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Campagna social #HealthierTomorrow

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Descrizione breve
In occasione della Giornata mondiale della salute 2022
Data della notizia
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<img src="/sites/default/files/images/180%20WHD_A3-Poster_White_for_printing%20%281%29.jpg" class="figure-img img-fluid">
</figure><br><p>Il Comune di Padova - <a href="http://www.padovanet.it/informazione/progetto-citt%C3%A0-sane-oms">uffi… Citt&agrave; Sane</a> aderisce alla campagna #HealthierTomorrow, promossa dall'<a href="https://www.who.int/&quot; target="_blank">Organizzazione mondiale della sanit&agrave; - Oms</a> e veicolata dalla Rete italiana Citt&agrave; Sane Oms, in occasione della <a href="https://www.who.int/campaigns/world-health-day/2022&quot; target="_blank">Giornata mondiale della salute 2022</a>, che si celebra il 7 aprile.</p><p>Per aderire alla campagna basta pubblicare, sui propri canali e profili social, una foto che mostri cosa significa vivere in un pianeta sano, commentandola <strong>utilizzando l'hashtag #HealthierTomorrow</strong>.<br>
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Il Cug&nbsp;- Comitato Unico di Garanzia -&nbsp; del Comune di Padova aderisce all'iniziativa.</p>

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Comunicato stampa: Padova chiama Sarajevo. 5 aprile: 30 anni dall'invasione di Sarajevo

