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Conferenza stampa: presentazione della quarta edizione del Cicap Fest

Descrizione breve
Un evento dedicato alla scienza, al pensiero critico e alla divulgazione.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del Cicap Fest, il Festival della scienza e della curiosit&agrave; (Padova, 3-5 settembre 2021)</p><p>Mercoled&igrave; 23 giugno, ore 11:30<br>
Padova - Palazzo Moroni, Sala del Consiglio</p><p>Introduce e modera:&nbsp;Massimo Polidoro - segretario Cicap e direttore Cicap Fest</p><p>Intervengono:</p><ul>
<li>Sergio Giordani - sindaco di Padova</li>
<li>Rosario Rizzuto - rettore dell'Universit&agrave; di Padova</li>
<li>Andrea Colasio - assessore alla cultura del Comune di Padova</li>
<li>Fabio Bui - presidente della Provincia di Padova</li>
<li>Gilberto Muraro - presidente della Fondazione Cariparo</li>
<li>Antonio Santocono - presidente della Camera di Commercio di Padova</li>
<li>Fabio Ragazzo - original content Italy - senior manager - audible</li>
<li>Daniela Ovadia - coordinatrice scientifica del Cicap Fest</li>
</ul>

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64450

Comunicato stampa: presentazione del documentario "Sirio superstar"

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Descrizione breve
Un viaggio emozionante nel mondo della musica e della cultura pop attraverso la vita di un'icona.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>"Sirio superstar"&nbsp;&egrave; un documentario biografico realizzato negli ambiti del corso di Cinema del reale&nbsp;e del Laboratorio per la realizzazione di documentari del Dams&nbsp;dell&rsquo;Universit&agrave; di Padova (docente e responsabile scientifico prof. Mirco Melanco). Il Laboratorio, fondato nel 1991 nell&rsquo;allora Facolt&agrave; di Lettere, ha cambiato nel corso di questi trent&rsquo;anni diverse denominazioni, ed &egrave; stato il primo in assoluto a insegnare agli studenti la grammatica e la sintassi della videoscrittura a livello accademico/universitario nazionale e internazionale. Il videosaggio riguardante il regista underground patavino Sirio&nbsp;Luginb&uuml;hl&nbsp;&egrave; l'ultimo di oltre 300 realizzati da oltre un migliaio di studenti che hanno frequentato questo laboratorio.<br>
<br>
Dedicare a Sirio Luginb&uuml;hl (1937/2014) un documentario e presentarlo per la prima volta al pubblico il 17 giugno 2021, alle ore 18:00 presso l&rsquo;Auditorium del Centro Culturale San Gaetano (Padova), significa soprattutto, dopo la lodevole mostra "Sirio Luginb&uuml;hl: film sperimentali"&nbsp;tenutasi a Cittadella (Palazzo Pretorio 15 aprile - 15 luglio 2018, esposizione curata da Guido Bartorelli e Lisa Parolo), fare ritornare Sirio nella sua citt&agrave; da protagonista. La presentazione di questo mediometraggio &egrave; sicuramente cosa gradita a tutti quelli che hanno conosciuto il poliedrico Sirio Luginb&uuml;hl come regista di cinema underground, organizzatore di manifestazioni culturali, scrittore di saggistica, giornalista, intrattenitore radiofonico e pittore. Sar&agrave; cosa altrettanto gradita a chi non l&rsquo;ha conosciuto perch&eacute; avr&agrave; la possibilit&agrave; di entrare in quel mondo particolare che &egrave; stata la Padova degli anni Sessanta/Settanta. Notoriamente conosciuta per gli aspetti politici che l&rsquo;hanno contraddistinta, ma non altrettanto nota per essere stata una facciata speculare della New York culla della Pop Art di Andy Warhol e dei suoi film indipendenti underground (1963-1970) con le "divine"&nbsp;superstar in primissimo piano (Edie Sedgwick, Nico, Viva, Ingrid Superstar, Tony Malanga, Mario Banana, Ondine &hellip;). La Padova anticonformista di allora &egrave; la protagonista altrettanto importante di questo documentario che potrebbe avere come sottotitolo "Padova superstar".<br>
<br>
Il videosaggio (la cui regia &egrave; firmata da due studenti del Dams&nbsp;residenti a Padova) esplora i film e la vita di Sirio Luginb&uuml;hl con l&rsquo;obiettivo di cogliere l&rsquo;assoluta rilevanza che la sua presenza ha avuto nell&rsquo;ambiente intellettuale padovano e il profondo solco che lasciato dietro di s&eacute;. Dal tema ambientalista alla provocazione, dall&rsquo;immagine erotica al discorso sulla controcultura, il suo cinema indipendente autoprodotto ha saputo porsi come possibilit&agrave; alternativa e colta alle logiche narrative popolari di convenzione, proponendo sempre con intelligenza nuove prospettive, idee e riflessioni. La memoria che rimane di Sirio Luginb&uuml;hl, anche grazie le testimonianze dei suoi collaboratori e amici che sono gli altri protagonisti di questo filmato (insieme al professor Guido Bartorelli, docente di Storia dell&rsquo;arte contemporanea -&nbsp;Universit&agrave; di Padova), &egrave; di un intellettuale lucido e curioso in grado, con la freschezza delle sue idee, di riassumere lo spirito di un&rsquo;intera generazione culturale.<br>
<br>
La prima visione di "Sirio superstar"&nbsp;&egrave; aperta gratuitamente al pubblico e la cittadinanza &egrave; invitata a partecipare a un incontro che vedr&agrave; la presenza, oltre che delle autorit&agrave; comunali e accademiche, di chi ha realizzato e partecipato alla realizzazione del documentario biografico che &egrave; costato oltre due anni di lavorazione, in pieno periodo di Coronavirus.<br>
<br>
Per motivi di ordine pubblico dovuti alla&nbsp;pandemia per l'entrata in sala la prenotazione nominativa &egrave; obbligatoria per ogni singola persona (solo 100 posti disponibili): nel caso scrivere a&nbsp;<a href="mailto:prenotazioni05@gmail.com">prenotazioni05@gmail.com</a>&nbsp;entro le ore 12:00 del 17 giugno 2021. Naturalmente&nbsp;saranno ammessi&nbsp;i primi 100 richiedenti che scriveranno per prenotarsi. L'entrata &egrave; prevista alle ore 17:45. Lo spettacolo&nbsp;inizier&agrave; esattamente&nbsp;alle ore 18:00.<br>
<br>
<br>
Scheda tecnica del documentario<br>
Soggetto e Produzione: Mirco Melanco<br>
Regia: Antonio Molon &amp; Niccol&ograve; Orlando<br>
Sceneggiatura: Antonio Molon &amp; Niccol&ograve; Orlando<br>
Montaggio: Antonio Molon, Niccol&ograve; Orlando, Joshua Ryan Allen<br>
Interviste realizzate: Antonio Molon, Niccol&ograve; Orlando, Joshua Ryan Allen, Federica Grandesso, Paolo Zanata, Rosa Colato<br>
Musiche: Joshua Ryan Allen<br>
Testi: Niccol&ograve; Orlando<br>
Voce narrante: Antonio Molon<br>
Supervisione: Mirco Melanco, Romina Zanon, Antonio Zanonato<br>
Con: Guido Bartorelli, Antonio Concolato, Luca Luciani, Michele Sambin, Laura Verdi<br>
Con la partecipazione speciale di: Flavia Randi Luginb&uuml;hl e Sirio Luginb&uuml;hl<br>
Documentario realizzato negli ambiti del Laboratorio per la realizzazione di documentari Dams -&nbsp;Universit&agrave; di Padova (a.a. 2020/2021)<br>
Durata: 34 minuti<br>
Anno di produzione: 2021</p>

