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Comunicato stampa: riunione in videoconferenza della VI Commissione consiliare

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Descrizione breve
Un incontro virtuale per discutere importanti questioni di interesse pubblico.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Mercoled&igrave; 28 aprile 2021, alle ore 18:00, si svolger&agrave; la riunione in videoconferenza della Commissione consiliare VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dal consigliere Anna Barzon.</p><p>All&rsquo;ordine del giorno:</p><ul>
<li>audizione direttore Dipartimento dipendenze U.O.C. SER.D. Padova e Piove di Sacco dott. Giancarlo Zecchinato e della dott.ssa Rosa Foscaro - progetti e obiettivi previsti per attivit&agrave; di cura e riabilitazione da sostanze stupefacenti, alcol, tabacco e gioco d'azzardo patologico;</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul><p>La seduta pubblica verr&agrave; registrata; il video sar&agrave; successivamente pubblicato sul sito del Comune <a href="http://www.padovanet.it">www.padovanet.it</a>.</p&gt;

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63095

Comunicato stampa: riunione congiunta in videoconferenza delle Commissioni consiliari I e VI

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Descrizione breve
Un'importante occasione di confronto e discussione per affrontare tematiche cruciali per la comunità.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Mercoled&igrave; 28 aprile 2021, alle ore 14:00, si svolger&agrave; la riunione congiunta in videoconferenza delle Commissioni consiliari&nbsp; I "Politiche della qualit&agrave; della vita, partecipazione e pari opportunit&agrave;" presieduta dal consigliere Luigi Tarzia e VI "Politiche per la promozione dei servizi alla persona" presieduta dal consigliere Anna Barzon.</p><p>All&rsquo;ordine del giorno:</p><ul>
<li>Cucine popolari di Padova ed aree urbane confinanti: audizione del sindaco, Sergio Giordani;</li>
<li>varie ed eventuali.</li>
</ul><p>La seduta pubblica verr&agrave; registrata; il video sar&agrave; successivamente pubblicato sul sito del Comune <a href="http://www.padovanet.it">www.padovanet.it</a>.</p&gt;

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63094

Comunicato stampa: discorso del sindaco Sergio Giordani in occasione del 76° anniversario della Liberazione

