Conferenza stampa: inaugurazione dell'area gioco - giostre intergenerazionali al Parco Iris
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Inaugurazione dell'area gioco - giostre intergenerazionali al Parco Iris</p><p><strong>martedì 27 aprile, alle ore 10:00<br>
appuntamento all'ingresso di via Forcellini</strong></p><p>Saranno presenti</p><ul>
<li>Chiara Gallani, assessora al verde</li>
<li>Prof. Gilberto Muraro, presidente Fondazione Cariparo</li>
<li>dott. Roberto Saro, segretario generale Fondazione Cariparo</li>
<li>Feltini Mauro, presidente Consulta 3B</li>
<li>Giacon Celestino, presidente Consulta 4A</li>
<li>Ditta Cooperativa Avola - Carlo Zauner, direttore tecnico lavori</li>
<li>ing. Stefano Bassato, Settore Verde Comune di Padova</li>
</ul>
Comunicato stampa: "Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita"
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<img src="/sites/default/files/images/van%20gogh%20riapertura.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>È una grande mostra di gruppo di esponenti della migliore pittura contemporanea in Italia, secondo la visione critica di Marco Goldin, quella che con il titolo “Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita” accompagnerà, al San Gaetano di Padova, la sontuosa monografica sul grande olandese, prevista fino al 6 giugno.</p><p>Ad esservi inclusi, ciascuno con un nucleo di sette opere, nell'agorà e al primo piano del San Gaetano, sono: Laura Barbarini, Franco Dugo, Attilio Forgioli, Matteo Massagrande, Cetty Previtera, Giuseppe Puglisi, Laura Villani e Piero Zuccaro. Accanto agli otto adesso riuniti, vanno ricordati i due - Piero Vignozzi e Andrea Martinelli - cui Goldin aveva affidato il potente “prologo” del progetto e che, con le loro opere, hanno accompagnato la prima parte della mostra su Van Gogh.</p><p>Unico il focus che il curatore ha proposto a tutti gli artisti coinvolti nel progetto: Van Gogh. Non per copiare le sue inarrivabili opere, ma per interpretare i temi, i luoghi, le emozioni, con il filtro dell’emozione e della sensibilità personali.</p><p>È lo stesso Goldin a ripercorrere la genesi del progetto: "<em>Ho isolato alcuni temi all’interno dell’opera di Van Gogh, e sopra essi il pittore olandese aveva indugiato a lungo. Mi sono guardato intorno, ho rivisto pittori con i quali già avevo lavorato in un tempo passato, altri con i quali invece la consuetudine non c’era quasi mai stata. Li ho scelti perché sentivo in loro una vicinanza a quei tempi, a quei canti di parole smozzicate e colori che ti arrivano ancora fin dentro gli occhi. E poi c’è solo l’anima</em>".</p><p>E il risultato di queste otto originali ricerche si ammira in tutti gli spazi che, al San Gaetano, accompagnano e circondano le sale dell’esposizione su Van Gogh. Visioni diversissime, temi e tagli assolutamente personali, dal figurativo all’astratto. Ma sempre grande, bella pittura.</p><p>È, affermano il sindaco Sergio Giordani e l’assessore alla cultura Andrea Colasio, "<em>un lungo viaggio dello spirito di un genio, riattualizzato in questa stagione del XXI secolo, per farci capire come la pittura sia effettivamente un linguaggio universale senza tempo</em>".</p><p>Gli artisti coinvolti nella mostra, chiosa Goldin, "<em>sono stati capaci di uscire dal giogo dell’imitazione, anzi non ne hanno mai provato la necessità, presi piuttosto dal restituire quel fiato di vento che hanno sentito scendere dalle montagne del destino. O vibrare in mezzo ai campi di grano, magari sotto un cielo stellato. Hanno sentito che si può fare ancora pittura come dichiarazione d’esistenza e d’amore</em>".</p>
Comunicato stampa: "Riparti in bici" con Progetto Giovani