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64353

Comunicato stampa: pubblicate la graduatorie per gli asili nido per il prossimo anno scolastico

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Tutte le informazioni sui punteggi e le modalità di accesso per le famiglie interessate.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Sono state pubblicate le <a href="https://www.padovanet.it/informazione/graduatorie-asili-nido-comunali">… per gli asili nido comunali</a> per il prossimo anno scolastico.<br>
Sono pervenute 528 domande, di cui 216 per i piccoli e 312 per i medio grandi, su 431 posti disponibili. I posti assegnati da graduatoria sono 380 (italiani 306, stranieri 74).<br>
Rimangono da assegnare 51 posti, i cosiddetti "posti di riserva", che&nbsp;come da regolamento&nbsp;vengono congelati per 15 giorni in attesa di perfezionamento dell&rsquo;assegnazione.<br>
<br>
"<em>Nonostante il calo demografico rilevato in citt&agrave;, nei nidi comunali non si rilevano posti liberi se non in qualche caso -&nbsp;</em><strong>commenta l&rsquo;assessore alle politiche scolastiche Cristina Piva</strong><em> - Ci&ograve; dimostra la fiducia che le famiglie ripongono nelle strutture del Comune. </em><em>E' importante ricordare come la scelta di inserire i propri figli in un percorso precoce di cura ed educazione favorisca il buon esito del processo educativo e formativo futuro</em>"<em>.</em><br>
<br>
Tra le domande presentate, 494 sono pervenute da residenti e 34 da non residenti.<br>
Per il Centro infanzia Arcobaleno sono pervenute 12 domande, di cui 5 italiani e 7 stranieri, tutte accolte.</p>

