole di Padova e provincia, programmata da ottobre 2023 a giugno 2024.</p><p>La rassegna Teatro ragazzi Padova 2023-2024 si presenta al pubblico con la partecipazione dell&rsquo;assessore alla cultura&nbsp;Andrea Colasio,&nbsp;marted&igrave; 24 ottobre alle ore 11:30 in sala Gruppi, e lo fa con una proposta di elevatissima qualit&agrave; artistica e formativa, nel solco della propria tradizione, per portare i ragazzi di nuovo in sala nei principali teatri della citt&agrave; ma anche nei giardini delle scuole, e nei siti Unesco.&nbsp;<br>
Anche quest&rsquo;anno la stagione Teatro ragazzi Padova 2023-2024 &egrave; organizzata da Tam Teatromusica e promossa&nbsp;dall&rsquo;Assessorato alla cultura del Comune di Padova, in collaborazione con l&rsquo;Assessorato alle politiche educative e scolastiche&nbsp;del Comune di Padova e con il sostegno della&nbsp;Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.<br>
La rassegna &egrave; curata da&nbsp;Tam Teatromusica&nbsp;e diretta da&nbsp;Antonio Panzuto&nbsp;con la collaborazione di&nbsp;Flavia Bussolotto.<br>
Potenziare il progetto culturale dedicato alle scuole e ampliare il bacino di utenza: sono i due obiettivi che hanno guidato l&rsquo;Assessorato alla cultura del Comune di Padova e Tam Teatromusica nei 10 anni di programmazione della rassegna Teatro Ragazzi Padova. Un lavoro di sinergia premiato dai risultati, anche in in stagioni difficili come le ultime. La rassegna quest'anno porta il titolo &ldquo;Piccole Isole&rdquo; tratto dalla poesia di una persona insostituibile, che ci ha lasciato la scorsa primavera.</p><p>Cos&igrave; nel ricordo del direttore artistico, Antonio Panzuto: &ldquo;<em>Le parole pi&ugrave; semplici per ricordarci di come la cara Mafra Gagliardi, studiosa delle dinamiche della ricezione infantile a teatro e pi&ugrave; in generale del rapporto tra scuola e teatro, in questi anni ci abbia illuminato e guidato con la sua riservata eleganza.&nbsp;Piccole Isole&nbsp;che ci accompagnano a disegnare e a ricostruire la nuova rassegna di Teatro per ragazzi un po' in difficolt&agrave; in questi ultimi anni. L&rsquo;Isola &egrave; una forma dinamica, una coreografia di moto, di mare, di onde che si susseguono contro la spiaggia: &egrave; suono, acqua, aria e ci incoraggia a riprendere il largo con gli&nbsp;alunni delle scuole, dell&rsquo;infanzia, primarie secondarie e superiori</em>&rdquo;.&nbsp;</p><p>La manifestazione, come da tradizione, si snoda attraverso il territorio padovano coinvolgendo i maggiori palcoscenici della citt&agrave;.<br>
Innanzitutto, con ben 7 date, al Teatro comunale Verdi, grazie alla collaborazione del Teatro Stabile del Veneto. Poi, naturalmente, sempre al &ldquo;grande&rdquo; Piccolo Teatro della Paltana, che ospita la rassegna da molto tempo. La novit&agrave; di quest&rsquo;anno &egrave; l&rsquo;avvio della collaborazione con il Tem Teatro Excelsior di Mortise che torna alla piena operativit&agrave; dopo i lavori di ristrutturazione portati a termine grazie al contributo del Comune di Padova. L&rsquo;intento &egrave; quello di offrire un palcoscenico e un&rsquo;opportunit&agrave; anche nelle zone pi&ugrave; distaccate della citt&agrave; ma altrettanto importanti, come l&rsquo;Arcella o Mortise appunto. E ancora, sempre col medesimo scopo di arrivare a tutti, ecco coinvolte le scuole stesse, giardini e sale polivalenti: spazi tradizionali o inconsueti in cui bambini, ragazzi e insegnanti possono vivere di nuovo l&rsquo;esperienza cos&igrave; formativa della condivisione dello spettacolo dal vivo.</p><p>Le&nbsp;prenotazioni&nbsp;possono essere effettuate contattando l&rsquo;Ufficio teatro scuole di Tam Teatromusica ai numeri 049 654669 -&nbsp;333 9206912 -&nbsp;320 2449985 o all&rsquo;indirizzo di posta elettronica&nbsp;<a href="mailto:[email protected]&quot; id="LPlnkOWA3de1afee-fae3-e5ef-9372-531b54320a46">[email protected]</a>.<br>
Il&nbsp;costo del biglietto&nbsp;&egrave; di&nbsp;&euro;6,00 mentre per gli spettacoli al Verdi &egrave; di&nbsp;&euro; 7.<br>
Ingresso gratuito per insegnanti e alunni certificati. Alle scuole viene inoltre proposto un&nbsp;servizio trasporti&nbsp;con tariffe agevolate.&nbsp;</p><p>Info: Ufficio Teatro Scuole 049 654669 -&nbsp;049 609475 - 320 2449985 - <a href="mailto:[email protected]">[email protected]</a>… libretto della rassegna Teatro ragazzi Padova 2023-2024 &egrave; disponibile nella sezione "Documenti"<em> </em>di questa pagina</p>