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<img src="/sites/default/files/images/riparti%20in%20bici.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>In attesa di un allentamento delle misure anti-contagio, Progetto Giovani vuole promuovere la partecipazione, l’adozione di buone abitudini di vita e favorire il ritorno alla normalità.<br>
Per tornare alla vita pubblica e non smettere di essere aggiornati sulle opportunità rivolte ai giovani, è partita la campagna bici e newsletter: una mobilità sostenibile e senza assembramenti grazie al bike sharing di Padova e una connessione senza interruzioni con tutti i servizi, le iniziative e le opportunità segnalate dall’ufficio.<br>
Partecipare è semplicissimo. Basta cliccare sui pulsanti presenti nella <a href="https://www.progettogiovani.pd.it/riparti-in-bici/" target="_blank">pagina dedicata</a> del sito <a href="https://www.progettogiovani.pd.it/" target="_blank">www.progettogiovani.pd.it</a>.<br>
Attraverso un form è possibile completare l’iscrizione alla newsletter di Progetto Giovani e ricevere settimanalmente le novità e le più interessanti attività per i giovani a Padova e non solo.<br>
Compilando un semplice modulo per essere ricontattati, invece, si entra in lista per ricevere uno dei pass mensili gratuiti di Movi by Mobike. Non c’è molto tempo, perché i pass sono attivabili esclusivamente entro il 12/05/2021! I codici per i pass e le istruzioni per attivarli saranno inviati secondo l’ordine di iscrizione al modulo, fino a esaurimento. Sarà data precedenza agli iscritti con meno di 35 anni.<br>
<br>
Informazioni sul sito di <a href="https://www.progettogiovani.pd.it/riparti-in-bici/" target="_blank">Progetto Giovani</a>.</p>
Campagna "Riparti in bici"
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<img src="/sites/default/files/images/Senzanome_155.png" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Per favorire la mobilità sostenibile e senza assembramenti, l'ufficio Progetto Giovani organizza una campagna che consente di ricevere un pass mensile gratuito per <a href="https://www.padovanet.it/informazione/movi-mobike-il-servizio-di-bike-s… by Mobike</a>.<br>
Movi by Mobike è il servizio di bike sharing a flusso libero disponibile a Padova, che consente di usare la bicicletta senza l'obbligo di riportarla nelle stazioni prestabilite di sosta.</p><p>Per ricevere il pass è sufficiente compilare l'apposito <a href="https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScMmm2qwELiYljFMy51rGrwjeWuBw_…; target="_blank">form online</a>.<br>
<strong>I pass sono attivabili esclusivamente entro il 12 maggio 2021.</strong></p><p>Il pass mensile viene erogato fino ad esaurimento, con precedenza per gli under 35 anni.</p><p><a href="https://www.progettogiovani.pd.it/riparti-in-bici/" target="_blank">Approfondimenti su Progetto Giovani</a></p>
<?xml encoding="utf-8" ?><br><h3>Per informazioni</h3><p>Ufficio Progetto Giovani<br>
via Altinate, 71 - Padova<br>
email <a href="mailto:progettogiovani@comune.padova.it">progettogiovani@comune.padova…;
Comunicato stampa: riaprono al pubblico Cappella degli Scrovegni, Musei e sedi espositive
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Lunedì 26 aprile riaprono nelle zone gialle i luoghi della cultura. I Musei civici di Padova sono pronti ad accogliere i visitatori dopo l’ultimo lungo periodo di chiusura dovuto alle misure di contenimento del Covid-.<br>