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64310

Comunicato stampa: scuola Levi Civita, terminata la ristrutturazione dell’auditorium

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Un nuovo spazio per la cultura e l'incontro nella comunità scolastica.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Sono terminati i lavori dell&rsquo;auditorium della scuola secondaria di primo grado Levi Civita di via Basilicata in zona Camin.<br>
In particolare &egrave; stato sistemato il tetto, dove erano presenti delle infiltrazioni, sostituita tutta la pavimentazione in pvc sia nella parte piana che nei gradoni e tinteggiati&nbsp;tutti gli ambienti.<br>
<br>
"<em>Q</em><em>uesti lavori seguono quelli gi&agrave; effettuati nel 2019 -&nbsp;</em>spiega l&rsquo;assessore all&rsquo;edilizia scolastica Cristina Piva<em>&nbsp;-&nbsp;</em><em>Ora con la ristrutturazione dell&rsquo;auditorium la scuola si avvale di un ulteriore spazio adeguato alle esigenze degli alunni</em>".<br>
<br>
Gli interventi terminati nel 2019 avevano riguardato un generale restauro delle facciate che risultavano in notevole stato di degrado e la sostituzione di tutti i serramenti in legno che essendo obsoleti erano oggetto di continui interventi di manutenzione e non garantivano adeguati livelli di contenimento energetico. Erano state anche sostituite alcune lattonerie (pluviali e grondaie). Si &egrave; trattato di un intervento fondamentale in quanto l&rsquo;edificio risale agli anni settanta e per il quale l&rsquo;Amministrazione aveva stanziato circa 200.000 euro ai quali si aggiungono oggi i 25.000 euro spesi per la ristrutturazione dell&rsquo;auditorium.</p>

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64271

Comunicato stampa: un’estate ricca di proposte formative da Progetto Giovani. Corsi estivi gratuiti per under 18 e studenti superiori

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34437
Descrizione breve
Scopri le opportunità di apprendimento e crescita personale attraverso attività coinvolgenti e innovative.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Con l&rsquo;arrivo dell&rsquo;estate, l&rsquo;ufficio Progetto Giovani del Comune di Padova propone una serie di corsi e attivit&agrave; formative rivolte ai giovani studenti delle scuole superiori.<br>
Occasioni per praticare e approfondire le lingue straniere, corsi base di grafica, fotografia, video e programmazione: un calendario di appuntamenti per acquisire nuove competenze, migliorare le proprie abilit&agrave;, mettersi alla prova e conoscere altri coetanei con gli stessi interessi.<br>
I corsi si svolgono in presenza negli spazi del Centro Culturale Altinate/San Gaetano a Padova e del PG Lab di piazza Caduti della Resistenza, 3, nel completo rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza sanitaria.<br>
La partecipazione &egrave; gratuita, ma &egrave; richiesta l&rsquo;iscrizione attraverso i moduli online disponibili nel dettaglio di ciascun corso nelle pagine del sito&nbsp;<a href="http://www.progettogiovani.pd.it/&quot; target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.<br&gt;
<br>
<strong>Un'opportunit&agrave; dai benefici immediati</strong><br>
Dopo mesi di didattica scolastica mista, in presenza o a distanza, Progetto Giovani ha pensato a una selezione di percorsi formativi da realizzare in presenza, nei luoghi del lavoro quotidiano, per tornare ad animarli con l&rsquo;entusiasmo e la forza degli adolescenti che condivideranno l&rsquo;esperienza in un contesto informale e costruttivo.<br>
Progetto Giovani ha pensato agli studenti delle scuole superiori proponendo attivit&agrave; per le quali, a richiesta, pu&ograve; essere rilasciato un attestato di partecipazione valido ai fini dell&rsquo;acquisizione di crediti Pcto, qualificandosi come percorsi per le competenze trasversali e per l&rsquo;orientamento riconosciuti dalle istituzioni scolastiche.<br>
<br>
<strong>Tanti corsi tra cui scegliere</strong><br>
Le scuole, ciascuna con i suoi indirizzi, le materie principali, i programmi ministeriali e le proposte extracurriculari, svolgono un lavoro fondamentale a favore di alunne e alunni. Gli ultimi anni, in particolare, hanno rappresentato una versa sfida per chi vi opera con impegno e professionalit&agrave;. Ma la pandemia ha rappresentato una dura prova anche per le migliaia di ragazze e ragazzi costretti a rinunciare alla condivisione dell&rsquo;esperienza scolastica.<br>
Da sempre, Progetto Giovani &egrave; impegnato nella promozione di attivit&agrave; integrative rivolte alla popolazione studentesca e, dal 2020, ha intensificato gli sforzi per garantire continuit&agrave; e rafforzamento del servizio.<br>
Quest&rsquo;anno ha scelto di produrre un fitto catalogo estivo di attivit&agrave; tra cui scegliere per approfondire argomenti gi&agrave; affrontati nel percorso didattico, per riparare a qualche lacuna generata nel corso del tempo, oppure, semplicemente, per esplorare nuovi campi e valutare il proprio futuro.<br>
<br>
Ecco il calendario delle iniziative.</p><ul>
<li>Corso di spagnolo intermedio - dal 14 giugno</li>
<li>Corso di conversazione in tedesco (intermedio) - dal 14 giugno</li>
<li>Corso di francese intermedio - dal 28 giugno</li>
<li>Anime Verdi -&nbsp;Volontari under 18 -&nbsp;varie date da luglio a settembre</li>
<li>Corso base di videomaking - dal 2 luglio</li>
<li>Corso di graphic design per Instagram - dal 6 luglio</li>
<li>Corso di conversazione in inglese - dal 12 luglio</li>
<li>Corso di programmazione informatica - dal 19 luglio</li>
<li>Anteprima scambio socio-culturale Erasmus+ - dal 19 al 23 luglio</li>
<li>Tandem language learning - date varie</li>
</ul><p><br>
Per ciascun corso &egrave; possibile prenotare la propria partecipazione online sul sito&nbsp;<a href="https://www.progettogiovani.pd.it/corsi-estivi-per-under-18/&quot; target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a&gt;. I posti sono limitati.<br>
<br>
Oltre ai corsi gi&agrave; calendarizzati, sono in fase di progettazione ulteriori attivit&agrave; rivolte allo stesso target:</p><ul>
<li>Corso di avvicinamento alla lingua giapponese [luglio]</li>
<li>Corso di sound design [fine agosto/inizio settembre]</li>
<li>Corso di fumetto e illustrazione [fine agosto/inizio settembre]</li>
<li>Corso di fotografia [settembre]</li>
</ul><p>Per ciascuno di questi &egrave; gi&agrave; possibile dichiarare il proprio interesse a partecipare sul sito&nbsp;<a href="https://www.progettogiovani.pd.it/corsi-estivi-per-under-18/&quot; target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.<br&gt;
<br>
Per informazioni: Ufficio Progetto Giovani - via Altinate, 71 -&nbsp;35121 Padova - email&nbsp;<a href="mailto:progettogiovani@comune.padova.it">progettogiovani@comune.padova…;

