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Campagna di comunicazione sul Tram

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Parte la nuova campagna sul Sir3 (Stazione-Voltabarozzo)
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Due nuovi percorsi del Tram si aggiungeranno a quello attuale, attivando cos&igrave; un sistema di 8 linee che ridisegneranno la mobilit&agrave; in citt&agrave; e renderanno il sistema tranviario ancora pi&ugrave; efficiente, sostenibile e sicuro. Le <strong>8 linee</strong> si articoleranno in <strong>69 fermate</strong> distribuite in tutta la citt&agrave; lungo una rete totale di <strong>83,5 km</strong>.&nbsp;</p><p>Un&rsquo;operazione resa possibile da <a href="https://www.padovanet.it/slide-smart"><strong>Smart&nbsp;-</strong>&nbs… metropolitano a rete tranviaria</a>, che grazie ai <strong>37 nuovi mezzi</strong> permetter&agrave; alle padovane e ai padovani di trascorrere nel traffico 1,2 milioni di ore in meno all&rsquo;anno,<strong> risparmiando 15 milioni</strong> di euro. Il tempo di ingresso nel centro citt&agrave; si ridurr&agrave; quindi del 25%, consentendo alle cittadine e ai cittadini di dedicare <strong>pi&ugrave; tempo alla famiglia, al lavoro e al tempo libero</strong>. La riduzione delle emissioni di CO2 di 15.600 tonnellate rappresenta inoltre il principale beneficio ambientale introdotto dall&rsquo;opera, contribuendo a migliorare nettamente la <strong>qualit&agrave; dell&rsquo;aria</strong>.</p><hr><p class="rtecenter"><a href="https://www.instagram.com/trampadova/&quot; target="_blank">Instagram</a>&nbsp;<strong>-</strong>&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/TramPadova&quot; target="_blank">Facebook</a>&nbsp;<strong>-</strong>&nbsp;<a href="https://t.me/TramPadova&quot; target="_blank">Telegram</a></p><hr>

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<?xml encoding="utf-8" ?><br><h3 class="rtecenter">Grafiche della Campagna sul Tram</h3><p class="rtecenter"><span style="font-size:16px"><strong>FASE 3 - "Sir3.&nbsp;La linea che unisce"</strong></span></p><p>Da settembre 2023&nbsp;parte la terza fase della campagna, che si focalizza sul nuovo Tram Sir3 "La linea che unisce", un ulteriore percorso che rende le proprie destinazioni pi&ugrave; vicine.</p><p><a href="https://www.padovanet.it/volantino-campagna-sir3-la-linea-che-unisce">V… campagna Sir3 "La linea che unisce"</a></p>

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<?xml encoding="utf-8" ?><figure class="figure">
<img src="/sites/default/files/images/650%2002%20Fase%203%20Campagna%20di%20comunicazione%20sul%20Tram.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p><a href="https://www.padovanet.it/sites/default/files/images/01%20Fase%203%20Cam… Sir3 "La linea che unisce - Eleonora a sua sorella"</a><br>
<a href="https://www.padovanet.it/sites/default/files/images/02%20Fase%203%20Cam… Sir3&nbsp;"La linea che unisce - Pietro alla scuola di sua figlia"</a><br>
<a href="https://www.padovanet.it/sites/default/files/images/03%20Fase%203%20Cam… Sir3 "La linea che unisce - Gianluca ai suoi colleghi"</a><br>
<a href="https://www.padovanet.it/sites/default/files/images/04%20Fase%203%20Cam… Sir3 "La linea che unisce - Sara alla palestra"</a><br>
<a href="https://www.padovanet.it/sites/default/files/images/05%20Fase%203%20Cam… Sir3 "La linea che unisce - Marta all'aperitivo con gli amici"</a></p>

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<?xml encoding="utf-8" ?><br><div class="focus2">