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Descrizione breve
Un messaggio di riflessione e unità per onorare il passato e costruire un futuro di pace.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/25%20aprile%20sindaco.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>"<em>Autorit&agrave; civili, religiose, e militari, signore e signori,</em></p><p><em>il 25 aprile. giorno della Liberazione. &egrave; una data fondamentale per la nostra storia. 76 anni fa lo sforzo congiunto delle truppe di liberazione, delle forze partigiane e dei tanti italiani che pur non prendendo in mano&nbsp; le armi hanno combattuto il nazifascismo, metteva fine a oltre 20 anni di dittatura, a una guerra che aveva seminato lutti e dolore e messo in ginocchio il nostro Paese.</em></p><p><em>Sono passati 76 anni di pace, di ricostruzione, di crescita sociale ed economica, di consolidamento della libert&agrave; e della democrazia.</em></p><p><em>Anni attraversati anche da momenti difficili, nei quali il Paese ha saputo ricompattarsi&nbsp;al di l&agrave; delle diverse appartenenze politiche.</em></p><p><em>Penso al senso di unit&agrave; e di solidariet&agrave; che tutti gli italiani hanno ritrovato e manifestato in occasione delle grandi calamit&agrave; naturali, come l&rsquo;alluvione del 1966 o i terremoti in Friuli e in Irpinia, ma anche la compattezza con la quale sono stati superati gli anni bui del terrorismo che molte cicatrici ha lasciato anche nella nostra citt&agrave;.</em></p><p><em>Questo 25 aprile, per la seconda volta, &egrave; celebrato mentre il Paese attraversa una pandemia mondiale senza precedenti nella storia recente</em></p><p><em>Siamo tutti molto stanchi e preoccupati, per la situazione sanitaria, ma anche e giustamente per la crisi economica in cui siamo precipitati.</em></p><p><em>Capisco chi da un anno non lavora, chi ha visto svanire in questi mesi i sacrifici di una vita, chi non sa se domani riuscir&agrave; a ripartire.&nbsp;Capisco la loro preoccupazione e comprendo anche la loro esasperazione.</em></p><p><em>Per&ograve; voglio dire una cosa chiara: non ci pu&ograve; essere ripartenza senza sicurezza sanitaria.&nbsp;Dividersi e scontrarsi tra rigoristi e aperturisti non ha senso.&nbsp; Bisogna far marciare assieme, in modo parallelo e coordinato la campagna vaccinale e la progressiva riapertura di tutte le attivit&agrave;.&nbsp;</em></p><p><em>Per questo mi auguro che anche in questa emergenza nazionale sappiamo tutti ritrovare quello spirito di comunit&agrave;, quella solidariet&agrave; e unit&agrave; d&rsquo;intenti&nbsp;che ha permesso al nostro Paese di superare le durissime prove&nbsp;a cui ho accennato prima.</em></p><p><em>Oggi&nbsp;&egrave; il 25 aprile ed &egrave; nostro compito e dovere, mettere al centro delle nostre riflessioni i valori per i quali tanti nostri connazionali sono morti,&nbsp;valori sui quali si &egrave; costruita la nostra Repubblica.</em></p><p><em>Lo ho detto altre volte, la democrazia e la libert&agrave; conquistate anche con la lotta di liberazione non sono una condizione che una volta data &egrave; immutabile: vanno difese, custodite e&nbsp; curate ogni giorno, con i nostri comportamenti e con la consapevolezza&nbsp;i quanto sono costate.</em></p><p><em>I testimoni di quei giorni, man mano che passano gli anni, ci lasciano, ma l&rsquo;oblio del tempo non deve scendere su di loro, sulle loro storie, sui loro ideali che sono ancora i nostri.</em></p><p><em>Abbiamo, tutti, anche i pi&ugrave; giovani, un debito di riconoscenza verso di loro.</em></p><p><em>Anche per questo abbiamo voluto conferire oggi la Medaglia della Citt&agrave; di Padova ai quattro partigiani padovani che ancora sono con noi.<br>
I loro nomi sono noti a chi ha raccontato e descritto la lotta di liberazione nel Veneto:&nbsp;sono Emilio Pegoraro,&nbsp;Celio Bottaro,&nbsp;Clara Doralice e Franco Marin.<br>
A loro che non possono essere&nbsp; fisicamente qui con noi, mandiamo un caloroso applauso.<br>
Mi auguro che tanti di voi leggano e approfondiscano le loro storie.</em></p><p><em>E mi fa particolarmente piacere che tra loro ci sia una donna: &nbsp;Clara Doralice, 95 anni,&nbsp;Enza il suo nome da partigiana. In una recente intervista ha ricordato con semplicit&agrave;&nbsp; come molti ragazze e ragazzi della sua generazione hanno sacrificato la loro giovinezza per la libert&agrave;.<br>
Perch&eacute; le&nbsp; donne hanno avuto un ruolo fondamentale nella resistenza: non solo come supporto agli uomini in clandestinit&agrave; o come staffette, ma anche, armi alla mano, come combattenti.</em></p><p><em>Un ruolo che, duole dirlo, non &egrave; stato molto valorizzato fino a pochi anni fa.<br>
Eppure anche i crudi numeri danno conto di un contributo di lotta e di sangue davvero importante. Perch&eacute; dietro a questi numeri ci sono delle persone, delle donne, molte delle quali hanno pagato con la vita la loro scelta di libert&agrave;.</em></p><p><em>Furono circa 35 mila le donne che parteciparono direttamente alla&nbsp; Resistenza&nbsp;delle 70 mila&nbsp;che aderirono ai Gruppi di difesa&nbsp;della donna.&nbsp;1.859 di loro furono vittime di violenze e stupri,&nbsp;4.635&nbsp;arrestate, torturate e condannate,&nbsp;2.750 deportate,&nbsp;623 fucilate o cadute in azione.</em></p><p><em>Tra queste donne ricordiamo, tra le altre, due figure di spicco originarie della nostra regione: la prima, Tina Anselmi, staffetta partigiana col nome di Gabriella, che pedalava per pi&ugrave; di 100km al giorno per collegare le brigate partigiane in Veneto e poi&nbsp;prima donna ministro della Repubblica.</em></p><p><em>La seconda, Lina Merlin,&nbsp;che dopo l&rsquo;8 settembre prese parte attiva alla Resistenza&nbsp;e organizz&ograve; con Ada Gobetti, Laura Conti e altre donne antifasciste i &ldquo;Gruppi di difesa della donna&rdquo;.&nbsp;Quella Lina Merlin&nbsp; che sar&agrave; componente dell&rsquo;Assemblea Costituente e&nbsp;prima donna eletta al Senato&nbsp;dove il prossimo 11 maggio sar&agrave; collocato il suo busto in bronzo&nbsp; su iniziativa della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati,&nbsp;del Comitato Lina Merlin e della nostra Amministrazione.</em></p><p><em>Donne che come tante altre, poi ritornate alla vita civile e meno famose hanno contribuito a fondare e costruire il nostro Paese.</em></p><p><em>Torniamo in qualche modo al discorso iniziale: nei momenti di necessit&agrave; dobbiamo mettere da parte le differenze, le diversit&agrave; di opinione, il genere.&nbsp;Dobbiamo far prevalere non gli egoismi e i particolarismi ma il bene comune e la solidariet&agrave;</em></p><p><em>Un messaggio che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni,&nbsp; cos&igrave; fortunate da vivere in un paese libero, che non hanno mai conosciuto la guerra.<br>
Giovani che, quando scoprono le storie delle donne e degli uomini che hanno fatto la Resistenza,&nbsp;diventano curiosi e attenti&nbsp;e per la maggior parte non sono indifferenti e distratti davanti a&nbsp;parole come libert&agrave;, democrazia e sacrificio.</em></p><p><em>Sta a noi non lasciare svanire la forza dei valori che oggi celebriamo, in una giornata che &egrave; di tutti e tutt&rsquo;altro che un rito appannato dal tempo.</em></p><p><em>Abbiamo dimostrato in questi mesi forza, coesione sociale, solidariet&agrave;.</em></p><p><em>Guardiamo avanti, assieme con fiducia.&nbsp;</em></p><p><em>Buon 25 aprile a tutti i padovani</em>".</p><p>Sergio Giordani</p>