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64268

Conferenza stampa: scuola Levi Civita, terminata la ristrutturazione dell’auditorium

Descrizione breve
Un nuovo spazio per la cultura e l'educazione al servizio della comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>I lavori relativi alla ristrutturazione dell'auditorium della scuola Levi Civita, verranno presentati in&nbsp;conferenza stampa<br>
<br>
<strong>venerd&igrave; 11 giugno, alle ore 11:00</strong><br>
<strong>via Basilicata,&nbsp;6 - zona Camin - Padova</strong><br>
<br>
Saranno presenti:</div><ul>
<li>Cristina Piva, assessore all'edilizia scolastica</li>
<li>Nuala Distilo, dirigente del VII Istituto comprensivo statale</li>
<li>i tecnici del Settore Edilizia Scolastica</li>
</ul>

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64216

Comunicato stampa: assegnati alle scuole i premi del concorso "Premio Sinigaglia - Sport, educazione e salute"

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34437
Descrizione breve
Un riconoscimento per le migliori iniziative educative nel campo dello sport e del benessere.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il 26 maggio 2021 presso la sede dei Servizi Scolastici, si &egrave; svolta l&rsquo;ultima riunione della commissione che ha provveduto alla valutazione delle opere realizzate dalle scuole ed istituti di Padova al fine della partecipazione al concorso "Premio Sinigaglia&nbsp;-&nbsp;Sport, educazione e salute".</p><p>La commissione &egrave; stata composta da:</p><ul>
<li>Cristina Piva - assessora alle politiche educative e scolastiche - presidente</li>
<li>Diego Bonavina - assessore allo sport, impianti sportivi - componente</li>
<li>Silvano Golin - dirigente del Settore Servizi Scolastici -&nbsp;Componente</li>
</ul><p>La commissione ha apprezzato le opere realizzate dai bambini e ragazzi, supportati dagli educatori ed insegnanti, che hanno colto lo spirito del premio.<br>
La fantasia, la pertinenza al tema, l&rsquo;entusiasmo profuso hanno reso orgogliosa l&rsquo;Amministrazione.<br>
Sono stati, non senza imbarazzo per le numerose ed apprezzabili opere, proclamati i seguenti vincitori:</p><p><strong>Sezione asilo nido</strong><br>
Il mulino a vento &ldquo;Yoga educativo&rdquo;</p><p><strong>Sezione scuola dell'infanzia</strong>,&nbsp;pari merito<br>
SS.Angeli Custodi &ldquo;Olimpia: la citta del benessere&rdquo;<br>
Breda spes&nbsp;&ldquo;L&rsquo;arte di pedalare&rdquo; e &ldquo;Parte di un tutto&rdquo;</p><p><strong>Sezione scuole primarie</strong><br>
1&deg; classificato Istituto comprensivo &ldquo;Ardig&ograve;&rdquo; classe V&nbsp;&ldquo;Passione sport&rdquo;&nbsp;<br>
2&deg; classificato scuola primaria &ldquo;Luigi Configliachi&rdquo; scatola gioco e video: &ldquo;Ce l&rsquo;ho fatta&rdquo; , &ldquo;Per diventare un vero campione&rdquo; e &ldquo;Il gioco dello sport&rdquo;<br>
3&deg; classificato Istituto comprensivo &ldquo;Ardig&ograve;&rdquo; classe II&nbsp;A &ldquo;Perch&egrave; lo sport &egrave; importante per te&rdquo;</p><p><strong>Sezione scuole secondarie di primo grado</strong><br>
1&deg; classificato XI Istituto comprensivo a. Vivaldi IIC e IIE &ldquo;Lo sport nonostante tutto&rdquo;<br>
2&deg; classificato Istituto comprensivo G. Tartini XIII elaborati e slides<br>
3&deg; classificato Istituto Barbarigo &ldquo;La medaglia della sportivit&agrave;&rdquo;</p><p>Le scuole ed istituti potranno scegliere libri di testo e sussidi didattici da un catalogo messo a disposizione dal Comune di Padova.</p>

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64094

Comunicato stampa: presentata la mostra virtuale "Il Selvatico per Padova"

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Un viaggio immersivo nell'arte e nella natura attraverso le opere di artisti contemporanei.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/Selvatico.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>E'&nbsp;stata presentata, questa mattina con una conferenza stampa a Palazzo Moroni, alla presenza degli assessori alla cultura e al sociale&nbsp;Andrea Colasio e Marta Nalin, del dirigente scolastico Enrico Ghion e della curatrice professoressa Martina Bastianello, la mostra virtuale "Il Selvatico per Padova",&nbsp;realizzata al termine del lavoro che ha coinvolto in questi mesi tutti i dipartimenti dell&rsquo;istituto Selvatico, docenti, studenti e personale tecnico e amministrativo.</p><p>La mostra &egrave; visitabile attraverso la&nbsp;<a href="https://www.artsteps.com/view/602d03aa02f0e1724ad0903e&quot; target="_blank">piattaforma&nbsp;Artsteps</a>.</p><p>Spiega il dirigente scolastico del&nbsp;Selvatico professor Enrico Ghion: &laquo;<em>La mostra virtuale rende visibile una selezione significativa di lavori per ogni indirizzo del Liceo, compreso il biennio: sono state virtualmente aperte le porte della &nbsp;scuola perch&eacute; "essere Selvatici"&nbsp;significa prestare una particolare attenzione alle fragilit&agrave; sociali e tradurre in buone pratiche quello spirito di servizio che dovrebbe animare tutte le istituzioni pubbliche: creare bellezza, per &nbsp;noi "Selvatici", significa anche migliorare il mondo</em>&raquo;.</p><p>Il progetto "Il Selvatico per Padova"&nbsp;vuole trasformarsi in un sostegno concreto ai cittadini che stanno soffrendo a causa dei gravi risvolti economici che la pandemia Covid-19 porta con s&eacute;: i fondi raccolti verranno infatti destinati al pagamento degli affitti di alcune famiglie padovane individuate dal Comune di Padova.</p><p>La scuola, per questo motivo, ringrazia&nbsp;della collaborazione offerta la dott.ssa Fiorita Luciano capo del Settore Gabinetto del Sindaco del Comune di Padova.</p><p>Visitando la mostra si avr&agrave; quindi la possibilit&agrave; di dare un contributo alla causa intrapresa, da ora fino al 31 maggio.<br>
E' possibile effettuare una donazione attraverso&nbsp;<a href="http://www.gofundme.com/f/il-selvatico-per-padova?utm_source=customer&a…; target="_blank">GoFundMe</a>.</p>

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63630

Conferenza stampa: presentazione della II edizione della Biennale di Street art di Abano Terme e Padova - Super Walls 2021