<p><a href="https://www.padovanet.it/notizia/20230908/campagne-di-comunicazione-sul… style="font-size:16px">Precedenti campagne sul Tram</span></a></p>
</div>

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Comunicato stampa: "VerdeCittà" a Padova

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Un'iniziativa per la sostenibilità e il benessere urbano nella capitale del Veneto.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Si chiude a Padova il roadshow di VerdeCitt&agrave;, il progetto Mipaaf - Crea&nbsp;di sensibilizzazione dell&rsquo;opinione pubblica sui benefici che il verde apporta non solo alla bellezza, ma anche alla salute e al benessere delle nostre citt&agrave;.<br>
Il centralissimo &ldquo;Liston&rdquo; ospita, da venerd&igrave; 17 a domenica 19 settembre, un&rsquo;area verde temporanea, un filare composto da alberi via via di dimensioni maggiori, fino ad arrivare al Palazzo Municipale (Moroni).<br>
L&rsquo;installazione, appositamente creata da un esperto progettista Conaf, grazie all&rsquo;impiego di specie arboree autoctone o anche non autoctone, ma ormai naturalizzate e ampiamente diffuse a Padova, mostrer&agrave; il ciclo di vita e l&rsquo;evoluzione dell&rsquo;albero in ambiente urbano, inevitabilmente diversi da come sarebbero in area forestale o agricola. Un&rsquo;area espositiva, inoltre, sar&agrave; dedicata alla presentazione del Progetto e alla promozione di una cultura pi&ugrave; consapevole dell&rsquo;importanza del verde e dell&rsquo;eccellenza del florovivaismo made in Italy. Personale adeguatamente formato sar&agrave; a disposizione per dare informazioni e consigli sui benefici del verde, sia pubblico che privato, nonch&eacute; sulla sua gestione quotidiana.</p><p>Come gesto concreto di impegno le piante utilizzate per l&rsquo;installazione saranno poi donate dal coordinatore del Progetto Gianluca Burchi, al Comune di Padova, rappresentato dall&rsquo;assessora all'ambiente Chiara Gallani, nel corso dell&rsquo;inaugurazione che si terr&agrave; venerd&igrave; 17 settembre, alle ore 12:30, affinch&eacute; possano essere ricollocate nella citt&agrave; a beneficio dei cittadini.</p><p>"<em>VerdeCitt&agrave; &egrave; un progetto di sensibilizzazione dell&rsquo;opinione pubblica sui benefici che il verde apporta non solo alla bellezza, ma anche alla salute e al benessere delle nostre citt&agrave; - </em>dichiara <strong>Chiara Gallani, assessora all'ambiente - </strong><em>Un contributo fondamentale anche al contrasto degli eccessi climatici, al risparmio idrico ed energetico e alla qualit&agrave; dell&rsquo;aria. Un progetto che siamo orgogliosi di ospitare, assieme ad altre 4 citt&agrave; italiane, anche a sottolineare la nostra azione nella pianificazione del verde, obiettivo sul quale ci stiamo impegnando da diversi anni -&nbsp;</em>aggiunge -&nbsp;<em>In questi giorni sul Liston incontreremo un&rsquo;installazione temporanea che racconta il ciclo di vita dell'albero in ambiente urbano raccontato dal vivo, un&rsquo;installazione che ci racconta i passaggi evolutivi di un albero in citt&agrave;. Alla fine dell'installazione -&nbsp;</em>conclude -<em>&nbsp;le piante diventeranno patrimonio di Padova che le riceve e accoglie per piantarle e prendersene cura. Vi invito a goderne, cos&igrave; come invito la cittadinanza a partecipare alle iniziative legate al progetto, per vivere una citt&agrave; pi&ugrave; bella, che mette di nuovo al centro il verde</em>".