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63057

Comunicato stampa: discorso del sindaco di Padova Sergio Giordani in occasione del 106° anniversario del genocidio armeno

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Descrizione breve
Riflessioni e commemorazioni di un capitolo doloroso della storia condiviso con la comunità armena di Padova.
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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/armeni%20sindaco.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>"<em>Signore, signori, gentili ospiti</em></p><p><em>Ricordiamo oggi come ogni anno davanti a questo bassorilievo in bronzo una delle tragedie del &lsquo;900: lo sterminio e il tentativo di annientamento del popolo armeno da parte dell&rsquo;Impero Ottomano.</em></p><p><em>Una tragedia le cui conseguenze sono ben visibili ancora oggi a oltre un secolo di distanza.</em></p><p><em>Il &lsquo;900, secondo alcuni storici, &egrave; uno dei secoli pi&ugrave; violenti della storia recente, quello nel quale gli ideali di uguaglianza, il progresso e la scienza sono stati distorti, per essere messi al servizio di totalitarismi che li hanno impiegati nello sterminio di massa di innocenti.</em></p><p><em>Un secolo che si &egrave; aperto con l&rsquo;annientamento del popolo armeno, che ha vissuto la tragedia immensa della Shoah, e purtroppo si &egrave; chiuso con la il massacro dei Tutsie in Ruanda la pulizia etnica nel Balcani, e il massacro di donne e bambini a Srebrenica.</em></p><p><em>Pulizia etnica: una frase che suscita orrore e che non vorremmo pi&ugrave; sentire pronunciare ma che ancora oggi, troppo spesso risuona in tanti luoghi del mondo.</em></p><p><em>Per questo oltre che per il doveroso omaggio alle vittime di queste vicende, non dobbiamo lasciare che lo scorrere del tempo faccia svanire il ricordo di quanto avvenuto, e non possiamo dimenticare le ragioni -&nbsp;se mai si possa usare la parola RAGIONE per questi fatti -&nbsp;che li hanno provocati.</em></p><p><em>Gli armeni lo sanno bene e sanno quanto &egrave; difficile ancora oggi mantenere viva l&rsquo;attenzione della comunit&agrave; internazionale sulla loro storia, sulla loro cultura, che anche oggi &egrave; minacciata da un negazionismo opportunista e da interessi geopolitici che vorrebbero minimizzare la loro presenza nell&rsquo;area del Caucaso.</em></p><p><em>L&rsquo; Armenia, che il 21 settembre di quest&rsquo;anno festegger&agrave; i 30 anni della&nbsp;propria indipendenza, &egrave; membro del Consiglio d&rsquo;Europa, l&rsquo;organizzazione fondata non a caso nel 1949, che ha come scopo quello di promuovere la democrazia, i diritti umani, l&rsquo;identit&agrave; culturale e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa.</em></p><p><em>La diaspora di questo popolo &egrave; ancora una realt&agrave; significativa&nbsp;se pensiamo che l&rsquo;Armenia ha oggi circa 3 milioni di abitanti, mentre gli armeni dispersi nel mondo sono oltre 8 milioni.</em></p><p><em>Come Europa, come Italia, dobbiamo da un lato ricordare il genocidio armeno, dall&rsquo;altro agire perch&eacute; non si riproducano oggi condizioni di discriminazione e violenza per le popolazioni armene che vivono nei territori del Nagorno Karaback, e in generale in quelle regioni nelle quali vi sono ancora forti elementi di contrasto con altri gruppi etnici.</em></p><p><em>Purtroppo la politica di alcuni paesi confinanti con l&rsquo;Armenia, non va oggettivamente oggi in questa direzione.</em></p><p><em>I diritti umani, la tutela della storia e della cultura di un popolo non sono valori negoziabili.</em></p><p><em>E proprio per questo, e per dare un senso concreto a questa commemorazione, oggi noi non possiamo girarci dall&rsquo;altra parte, far finta che quanto purtroppo accade agli armeni, dopo oltre un secolo dal genocidio del 1915, non ci riguardi, sia una questione locale, distante da noi.</em></p><p><em>Ricordiamoci sempre che quando parliamo di diritti umani, di democrazia e libert&agrave;, siamo sempre coinvolti, perch&eacute; questi valori per noi fondanti non sono assicurati a priori e una volta raggiunti devono essere custoditi e difesi con impegno.</em></p><p><em>Grazie a tutti voi, per il vostro impegno in questa direzione</em>".<br>
<br>
Sergio Giordani</p>