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Un viaggio tra creatività e innovazione urbana nella nuova edizione della Biennale.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p><strong>Mercoled&igrave; 19 maggio 2021, ore 11:30 - Palazzo della Ragione<br>
ingresso dalla scalinata del Municipio</strong></p><p>Presentazione della II edizione della Biennale di Street&nbsp;art di Abano Terme e Padova - Super Walls 2021</p><p>L'iniziativa, che vede il Comune tra i main partner, coinvolger&agrave; dal 5 al 20 giugno una quarantina di street artists italiani e internazionali nel realizzare altrettante opere in citt&agrave; e nei comuni limitrofi.</p><p>Partecipano:</p><ul>
<li>Sergio Giordani, sindaco Comune Padova</li>
<li>Antonio Parbonetti, prorettore Universit&agrave; degli Studi di Padova</li>
<li>Fabio Bui, presidente Provincia di Padova</li>
<li>Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo</li>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura Comune Padova</li>
<li>Carlo Silvestrin, curatore Super Walls Biennale Street&nbsp;art</li>
<li>Federico Barbierato, sindaco Comune Abano Terme</li>
<li>Stefano Tonazzo, sindaco Comune Limena</li>
<li>Marco Agostini, sindaco Comune Mestrino</li>
<li>Roberto Gasparetto, amministratore delegato AcegasApsAmga Spa</li>
<li>Alberto La Greca, InfoCamere Scpa</li>
</ul>

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63625

Comunicato stampa: "Padova nel Dogon. Il Dogon a Padova"