</p><p>Presso lo stand VerdeCitt&agrave; sar&agrave; possibile effettuare percorsi guidati, ricevere informazioni e consigli sui benefici del verde nonch&eacute; sulla sua gestione quotidiana e prenotare le visite all&rsquo;Orto Botanico (sabato pomeriggio, alle ore 16:30) e ad alcuni giardini di dimore storiche, appositamente aperti per VerdeCitt&agrave; e riservate ai visitatori dell&rsquo;area verde fino ad esaurimento posti (Padova ha un&rsquo;anima verde. Anticipazioni del festival di giardini aperti Anime Verdi - via Galilei e via Zabarella domenica ore 10:30 e Prato della Valle domenica ore 17:00).</p><p>Orari: venerd&igrave; 16 dalle 10:00 e alle 20:00, sabato 17 e domenica 18 dalle 10:00 alle 19:00</p><p>Il progetto, che coniuga bellezza e scienza, &egrave; finanziato dal Mipaaf, coordinato dal Crea&nbsp;e organizzato da Padova Hall con il supporto scientifico del Conaf&nbsp;(Consiglio dell&rsquo;Ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali) e la collaborazione di Aidtpg&nbsp;(Associazione italiana direttori e tecnici pubblici giardini).<br>
L&rsquo;ultima tappa &egrave; stata realizzata in collaborazione con il Comune di Padova.</p><p>Per informazioni consultare il sito&nbsp;<a href="https://eur04.safelinks.protection.outlook.com/?url=https%3A%2F%2Fverde…; target="_blank">www.verdecitta.flormart.it</a>.</p&gt;

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66175

Comunicato stampa: apre la terza edizione di "Photo open up - Festival internazionale di fotografia"

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Descrizione breve
Un viaggio visivo attraverso l'arte fotografica contemporanea e le sue molteplici narrazioni.
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Nel weekend del 18-19 settembre inaugura la terza edizione di Photo Open Up, Festival internazionale di fotografia che toccher&agrave; i principali musei e location cittadini: dai Musei Civici agli Eremitani a Palazzo Zuckermann, dal Centro Culturale San Gaetano, alla Cattedrale Ex Macello.</p><p>Ideato e prodotto da Comune di Padova, Assessorato alla cultura e Arcadia Arte, con la direzione artistica di Carlo Sala, la terza edizione del Festival internazionale di fotografia Photo Open Up propone il tema "Inferno, inferni". In occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri (1265-1321), la manifestazione vuole presentare una serie di ricerche fotografiche che riflettono sull&rsquo;attualit&agrave; della prima cantica della Divina Commedia.<br>
Quali sono gli "inferni"&nbsp;che caratterizzano la modernit&agrave;? Il Festival vuole dare risposta visiva a questi interrogativi attraverso quindici esposizioni composte di oltre oltre trecento opere spaziando dai maestri della fotografia della seconda met&agrave; Novecento fino alla ricerca odierna. Come sottolineato dal direttore artistico Sala: "<em>Oggi le immagini scandiscono la nostra quotidianit&agrave; e sono una straordinario strumento per comprendere le tensioni e i cambiamenti che stiamo attraversando. Le opere esposte nel Festival, di maestri e autori contemporanei, sono lo strumento per porre una serie di riflessioni di grande attualit&agrave; sugli &lsquo;inferni&rsquo; del nostro tempo come le guerre, la povert&agrave;, l&rsquo;emarginazione sociale e il cambiamento climatico</em>".</p><p><strong>L&rsquo;assessore alla cultura e al turismo Andrea Colasio </strong>sottolinea: "<em>Questa &egrave; la terza edizione Photo Open Up, il Festival internazionale di fotografia ideato e prodotto dal Comune di Padova, che in breve tempo si &egrave; affermato come una delle proposte pi&ugrave; interessanti del panorama fotografico nazionale. Lo conferma il tema di quest&rsquo;anno,&ldquo;Inferno, Inferni&rdquo; scelto con intelligenza dal curatore Carlo Sala, che partendo da un omaggio a Dante nel 700&deg; anniversario della morte, indaga attraverso il linguaggio della fotografia il significato di &ldquo;inferno&rdquo; nella nostra societ&agrave;.<br>
