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Comunicato stampa: ultimi giorni per la mostra fotografica "Lunare è la luce – sguardi sedimentati" di Giorgio Boato

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Un'opportunità imperdibile per esplorare la bellezza e la profondità della fotografia contemporanea.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>Ultimi giorni per visitare la personale del fotografo Giorgio Boato alla Sala della Gran Guardia di piazza dei Signori a Padova.</div><div>"Lunare &egrave; la luce - Sguardi sedimentati",<em> </em>realizzata in collaborazione con l&rsquo;Assessorato alla cultura del Comune di Padova, &egrave; visitabile infatti fino a domenica 21 luglio con orario 9.30.12.30, 16.00-19.00. La mostra propone una selezione di due progetti fotografici il cui fil rouge &egrave; il &ldquo;tempo sospeso&rdquo;.</div><div>&nbsp;</div><div>&ldquo;Lunare &egrave; la luce&rdquo; &egrave; il primo progetto che si compone di due sezioni: la prima dedicata alla luna, con cui il fotografo gioca in una ricerca di improbabili accostamenti, suggestive coincidenze e vere e proprie alchimie fotografiche, che escono dal tempo. La seconda dedicata ai &ldquo;ponti veneziani&rdquo; immortalati durante il tempo delle zone rosse a arancio della pandemia, quando l&rsquo;affollata Venezia viveva di inediti silenzi inframmezzati dal garrito dei gabbiani, di acqua ferme e trasparenti svuotate dalla presenza di imbarcazioni.</div><div>Il &ldquo;ponte&rdquo; &egrave; l&rsquo;elemento architettonico e urbanistico scelto per raccontare uno spazio-tempo surreale, ma realmente vissuto. La scelta del bianco e nero per &ldquo;i ponti veneziani&rdquo; sottolinea ulteriormente il &ldquo;tempo sospeso&rdquo; di quel momento, che vedeva svuotati calli, campi, campielli e ponti, isolandoli in una situazione del tutto inedita e appunto &ldquo;lunare&rdquo;, portandola fuori dal tempo e dalla storia e rendendola contemporaneamente presente.</div><div>&nbsp;</div><div>Nella sezione &ldquo;Lunare &egrave; la luce&rdquo; foto in bianco e nero e foto a colori si alternano in un&rsquo;esposizione che viaggia prevalentemente nella dimensione del piccolo formato (10x15 cm), creando finestre che fermano il tempo e aprono l&rsquo;immaginazione, il pensiero, l&rsquo;evocazione, il ricordo. Un puzzle di luci, ombre, chiaroscuri, simboli. Lunare &egrave; la luce&rdquo; foto in bianco e nero e foto a colori si alternano in un&rsquo;esposizione che viaggia prevalentemente nella dimensione del piccolo formato (10x15 cm), creando finestre che fermano il tempo e aprono l&rsquo;immaginazione, il pensiero, l&rsquo;evocazione, il ricordo. Un puzzle di luci, ombre, chiaroscuri, simboli.</div><div>&nbsp;</div><div>Il secondo progetto &ndash; &ldquo;Sguardi sedimentati&rdquo; &ndash; vede protagonista la persona, e in particolare lo sguardo: sono ritratti, realizzati al buio quasi totale o in penombra, i cui sguardi velati rimandano al reale, ma sono in realt&agrave; &ldquo;senza tempo e fuori dall&rsquo;istante&rdquo;, in quanto frutto della sedimentazione/fusione creata dalla posa lunga, di 30 secondi. Questo progetto comprende fotografie di pi&ugrave; grande formato che reinterpretano, per tecnica ed esposizione, quello che agli albori della fotografia era una necessit&agrave;, ossia l&rsquo;utilizzo di pose con tempi molto lunghi. L&rsquo;esito finale &egrave; una sorta di sedimentazione di progressive velature, trasfigurando la somma di istanti reali sovrapposti in un tempo &ldquo;aggiunto&rdquo;, che non esiste. I soggetti sono uomini e donne in cui lo sguardo &egrave; il luogo di sintesi di questo tempo inesistente.</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Giorgio Boato, </strong>fotografo - fotoreporter</div><div>Veneziano di nascita, padovano di adozione, inizia a &ldquo;scattare&rdquo; a 11 anni e da allora non ha pi&ugrave; smesso, facendo della fotografia non solo la sua passione, ma il suo mestiere: dal reportage alla cronaca, dal ritratto all&rsquo;architettura, dai beni culturali al tessile&hellip;<br>
Ha iniziato a collaborare con il Gazzettino e Gente veneta, quindi per 26 anni ha lavorato per il quotidiano nazionale Avvenire, spaziando dalla cronaca alla cultura, curando in particolare la ritrattistica di personalit&agrave; della cultura e della Chiesa.<br>
Le sue foto sono state pubblicate inoltre su Donna Moderna, Gente Money, Oggi, L&rsquo;unit&agrave;, Il Giornale, La Nuova Venezia, La Difesa del popolo, La Vita del popolo, Messaggero sant&rsquo;Antonio, Il Santo dei Miracoli, Famiglia cristiana, La Repubblica, Topolino, Blick (Svizzera); Bild Zeitung (Germania).<br>
Fotografie di Giorgio Boato appaiono in cataloghi e volumi d&rsquo;arte, copertine e quarte di copertine di libri e in intere campagne fotografiche museali.<br>
Quella alla Sala della Gran Guardia &egrave; la prima personale a Padova. In precedenza il fotografo ha esposto a Venezia all&rsquo;interno degli eventi culturali in partecipazione - Beteiligung con il Padiglione Austriaco Austria at the Venice della Biennale Architettura 2023 e a Villorba (Tv) nello spazio che ospita mostre ed eventi culturali della libreria Lovat.</div>