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Un viaggio tra culture: l'incontro tra la tradizione del popolo Dogon e la città veneta.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/dogon.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Apre al pubblico sabato 15 maggio al Palazzo della Ragione la eccezionale mostra "Padova nel Dogon. Il Dogon a Padova".</p><p>La storia di una piccola associazione di Padova che ha realizzato grandi progetti in Mali si intreccia con la storia di una antica popolazione africana dalla grande tradizione e cultura in una "doppia mostra"&nbsp;all&rsquo;insegna della conoscenza e della ragione.</p><p>Inaugurazione su invito venerd&igrave; 14 maggio, ore 17:30</p><p>"Padova nel Dogon. Il Dogon a Padova"&nbsp;&egrave; una mostra articolata in due chiavi di lettura compenetrate tra loro: la storia emblematica di Progetto Dogon Odv, l'associazione di volontariato padovana che da oltre 15 anni aiuta la popolazione Dogon nel Mali, con la documentazione dei numerosissimi interventi realizzati sul posto, e allo stesso tempo &egrave; una rassegna, mai realizzata prima d&rsquo;ora, di sculture e oggetti d&rsquo;uso di eccezionale bellezza, espressione della antichissima cultura del popolo Dogon. La "doppia mostra"&nbsp;vuole dunque essere un momento di riflessione e di consapevolezza, unendo insieme cultura, solidariet&agrave; e volontariato e si rivolge in particolare , anche con incontri specifici, alle nuove generazioni e al mondo scolastico.</p><p>Il realizzarla dentro il Palazzo della &ldquo;Ragione&rdquo; ha aggiunto un momento ulteriore di forza fondato sulla reciproca conoscenza fra le popolazioni e le culture in un mondo sempre pi&ugrave; interdipendente. Con essa si conclude anche l&rsquo;anno di Padova Capitale europea del volontariato.</p><p>La mostra &egrave; stata realizzata con il patrocinio del Comune di Padova e in collaborazione con gli Assessorati alla cultura e alle politiche educative e scolastiche del Comune.</p><p>Paolo Men&egrave; presidente di Progetto Dogon spiega: &laquo;<em>Aiutare gli africani a casa loro&rdquo; al di l&agrave; di ogni strumentale interpretazione di una definizione recentemente abusata, &egrave; stato l&rsquo;obiettivo concreto di un inizialmente piccolo gruppo di padovani che, poi costituitosi in onlus nel 2009, hanno voluto operare concretamente nella regione del Dogon , particolarissimo territorio del Mali, dopo drammatiche esperienze dirette che ne avevano evidenziato la difficilissima situazione sanitaria in cui versavano e versano quelle popolazioni e in particolare l&rsquo;infanzia.</em></p><p><em>Dal Centro Sanitario di Wer&eacute; alla "Dependance"&nbsp;, luogo di accoglienza delle equipes mediche padovane e italiane, agli edifici scolastici e altro, senza dimenticare le adozioni a distanza, tutto &egrave; raccontato da foto testimoni delle realizzazioni e degli eventi correlati, resi pi&ugrave; evidenti da appositi testi descrittivi.</em></p><p><em>All&rsquo;insegna dell&rsquo;ambizioso progetto "100 pozzi per il Dogon"&nbsp;dopo gli aiuti iniziali della Regione Veneto, della Provincia di Padova e dello stesso Comune di Padova, l&rsquo;entrata "in campo"&nbsp;della Fondazione Cariparo nel 2012, ha consentito la creazione di una rete di ben 250 pozzi di acqua potabile capace di servire numerosissimi villaggi pari ad una popolazione di 150.000 abitanti. Per tale opera sono stati concretamente attuati nuovi impianti, rifacimenti e le doverose e necessarie manutenzioni.</em></p><p><em>Realizzazioni che hanno portato insieme all&rsquo;acqua lavoro e fonte di occupazione locale specie per i pi&ugrave; giovani contribuendo a fermare la spinta migratoria e, insieme, a resistere al reclutamento estremistico di "Al Qaeda"&nbsp;e di altre frange terroristiche locali purtroppo pericolosamente presenti nel Mali. Questa mostra &egrave; stata possibile grazie alla disponibilit&agrave; dell&rsquo;Amministrazione comunale della citt&agrave; e in particolare del sindaco Sergio Giordani e degli assessori Andrea Colasio e Cristina Piva che ringraziamo di cuore.