Photo Open Up sottolinea cos&igrave; la sua vocazione, quella di essere non solo una occasione per visitare mostre con famose immagini di autori affermati (sono oltre 300 le opere esposte quest&rsquo;anno in 16 esposizioni) ma anche un momento di dibattito e riflessione sui temi centrali del nostro mondo contemporaneo. E&rsquo; possibile cos&igrave; apprezzare anche l&rsquo;universalit&agrave; e la duttilit&agrave; del linguaggio fotografico che, pur adattandosi alle epoche, mantiene la propria formidabile capacit&agrave; di comunicazione, anche sul piano istintivo ed emotivo.<br>
Il Festival si caratterizza anche per essere uno dei pi&ugrave; interessanti appuntamenti dedicati ai giovani fotografi e alla fotografia di ricerca presentando anche alcuni autori selezionati attraverso un'apprezzata &ldquo;call internazionale&rdquo;.<br>
Infine Photo Open Up non dimentica le radici locali dedicando una personale antologica a Gustavo Millozzi, una delle figure chiave della fotografia padovana dal dopoguerra ad oggi ed una mostra allo storico Gruppo fotografico Antenore, in occasione dei 30 anni dalla fondazione.<br>
Ringrazio infine la Fondazione Cariparo che anche quest&rsquo;anno ha supportato significativamente il Festival</em>".</p><p>Il Festival si apre ai Musei Civici agli Eremitani con la rassegna omonima del tema, intitolata "Inferno, inferni", che propone un&rsquo;ampia selezione di immagini di alcuni protagonisti della storia della fotografia - dagli anni Sessanta del Novecento agli esordi del nuovo millennio - provenienti dalle prestigiose collezioni del Centro internazionale di fotografia Scavi Scaligeri di Verona. La mostra propone una selezione di cinquanta iconici scatti che attualizzano in chiave contemporanea alcuni caratteri dell&rsquo;architettura dantesca come la violenza e la discordia, e portano alla scoperta di quelli che sono gli inferni contemporanei attraverso immagini sociali che vanno dalla condizione degli emarginati (Gianni Berengo Gardin, Carla Cerati Ferdinando Scianna e John Phillips) ai reportage nei fronti di guerra - oggi drammaticamente tornati di attualit&agrave; come l&rsquo;Afghanistan - realizzati da importanti autori di reportage internazionali come Alexandra Boulat, Gary Knight, Christopher Morris e John Stanmeyer, o anche James Nachtwey con una toccante immagine delle macerie del World Trade Center l&rsquo;11 settembre del 2001 a vent&rsquo;anni dall&rsquo;attentato.</p><p>Sempre al complesso museale che ospita la celebre Cappella degli Scrovegni di Giotto va di scena la grande mostra "Stati di tensione", realizzata in collaborazione con la Fondazione Museo di fotografia&nbsp;contemporanea di Cinisello Balsamo e la curatela di Carlo Sala. La grande mostra propone oltre settanta capolavori provenienti dell'istituzione lombarda, che vanta una delle pi&ugrave; rilevanti collezioni fotografiche a livello internazionale con i maggiori maestri della fotografia degli ultimi sessant&rsquo;anni.<br>
Il titolo della mostra richiama metaforicamente la tensione-trazione cui &egrave; sottoposta la societ&agrave; odierna di fronte a sfide e mutamenti epocali: dai cambiamenti climatici ai flussi migratori, dalle insorgenze dei nuovi nazionalismi alle discriminazioni.<br>