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Comunicato stampa: proseguono i cantieri del Sir3, sia di posa della piattaforma di corsa del tram che di spostamento dei sottoservizi

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Descrizione breve
Aggiornamenti sui lavori in corso e impatti sul servizio pubblico nella zona interessata.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/sir3_1.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Proseguono i cantieri per la realizzazione del Sir3 nell&rsquo;area tra il liceo Cornaro e il ponte di Voltabarozzo. Nei giorni scorsi sono stati realizzati i rilevati su cui verranno poi posate le piattaforme fino all&rsquo;incrocio con l&rsquo;argine Sabbionari, in corrispondenza del futuro nuovo ponte. Dal liceo Cornaro verso nord, verso via Sografi sono quasi terminati i lavori preparatori di demolizione dell&rsquo;ex bocciofila e di risoluzione dei sottoservizi sulla passeggiata Bianchini, e prossimamente si inizier&agrave; con la posa delle piattaforme. I lavori per i diaframmi del nuovo ponte inizieranno a novembre e il varo del ponte vero e proprio &egrave; previsto nella prossima primavera. Continuano anche i lavori a Voltabarozzo, nell&rsquo;area dove sorger&agrave; il deposito, dove si stanno ultimando le fondazioni. Per quanto riguarda la risoluzione dei sottoservizi legati al Sir3, dopo l&rsquo;intervento in corrispondenza della rotonda di via San Massimo, da domani il cantiere si sposter&agrave; come da cronoprogramma al centro della carreggiata di via Giustiniani. Come previsto nella fase di scavo sono stati individuati alcuni reperti archeologici, tra cui una muratura risalente all&rsquo;epoca romana. Come da prescrizione il cantiere &egrave; seguito passo passo da un archeologo in modo da poter immediatamente intervenire nel modo migliore, a tutela del patrimonio senza ritardare i lavori. Ricordiamo che si tratta dell&rsquo;ultimo tratto di interventi legati ai sottoservizi per questa linea tranviaria.</p><p>L&rsquo;assessore alla Mobilit&agrave; Andrea Ragona:&ldquo;<em>Proseguiamo giorno dopo giorno con il rendere sempre pi&ugrave; concreta la linea Sir3. L&rsquo;arrivo delle piattaforme all&rsquo;argine segna l&rsquo;avvio dei lavori per il nuovo ponte, uno dei cantieri che possiamo definire pi&ugrave; spettacolari di questa tratta, che partiranno a novembre fino al varo del ponte in primavera. Entro l&rsquo;anno, una volta terminati tutti i sottoservizi, inizieremo anche con degli interventi di realizzazione della piattaforma su strada, sui quali nei prossimi giorni avremo pi&ugrave; dettagli. Un cantiere che va avanti contemporaneamente e con efficienza in diversi punti della citt&agrave;, organizzando gli interventi per ridurre al minimo le interferenze con la viabilit&agrave; e per aggiungere ogni giorno un tassello importante per la realizzazione del sistema SMART</em>.&rdquo;</p>

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