</em></p><p><em>Un grazie speciale va a Umberto Knycz che ha messo generosamente a disposizione la splendida collezione alla quale si &egrave; dedicato in tanti anni di frequentazioni del "primo"&nbsp;continente dal quale &egrave; iniziato il lungo cammino dell&rsquo;umanit&agrave;.</em></p><p><em>Un particolare ringraziamento alla Fondazione Cariparo&nbsp;che &egrave; stata sempre vicina alla onlus&nbsp;Progetto Dogon in tutti questi anni aiutando in modo cospicuo le attivit&agrave; di creazione, sostituzione e mantenimento della rete di pozzi della falesia di Bandiagara</em>&raquo;.</p><p>Elio Armano,&nbsp;che ha pi&ugrave; volte incontrato i Dogon nei suoi viaggi in Africa e che ha ideato e curato la mostra,&nbsp;ne spiega la genesi e le ragioni: &laquo;<em>L&rsquo;Africa &egrave; tanto grande quanto la sua rimozione, come se ignorarne l&rsquo;esistenza potesse servire all&rsquo;egoismo introflesso e irresponsabile dell&rsquo;Occidente che sul rifiuto degli immigrati come sulla negazione dei mutamenti climatici e dell&rsquo;universalit&agrave; delle vaccinazioni, pare continui a fondare le proprie inutili e falsamente comode certezze.</em></p><p><em>Non vanno certo dimenticate tutte le meritorie organizzazioni internazionali e nazionali, laiche e religiose, e le tante singole personalit&agrave;, autorevoli o sconosciute, che operano con determinazione quotidiana in difficile controtendenza; purtuttavia il compito &egrave; immane, sempre in ritardo e colpevolmente ostacolato da riduttive e inquietanti posizioni che di politico e civile nell&rsquo;accezione pi&ugrave; nobile del termine non hanno nulla.</em></p><p><em>Anche se qui parliamo di scultura, va detto con chiarezza che, per essere davvero compresa e "aiutata", l&rsquo;Africa ha bisogno di uno sguardo lungo, che niente ha a che fare con un atteggiamento caritatevole o assistenzialistico, men che mai di tipo turistico, da parte di coloro che la attraversano nella sua sterminata grandezza, variet&agrave; e complessit&agrave;, una parte di mondo che pesa e peser&agrave; sempre di pi&ugrave;, e non solo per i fenomeni inesorabilmente in atto, ma per lo sviluppo complessivo del suo stesso futuro. Questa &egrave;, essenzialmente, la motivazione della mostra nel Palazzo della Ragione, fortunosamente preparata durante la pandemia e venuta ad essere momento conclusivo di Padova Capitale europea del volontariato: una sorta di dichiarato senso di impotenza e dei propri limiti, che consapevolmente ha animato e anima l&rsquo;attivit&agrave; pi&ugrave; che decennale di una Onlus nata a Padova quasi occasionalmente ancora nel 2005 e formalizzata nel 2009</em>&raquo;.</p><p>Prosegue Armano nel suo appassionato racconto: &laquo;<em>Per una sorta di involontario contrappasso, la mostra &egrave; ospitata in Salone, quasi a sanare e fare ammenda di quelle lapidi bicolori che rammentano ancora oggi "l&rsquo;Impero fascista"&nbsp;sulla facciata municipale che d&agrave; su piazza delle Erbe. Pure geografie marmoree, testimonianze di archeologia recente che non raccontano purtroppo la pagina immonda del colonialismo, la rapina di risorse e il genocidio dei quali si sono macchiati gli italiani "brava gente"&nbsp;nel secolo scorso.</em></p><p><em>Sullo sfondo di una mostra di sculture africane c&rsquo;&egrave; tutto questo e, insieme, la quotidiana drammatica lotta per sopravvivere alle condizioni durissime della natura, a partire dalla mancanza di quell&rsquo;acqua, che per noi si &egrave; continuato e si continua a pensare inesauribile. Questa doppia esposizione, che unisce la "storia"&nbsp;di una piccola Onlus e una collezione di manufatti di una particolare regione del Mali, &egrave; stata pensata come una sorta di recinto/conchiglia nelle cui pareti interne si dipanano vicende, progetti, realizzazioni mentre al centro, come una perla, racchiude una rassegna di oggetti raccolti da Umberto