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Descrizione breve
Un'occasione per riflettere sulla pace e la memoria storica tra due città.
Data della notizia
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<?xml encoding="utf-8" ?><br><p>Marted&igrave; 5 aprile, al Centro Culturale Altinate San Gaetano, alle ore 9:00, si terr&agrave; l&rsquo;evento "Padova chiama Sarajevo: 30 anni insieme per la pace. Progetti ed esperienze di cooperazione per un futuro senza guerre", organizzato dal Comune di Padova e Banca Etica con il patrocinio del Centro di Ateneo per i Diritti Umani "Antonio Papisca", e la collaborazione dell&rsquo;Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa e del Centro per la Cooperazione Internazionale.<br>
Un&rsquo;occasione non solo per riflettere su che cosa &egrave; accaduto 30 anni fa, esercitare memoria e ricordare cosa &egrave; in corso oggi, ma per discutere del significato della ricostruzione post bellica, con un focus sulle forme di microcredito per favorire imprenditorialit&agrave; femminile e legata a progetti agricoli che rilancino il tessuto sociale nelle campagne.</p><p>Saranno presenti l&rsquo;assessora Francesca Benciolini, la sindaca di Sarajevo Benjamina Kari&#263; , la presidente di Banca Etica Anna Fasano, la direttrice del Centro di Ateneo per i Diritti Umani &ldquo;Antonio Papisca&rdquo; Gabriella Salviulo e durante la giornata interverranno, tra gli altri, Don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace, Stefano Baldussi di Banca Etica e Benedetto Zaccaria, Universit&agrave; di Padova.</p><p>Durante la giornata &egrave; prevista la "Tavola rotonda Di Pace e di Futuro &ndash; racconti ed esperienze per andare oltre le guerre" in cui interverranno:</p><ul>
<li>Elma Zuki&#263; &ndash; presidente di Amfi, Associazione delle Istituzioni di Microfinanza della Bosnia ed Erzegovina</li>
<li>Grazia Sgarra &ndash; dirigente ufficio VII Aics, Soggetti di Cooperazione, Partnership e Finanza per lo Sviluppo, Ministero Affari Esteri</li>
<li>Radmila &#381;arkovi&#263; &ndash; cooperativa Zajedno (Insieme), produttrice delle &ldquo;marmellate di pace&rdquo;, Bratunac (Bosnia ed Erzegovina)</li>
<li>Brunilda Isaj &ndash; segretaria Generale Ama, Albanian Microfinance Association, Tirana (Albania)</li>
<li>Katarzyna Pawlak &ndash; ceo Microfinance Center, Varsavia (Polonia)</li>
</ul><p>Modera la giornata Davide Sighele, Osservatori Balcani e Caucaso.<br>
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L&rsquo;assessora alla Cooperazione, diritti umani e Pace Francesca Benciolini dichiara: &ldquo;<em>All&rsquo;inizio della guerra in l&rsquo;Ucraina qualcuno ha affermato che fosse il primo conflitto armato su suolo europeo dopo la seconda guerra mondiale. Questo ci dice quanto sia facile dimenticare quanto &egrave; accaduto anche solo 30 anni fa e quanto sia importante fare memoria. Proprio da Padova partirono allora le carovane della pace che, grazie all&rsquo;intuizione dei Beati i Costruttori di Pace e all&rsquo;adesione di tante realt&agrave; pacifiste, coinvolsero molte persone che raggiunsero i Balcani unendo il nostro territorio a Sarajevo, con l&rsquo;idea che le guerre non possano essere la soluzione dei conflitti ma che sia fondamentale cercare di prevenirli e individuare soluzioni di dialogo e pace. L&rsquo;esperienza dei Balcani ci ricorda in maniera forte l&rsquo;importanza dell&rsquo;azione internazionale e oggi, tornare a quel conflitto, ci aiuta a leggere in modo diverso lquanto sta avvenendo in Ucraina. Proprio in &nbsp;questi giorni &egrave; partita peraltro la prima carovana della pace verso il territorio ucraino, che ha come obiettivo non tanto e non solo gli aiuti alle persone, quanto il ribadire la necessit&agrave; di istituzioni forti capaci di risolvere le tensioni attorno a un tavolo e non con le bombe.</em>&rdquo;<br>
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Anna Fasano, presidente di Banca Etica dichiara:&ldquo;<em>La finanza etica &egrave; nata in Italia alla fine degli anni novanta proprio dalla spinta dei movimenti pacifisti che volevano dare vita a una banca che rifiutasse di investire nel business delle armi che purtroppo ancora oggi &egrave; all&rsquo;origine dei conflitti violenti che portano distruzione a tanti e lauti profitti per pochi. Ricordare quello che &egrave; successo a Sarajevo mentre assistiamo attoniti a quello che sta succedendo in Ucraina rafforza il nostro impegno per mettere la finanza al servizio di un&rsquo;economia di pace che sottrae risorse a chi distrugge il pianeta e viola i diritti umani e le mette invece a disposizione di chi fa crescere progetti di cooperazione, accoglienza, tutela dell&rsquo;ambiente. Sono sempre di pi&ugrave; le persone e le organizzazioni che scelgono la finanza etica perch&eacute; credono che il risparmio e gli investimenti possano e debbano essere orientati verso progetti per il bene comune. Il microcredito &egrave; uno degli strumenti pi&ugrave; efficaci con cui sosteniamo lo sviluppo e la crescita delle persone pi&ugrave; fragili in aree complesse come i Balcani</em>".<br>
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Marco Mascia, del Centro di Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca dichiara: &ldquo;<em>La guerra dei Balcani non ha insegnato nulla agli stati membri dell&rsquo;Unione Europea e alla stessa Unione Europea. Le tremende, strazianti immagini di morte e distruzione che arrivano dall&rsquo;Ucraina e che entrano nelle nostre case ci dicono ancora una volta che con la guerra tutto &egrave; perduto. Le guerre si possono evitare. Sono sempre una scelta. La guerra non &egrave; una soluzione, i colloqui di pace inclusivi e in buona fede, le negoziazioni sono la soluzione. Non ci sono alternative al negoziato politico. Anzi, la sola alternativa al negoziato &egrave; la guerra totale. La storia pi&ugrave; recente ci insegna che ormai le guerre non si vincono pi&ugrave; e che il negoziato &egrave; l&rsquo;unica strada per salvare decine di migliaia di persone dalla morte certa.<br>
Non esiste una violenza giusta cos&igrave; come non esiste una guerra giusta. Oggi, diversamente da ieri, la comunit&agrave; internazionale ha gli strumenti per risolvere pacificamente i conflitti: il diritto e l&rsquo;organizzazione internazionale.<br>
Bisogna fermare una volta per tutte i signori della guerra e i killer della speranza che continuano a buttare benzina sul fuoco.<br>
Come trent&rsquo;anni fa a Sarajevo, anche oggi i governi occidentali e la NATO si stanno dimostrando incapaci a fermare l&rsquo;escalation e a garantire la pace.<br>
Come ha scritto Papa Francesco nell&rsquo;enciclica Fratelli Tutti &ldquo;Bisogna assicurare il dominio incontrastato del diritto e l&rsquo;infaticabile ricorso al negoziato, ai buoni uffici e all&rsquo;arbitrato, come proposto dalla Carta delle Nazioni Unite, vera norma giuridica fondamentale</em>&rdquo;.<br>
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Maggiori informazioni: <a href="https://www.padovanet.it/evento/incontro-padova-chiama-sarajevo-30-anni…;
Per la partecipazione al convegno contattare <a href="mailto:dirittiepartecipazione@comune.padova.it">dirittiepartecipazione@…;

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