"<em>Finalmente è ora possibile riappropriarci dei nostri luoghi d’arte -</em> dice l’assessore alla cultura Andrea Colasio - <em>è l’occasione per le famiglie padovane e venete di tornare nei musei a respirare ossigeno per l’anima</em>".</p><p>Prima a riaprire, lunedì 26 aprile, è la Cappella degli Scrovegni. Come sempre la prenotazione è obbligatoria, al telefono (call center 049 2010020) oppure online (<a href="http://www.cappelladegliscrovegni.it/" target="_blank">www.cappelladegliscrovegni.it</a>); eventuali biglietti "last minute" possono essere acquistati direttamente alla biglietteria del Museo Eremitani.</p><p>Il biglietto della Cappella degli Scrovegni consente l’ingresso anche al Museo Eremitani e a Palazzo Zuckermann.</p><p>Tutte le sedi dei Musei civici riaprono martedì 27 aprile, rispettando così il turno di chiusura al lunedì. Per chi visita solo il complesso Eremitani-Zuckermann, senza la Cappella degli Scrovegni, sarà possibile acquistare il biglietto al momento della visita, tranne che nel fine settimana e nei giorni festivi: in questi casi infatti le nuove misure del Governo prevedono che l’ingresso sia su prenotazione (biglietteria Museo Eremitani: telefono 049 8204552).</p><p>A Palazzo Zuckermann riapre anche, con ingresso libero, la mostra dedicata al fotografo Gino Santini, che viene prorogata fino al 16 maggio.</p><p>Stesse regole valgono per il Palazzo della Ragione (prenotazione sabato, domenica e festivi telefono 049 8205006), per la Loggia e l’Odeo Cornaro (prenotazione sabato, domenica e festivi <a href="mailto:infolatorlonga@gmail.com">infolatorlonga@gmail.com</a> ), per l’Oratorio di San Michele (prenotazione sabato, domenica e festivi <a href="mailto:infolatorlonga@gmail.com">infolatorlonga@gmail.com</a> ), per la Casa di Petrarca ad Arquà (prenotazione sabato, domenica e festivi telefono 0429 718294 - email <a href="mailto:info.casadelpetrarca@gmail.com">info.casadelpetrarca@gmail.com</…;).</p><p>Il 1° maggio tutte le sedi museali saranno straordinariamente aperte, con obbligo di prenotazione.</p><p>Il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, allo Stabilimento Pedrocchi, aprirà martedì 4 maggio. Anche qui visite senza prenotazione da martedì a venerdì, e prenotazione per sabato, domenica e festivi al numero 049 8781231 - email <a href="mailto:prenotazioni@caffepedrocchi.it">prenotazioni@caffepedrocchi.it</… ai musei riaprono anche le sedi espositive. Dal 4 maggio alla Sala della Gran Guardia è allestita la collettiva We The People. Dall’8 maggio alle Scuderie di Palazzo Moroni espone il maestro ceramista di Nove Luigi Carletto. Dal 15 maggio a Palazzo della Ragione Padova nel Dogon, il Dogon a Padova.</p><p>Le biblioteche civiche, che sono rimaste aperte anche nelle scorse settimane, continuano a garantire i loro servizi su prenotazione. L’accesso è sempre consentito per ritirare libri prenotati o restituire libri e dvd. Le prenotazioni vanno effettuate via telefono, email o tramite il catalogo online <a href="https://unipd.primo.exlibrisgroup.com/discovery/search?vid=39UPD_INST:V…; target="_blank">GalileoDiscovery</a>. Per poter accedere agli scaffali e scegliere autonomamente i libri è invece obbligatorio prenotare l’accesso tramite l’<a href="https://affluences.com/?lang=it" target="_blank">app</a> <a href="https://affluences.com/?lang=it" target="_blank">Affluences</a>, indicando la fascia oraria in cui si prevede di accedere alla biblioteca. La durata massima di permanenza è di 30 minuti.</p><p>Tutte le biblioteche del sistema offrono a chi ha più di 65 anni o è impossibilitato a uscire di casa il servizio di prestito a domicilio di libri, dvd e cd musicali, in collaborazione con il Csv di Padova, da prenotare per telefono o email.</p><p>In Biblioteca Civica (Centro Culturale Altinate San Gaetano) è possibile anche la consultazione in sede di materiale moderno non prestabile, di giornali e riviste e di materiale antico, raro e moderno previa prenotazione del posto con la app Affluences.</p><p>Da alcune settimane è inoltre attivo un nuovo servizio: il sistema bibliotecario urbano ha infatti acquisito il catalogo di Mlol- Media library online, la prima e principale biblioteca digitale italiana, accessibile 24 ore su 24 con centinaia di migliaia di risorse digitali. Il catalogo al momento comprende ebook, e in futuro si arricchirà di giornali, audiolibri e altri contenuti.</p>