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63051

Comunicato stampa: "Reclaim". 200 manifesti d’arte per le vie di Padova

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Descrizione breve
Un viaggio visivo che trasforma la città in una galleria d'arte all'aperto.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Per tutto il mese di maggio, le bacheche pubbliche di Padova, ospiteranno il progetto Reclaim, a cura di Cheap,&nbsp;in collaborazione con l'associazione Play.<br>
Il progetto, promosso dal Comune di Padova, nasce con l&rsquo;obiettivo di stimolare una riflessione collettiva e per svelare uno sguardo rivolto al futuro post pandemico.</p><p>"<em>Le 200 immagini che i cittadini vedranno da domani in citt&agrave; </em>- commenta Marta Nalin, assessora al sociale e alle pari opportunit&agrave; -<em> parlano di futuro. Parlano di salute, di citt&agrave; e di cultura. Parlano di diritto alla casa, di riappropriazione del proprio tempo, di linguaggio. E lo fanno con ironia, intelligenza, rabbia e gioia. Aprire una riflessione negli spazi urbani della citt&agrave;, attraverso il linguaggio artistico, &egrave; un modo originale e diretto per soffermarci a riflettere</em>".</p><p>Cheap&nbsp;&egrave; un progetto di arte pubblica fondato nel 2013 da sei donne con base a Bologna.<br>
Nata come festival ma evoluta poi in un laboratorio permanente, l'esperienza di Cheap&nbsp;interseca la street art, l'attivismo, l'arte pubblica, la comunicazione sociale: si caratterizza come pratica artistica e curatoriale attraverso interventi che utilizzano il formato del poster e diversi linguaggi visivi contemporanei per indagare la dimensione dello spazio pubblico e del paesaggio urbano.<br>
Ogni anno, Cheap&nbsp;lancia una call for artist tematica, un progetto aperto a chi si occupa di arti visive: in risposta alla call, arrivano ogni anno centinaia di poster da artist&#601; di tutto il mondo, poster che vengono selezionati e in seguito affissi nelle strade di Bologna, aprendo una conversazione pubblica con chi abita e attraversa la citt&agrave;, una ricostruzione di un discorso collettivo a partire dalle singole narrazioni.</p><p>Il progetto arriva a Padova sulla suggestione Reclaim, il concept scelto per l'edizione 2020 della call for artist di Cheap.<br>
"<em>Quest&rsquo;anno la pandemia ha ridisegnato le prospettive della nostra vita quotidiana. Ha privato tutti noi di concetti, non per nulla scontati, quali libert&agrave; e diritti. Crediamo sia importante stimolare una riflessione collettiva attraverso l&rsquo;arte e la creativit&agrave;. L&rsquo;arte pubblica contemporanea deve arrivare nei contesti pi&ugrave; ampi e facilitarne la fruizione. E il miglior luogo per farlo sono le vie della citt&agrave;</em>"&nbsp;afferma Andrea Vedovato presidente di associazione Play</p><p>Reclaim&nbsp;&egrave; l'invito a rivendicare qualcosa che ci &egrave; stato tolto, precluso, qualcosa che &egrave; sentiamo come nostro, sulla base di un diritto o di un desiderio.</p><p>"<em>La pandemia si &egrave; rivelata un reality check in grado di ridisegnare prospettive che, solo al lancio del progetto Reclaim&nbsp;a gennaio 2020, sembravano frutto di un esercizio distopico. Se da una parte la crisi crea delle accelerazioni, dall'altra ha la capacit&agrave; di espandere dei macrotemi: fa esplodere questioni come quelle del corpo, del tempo, del privilegio e dello spazio pubblico in relazione allo stravolgimento che stiamo vivendo -&nbsp;il corpo che si confronta e scontra col virus, il tempo della quarantena, il privilegio nell'emergenza, la preclusione della citt&agrave; e della partecipazione alla vita civile</em>"&nbsp;conclude Cheap.</p><p>Un invito a domandarci chi decide dei vostri corpi, a chi credete appartenga il vostro tempo. Una sfida a riconoscere il privilegio, soprattutto quando si tratta del nostro. Una spinta ad ad esplorare i confini della nostra cittadinanza, per capire chi ha diritto alla citt&agrave; -&nbsp;a costruirla, a fruirne e a cambiarla.</p><p>Nello spazio di 200 poster, l'evocazione di un immaginario legato alle rivendicazione individuali e collettiva, una presenza che si manifesta in forma di partecipazione e che anela ad un cambiamento di paradigma.</p>