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Comunicato stampa: straordinario successo per la grande mostra dedicata a Monet a Padova

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Descrizione breve
Un viaggio immersivo nell'arte impressionista che ha affascinato migliaia di visitatori.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Si &egrave; conclusa ieri, con un risultato eccezionale, la mostra dedicata a Monet al Centro Culturale Altinate, San Gaetano di Padova.</p><div>Qualche numero:</div><ul>
<li>
<div>184.594 visitatori.</div>
</li>
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<div>400 scolaresche provenienti da tutta Italia per un totale di circa 10.000 alunni.</div>
</li>
<li>
<div>1700 gruppi prenotati, provenienti da ogni zona d&rsquo;Italia (75% con particolare riferimento a Piemonte, Lombardia, Marche, Campania e Toscana) e dall&rsquo;estero (25% con prevalenza da Austria, Francia, Germania e Svizzera).</div>
</li>
<li>
<div>2000 visite guidate</div>
</li>
</ul><div>I 60 capolavori di Monet, tra cui glicini e ninfee, ponti giapponesi, iris e paesaggi londinesi, tutti provenienti dal Mus&eacute;e Marmottan Monet di Parigi, hanno emozionato in questi mesi migliaia di visitatori. Le lunghissime e incessanti code non sono certo passate inosservate.</div><div>&nbsp;</div><div>Un esito molto importante per la Citt&agrave; di Padova e per Arthemisia, che dichiara: &ldquo;<em>Le nostre aspettative si attestavano intorno ai 110-120.000 visitatori al massimo, non ci aspettavamo un tale entusiasmo &ndash; </em>dice Iole Siena, Presidente di Arthemisia -<em>&nbsp;Entusiasmo confermato non solo dai numeri, ma anche da migliaia di commenti dei visitatori, che traboccano di emozioni, gioia, ringraziamenti. Credo &ndash; </em>continua Iole Siena<em> &ndash; che il successo sia legato per il 50% alle opere esposte e per l&rsquo;altro 50% all&rsquo;attenzione maniacale che mettiamo nella cura di ogni visitatore della mostra, nel nostro impegno incessante a fornire ogni strumento per capire l&rsquo;arte, per imparare e, perch&eacute; no, anche per divertirsi guardando le mostre. Quando progettiamo una mostra, non pensiamo agli storici dell&rsquo;arte, che gi&agrave; sanno, ma a chi non sa, ai bambini, alle persone che non hanno fatto studi specialisti, a tutti insomma. Penso che la ragione del successo delle nostre mostre sia questa</em>&rdquo;.</div><div>&nbsp;</div><div>L&rsquo;assessore alla cultura e al turismo Andrea Colasio sottolinea: &ldquo;<em>Si tratta di un record assoluto per la nostra citt&agrave;: la mostra pi&ugrave; visitata in assoluto al Centro Culturale Altinate San Gaetano e una delle pi&ugrave; visitate a Padova negli ultimi anni. Numeri che mostrano ancora una volta come avere una strategia ben chiara premia. Abbiamo investito sul San Gaetano per la valorizzazione culturale e la promozione turistica e questa mostra ci conferma come l&rsquo;aver allestito questo spazio per le grandi mostre internazionali ha portato Padova ad essere una delle citt&agrave; pi&ugrave; dinamiche a Nord Est per quanto riguarda questi eventi. Tra le maggiori ricerche effettuate sul sito turismopadova.it negli ultimi mesi troviamo, oltre all&rsquo;Urbs Picta, proprio la mostra con i capolavori di Monet, a dimostrazione del grande richiamo turistico avuto. Ringrazio Arthemisia e la presidente Iole Siena, oltre che la direzione del Mus&eacute;e Marmottan Monet di Parigi, che ci ha permesso di celebrare a Padova i 150 anni dalla prima mostra parigina che sanc&igrave; un importante punto di svolta nell&rsquo;arte con la nascita del movimento Impressionista</em>&rdquo;.</div><div>&nbsp;</div><div>La mostra "Monet. Capolavori dal Mus&eacute;e Marmottan Monet, Paris", &egrave; stata promossa dal Comune di Padova, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Mus&eacute;e Marmottan Monet di Parigi ed &egrave; stata curata da Sylvie Carlier, curatrice generale del Mus&eacute;e Marmottan Monet, con la co-curatela della storica dell'arte Marianne Mathieu e l'assistente alla curatela del Mus&eacute;e Marmottan Monet Aur&eacute;lie Gavoille.</div><div>&nbsp;</div><div>La mostra ha visto come sponsor Generali Valore Cultura e AcegasApsAmga, media partner La Repubblica, special partner Ricola e mobility partner Freccia Rossa Treno Ufficiale.</div><div>Catalogo edito da Skira.</div><div>&nbsp;</div><div>Immagini scaricabili al seguente link &gt; <a href="https://bit.ly/MONET_PADOVA&quot; id="LPlnk615936" rel="noopener noreferrer">https://bit.ly/MONET_PADOVA</a></div&gt;