Comunicato stampa: discorso del sindaco Sergio Giordani in occasione del 76° anniversario della Liberazione
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<img src="/sites/default/files/images/25%20aprile%20sindaco.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>"<em>Autorità civili, religiose, e militari, signore e signori,</em></p><p><em>il 25 aprile. giorno della Liberazione. è una data fondamentale per la nostra storia. 76 anni fa lo sforzo congiunto delle truppe di liberazione, delle forze partigiane e dei tanti italiani che pur non prendendo in mano le armi hanno combattuto il nazifascismo, metteva fine a oltre 20 anni di dittatura, a una guerra che aveva seminato lutti e dolore e messo in ginocchio il nostro Paese.</em></p><p><em>Sono passati 76 anni di pace, di ricostruzione, di crescita sociale ed economica, di consolidamento della libertà e della democrazia.</em></p><p><em>Anni attraversati anche da momenti difficili, nei quali il Paese ha saputo ricompattarsi al di là delle diverse appartenenze politiche.</em></p><p><em>Penso al senso di unità e di solidarietà che tutti gli italiani hanno ritrovato e manifestato in occasione delle grandi calamità naturali, come l’alluvione del 1966 o i terremoti in Friuli e in Irpinia, ma anche la compattezza con la quale sono stati superati gli anni bui del terrorismo che molte cicatrici ha lasciato anche nella nostra città.</em></p><p><em>Questo 25 aprile, per la seconda volta, è celebrato mentre il Paese attraversa una pandemia mondiale senza precedenti nella storia recente</em></p><p><em>Siamo tutti molto stanchi e preoccupati, per la situazione sanitaria, ma anche e giustamente per la crisi economica in cui siamo precipitati.</em></p><p><em>Capisco chi da un anno non lavora, chi ha visto svanire in questi mesi i sacrifici di una vita, chi non sa se domani riuscirà a ripartire. Capisco la loro preoccupazione e comprendo anche la loro esasperazione.</em></p><p><em>Però voglio dire una cosa chiara: non ci può essere ripartenza senza sicurezza sanitaria. Dividersi e scontrarsi tra rigoristi e aperturisti non ha senso. Bisogna far marciare assieme, in modo parallelo e coordinato la campagna vaccinale e la progressiva riapertura di tutte le attività. </em></p><p><em>Per questo mi auguro che anche in questa emergenza nazionale sappiamo tutti ritrovare quello spirito di comunità, quella solidarietà e unità d’intenti che ha permesso al nostro Paese di superare le durissime prove a cui ho accennato prima.</em></p><p><em>Oggi è il 25 aprile ed è nostro compito e dovere, mettere al centro delle nostre riflessioni i valori per i quali tanti nostri connazionali sono morti, valori sui quali si è costruita la nostra Repubblica.</em></p><p><em>Lo ho detto altre volte, la democrazia e la libertà conquistate anche con la lotta di liberazione non sono una condizione che una volta data è immutabile: vanno difese, custodite e curate ogni giorno, con i nostri comportamenti e con la consapevolezza i quanto sono costate.</em></p><p><em>I testimoni di quei giorni, man mano che passano gli anni, ci lasciano, ma l’oblio del tempo non deve scendere su di loro, sulle loro storie, sui loro ideali che sono ancora i nostri.</em></p><p><em>Abbiamo, tutti, anche i più giovani, un debito di riconoscenza verso di loro.</em></p><p><em>Anche per questo abbiamo voluto conferire oggi la Medaglia della Città di Padova ai quattro partigiani padovani che ancora sono con noi.<br>