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63041

Comunicato stampa: colloquio telefonico tra il Sindaco e l'AD di Invimit con tema la ex Caserma Romagnoli

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Descrizione breve
Un incontro decisivo per il futuro del patrimonio immobiliare e la valorizzazione del territorio.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il sindaco Sergio Giordani ha avuto un lungo e cordiale colloquio telefonico con l&rsquo;amministratrice delegata di Invimit Giovanna Della Posta. Ecco la sua dichiarazione in merito.</p><p>&ldquo;<em>Ho avuto un lungo e cordiale colloquio telefonico con Giovanna Della Posta amministratrice delegata di Invimit, la societ&agrave; immobiliare controllata al 100% dal Ministero dell&rsquo;Economia e delle Finanze che ha nella propria disponibilit&agrave; la ex Caserma Romagnoli in via Chiesanuova. Come sappiamo, l&rsquo;ex caserma occupa una superficie grandissima ben 150.000 mq e il nostro colloquio di stamattina &egrave; ruotato attorno sue possibili future destinazioni. La dottoressa Della Posta ha confermato la sua disponibilit&agrave; e il suo interesse a valutare con noi i percorsi da intraprendere per dare un positivo futuro ad una porzione molto importante della citt&agrave;. Siamo rimasti d&rsquo;accordo che proseguiremo a breve i nostri colloqui con l&rsquo;obiettivo comune di trovare una soluzione positiva alla questione. Per me fondamentale, innanzitutto che non si inneschino nell&rsquo;area fenomeni di degrado, fino adesso per fortuna del tutto inesistenti, e che sia possibile restituire al quartiere e alla citt&agrave; un&rsquo;area che &egrave; anche un grande polmone verde. Abbiamo gi&agrave; risolto positivamente il futuro di altri punti delicati della citt&agrave;, da via Anelli alla Prandina, altri sono oggetto di valorizzazione da parte dell&rsquo;Universit&agrave;, sono certo che anche per la ex Romagnoli sapremo trovare il giusto percorso per restituirla alla citt&agrave;</em>&rdquo;.</p>

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62980

Conferenza stampa: presentazione del progetto Reclaim

Descrizione breve
Un'opportunità per il rilancio della comunità attraverso la sostenibilità e l'innovazione.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Presentazione del progetto Reclaim&nbsp;in conferenza stampa</p><p><strong>venerdi 23 aprile, ore 12:00<br>
Sala Bresciani Alvarez - Palazzo Moroni</strong></p><p>Per tutto il mese di maggio, le bacheche pubbliche di Padova, ospiteranno Reclaim, un progetto di arte pubblica a cura di Cheap&nbsp;- fondata nel 2013 da sei donne con base a Bologna - in collaborazione con l&rsquo;associazione Play.<br>
Il progetto, promosso dal Comune di Padova, nasce con l&rsquo;obiettivo di stimolare una riflessione collettiva e per svelare uno sguardo rivolto al futuro post pandemico.</p><p>Partecipano:</p><ul>
<li>Marta Nalin&nbsp;-&nbsp;assessora al sociale e alle pari opportunit&agrave;</li>
<li>Andrea Vedovato -&nbsp;associazione Play</li>
</ul>

Legacy NID
62969