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89780

Conferenza stampa: Nuovi cestini per la raccolta differenziata installati nei musei e nei siti culturali cittadini

Descrizione breve
Un passo avanti verso un turismo sostenibile e responsabile nella valorizzazione del patrimonio culturale.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>Nuovi cestini per la raccolta differenziata installati nei musei e nei siti culturali cittadini da Comune e AcegasApsAmga. L'iniziativa verr&agrave; presentata in conferenza stampa</div><div>&nbsp;</div><div><strong>marted&igrave; 16 luglio ore 11:30</strong></div><div><strong>ingresso di Palazzo della Ragione</strong></div><div>&nbsp;</div><div>Saranno presenti:</div><ul>
<li>Andrea Ragona, assessore all'ambiente</li>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura</li>
<li>Massimo Buiatti, direttore Servizi Ambientali di AcegasApsAmga</li>
</ul>

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89779

Comunicato stampa: coabitazione intergenerazionale, si riparte

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Descrizione breve
Un nuovo progetto per favorire l'incontro tra generazioni e promuovere la solidarietà sociale.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Il Comune di Padova promuove la seconda edizione del progetto di coabitazione intergenerazionale, per continuare ad offrire una soluzione all&rsquo;aumento delle richieste di locazione a costi sostenibili da parte di studenti e studentesse fuori sede.</p><div>L&rsquo;iniziativa &egrave; stata avviata sperimentalmente nell&rsquo;estate 2023, a partire da un tavolo di lavoro condiviso dal Comune in collaborazione con l&rsquo;Universit&agrave; degli Studi di Padova, Esu e le parti sociali, e ha portato a formalizzare cinque esperienze di coabitazione.</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Sono ora aperte fino al 31 agosto</strong> le candidature per cittadini over 65 disponibili a ospitare e studenti e studentesse fuori sede in cerca di un alloggio per il prossimo anno accademico. La domanda di partecipazione deve essere inviata tramite l&rsquo;apposito modulo online, disponibile sul sito <a href="http://www.progettogiovani.pd.it/&quot; id="OWAd9f564d4-e689-be77-fdbd-0855627ecfec" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.</div><div>&nbsp;</div><div>Per maggiori informazioni o per ricevere un supporto alla compilazione, &egrave; attivo uno sportello dedicato presso l&rsquo;ufficio Progetto Giovani, al secondo piano del Centro Culturale Altinate/San Gaetano. Lo sportello &egrave; attivo dal luned&igrave; al venerd&igrave; dalle 9:00 alle 13:30, il gioved&igrave; anche nel pomeriggio dalle 15:30 alle 18:00. Lo sportello &egrave; sospeso dal 5 al 18 agosto.</div><div>&nbsp;</div><div>LE TAPPE DEL PROGETTO</div><div>La fase di ricognizione permette di incrociare le disponibilit&agrave; dei proprietari con le richieste degli studenti e formulare le prime proposte di abbinamento. Seguir&agrave; un colloquio conoscitivo con i partecipanti selezionati per l&rsquo;avvio dell&rsquo;iter amministrativo che porter&agrave; alla sottoscrizione di regolari contratti di locazione, definiti con la consulenza delle associazioni di settore (Sunia, Sicet, ecc.)</div><div>Scegliendo di fare un&rsquo;esperienza di coabitazione, entrambe le parti si impegnano ad accettare il regolamento proposto dal gruppo di progetto, partecipare agli incontri di monitoraggio e proporre soluzioni utili al perfezionamento dell&rsquo;iniziativa. Non si tratta infatti di un rapporto di tipo assistenziale, ma di un patto intergenerazionale tra la popolazione studentesca e i cittadini di Padova over 65. La convivenza deve essere condotta in spirito di solidariet&agrave;, condivisione e tolleranza e costituisce un incontro di esperienze reciprocamente arricchenti e di grande valore umano.