I loro nomi sono noti a chi ha raccontato e descritto la lotta di liberazione nel Veneto: sono Emilio Pegoraro, Celio Bottaro, Clara Doralice e Franco Marin.<br>
A loro che non possono essere fisicamente qui con noi, mandiamo un caloroso applauso.<br>
Mi auguro che tanti di voi leggano e approfondiscano le loro storie.</em></p><p><em>E mi fa particolarmente piacere che tra loro ci sia una donna: Clara Doralice, 95 anni, Enza il suo nome da partigiana. In una recente intervista ha ricordato con semplicità come molti ragazze e ragazzi della sua generazione hanno sacrificato la loro giovinezza per la libertà.<br>
Perché le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nella resistenza: non solo come supporto agli uomini in clandestinità o come staffette, ma anche, armi alla mano, come combattenti.</em></p><p><em>Un ruolo che, duole dirlo, non è stato molto valorizzato fino a pochi anni fa.<br>
Eppure anche i crudi numeri danno conto di un contributo di lotta e di sangue davvero importante. Perché dietro a questi numeri ci sono delle persone, delle donne, molte delle quali hanno pagato con la vita la loro scelta di libertà.</em></p><p><em>Furono circa 35 mila le donne che parteciparono direttamente alla Resistenza delle 70 mila che aderirono ai Gruppi di difesa della donna. 1.859 di loro furono vittime di violenze e stupri, 4.635 arrestate, torturate e condannate, 2.750 deportate, 623 fucilate o cadute in azione.</em></p><p><em>Tra queste donne ricordiamo, tra le altre, due figure di spicco originarie della nostra regione: la prima, Tina Anselmi, staffetta partigiana col nome di Gabriella, che pedalava per più di 100km al giorno per collegare le brigate partigiane in Veneto e poi prima donna ministro della Repubblica.</em></p><p><em>La seconda, Lina Merlin, che dopo l’8 settembre prese parte attiva alla Resistenza e organizzò con Ada Gobetti, Laura Conti e altre donne antifasciste i “Gruppi di difesa della donna”. Quella Lina Merlin che sarà componente dell’Assemblea Costituente e prima donna eletta al Senato dove il prossimo 11 maggio sarà collocato il suo busto in bronzo su iniziativa della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Comitato Lina Merlin e della nostra Amministrazione.</em></p><p><em>Donne che come tante altre, poi ritornate alla vita civile e meno famose hanno contribuito a fondare e costruire il nostro Paese.</em></p><p><em>Torniamo in qualche modo al discorso iniziale: nei momenti di necessità dobbiamo mettere da parte le differenze, le diversità di opinione, il genere. Dobbiamo far prevalere non gli egoismi e i particolarismi ma il bene comune e la solidarietà</em></p><p><em>Un messaggio che abbiamo il dovere di trasmettere alle nuove generazioni, così fortunate da vivere in un paese libero, che non hanno mai conosciuto la guerra.<br>
Giovani che, quando scoprono le storie delle donne e degli uomini che hanno fatto la Resistenza, diventano curiosi e attenti e per la maggior parte non sono indifferenti e distratti davanti a parole come libertà, democrazia e sacrificio.</em></p><p><em>Sta a noi non lasciare svanire la forza dei valori che oggi celebriamo, in una giornata che è di tutti e tutt’altro che un rito appannato dal tempo.</em></p><p><em>Abbiamo dimostrato in questi mesi forza, coesione sociale, solidarietà.</em></p><p><em>Guardiamo avanti, assieme con fiducia. </em></p><p><em>Buon 25 aprile a tutti i padovani</em>".</p><p>Sergio Giordani</p>
"RECLAIM" - mostra di street poster per la città
Comunicato stampa: discorso del sindaco di Padova Sergio Giordani in occasione del 106° anniversario del genocidio armeno