Knycz in tanti anni di viaggi e di lavoro. Il tutto sotto la volta del Salone, sulle cui grandissime pareti affrescate si dispiegano la cultura laica e religiosa del mondo cristiano medievale in una sorta di grande cosmogonia. Termine questo che ben si presta al confronto tra un luogo simbolo della nostra citt&agrave; e della sua cultura e i Dogon, particolarissima popolazione che, pur non avendo altro che una cultura orale, ha nel tempo elaborato una complessa conoscenza cosmogonica del suo stare sulla terra unita inscindibilmente alla capacit&agrave; di leggere il cielo che ha fatto di questi uomini, conoscitori di Sirio, i "figli delle stelle".</em></p><p><em>Una mostra che presenta oggetti di grande valore non solo estetico ma anche culturale e antropologico. I pezzi della collezione, della quale &egrave; qui esposta solo una ragionata selezione, sono testimoni ultimi di una vera e propria concezione del mondo</em>&nbsp;- spiega ancora Armano - <em>dove ogni cosa aveva la sua ragion d&rsquo;essere dentro una visione animistica e politica, con le societ&agrave; segrete degli iniziati, con gli orti magici e i piccoli boschi nascosti tra le rocce, accessibili solo dopo lunghe preparazioni iniziatiche. Un mondo dove la scultura, che rappresenta l&rsquo;espressione pi&ugrave; nota e diffusa dei Dogon, &egrave; accompagnata da una vera e propria architettura, altrettanto riconoscibile nei suoi stilemi, e dalle stesse pitture che si ritrovano, come a Songo, in grandi pareti rocciose, sfondo dei riti di passaggio dei fanciulli all&rsquo;et&agrave; adulta, continuamente "rinfrescate"&nbsp;nella loro inconfondibile policromia e simbologia nel corso del tempo fino a oggi. Stilemi pittorici che sono presenti anche nelle superfici di pareti di fango, in tessuti e nelle stesse parti piane delle maschere. E dal durissimo legno di quella regione vengono le tante statue, siano esse piccole o grandi, singole o in coppia, e le celebri maschere. Un infinito inventario formale di sembianze semplificate, ora umane, ora animali, che hanno dato vita a quell&rsquo;immaginario iconico "africano"&nbsp;che, da Apollinaire a Picasso, da Braque a Modigliani, ha sovvertito l&rsquo;esangue e finito mondo dell&rsquo;arte occidentale ottocentesca, non solo introducendo stilemi sconosciuti, ma soprattutto quei rinnovati approcci alla rappresentazione che, insieme ai nuovi confini della scienza, all&rsquo;avvento della fotografia e del cinema, del microscopio e della psicanalisi, hanno rovesciato il mondo e la sua rappresentazione. Un&rsquo;arte tutt&rsquo;altro che barbara e primitiva, con la quale l&rsquo;occidente ha un debito immenso, mai onestamente dichiarato e comunque ambiguamente riconosciuto: senza l&rsquo;incontro con la fonte ispiratrice africana non darebbero nate "Les demoiselles d&rsquo;Avignon"&nbsp;di Picasso, i pezzi totemici di Brancusi, il cubismo, parte dello stesso futurismo macchinistico e tutto quello che ne &egrave; seguito nei primi anni del '900, compreso tanto surrealismo e le stesse opere del primo Giacometti, e che ha determinato in modo irreversibile non solo lo sguardo dell&rsquo;arte moderna e contemporanea, ma la stessa immagine dell&rsquo;architettura delle nostre citt&agrave; e la forma di innumerevoli oggetti d&rsquo;uso comune, a partire da quelli cosiddetti di design riservati alle &eacute;lites pi&ugrave; colte ed abbienti</em>&raquo;.</p><p>La mostra rimarr&agrave; aperta fino al 30 giugno prossimo: una occasione unica per conoscere un popolo antichissimo e una cultura sorprendente che rimanda alle radici dell&rsquo;uomo e allo stesso tempo scoprire il meritorio impegno di una Associazione padovana che dedica tutta se&nbsp;stessa, fin dal proprio nome, a aiutare questa popolazione a migliorare le proprie condizioni di vita e contemporaneamente a proteggere e salvaguardare la propria identit&agrave; dalle sirene della modernit&agrave; e della globalizzazione.</p>

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