</div><div>&nbsp;</div><div>LA PRIMA EDIZIONE</div><div>Lo scorso aprile, a conclusione della prima edizione del progetto, &egrave; stato presentato un report pubblicato nella collana &ldquo;Le Lenti&rdquo; del centro studi Frame128. Il documento ha messo in evidenza l&rsquo;impatto e i benefici di questa forma di convivenza, che unisce diverse generazioni sotto lo stesso tetto. L&rsquo;introduzione del report &egrave; stata curata da Alessandro Rosina, Ordinario di demografia all&rsquo;Universit&agrave; Cattolica di Milano.</div><div>&nbsp;</div><div>Il <strong>demografo Alessandro Rosina</strong>&nbsp;sottolinea: &ldquo;Il progetto Coabitazione intergenerazionale (&hellip;) si pone al centro di due sfide vitali per le citt&agrave; nelle societ&agrave; mature avanzate: quella di essere attrattive verso le nuove generazioni e quella di rafforzare il benessere relazionale dei cittadini di tutte le et&agrave;, promuovendo quindi in modo sistemico il capitale umano e il capitale sociale&rdquo;.</div><div>La sperimentazione ha avuto risonanza nazionale, anche grazie alla trasmissione &ldquo;Caro Marziano&rdquo;, il programma di Pif in onda su Rai 3: nella puntata trasmessa lo scorso 16 febbraio, ha intervistato la signora Maurizia Galuppo, che ha messo a disposizione una stanza all&rsquo;interno della sua casa, e Caterina Galizian, studentessa diciottenne arrivata a Padova per cominciare gli studi di Biologia all&rsquo;Universit&agrave;. La puntata &egrave; ancora disponibile su Rai Play e pu&ograve; essere uno spunto utile per chi &egrave; incuriosito e vuole scoprire lo spirito del progetto.</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Pietro Bean, consigliere</strong> <strong>delegato alle Politiche giovanili</strong> dichiara: <em>&ldquo;La sperimentazione dello scorso anno ci ha permesso di individuare punti di forza e criticit&agrave; del progetto, che sono stati tenuti in considerazione nella riformulazione della proposta per questa seconda edizione. &Egrave; un passo in pi&ugrave; per mettere a regime un&rsquo;esperienza innovativa, che consente di mettere al centro le persone e rafforzare le reti sociali e di solidariet&agrave;, oltre ad offrire una risposta concreta all&rsquo;emergenza abitativa che devono fronteggiare studenti e studentesse fuori sede che arrivano in citt&agrave;&rdquo;.</em></div><div>&nbsp;</div><div>Per informazioni:&nbsp;sito&nbsp;<a href="http://www.progettogiovani.pd.it/&quot; id="OWAd9f564d4-e689-be77-fdbd-0855627ecfec" rel="noopener noreferrer" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>&nbsp;- email&nbsp;<a href="mailto:coabitazione@comune.padova.it">coabitazione@comune.padova.it</a>…;- cell. 353 4400169</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div><br>
&nbsp;</div>

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89778

Conferenza stampa: Nonne venete in Piazza della Frutta

Descrizione breve
Un'iniziativa per celebrare la tradizione e la cultura delle nonne venete nel cuore di Padova.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div>L'evento &ldquo;Nonne venete in Piazza della Frutta", ideato da APPE in collaborazione e con il contributo dell&rsquo;Assessorato alle Attivit&agrave; produttive e Commercio e con il patrocinio del Comune di Padova, verr&agrave; presentato in conferenza stampa</div><div>&nbsp;</div><div><strong>luned&igrave; 15 luglio ore 12:15</strong></div><div><strong>Sala Bresciani Avarez &ndash; Palazzo Moroni</strong></div><div>&nbsp;</div><div>Saranno presenti:</div><ul>
<li>Antonio Bressa, assessore alle attivit&agrave; produttive e commercio&nbsp;</li>
<li>Vincenzo Allegra, vice presidente APPE&nbsp;</li>
<li>Francesco Baruto (in arte Barutz), ideatore dell&rsquo;evento</li>
</ul>

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89757