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<img src="/sites/default/files/images/armeni%20sindaco.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>"<em>Signore, signori, gentili ospiti</em></p><p><em>Ricordiamo oggi come ogni anno davanti a questo bassorilievo in bronzo una delle tragedie del ‘900: lo sterminio e il tentativo di annientamento del popolo armeno da parte dell’Impero Ottomano.</em></p><p><em>Una tragedia le cui conseguenze sono ben visibili ancora oggi a oltre un secolo di distanza.</em></p><p><em>Il ‘900, secondo alcuni storici, è uno dei secoli più violenti della storia recente, quello nel quale gli ideali di uguaglianza, il progresso e la scienza sono stati distorti, per essere messi al servizio di totalitarismi che li hanno impiegati nello sterminio di massa di innocenti.</em></p><p><em>Un secolo che si è aperto con l’annientamento del popolo armeno, che ha vissuto la tragedia immensa della Shoah, e purtroppo si è chiuso con la il massacro dei Tutsie in Ruanda la pulizia etnica nel Balcani, e il massacro di donne e bambini a Srebrenica.</em></p><p><em>Pulizia etnica: una frase che suscita orrore e che non vorremmo più sentire pronunciare ma che ancora oggi, troppo spesso risuona in tanti luoghi del mondo.</em></p><p><em>Per questo oltre che per il doveroso omaggio alle vittime di queste vicende, non dobbiamo lasciare che lo scorrere del tempo faccia svanire il ricordo di quanto avvenuto, e non possiamo dimenticare le ragioni - se mai si possa usare la parola RAGIONE per questi fatti - che li hanno provocati.</em></p><p><em>Gli armeni lo sanno bene e sanno quanto è difficile ancora oggi mantenere viva l’attenzione della comunità internazionale sulla loro storia, sulla loro cultura, che anche oggi è minacciata da un negazionismo opportunista e da interessi geopolitici che vorrebbero minimizzare la loro presenza nell’area del Caucaso.</em></p><p><em>L’ Armenia, che il 21 settembre di quest’anno festeggerà i 30 anni della propria indipendenza, è membro del Consiglio d’Europa, l’organizzazione fondata non a caso nel 1949, che ha come scopo quello di promuovere la democrazia, i diritti umani, l’identità culturale e la ricerca di soluzioni ai problemi sociali in Europa.</em></p><p><em>La diaspora di questo popolo è ancora una realtà significativa se pensiamo che l’Armenia ha oggi circa 3 milioni di abitanti, mentre gli armeni dispersi nel mondo sono oltre 8 milioni.</em></p><p><em>Come Europa, come Italia, dobbiamo da un lato ricordare il genocidio armeno, dall’altro agire perché non si riproducano oggi condizioni di discriminazione e violenza per le popolazioni armene che vivono nei territori del Nagorno Karaback, e in generale in quelle regioni nelle quali vi sono ancora forti elementi di contrasto con altri gruppi etnici.</em></p><p><em>Purtroppo la politica di alcuni paesi confinanti con l’Armenia, non va oggettivamente oggi in questa direzione.</em></p><p><em>I diritti umani, la tutela della storia e della cultura di un popolo non sono valori negoziabili.</em></p><p><em>E proprio per questo, e per dare un senso concreto a questa commemorazione, oggi noi non possiamo girarci dall’altra parte, far finta che quanto purtroppo accade agli armeni, dopo oltre un secolo dal genocidio del 1915, non ci riguardi, sia una questione locale, distante da noi.</em></p><p><em>Ricordiamoci sempre che quando parliamo di diritti umani, di democrazia e libertà, siamo sempre coinvolti, perché questi valori per noi fondanti non sono assicurati a priori e una volta raggiunti devono essere custoditi e difesi con impegno.</em></p><p><em>Grazie a tutti voi, per il vostro impegno in questa direzione</em>".<br>
<br>
Sergio Giordani</p>
Conferenza stampa: "Attorno a Van Gogh. Otto pittori e i colori della vita"