Il primo capitolo della mostra pone l'attenzione sul paesaggio, alla luce del dibattito attuale sull'Antropocene e del rapporto conflittuale tra azione antropica e paesaggio, attraverso l&rsquo;opera di grandi nomi come Guido Guidi, Paul Graham, Roni Horn, Peter Fischli &amp; David Weiss dove spiccano opere iconiche come "Capri" (1982) di Luigi Ghirri o la serie sulle luci artificiali di Olivo Barbieri.<br>
Il secondo capitolo ragiona sulle forme di esclusione (per motivi politici, razziali, economici) come base delle tensioni sociali che, dagli anni Settanta del Novecento a oggi, hanno caratterizzato la nostra societ&agrave;, con autori del calibro di Letizia Battaglia con la celebre foto "La bambina con il pallone"&nbsp;(1980), Lisetta Carmi con una storica immagine dedicata ai travestiti genovesi, Mario Giacomelli con le opere della serie "Verr&agrave; la morte e avr&agrave; i tuoi occhi", ma anche i lavori di Mario Cresci, Francesco Jodice, Joan Fontcuberta, Leonard Freed e Armin Linke.</p><p>Il Festival mantiene anche la sua vocazione alla ricerca presentando vari autori del panorama nazionale e internazionale attuale. Sempre agli Eremitani l&rsquo;intervento personale del noto duo Christto &amp; Andrew, che hanno formato l&rsquo;immagine logo del Festival tratta dalla serie "Encrypted Purgatory". L&rsquo;immagine, dalle tinte forti e stranianti, ha un carattere perturbante perch&eacute; un elemento della nostra quotidianit&agrave; -&nbsp;una comune tastiera del computer -&nbsp;assume un tono inquietante per la vicinanza di un serpente. Il lavoro di Christto &amp; Andrew evoca poeticamente la preoccupazione per un futuro sempre pi&ugrave; dominato dalla tecnologia in cui l'uomo - nella sua versione pi&ugrave; disumanizzata - &egrave; interamente controllato da una mente artificiale.</p><p>Alla Cattedrale Ex Macello verranno presentate diverse mostre personali di autori contemporanei, a partire dal fotografo inglese William Lakin, vincitore dell&rsquo;Open Call internazionale che ha visto la partecipazione di autori da vari paesi del mondo. Il suo progetto utilizza il mezzo fotografico per decostruire i simboli di potere e le narrazioni condivise ragionando sulle questioni di genere e in particolare sulla figura maschile sospesa tra condizionamenti sociali e comportamenti competitivit&agrave;.</p><p>Nello spirito della ricerca sul piano internazionale la mostra&nbsp;"Nexus"&nbsp;raccoglie i lavori di 37 giovani autrici e autori di varie nazionalit&agrave;, studenti di fotografia laureati negli ultimi due anni rendendo una panoramica della scena creativa londinese. Un progetto curato da William Lakin e Sophie Gladstone che hanno invitato i partecipanti alla sperimentazione, riflettendo sulle metafore del loro immediato come un mezzo per rappresentare soggetti difficilmente accessibili con la fotografia tradizionale.</p><p>Sempre all&rsquo;Ex Macello, in collaborazione con il Comune di Ravenna, vi saranno le personali delle tre vincitrici del concorso Camera Work con la curatela di Silvia Camporesi. Esse sono Martina Zanin che porta in mostra il lavoro "I made them&nbsp;run away", Valentina D&rsquo;Accardi con la serie "Abissi" e la nota autrice sudafricana Buhlebeweze Siwani che presenta il progetto "Ukuqhaqha (The undoing)".</p><p>Sempre negli spazi dell&rsquo;Ex Macello vi &egrave; l&rsquo;intervento personale "Le&nbsp;nuvole" di Massimiliano Gatti. L&rsquo;autore mette in relazione una serie di fotografie realizzate nei siti archeologici della citt&agrave; di Palmira con delle immagini che, dietro l&rsquo;apparente forma lieve e accattivante delle nuvole, rivelano delle colonne fumo che si innalzano dopo la distruzione di quel patrimonio storico da parte dell&rsquo;Isis, generando cos&igrave; un cortocircuito visivo tra l&rsquo;immaginario della propaganda terroristica e la secolare bellezza di quei luoghi feriti.