<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>In occasione della terza apertura dell’esposizione "Van Gogh. I Colori della vita” una importante novità attende i giornalisti e il pubblico: l'inaugurazione di una grande mostra di gruppo di otto pittori contemporanei che su indicazione di Marco Goldin hanno lavorato su alcuni temi cari a Van Gogh. Le opere sono quelle di Laura Barbarini, Franco Dugo, Attilio Forgioli, Matteo Massagrande, Cetty Previtera, Giuseppe Puglisi, Laura Villani e Piero Zuccaro e sono ospitate nell'agorà e al primo piano del San Gaetano.</p><p>Dal 26 aprile al 6 giugno sarà naturalmente possibile tornare a visitare anche la grande esposizione “Van Gogh. I colori della vita”.<br>
Tutti i dettagli in conferenza stampa riservata ai giornalisti </p><p><strong>lunedì 26 aprile, ore 11:00<br>
Centro Altinate San Gaetano</strong></p><p>Interventi:</p><ul>
<li>Sergio Giordani, sindaco di Padova</li>
<li>Andrea Colasio, assessore alla cultura</li>
<li>Marco Goldin, curatore della mostra</li>
</ul><p>Seguirà la visita secondo i protocolli di sicurezza.</p>
Comunicato stampa: da lunedì 26 aprile biglietti in modalità contactless a bordo del tram
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<img src="/sites/default/files/images/contactless%20tram.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Da lunedì 26 aprile è possibile acquistare i biglietti anche in modalità contactless a bordo del tram. Questa l’innovazione introdotta da Busitalia Veneto per rendere l’acquisto del biglietto semplice e veloce, garantire al cliente la tariffa più conveniente e rendere il biglietto invisibile e sostenibile.<br>
L’acquisto in modalità contactless - realizzato anche grazie al finanziamento POR FESR di Regione Veneto - costituisce un progetto pilota per estendere il servizio agli autobus che effettuano servizio a Padova e Provincia.</p><p>Basterà avvicinare all’apposito dispositivo, posizionato in corrispondenza delle porte centrali del tram, la propria carta di pagamento contactless - fisica o virtuale dei circuiti Mastercard, Maestro, Visa e Vpay - e l’accensione della luce verde confermerà l’acquisto del biglietto urbano di Padova di 1° tratta valido 75 minuti al prezzo di 1,30 euro. L’operazione va ripetuta ogni volta che si sale a bordo di un tram, anche in caso di trasbordo: se effettuata entro i 75 minuti dal primo tap con carta di pagamento, non comporta l’acquisto di un ulteriore biglietto né l’addebito di alcun importo ulteriore.</p><p>Il dispositivo non rilascia ricevuta cartacea e per la verifica del titolo di viaggio sarà sufficiente mostrare al controllore la carta di pagamento utilizzata e comunicare le prime 6 e le ultime 4 cifre della stessa. Inoltre, registrandosi sul portale <a href="https://contactless-veneto.fsbusitalia.com/" target="_blank">https://contactless-veneto.fsbusitalia.com</a> si potrà visualizzare in tempo reale ogni operazione effettuata a bordo dei tram e, successivamente, i biglietti comprati e il relativo addebito.</p><p>Dichiara l’assessore alla mobilità Andrea Ragona:<em> </em>"<em>Ringrazio Busitalia Veneto per aver introdotto questa novità che rende il servizio pubblico più comodo, veloce e smart per tutti i cittadini. Il sistema è molto semplice e in questa prima fase è montato solo sulle porte centrali del tram. Verrà sperimentato e in futuro eventualmente sarà esteso a tutti gli autobus. Il costo non cambia e si introduce la possibilità di evitare la ricerca all’ultimo momento di biglietto, quando magari i negozi sono chiusi, oltre a eliminare l’utilizzo del contante. Ormai moltissime persone hanno la carta di credito direttamente collegata al cellulare, pagare semplicemente avvicinando il nostro dispositivo sarà quindi un gesto semplice e quasi scontato</em>".</p>