</p><p>A chiudere il percorso della location la mostra personale di Valeria Cherchi&nbsp;"Anatomia del silenzio" che, attraverso immagini fotografiche e testi, indaga il fenomeno dei sequestri di persona, una piaga criminale che ha attraversato la Sardegna dagli anni Sessanta ai Duemila ripercorrendo memorie che ancora oggi sono avvolte da un profondo senso di omert&agrave;.</p><p>Tra le proposte internazionali al Centro San Gaetano la personale dello spagnolo Joel Jimenez e la mostra "Mujeres de cine. Ecos de Hollywood&nbsp;en Espa&ntilde;a, 1914-1936".<br>
Con "Castle of innocence" Jimenez ci porta nello spazio del Museo dei bambini del Costa Rica, un edificio precedentemente destinato a prigione centrale, per esaminare le dinamiche di potere presenti nel controllo della narrativa e nella percezione della storia.<br>
"Mujeres de cine" si focalizza sull&rsquo;impatto che il cinema ha avuto sulla cultura spagnola, soprattutto sulle donne che vedevano le dive hollywoodiane sugli schermi di provincia. Una testimonianza su come la settima arte abbia avuto un ruolo di riflesso della societ&agrave;, ma anche come motore di cambiamento del ruolo femminile nella Spagna tra le due guerre.</p><p>Nello stesso spazio la personale di Tania Brassesco &amp; Lazlo Passi Norberto il duo di autori che lavorando tra New York e la citt&agrave; di Padova operano nell&rsquo;ambito della staged photography. Nella loro ricerca amano il confine che concerne la realta&#768; e la finzione, usando il medium fotografico in modo alterato per modificarne la caratteristica intrinseca di rappresentazione della realt&agrave;, sviluppando un paradosso nella percezione dell&rsquo;immagine stessa.</p><p>Il Festival vuole mantenere un legame particolare con la tradizione culturale del territorio in cui si svolge, a partire dall&rsquo;esposizione che celebra il trentennale della fondazione del cittadino Gruppo fotografico Antenore Bfi&nbsp;che si terr&agrave; a Palazzo Angeli. La mostra propone i lavori dei suoi aderenti per culminare con le opere dei suoi soci onorari come Gianni Berengo Gardin, Elio Ciol, Mario Lasalandra, Nino Migliori, Renzo Saviolo e Gustavo Millozzi.</p><p>Sempre Gustavo Millozzi &egrave; protagonista di un&rsquo;esposizione a Palazzo Zuckermann composta da due differenti cicli di lavori Venezia 1957-1963 e Terre 1967-1981.<br>
La mostra dedicata alla citt&agrave; lagunare presenta una serie scatti su una Venezia &ldquo;minore&rdquo; realizzati nel periodo - tra la fine degli anni Cinquanta e primi Sessanta - in cui l&rsquo;autore operava nell&rsquo;ambito del celebre Circolo fotografico &ldquo;La gondola&rdquo;. Il secondo progetto &egrave; incentrato sui rifiuti industriali di Marghera che cos&igrave; decontestualizzato dall&rsquo;occhio del fotografo sembrano assumere delle fattezze che tendono all&rsquo;astrazione</p><p>Le sedi delle mostre;</p><ul>
<li>Musei Civici agli Eremitani, piazza Eremitani, 8;</li>
<li>Centro Culturale Altinate/San Gaetano, via Altinate, 71;</li>
<li>Cattedrale Ex Macello, via Cornaro, 1;</li>
<li>Scuderie di Palazzo Moroni, via VIII Febbraio;</li>
<li>Palazzo Zuckermann, corso Garibaldi, 33;</li>
<li>Palazzo Angeli, Prato della Valle, 12.</li>
</ul><p>Orari: dal venerd&igrave; alla domenica dalle 10:00&nbsp;alle&nbsp;19:00</p>

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66174